Cracker russi nella trappola dell'FBI

I due sono accusati di essere entrati in numerosi sistemi riservati americani. L'FBI si è procurata prove su di loro accedendo a sua volta ai loro sistemi. Con un trucco li ha attirati negli States dove li ha arrestati. Dubbi di legalità
I due sono accusati di essere entrati in numerosi sistemi riservati americani. L'FBI si è procurata prove su di loro accedendo a sua volta ai loro sistemi. Con un trucco li ha attirati negli States dove li ha arrestati. Dubbi di legalità


Washington (USA) – Un’operazione senza precedenti quella con cui l’FBI è riuscita ad arrestare due cracker russi, il 20enne Alexey Ivanov e il 25enne Vasily Gorshkov.

A quanto pare l’FBI lo scorso luglio, indagando su una serie di intrusioni subite da banche, provider e altre aziende, aveva individuato in Ivanov un possibile autore di questi attacchi. Nelle settimane successive, un’azienda americana fasulla creata artificiosamente dall’FBI proponeva ad Ivanov e al suo amico di tentare l’accesso ad un server promettendo, se fossero riusciti nel crack, un premio in denaro.

A quanto pare i due hanno aggredito il computer, credendolo innocuo. In realtà al suo interno l’FBI aveva piazzato ogni sorta di sistema di rilevazione. Da lì è stato “facile” per l’FBI entrare nei computer dei due russi e copiare una quantità di materiale che ora servirà da prova nei processi a carico dei due crackers.

Dopo il falso “challenge”, l’azienda fasulla è riuscita a convincere i due russi ad arrivare in America per parlare di una possibile assunzione. Al loro arrivo sono stati arrestati.

USAToday lega l’evento alle recenti dichiarazioni dell’FBI, secondo cui vi sarebbero alcuni gruppi di crackers russi attivi nel tentare di penetrare alcuni importanti network di imprese commerciali statunitensi.

Ora i due saranno sottoposti a differenti processi per i diversi crimini informatici da loro commessi. C’è naturalmente anche chi si chiede quale diritto abbia avuto l’FBI di entrare nei computer di due sospetti russi e come tutto questo si possa inquadrare non solo nella legislazione nazionale americana ma anche nel quadro del diritto internazionale.

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25 04 2001
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