Cracksiti italiani sempre più offline

Vita dura per certi spazi web gestiti da italiani. Nelle scorse ore è stato sottoposto a sequestro un sito dedicato al sat-hack mentre sono stati sospesi due altri siti dedicati a cracking e dintorni. Parla Aruba
Vita dura per certi spazi web gestiti da italiani. Nelle scorse ore è stato sottoposto a sequestro un sito dedicato al sat-hack mentre sono stati sospesi due altri siti dedicati a cracking e dintorni. Parla Aruba


Roma – Si occupava di sat-hack il sito “Axtermixsat.com, studio della decodifica satellitare”, sito italiano che nelle scorse ore è stato sottoposto a sequestro dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni dell’Emilia Romagna su disposizione della Procura della Repubblica di Forlì.

Quello spazio web, di cui non rimane più traccia neppure nella cache di Google e della cui vicenda si è occupato anche Baudnet , da qualche tempo aveva conquistato una certa notorietà grazie ad una certosina opera di promozione che, probabilmente, ha finito per esporlo, per provocare un aumento notevole dei contatti, fino ad attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. Queste da tempo sono impegnate nella repressione di quelle attività online che si attribuiscono al sito.

Su quelle pagine era infatti possibile trovare i codici con cui adattare le schede pirata per la ricezione della televisione satellitare ed è probabilmente proprio questa la ragione del sequestro, come già accaduto in altre occasioni.

Proprio ieri è poi giunto un comunicato stampa dalla Polizia Postale di Catania con cui è stato annunciato il sequestro di un sito indagato dal sostituto procuratore Giovannella Scaminaci della Procura Distrettuale della Repubblica di quella città.

Il sito, spiega una nota, propagandava e inneggiava all’ideologia fascista, “con contenuti apologetici finalizzati a un reclutamento”.

Il comunicato informa che il gestore è stato denunciato per apologia del fascismo e nei locali di sua disponibilità sono state effettuate delle perquisizione che hanno avuto “esito positivo”. Non è nota la URL del sito.

Ma dopo il recente sequestro di un sito di medicina alternativa , a “saltare” (ma senza l’intervento della magistratura) in questi giorni in cui si attende l’Hackmeeting di Bologna , sono stati due siti ospitati dal celebre fornitore di hosting Aruba e in vario modo legati al mondo dell'”underground tecnologico”.


Il primo è ZeroHack.it sulla cui home page ora campeggia la scritta: “Dominio fermato per non rispetto della Policy e delle norme vigenti”. E dove Aruba chiede esplicitamente ai gestori del sito di “rimuovere il materiale illegale residente sul server”. Il sito aveva come sottotitolo: “Pretoriani anti pedofilia hacking”.

Il secondo sito sospeso in queste ore da Aruba è Alexmessomalex.com , sito piuttosto noto il cui gestore, in una lettera spedita a Punto Informatico, afferma: “Il mio sito parla d’informatica, vuol’essere un piccolo portale che si occupa di notizie legate al mondo dei computer e di internet, spiega dettagliatamente cosa sono i virus, i trojans, gli strumenti adatti per rendere un computer sicuro come firewall e utilità di vario genere… solo pagine descrittive, nessun materiale illegale o di dubbia legalità è presente sullo spazio web a mia disposizione”.

Della cosa Punto Informatico ha potuto parlare ieri con i responsabili di Aruba secondo cui “l’intento non è certo quello di fare i poliziotti, non ce ne sarebbe neppure la possibilità, ma quando ci capitano davanti certe situazioni, se ci arrivano certe segnalazioni e se dall’esterno veniamo messi in guardia su certi siti… Ovvio che si controlli e se i contenuti sono contrari alle norme sospendiamo le pagine per evitare al gestore pesanti conseguenze legali”.

Secondo Aruba, dunque, non viene eseguita alcuna censura né peraltro sull’altissimo numero di siti ospitati (più di 140mila) il provider ha la possibilità di operare un controllo preventivo.

“Ma è ovvio che ci siano gli occhi puntati delle forze dell’Ordine – hanno spiegato i responsabili del provider a Punto Informatico – proprio per questi numeri. Di recente anche la BSA (l’associazione dei produttori di software proprietario, ndr) ha effettuato alcune scansioni per individuare eventuale materiale pirata”.

“C’è una policy – ha affermato Aruba – e chi ha un sito sui nostri server è tenuto a rispettarla”.

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18 06 2002
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