Credito residuo, sempre da restituire

MDC: gli operatori mobili restituiscano il credito residuo anche quando l'utente non lo richiede

Roma – Che succede quanto un utente cambia operatore di telefonia mobile, ma non chiede al vecchio gestore la restituzione del credito residuo? Nulla. Per questo motivo, la restituzione del credito residuo deve essere automatica e non dipendere dalla richiesta dell’utente. È la posizione espressa dal Movimento Difesa del Cittadino , per bocca del responsabile TLC Francesco Luongo, dopo l’audizione delle associazioni dei consumatori presso l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni , avvenuta venerdì scorso.

Oggetto dell’audizione, le proposte formulate dagli operatori di telefonia mobile dinanzi all’Authority per le modalità di restituzione del credito residuo, in adempimento al Decreto Bersani. I quattro MNO (TIM, Vodafone Italia, Wind e 3 Italia) intendono mantenere il meccanismo di restituzione del credito residuo su richiesta, a mezzo modulistica inoltrata via posta raccomandata o posta ordinaria. “Questo meccanismo – ha osserva Luongo di MDC – non risulta agevolmente fruibile da parte dell’utente medio, già alle prese con richieste a call center e a mezzo posta che spesso restano inevase”.

La proposta dell’associazione va infatti in un’altra direzione, proponendo “la restituzione automatica degli importi in caso di recesso, come già statuito dall’art. 4 della Delibera n. 179/03/CSP in caso di eventuali depositi cauzionali o anticipi conversazioni, con l’indicazione del tempo massimo per la restituzione. “L’utente – precisa ancora Luongo – dovrebbe essere sempre avvisato, all’atto del recesso e prima del suo perfezionamento, dell’esatto ammontare del credito residuo tramite SMS e ogni altra forma di comunicazione utile (oltre che per iscritto, se richiesto all’operatore)”.

I precedenti delle procedure non automatiche, sottolinea MDC, non sono incoraggianti: “Il meccanismo a richiesta si è dimostrato poco funzionale anche in altri servizi a rete, quali gas ed elettricità, dove milioni di euro giacciono nelle casse delle società per la mancata o inevasa richiesta di restituzione da parte degli utenti”. Si sono venuti così a creare una sorta di “depositi dormienti”, formati da denaro già versato dagli utenti per servizi mai fruiti, accumulato nel tempo.

“Al consumatore, inoltre, deve essere lasciata libertà di scelta se trasferire il credito ad altro operatore, in caso di portabilità del numero, oppure di chiedere al gestore semplicemente la restituzione del denaro con modalità agevoli e in ogni caso senza costi” ha dichiarato Luongo, definendo “non congrui” i termini di 30 giorni proposti dai quattro MNO – a cui si allineano Poste Mobile e Carrefour – né i 60 giorni proposti da CoopVoce.

Per quanto concerne, infine, i costi dell’operazione, MDC dichiara di non condividere “né il quantum né le modalità di applicazione: nel caso di recesso da un contratto di telefonia fissa è prevista la restituzione automatica e senza spese dell’anticipo conversazioni, perché non dovrebbe succedere anche in questo caso?” Su questi presupposti, l’Associazione rivolge all’Authority TLC la richiesta di un provvedimento “che garantisca in tempi brevi l’effettività dei diritti riconosciuti agli utenti dagli art. 1 commi 1 e 3 della Legge n. 40/07 (Legge Bersani)”.

Dario Bonacina

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  • Antonio Majo scrive:
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    Leader in Europa per le soluzioni Web SaaS che funzionano sia sui PC che sui dispositivi mobili (dal 2001)Centro informatico:dalla sua creazione nel 1985 l'impresa -1-Computer ha come principale obiettivo tecnologia e innovazione, sia al livello hardware sia softwareVENITE A TROVARMI, A FARE AMICIZIA !- Voi desiderate un consiglio in informatica: Un server, un computer, una stampante,.......- Voi avete un problema con la vostra informatica: computer troppo lento, un virus, un problema con internet, un problema di rete, un WI-FI,.....- Voi avete bisogno di un sito internet professionale, vendita online E-Shop, hosting, .....- Voi volete apprendere le nuove tecnologie, il futuro di internet, scoprire delle novità,....- Voi cercate un conferenziere sul Web2.0 / Web3.0 per la pratica,....- Voi desiderate semplicemente prendere un caffè, parlare di filosofia, di tecnologia, rifare il mondo etc, ....I NOSTRI LAVORI:1Work: ( http://www.1computer.info/1work/index_it.html )Soluzione Web 2.0 / 3.0 (SaaS) che permette di creare un documento Web sia su un PC che su un mobile (PDA, Mobile Phone, UMPC, PC,...)La versione 2.0 comporta una soluzione E-commerceProgramma server realizzato dal nostro teamArtemis ( http://www.1computer.info/artemis/index_it.html )Soluzione Web 3.0 (SaaS) che gestisce la più grande cantina vinicola della SvizzeraServer Linux ( http://www.1computer.info/1computer_materiale_it.html )Vendita, installazione, configurazione di servers linux (open source) che permette la gestione del Web, database che comprendono milioni di registrazioni: noi realizziamo questo genere di installazioni da più di 15 anni.Informazioni di contattoE-mail: mail [at] 1info.comSito Web: http://www.1computer.infoUfficio: +41 27 322 2000Luogo: Grand Pont, 33Sion, Switzerland
  • Antonio Majo scrive:
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  • svacant scrive:
    Interessante
    Allora la mia idea di concepire il web è 3.0
  • Antonio Majo scrive:
    Ecco il Web3.0 in anteprima mondiale
    Ecco a cosa assomiglia il Web3.0 : al 1Work della ditta 1Computer con sede in Svizzera, Francia e Italia http://www.1computer.info/1work/index_it.html
  • battagliacom scrive:
    Che sia il tempo a decidere!
    Il Web 2.0 non è stato mai programmato, ma è nato da sè senza una programmazione, poi siamo stati noi che abbiamo deciso di chiamarlo web duepuntozero.La stessa cosa possiamo farla con il 3.0, lasciare che ci siano molte innovazioni e che quelle che risulteranno migliori per l'utente siano adottate.Purtroppo in giro ci sono molti uomini affamati di potere che vogliono decidere cosa devono fare gli altri, ma con internet non è così, internet è uno dei posti più liberi, quindi lasciamo che siano gli utenti a decidere cosa è meglio per il futuro. Il popolo ha (quasi)sempre ragione.
  • Cristian scrive:
    e la novita???????
    La comunicazione, l'integrazione e lo scambio di dati con un altissimo grado di facilita' sono proprio le definizioni base del web 2.0, non ho capito cosa darebbe in piu' questa nuova era.....
  • Nome e cognome scrive:
    Inutile...parecchio inutile
    La verità è che è finita la pacchia di servizi web che sono stati identificati come i capostipiti di questo stramaledetto web 2.0 ... tutti a citare facebook, flickr, second life, skype, twitter...e basta ora!!!! Uso quello che voglio, non devo taggare per forza...se voglio metto un tag altrimenti non metto nessun tag. Skype non è questo gran che ed ha un futuro abbastanza incerto, second life è stato un flop. Flickr ??? Sono il solo che lo trova veramente orrendo? Visto che la concorrenza si è fatta agguerrita (basta vedere i svariati siti che offrono servizi clone stile youtube) adesso qualche altro santone del web dirà 3.0, 4.0, 5.0 e via al rialzo per spingere siti web che non offrono nè più nè meno che la solita minestrina riscaldata e rivestita di qualche grafica glossy che ci ha veramente rotto come anche gli stessi font un po' stile mac che fa anche un po' figo....Voglio usare Internet come più mi piace, nel rispetto delle regole, ma come più mi piace senza pensare che sto usando un sito 1.1 o 4.6 ... Ci vuole un V-Day del web fra un po'....Internet ha dato la voce a tutti ma la qualità
    • Abusivo scrive:
      Re: Inutile...parecchio inutile

      Skype non è questo gran che ed ha un futuro
      abbastanza incertoNon è standard. Grazie Skype, ma adesso spazio al VoIP vero.
      second life è stato un flop.Grazie a dio, ma raccontalo ai quotidiani nazionali che amplificano qualsiasi scorreggetta che esce da quel mondo vuoto.
      Flickr ??? Sono il solo che lo trova veramente
      orrendo?No, siamo in due, almeno.Quando gli utenti matureranno ognuno userà internet per quello che serve loro, senza inseguire mode 2.0, 3.0, eccetera. Speriamo presto.
  • andy61 scrive:
    roadmap
    Le etichette si possono assegnare quando siano chiare le funzionalità disponibili ad ogni passo.Il Web 2.0 ce lo siamo trovato tra i piedi senza rendercene conto (supposto che Web 2.0 significhi la pubblicazione attiva di contenuti da parte di tutti i nodi connessi, rispetto alla 1.0 in cui pochi pubblicavano, e molti consultavano).Qualcuno ha provato a chiarire quali siano le funzionalità minime per la prossima generazione di Internet (3.0)?Se non è chiaro questo, allora ciascuno può inventarsi la numerazione che preferisce, in relazione alle funzionalità ed ai prodotti che intende promuovere (ed in generale vendere).A parer mio, il Web 2.0 è quello in cui tutti quanti ci arrabattiamo per riempire Internet di informazioni; in pratica stiamo facendo data entry in un sistema che ha l'obiettivo di divenire autocosciente e di relazionarsi con noi da pari a pari, riconoscendo e parlando il linguaggio naturale, per essere un nostro compagno nella vita quotidiana.Internet sta crescendo per divenire come e più del nostro cervello: già possiede una memoria non localizzata (il P2P) e sta imparando sempre meglio a selezionare le informazioni sulla base delle richieste.Purtroppo si trova ancora nell'era dei primi computer, in cui le informazioni venivano immesse a suon di interruttori (gli interruttori siamo noi, che faticosamente cerchiamo di codificare la nostra conoscenza nei modi più semplici da comprendere per il sistema; XML non lo abbiamo inventato per noi, ma perché Internet potesse capire meglio cosa intendiamo dire).I namespaces sono costrutti inventati per aiutare la semantica, e cioè per aiutare Internet a comprendere in che accezione interpretare ciò che stiamo 'dicendo'.Un salto qualitativo lo si avrà quando la nostra mente potrà interagire direttamente con Internet senza passare attraverso trasduttori quali tastiere, monitor, telefoni cellulari, etichette RFID, joystick, webcam, etc.Insomma quando noi potremo vedere e sapere ciò che Internet vede e sa, e viceversa.Fantascienza? Direi di no: ormai siamo diventati terminali mobili di Internet, ci facciamo tracciare, pubblichiamo tutto ciò che pensiamo e vediamo, e chiediamo ad Internet correlazioni tra noi e gli altri.Forse nella roadmap la versione 4.0 sarà quella della pervasività, quando tutto sarà connesso e potrà fornire input.Forse la versione 5.0 sarà quella in cui riusciremo ad identificare gli strati di conscio, inconscio e subconscio di Internet ...Su questo sarebbe interessante avviare qualche tesi, chiedendosi anche se e come la crittografia avrà un posto in una Internet così trasparente e pervasiva ...
    • marco g scrive:
      Re: roadmap
      La penso come te. In una visione fantascientifica (sicuro che sia tanto fantascientifica?) nel giro di un/centinaio d'anni, internet sarà la coscienza e la conoscenza globale, di tutta l'umanità e sarà ovunque, in ogni istante della nostra vita. Il nostro cervello sarà permeato da nanotecnologie che potenzieranno la memoria e le capacità matematiche. La conoscenza e le idee non avranno più alcun bisogno del linguaggio parlato , debole e povero, per essere propagate: l'unione mentale sarà possibile. La presa di coscienza dell'organismo umanità permetterà di risolvere i problemi delle parti, migliorando i nostri rapporti con gli altri, permettendo di percepirli a fondo. L'intelligenza di questo nascente organismo sarà inimmaginabile perché costituita dall'intelligenza di tutta l'umanità e delle I.A avanzate del XXII secolo, programmate su computer quantistici con potenze di calcolo
      1000 Yotaflops. Sarà fighissimo e tutto ciò avverrà nella più pessimistica ipotesi tra 100 anni.
  • Enjoy with Us scrive:
    Web 3.5.02.3
    Per essere più precisi bisognerebbe chiamarlo così!Noo?Che ne dite allora di 4.b.1.2.3 ? e di 2.1.5.7.3 ?Forse basta chiamarlo Web e parlare delle singole evoluzioni a cui va incontro.
    • quoto scrive:
      Re: Web 3.5.02.3
      - Scritto da: Enjoy with Us
      Per essere più precisi bisognerebbe chiamarlo
      così!
      Noo?
      Che ne dite allora di 4.b.1.2.3 ? e di 2.1.5.7.3 ?

      Forse basta chiamarlo Web e parlare delle singole
      evoluzioni a cui va
      incontro.
  • MyrddinEmrys scrive:
    i numeri sono inutili
    ma in fondo che cambia se una tecnologia la chiamo 2.0 o 3.0 o 100.0?l'importante è che ci sia e renda migliore la vita di tutti i giorni ( o per lo meno la navigazione)tutto il resto è sterile "fuffa"
  • xyz scrive:
    Io ho già registrato...
    il marchio "alpha"... dato che con il web 2.0 ci hanno tutti abituati a siti beta sempre in costante evoluzione, con possibili errori, gli utenti usati come cavie, etc (ma prima del 2.0 non era la stessa cosa?il sito veniva messo online e basta? era perfetto ? mai un'errore? mah..). Ora mi aspetto che da beta si passi ad alpha, dato che le cose sembrano andare al contrario...A quando il solo progetto del sito e basta? o meglio ancora, a quando la sola idea di quello che sarà il sito e nessuna implementazione?
    • Bastard Inside scrive:
      Re: Io ho già registrato...
      - Scritto da: xyz
      il marchio "alpha"... dato che con il web 2.0 ci
      hanno tutti abituati a siti beta sempre in
      costante evoluzione, con possibili errori, gli
      utenti usati come cavie, etc (ma prima del 2.0
      non era la stessa cosa?il sito veniva messo
      online e basta? era perfetto ? mai un'errore?
      mah..). Ora mi aspetto che da beta si passi ad
      alpha, dato che le cose sembrano andare al
      contrario...
      A quando il solo progetto del sito e basta? o
      meglio ancora, a quando la sola idea di quello
      che sarà il sito e nessuna
      implementazione?Giusto! E già che ci siamo, aboliamo l'HTML... e pure i protocolli!Il sito invierà i dati della sua descrizione alla rinfusa e ogni browser avrà una rete neurale addestrata secondo i gusti dell'utente per ricostruirli in maniera personalizzata. (idea) :| :p
  • Giambattist a scrive:
    Delusione
    Seguo PI da 7 anni e non ho mai letto un articolo così scadente e approssimativo. Mi dispiace per l'autore che altre volte ho invece apprezzato.L'articolo di resourceful idiot a cui si è fatto riferimento mi è sembrato poco autorevole, più una riflessione "tra me e me" dell'autore che uno studio sull'argomento.E proprio nella raccolta il primo articolo parla di web semantico (dalle fonti più autorevoli è definito come la chiave di volta DI QUELLO CHE SARA' "IN FUTURO" il web 3.0).Peccato!!
    • alberto dottavi scrive:
      Re: Delusione
      non ho parole. che anche PI scada in queste banalità superficiali e vecchie di anni veramente fa cader le bracciachiedo scusa all'autore per le parole crude, però informarsi e studiare un minimo prima di scrivere è d'obbligo - morale, ma ritengo pur sempre un obbligo
  • Entusiasta scrive:
    2.0 o 3.0 ?
    Ma questo è un articolo sul web 2.0 o sul web 3.0? A me sembra che si parli quasi esclusivamente del primo. Non che l'autore vada biasimato, sembra si tratti della linea editoriale dell'intera testata. Dove sono finiti gli articoli di una volta? Quelli che leggevi per 'apprendere' qualcosa di nuovo!? Temo siano rimasti schiacciati da logiche di mercato.Ciao PI, è stato bello finchè è durato.
  • Becero scrive:
    Web 2 e 3 come il PD
    Vogliono essere tutto e non sono nulla e cercano di nasconderlo dietro tante parole, slogan, un nuovo nome...Che si decidano una volta per tutte a darsi un nome adeguato, io proporrei rispettivamente Web MA e PMA, dove "MA" sta per "ma anche" (idea) :D Pronto anche lo slogan: "Yes, we babble" (idea) O)
  • vuo scrive:
    una prima "sottolineatura"
    La prima sottolineatura che mi è balzata alla mente è che, in questo momento, stiamo usando il web 2.0 per definire il suo erede. Siamo,in altre parole, coautori, membri del team di progetto, di quello che sarà. Possiamo, questa è stata la grande novità del web 2.0, far emergere la nostra idea sulla sua forma. O almeno speriamo:-).E' quindi prematuro SENTENZIARE cosa sarà, mentre è altamente costruttivo partecipare con la dovuta umiltà intellettuale e tutta la propria sensibilità alla costruzione. ;-) Buon lavoro a tutti.
  • z f k scrive:
    marketting
    Un mio prof - un indiano (d'india) trasferitosi in usa per insegnare e finito in italia per un qualche piano di scambi culturali o che so io - aveva le idee chiare in proposito: le etichette servono solo al settore commerciale: per vendere qualcosa di vecchio come se fosse nuovo, basta appiccicarci sopra una nuova etichetta.Questo voler cristallizzare una situazione cosi' variabile e multiforme, a chi serve? Solo a chi deve vendere prodotti e servizi e deve far colpo sul potenziale cliente.Oppure a chi la teme e ha bisogno di darle un nome e dei confini entro la portata delle sue percezioni, giacche' noi temiamo quello che non conosciamo?CYA
    • dasa scrive:
      Re: marketting
      - Scritto da: z f k
      Un mio prof - un indiano (d'india) trasferitosi
      in usa per insegnare e finito in italia per un
      qualche piano di scambi culturali o che so io -
      aveva le idee chiare in proposito: le etichette
      servono solo al settore commerciale: per vendere
      qualcosa di vecchio come se fosse nuovo, basta
      appiccicarci sopra una nuova
      etichetta.

      Questo voler cristallizzare una situazione cosi'
      variabile e multiforme, a chi serve? Solo a chi
      deve vendere prodotti e servizi e deve far colpo
      sul potenziale
      cliente.
      Oppure a chi la teme e ha bisogno di darle un
      nome e dei confini entro la portata delle sue
      percezioni, giacche' noi temiamo quello che non
      conosciamo?

      CYAdifatti un prodotto biologico è uguale a un prodotto non biologicodifatti l'html è uguale all'xhtml..sìsì ..non fa una piegaci sono cose che meritano una etichetta diversa perchè sono cambiate..tutto qua..non puoi negare che il web sia cambiato da 12 anni fa per esempio..quindi se per convenzione si chiama web 2.0 ..ben venga.. un po' modaiolo forse.. ma il concetto lo rende bene
      • Bastard Inside scrive:
        Re: marketting
        Forse sarà anche comoda la nuova etichetta, ma è chi la propone che non è al di sopra di ogni sospetto: quello che è il Web 2.0 lo usavamo già, seguendo la normale evoluzione del Web, poi arrivano gli "espertoni" e ci appiccicano su questa nuova etichetta cercando di darci a bere che il Web 2.0 è una loro strabiliante scoperta.A me 'sta cosa ricorda tanto i nostri ammuffiti politici e giornalisti RAI quando cercano di blandire i "ggiovani" e addomesticarli, terrorizzati che il loro vecchio mondo e le loro certezze siano ormai il passato e, o totalmente incapaci di adattarsi al nuovo, o, nei casi meno gravi di mummificazione, bisognosi di rallentarlo e incasellarlo per cercare di tenerne il ritmo.
  • demetrio scrive:
    Secondo me...
    sono i servizi come coghead (www.coghead.com) o zoho creator (creator.zoho.com) che potrebbero essere definiti web 3.0: mentre nel web 2.0 i contenuti li fanno gli utenti, nel web 3.0 gli utenti decideranno anche i servizi che vorranno offrire e la loro struttura...demetrio
    • Gabriele Levy scrive:
      Re: Secondo me...
      Si, hai proprio centrato il punto.Il mondo SaaS e' agli inizi, ma e' chiaro che il futuro e' li.I sistemi Saas ti liberano dall'eterno problema di quale sistema operativo scegliere, dell'installazione ed aggiornamenti di reti, antivirus e firewall, dell'aggiornamento continuo e caro del software ecc.Oggi il mondo SaaS e' un puzzle di applicazioni che non danno ancora la sensazione dell'insime composto, ma la velocita' con cui si diffonde l'applicazione - killer del momento dimostra che il mercato e' li.Ottimo e' Zoho e Google docs, ma non mancano in giro le varie applicazioni di un mini-ERP che quando sara' pronto ci liberera' - FINALMENTE - da SAP ed AS400, da JDEdwards e le societa' di consulenza.Con l'aiuto di Dio ed anche degli sviluppatori.Sto cercando di fondare in Italia il primo gruppo di lavoro per sviluppare Se sei interessato a far parte del gruppo, contattami: midbar@hotmail.com
  • Parolaro scrive:
    Hype 2.0
    Tra due mesi arriveranno gli esperti del web 4.0
  • clippo scrive:
    Che gigantesca panzana....
    In rete si fanno le stesse cose da sempre, si producono contenuti per condividerli con altri.Sta solo diventando sempre più facile.Con questo ragionamento ci sarà sempre un web punto qualcosa, che vorrebbe indicare chissà quale novità ma non indica nulla.
    • vuo scrive:
      Re: Che gigantesca panzana....
      sei liberissimo di osservare un transatlantico e dire che è "solo una delle tante cose che galleggiano", ma, credimi, trovo il tuo intervento un po... "minimalista".Sarà perche sono della generazione che ha usato modem a 1200Baud per condividere i primi contenuti in attrezzi rudimentali che si chiamavano BBS, ma credo che banalizzare non giovi.:-)
      • clippo scrive:
        Re: Che gigantesca panzana....
        1200??? beato te..io andavo con l'adattatore telematico del C64 a 300 baud :D (in cerca di bbs sull'elenco telefonico...)Intendevo dire che usano nomi altisonanti per definire solo cambiamenti nei modi, ma non c'è alcuna rivoluzione di fondo.
        • H5N1 scrive:
          Re: Che gigantesca panzana....
          ...ed io ero un tuo "rivale" con lo ZX Spectrum (il "modem" costava un'occhio!) :)Però sono solo parzialmente d'accordo con te: l'uso della rete, ammetterai, è completamente diverso e più intuitivo, oggi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 maggio 2008 10.09-----------------------------------------------------------
          • clippo scrive:
            Re: Che gigantesca panzana....
            :D avevo un amico con lo spectrum (48k), compravamo insieme load'n'run copiavamo la cassetta,poi ognuno usava il lato suo..che tempi!!!Si indubbiamente è tutto molto intuitivo, ma lo scopo della rete non è cambiato, come qualcuno, di solito dal mestiere inventato, vorrebbe farci credere.Ad es prima c'erano newsgroup, mailing list, e chat, tutto separato, ora in una qualsiasi social network le trovi insieme.Diciamo che le funzionalità sono le stesse, sono solo implementate meglio.
          • All Your Base Are Belong To Us scrive:
            Re: Che gigantesca panzana....
            Sì, e si duplicavano i programmi con il software "il Pirata", anche senza il duplicatore di cassette. Flight Simulator, Daley Thompson's Decathlon, Manic Miner, Jet Set Willy, Horace and the Spiders...... E poi pagine e pagine di listati di programma da sulle riviste "Sperimentare" e "Personal Software"... Accidenti, che tempi!!!
          • clippo scrive:
            Re: Che gigantesca panzana....
            ..e l'inglese imparato passando nottate su Zork e Deadline della infocom, e la diatriba fra gli sprite della commodore e la grafica della Sinclair e ZZap in edicola e il basic e "impossible mission" e...
          • Enjoy with Us scrive:
            Re: Che gigantesca panzana....
            Ha i tempi andati!Mi ricordo ancora nel dicembre 1980, quando mi regalarono (insieme a mio fratello) un C64, con il registratore a cassette, poi il turbo tape che aumentava di almeno 10 volte la capacità e la velocità della cassetta, ma rendeva più critico l'allineamento delle testine (e vai di cacciavite a regolare l'altezza delle testine regolando l'apposita vite).I programmi scritti in Basic, con le chiamate in LM con i vari Poke.... gli sprite, l'audio incredibilmente sofisticato per l'epoca....I vari giochini e programmi scambiati con gli amici, il Disk drive un fulmine (paragonato alla cassetta), le prime protezioni....Ora che ci penso mai nessun virus.... (he già con la memoria disponibile, dove cavolo lo nascondevano)Grande computer!
          • alawar scrive:
            Re: Che gigantesca panzana....
            1980??non imbrogliare.. il C64 è uscito nel 1982...
        • La Reazione scrive:
          Re: Che gigantesca panzana....
          - Scritto da: clippo
          1200??? beato te..io andavo con l'adattatore
          telematico del C64 a 300 baud :D (in cerca di bbs
          sull'elenco
          telefonico...)
          Intendevo dire che usano nomi altisonanti per
          definire solo cambiamenti nei modi, ma non c'è
          alcuna rivoluzione di
          fondo.Cos'e` questo capannello di vecchi che vivono nel passato? Tornatevene a guardare i cantieri.
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