CyanogenMod 10, l'altra Jelly Bean

La community dietro rom alternativa più celebre rilascia la versione stabile basata su Android 4.1. Già in programma l'upgrade a 4.2. Per qualche ora, caos sul dominio del sito di riferimento
La community dietro rom alternativa più celebre rilascia la versione stabile basata su Android 4.1. Già in programma l'upgrade a 4.2. Per qualche ora, caos sul dominio del sito di riferimento

È la prima versione stabile della decima release di CyanogenMod, ROM popolarissima tra i più accaniti cultori della personalizzazione del sistema operativo Android. Dopo aver superato il milione di installazioni attive, la mod per smanettoni è ora disponibile sulla base della nuova versione 4.1 – nome in codice, Jelly Bean – dell’OS di Google .

Numerose le feature implementate dal team di CyanogenMOD a partire da Jelly Bean, così come saranno presenti degli strumenti auto-prodotti, tra cui un nuovo update manager e tweak per l’interfaccia grafica . La comunità di sviluppatori della ROM di Android procederanno con l’integrazione degli aggiornamenti nella versione 4.2 messa a disposizione da BigG.

Nella versione CM10 gli utenti potranno scaricare i vari aggiornamenti senza ricorrere a strumenti terzi come, ad esempio, il ROM Manager . Il team di CyanogenMOD ha poi annunciato che nella prossima release 10.1 ci saranno anche gli aggiornamenti di Android 4.2, che saranno utilissimi per quei dispositivi già tagliati fuori dalla Grande G.

Un curioso episodio ha, per alcune ore, rovinato la festa per l’ultima versione della mod. Il dominio CyanogenMod.com è rimasto irraggiungibile, apparentemente tagliato a livello DNS dal proprietario dell’indirizzo Ahmet Deveci. Lo stesso Deveci avrebbe chiesto 10mila dollari per il definitivo trasferimento del presidio digitale nelle mani del founder Steve Cyanogen Kondik .

Mentre Cyanogen avviava immediatamente il processo di trasferimento all’indirizzo CyanogenMod.org , Deveci cinguettava di un fraintendimento clamoroso. “Nessuno vuole estorcere soldi alla comunità”, ha spiegato Deveci. Secondo la sua versione, la cifra di 10mila dollari sarebbe venuta fuori per scherzo, per quantificare il valore ipotetico del dominio .

Mauro Vecchio

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15 11 2012
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