Crisi del gratis/ Chiuso 3dfiles.com

Il celebre sito videoludico chiude perché i suoi finanziatori ristrutturano. Un'altra vittima della contrazione della net-economy, che in questo caso non ha concesso nemmeno di tentare la sperimentazione "a pagamento"
Il celebre sito videoludico chiude perché i suoi finanziatori ristrutturano. Un'altra vittima della contrazione della net-economy, che in questo caso non ha concesso nemmeno di tentare la sperimentazione "a pagamento"


Web – Sebbene “dotato” di qualcosa come 800mila visitatori al giorno da tutto il mondo, 3dfiles.com , celeberrimo sito videoludico, ha annunciato la chiusura.

Stando al primo messaggio lasciato dai due curatori del sito, Ben e Tim, “l’attuale situazione pubblicitaria, combinata a costi FTP molto elevati, ci rende impossibile sopravvivere. ZDNet (che ha “retto” a lungo 3dfiles.com, ndr) ci ha gentilmente concesso di salutare e persino scegliere il giorno della chiusura, il 14 settembre, giorno del nostro quarto anniversario”.

In una seconda nota, i due webmaster pregano i lettori di non prendersela con ZDNet per l’accaduto (“se non era per loro, avremmo chiuso 6 mesi fa”) e fanno i conti, spiegando che il solo costo della banda supera i 50mila dollari al mese. Una banda che deve gestire 3 terabyte di download al giorno, “più di quanto molte linee T3 dedicate possano consentire”.

“3dfiles.com – continua la nota – probabilmente non tornerà più. Anche se tenteremo di tutto per cercare di tornare online”. Si spiega anche che il problema non sono tanto i server o altre infrastrutture, ma il fatto che nel gruppo CNET-ZDNet ci sono stati tagli e ristrutturazioni dovuti alla contrazione del mercato, tagli “che non sono stati i primi e non saranno gli ultimi”.

3dfiles.com è uno dei siti più noti nel suo settore e il fatto che abbia chiuso spinge a numerose riflessioni. La prima tra queste riguarda gli altri siti del comparto: se uno “snodo” così noto come 3dfiles.com va incontro a questa fine, cosa ne sarà degli altri? 3dfiles.com non ha neppure provato a perseguire la strada di qualche forma di “premium service” a pagamento, aprendo così la strada ad ulteriori riflessioni per chi ritiene il cosiddetto “gratis online” sulla via del tramonto.

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11 09 2001
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