Crackdown internazionale contro il warez

Individuati i membri di alcune delle crew più note sulla rete, sequestrati computer e molti server e siti dai quali venivano distribuiti software, videogiochi, film e musica. Da qui, forse, la diffusione dell'ultimo Star Wars


Roma – Un blitz su scala globale quello a cui si è assistito nei giorni scorsi e che ha impegnato la polizia federale americana in collaborazione con le forze dell’ordine di numerosi altri paesi: l’operazione Site Down è stata dichiarata un completo successo e un “duro colpo” al mondo del warez e più in generale della pirateria online.

Stando a quanto riferito dal Dipartimento di Giustizia americano , che ha coordinato le operazioni, queste hanno compreso 90 perquisizioni in abitazioni e altri locali negli USA e in paesi come Canada, Australia e Israele. Coinvolti anche molti europei, in particolare in Germania, Regno Unito, Olanda, Danimarca, Belgio, Francia e Portogallo. Alcuni personaggi raggiunti nel corso del blitz, ritenuti responsabili della distribuzione illegale in internet di software, film, musica e videogiochi, sono stati arrestati .

Il Dipartimento ha spiegato che il blitz è il risultato di una serie di tre diverse inchieste condotte dall’ FBI sotto copertura: questa metodologia avrebbe consentito agli agenti americani di penetrare nei network di comunicazione delle crew di cracker prese di mira, gente che secondo gli inquirenti ha fatto del warez il proprio modus vivendi.

Secondo gli inquirenti con questo blitz sono stati smantellati almeno otto “tra i principali siti di distribuzione illegale” e sono 120 coloro che sono stati identificati e ritenuti parte di organizzazioni warez molto note: le autorità hanno anche spiegato che non si fermeranno qui e che si può prevedere l’identificazione e la denuncia di molte altre persone.

In particolare sarebbero state prese di mira crew dai nomi noti come RiSCISO, Myth, TDA, LND, Goodfellaz, Hoodlum, Vengeance, Centropy, Wasted Time, Paranoid, Corrupt, Gamerz, AdmitONE, Hellbound, KGS, BBX, KHG, NOX, NFR, CDZ, TUN, e BHP. Secondo le autorità americane tra i prodotti illegalmente distribuiti da queste organizzazioni non solo software molto noti come Adobe Photoshop o Autodesk Autocad ma anche film di grande rilievo, come quello Star Wars Episode III: Revenge of the Sith che fu avvistato sulle reti di peering prima dell’uscita ufficiale nelle sale scatenando una indignata reazione degli studios di Hollywood.

In realtà gli inquirenti americani hanno dichiarato di ritenere molti dei sospetti i responsabili della prima diffusione di una quantità di prodotti pirata. Di conseguenza aver fermato queste organizzazioni si ritiene possa ridurre in modo significativo anche il nuovo materiale immesso nelle reti del peer-to-peer .


Stando alle autorità impegnate nell’operazione, i materiali pirata sequestrati nel blitz hanno complessivamente un valore di listino di 50 milioni di dollari , valutati come una piccola parte della più ampia perdita che i produttori avrebbero subito dalla diffusione di ogni genere di materiale da parte dei “nodi” di distribuzione coinvolti nell’inchiesta.

Alcuni degli arrestati si ritiene abbiano venduto enormi quantità di materiale con molti diversi sistemi anche a quelle organizzazioni criminali che poi masterizzano software, film e musica per rivenderli poi abusivamente sul mercato nero a prezzi irrisori rispetto a quelli di listino.

“Entrando in questa rete di furto ad alta tecnologia di proprietà intellettuali – ha dichiarato il procuratore generale degli Stati Uniti Alberto R. Gonzales – abbiamo dimostrato che le forze dell’ordine possono e riescono ad individuare, e denunciare, chi spera di poter usare internet per creare network di contraffazione in barba alle autorità”.

“Il furto di queste proprietà – ha aggiunto l’Assistant Director dell’FBI Louis M. Reigel – colpisce al cuore l’economia americana e sottrae a molti americani e ad altri in tutto il Mondo il loro diritto ad essere pagati per il proprio lavoro e a godere del valore del duro lavoro”.

Tra i precedenti di questo blitz si cita l’ Operazione Bucaneer del 2001, fino ad oggi sicuramente la più estesa indagine sviluppata contro la scena warez.

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