Cybercrime, parla la Polizia Postale

a cura di P. De Andreis. In una intervista, il Direttore del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni Domenico Vulpiani risponde su alcune delle questioni più calde in merito ai crimini informatici


Roma – Cos’è il crimine informatico? Come si muove la Polizia Postale? Quali sono i problemi da affrontare? Il rapporto con le imprese? Quello con gli hacker? La privacy degli utenti italiani, le questioni normative e l’affermazione del diritto. Questo il profilo di una prima intervista a tutto campo che Punto Informatico ha realizzato con Domenico Vulpiani , Direttore del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Vulpiani ha ricoperto importanti incarichi nell’ambito dei servizi di sicurezza a tutela di alte cariche dello Stato e nel settore dell’antiterrorismo. Negli ultimi cinque anni è stato il capo della Digos di Roma, occupandosi di indagini di particolare rilievo. Con lui abbiamo avuto l’occasione di spaziare su tutti i fronti dell’attività della PolPost.

Punto Informatico: Di recente è emerso come vi sia da parte delle imprese italiane poca propensione a diffondere notizie relative ad attacchi informatici che hanno subito e dunque a denunciare la cosa. Questo comportamento non rischia di inficiare il contrasto al crimine informatico? È possibile ipotizzare dei dati realistici sulla reale frequenza degli attacchi informatici subiti dalle società italiane?

Domenico Vulpiani: Sicuramente l’omertà relativa alle denunce delle vittime del cybercrime è una variabile negativa nella strategia di prevenzione e repressione dei crimini informatici attuata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Il dato saliente che mi preme sottolineare non è un’accusa alle aziende ma il superamento di tale resistenza attraverso confronti, come il recente incontro avuto all’Università Bocconi, in cui si possa realizzare quella dinamica di “prossimità” tra Polizia di Stato e cittadini auspicata dal Capo della Polizia in tutti i livelli della società civile.
In quanto rappresentante di un’istituzione che deve garantire certezze ai cittadini titolari di diritti, non posso divulgare dati ipotizzati. Tuttavia, posso affermare che la misura statistica del computer crime, quale forma di criminalità emergente, è in procinto di divenire un aspetto dell’attività di contrasto al cybercrime.

PI: Quali sono gli atti criminali più frequenti commessi sulle reti telematiche ai danni delle aziende?

DV: La risposta a questa domanda implica una diversificazione dei soggetti che compiono reati telematici in due categorie: insider e outsider.
Nella prima inserirei una casistica che spazia dall’impiegato in cerca di rivincite nei confronti dell’azienda che lo ha licenziato allo spionaggio industriale.
Nella seconda, immetterei, per rendere il concetto in termini generali, attività di sniffing (rubare password), spoofing (oscurare altri sistemi mascherando la propria identità), attacchi di tipo Denial of Service (interruzione del normale funzionamento di un server web o sistema), mail bombing (intasamento di una casella di posta elettronica), spamming (invio di messaggi pubblicitari), violazioni di codici d’accesso e password ai sistemi informativi e le truffe alle centrali telefoniche.

L’impressione è che nonostante il grande risalto dato a certi casi di violazioni informatiche, le aziende italiane non abbiano ancora sviluppato una solida cultura della sicurezza. Cosa si puo’ fare per cambiare questa situazione?

DV: Dai nostri dati appare evidente che vi sono almeno due profili che scoraggiano le imprese al denunciare i crimini subiti.
Il primo è relativo all’immagine dell’azienda perché si può temere che la concorrenza, specialmente nel settore bancario, possa avvantaggiarsi di certa pubblicità. Ma va detto che tutti gli interventi finora compiuti dalla Polizia Postale sono stati improntati alla massima riservatezza. Occorre rassicurare le aziende su questo fronte.
Il secondo profilo è che non ci si fida delle capacità degli organi investigativi, al punto da affidarsi al privato, come ad hacker che testino i sistemi di sicurezza. Anche qui occorre sottolineare che in questo settore la Polizia Postale è molto specializzata, viene da un decennio di selezione del personale e dispone di strutture operative diffuse sul territorio.
L’invito è quello dunque di avere fiducia nella PolPost, trasmettendo tutte le informazioni relative all’accaduto e tutte quelle di contorno, come informazioni su chi è stato licenziato, su chi può avere motivi di rancore e via dicendo.


PI: La frequenza e la gravità di questi reati aumenta negli anni? Quali sono gli strumenti di una corretta opera di contrasto?

DV: Non voglio invadere un campo d’appartenenza agli analisti che si occupano di verificare gli indicatori di aumento o diminuzione dell’incidenza del computer crime nella comunità virtuale.
Mi limito ad affermare che, secondo le cifre divulgate nel rapporto annuale dell’Istat concernenti lo sviluppo degli utilizzatori di Internet, in Italia vi sono 9 milioni di potenziali vittime del computer crime.
La difesa degli spazi di libertà insiti nel cosiddetto “villaggio globale” è subordinata all’accettazione da parte di enti pubblici e privati di una strategia preventiva che potremmo definire “integrata” in quanto contempla un rapporto sinergico tra operatori della rete Internet e forze di Polizia.

PI: La battaglia contro il “cybercrime” è al centro dei budget della Polizia federale americana e di recente in Europa è passata una direttiva sulla “data retention” pensata per agevolare proprio le azioni di contrasto. Ritiene che il quadro normativo italiano ed europeo sia adeguato al contrasto dei reati commessi con mezzi informatici? E la Polizia Postale puo’ ritenersi soddisfatta degli strumenti, anche tecnologici, che le vengono messi a disposizione?

DV: Il computer crime è un fenomeno criminale anomalo rispetto al crimine tradizionale, implicando attribuiti di a-territorialità e transnazionalità che mettono in crisi le tradizionali categorie giuridiche di spazio e tempo. Tuttavia la comunità internazionale, auspicando una rapida ratifica della Convenzione europea sul Cybercrime, ha da tempo implementato dinamiche di collaborazione tra le forze di polizia che presuppongono contatti permanenti.
Nel nostro paese tale ruolo è svolto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, punto di contatto 24 ore su 24 sette giorni alla settimana.

PI: Proprio in riferimento alla Convenzione, molti si chiedono se l’estensione dei poteri di polizia nel mondo digitale non possa tradursi in un rischio per la privacy dei cittadini. Quanto loro compiono online, le loro comunicazioni elettroniche e via telefonia mobile, le loro relazioni personali non rischiano di “esporli troppo” in un’era in cui vi sono strumenti informatici che lo consentono? Condivide le preoccupazioni espresse di recente dal Garante per la privacy proprio sulla conservazione dei dati personali?

DV: Quale cittadino comprendo il senso di preoccupazione che può attraversare l’opinione pubblica. Tuttavia, per dirimere tale problematica, quale addetto ai lavori, mi limito a ricordare che privacy e sicurezza non sono concetti antitetici ma complementari e come tali devono essere valutati in virtù di azioni istituzionali finalizzate alla tutela della libertà in qualunque forma si manifesti.
Sono la preparazione, la professionalità e la coscienza di tutti i soggetti coinvolti nell’attività di contrasto al cybercrime, unitamente alle obiezioni mosse da settori della società civile a garantire la tutela delle libertà fondamentali mantenendo vivo il dialogo tra istituzioni e cittadini.


PI: Della presenza di pedopornografia sulla rete si è molto parlato, è un argomento che sempre solleva enorme attenzione. Non si rischia di parlarne troppo rispetto alla reale ampiezza del fenomeno? Proprio nei giorni scorsi una maxi-indagine…

DV: Mi permetta di sottolineare la competenze specifica, sancita dalla Legge 269/1987, della Polizia Postale e delle Comunicazioni in materia di repressione del fenomeno contro cui sono previste dalla legge indagini sotto copertura esclusive della PolPost.
La valutazione globale del fenomeno mi trova d’accordo con le recenti affermazioni del ministro Stanca che ha descritto la pedopornografia on-line “non più soltanto un crimine ma una complessa realtà di psicopatologia pericolosa”.
Tralasciando la dimensione patologica, vorrei inviare ai suoi lettori un messaggio rassicurante dettato dai risultati raggiunti dalla Polizia Postale in termini repressivi. Dall’entrata in vigore della Legge 269 del 1998 al primo trimestre del 2002 abbiamo 83 indagati sottoposti a provvedimenti restrittivi; 993 persone sottoposte ad indagini; 924 perquisizioni e 50.533 siti web monitorati.

PI: Un altro problema ampiamente dibattuto e forse poco approfondito nei fatti è quello delle frodi commesse con carte di credito. MasterCard ha di recente affermato che in Italia sono ridottissime e pari a non più di 70mila euro l’anno di valore. Esiste un problema sicurezza nel mondo del commercio elettronico o certi timori non sono giustificati?

DV: Non esiste un problema commercio ma un fenomeno criminale denominato computer crime che si manifesta nei molteplici settori della finanza e dell’economia in cui la tecnologia informatica è divenuta un fattore di sviluppo.

PI: In questi giorni Punto Informatico si sta occupando di documentare le operazioni della Guardia di Finanza che su mandato della magistratura ha in alcuni casi provveduto al sequestro di alcuni siti (http://www.axtermixsat.com/ l’ultimo). Ritiene che stiano aumentando i casi in cui è necessario ricorrere al sequestro di un sito? Quale tipo di collaborazione ottenete dai provider che in Italia ospitano questi siti?

DV: L’aumento e la diminuzione dei sequestri di siti web si iscrive nella quotidiana attività di monitoraggio della rete internet al fine di conoscere, ove fosse necessario reprimere in termini di legge, fenomeni illeciti.
La collaborazione dei provider è preziosa sia in fase investigativa, con i file di log, sia in quella preventiva, con il controllo e l’eliminazione dei contenuti illeciti.
Non voglio entrare nel merito di dibattiti che attengono a giuristi e addetti del settore, tuttavia mi limito ad una osservazione. L’adozione di codici di autoregolamentazione per i fornitori di servizi internet, aumentando il livello di legalità, eleverebbe il grado di credibilità degli utenti della rete, divenendo fattore di crescita economica importante.

PI: Nei giorni scorsi al TPO di Bologna il mondo dell’hacking italiano si è dato appuntamento per il nuovo Hackmeeting. Che rapporto avete con la “scena hacker” nel nostro paese? Cosa ne pensate? Avete rapporti diretti con hacker italiani?

DV: I rapporti sono di duplice natura.
Quando si tratta di persone che si danno appuntamento in luoghi prestabiliti e, all’interno di reti locali proprietarie, sperimentano nuove tecniche atte a dimostrare la debolezza di sistemi informatici, potrei avere anche una sorta di simpatia intellettuale.
Al contrario se sono soggetti che esulano dalle attribuzioni conferitegli dalla Costituzione violando la normativa penale, non facciamo sconti. Quali tutori della libertà digitale non possiamo e non vogliamo garantire ai criminali spazi di impunibilità.

a cura di Paolo De Andreis

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  • avvelenato scrive:
    l'insonnia e il web
    soffro di disturbi d'ansia, un tempo ne soffrivo in maniera piuttosto grave, e in effetti a questa è associata l'insonnia.occupo buona parte del tempo leggendo, visitando siti, o chattando con nottambuli come me.MA non è che se il web non fosse esistito allora io avrei dormito.Probabilmente dei geni avrebbero dato la colpa alla luce elettrica.Non è che non abbia provato a mettermi sotto le coperte con la luce spenta tapparelle chiuse e tappi nelle orecchie.... e sono stanco, ma non mi addormento._____________un'altro discorso è la dipendenza da chat.ho iniziato a prendere gusto nella chat per varie ragioni, ma non nascondo che i miei 'problemi' hanno contribuito molto a farlo diventare prima il mio canale privilegiato per le amicizie, e dopo quello esclusivo.dopo che i miei 'problemi' si sono ridimensionati (grazie esclusivamente al sostegno delle mie amicizie "virtuali"), cosa dovevo fare, mandare a f*****o tutti e buttare via il pc??? no. chiaramente la chat occupa un grosso spazio nella mia vita anche adesso._______________a me queste persone terrorizzate mi fanno sorridere, dalla loro stupidità. come se i problemi psicologici non esistevano prima dell'invenzione della televisione, della luce, o della scrittura.. o della scoperta del fuoco.il vostro affezionato avvelenato nottambulo
  • Anonimo scrive:
    N etDipendenza e schermofobia
    Dopo aver finalmente appreso che "net" vol dire schermo, che il cellulare ha uno schermo, e che quindi se passo due ore al cellulare sono "NetDipendente", mi stavo cominciando a chiedere CHE CA7_7_O C'HA CONTRO GLI SCHERMI 'STO TIPO QUA?"Diffondere la cultura degli schermi vuol dire assoggettare la mente degli italiani, che inconsapevolmente sono spinti a fare scelte dettate dalla passività e dalla "sonnolenza mentale"In sintesi: mettersi di fronte ad uno schermo ci rende tutti dei deficienti lobotomizzati. Cioè, LO SCHERMO ci rende tali!!!!Non è contemplato il caso di uno che attraverso lo schermo lavora, studia o solo si diverte, senza trasformarsi in un'ameba ...
  • Anonimo scrive:
    NetSparapalle.it
    Ho finalmente avuto il tempo per leggere l'Inchiesta della Settimanadel sito netdipendenza.it. Quella con il titolo "Matrix A Montecarlo",per la precisione.Purtroppo non ho voglia (ma mancherebbe anche il tempo) di farmi ungiro completo del sito in questione. Anche solo leggendo questoarticolo e quello sui bambini nelle chat si nota che gli ideali di cuifa sfoggio il sig. di Frenna sono molto piu` moderate di quelle checampeggiano sul sito.I due articoli, per la maggiore, non fanno altro che cercare ilsensazionalismo quando non restano nel vago preferendo adagiarsinell'onanismo delle statistiche invece di fornire spiegazioni.Per esempio (da ora in poi parlero` solo di Matrix):~ ERRORI ~
    dipendenza dalle informazione della rete" veicolate da schermi (in
    inglese "net" - appunto - da cui derivano i termini "network
    televisivi", "radiofonici", "mediatici", ecc)Curioso. Ero stupidamente convinto che "net" significasse un'altracosa. Pensa che gli inglesi hanno addrittura la parola"net-bag"... questa schermo-dipendenza e` veramente una cosatremenda. Gli inglesi non possono fare a meno di schermi neanche perfare la spesa...
    Molto presto, tra l'altro, la tv scomparir? nel computer e dunque
    ogni tipo di informazione sar? digitale e in, dunque, rete (net)Che strana costruzione grammaticale...E poi net non vuol mica dire rete!~ GONFIAMENTI PALESI ~
    l'assuefazione assume toni drammatici. Non ? mai stata fatta, finora,
    una stima delle persone che soffrono di dipendenza da videoschermi, ma
    secondo i dati raccolti da Netdipendenza.it sono oltre un centinaio i
    casi gravi in Italia. La dipendenza lieve, invece, colpisce oltre 3
    mila persone.Addiruttura "centinaia" di persone in tutta italia...
    In generale, la maggior parte degli intervistati ha risposto di
    trascorrere almeno 6 ore al giorno con il computer, 3 con la tv. Il
    cellulare, invece, vienb usato in media per 1,30 ore. Insomma, gli
    italiani un popolo di videodipendenti?'Sti cazzi! Addirittura 3 ore con la tv!!! Ma questi si guardano unfilm tutte le sere! E rincarano la dose con due TG!!! Mio dio... doveandremo a finire.Per non parlare di 6 ore al computer!!! E` mostruoso!!! Pero` doveteallargare i vostri orizzonti. Pensate alla dipendenza da macchine dascrivere delle segretarie old-style! Oppure alla dipendenza daautomobili dei rappresentanti...

    tre ragazzi di Citt? di Castello (Perugia) che, dopo aver navigato
    per 48 ore in Internet - con pause solo per mangiare e andare in
    bagno - hanno sviluppato una "psicosi confusionale acuta", secondo la
    diagnosi formulata dal medico che li ha visitati, il dottor Fabrizio
    Ciappi, direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl
    locale.Be' dopo due giorni di veglia al computer vorrei anche vedere. Ma cheesempio del piffero e`? Piglia una bicicletta e pedala per 2 giorni difila, poi mi racconti...

    A Napoli, infine, un bambino di quattro anni si ? rifiutato di andare
    a scuola perch? voleva giocare al computer (la storia ? stata
    rivelata dall'insegnate Carmela Bove e riportata nei lavori del
    convegno), con la conseguente disperazione della madreOoooohhh (espressione stupita).Ma tutto cio` e` sconvolgente... Madonnnnnaaaa...~ OMISSIONI ~
    "Qualche tempo fa ho avuto in cura un paziente malato di e mail",
    rivela a Netdipendenza.it la psicoterapeuta romana Renata Taddei.Questa dipendenza da email aleggia come uno spettro su tuttol'articolo. Ovviamente non si capisce che cosa possa mai essere. Masoprattutto: che cosa succede ad uno che ha una dipendenza dallelettere?E ancora piu` allucinante e` la risposta della psicoterapeuta:
    "Beh, all'inizio ho dovuto inviargli una e-mail, e lentamente
    riportarlo alla realt?"E che significa?
    E ancora: sempre secondo i dati pubblicati dal Censis, i bambini
    italiani passano alla tv oltre 15 mila ore all'anno, in un'et?
    compresa tra i 3 e 7 anni. Il 30% guarda la tv per 2-3 ore al giorno,
    il 21,2% pre 3-4 ore, e solo il 2% non guarda affatto il piccolo
    schermo.Vogliamo scommettere che riesco a fare una statistica con cui dimostroche quel 2% di bambini che non guarda la TV sta peggio degli altri?Questo dimostra in modo lampante che guardare la TV migliora il tenoredi vita (e questo e` il modo in cui VOI trattate le statistiche).

    Dopo qualche mese, un ragazzo di Torino ? stato ricoverato
    nell'ospedale psichiatrico perch?, dopo aver giocato due giorni di
    seguito con un videogioco, era convinto di essere "Ken" e dunque ha
    aggredito il padre.Cascate male. Questa l'avevo gia` sentita sullo schermo. Il ragazzoera gia` mentalmente instabile.~ SPARSI ~
    "In America c'? un test scherzoso tra gli psicologi - afferma Furlan
    - che chiede se passate pi? tempo col computer aperto sulle ginocchia
    o con vostro figlio chiuso nello scompartimento per i bagagli? Se
    siete del primo gruppo, allora soffrite di netdipendenza"Saro` scemo ma io quella dello "scompartimento per i bagagli" non l'hocapita. Se qualcuno gentilmente me la spiegasse...~~~Bah... Insomma. Oggi non avevo niente da fare, cosi` mi sono divertitoun po'. Mandate altri pupazzi che fanno ridere tanto.
    • Anonimo scrive:
      Re: NetSparapalle.it
      NET non vuol dire rete???!!!!!!!Bestemmiatore, ti scomunico!!!!!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: NetSparapalle.it
        - Scritto da: Andrea
        NET non vuol dire rete???!!!!!!!

        Bestemmiatore, ti scomunico!!!!!!!!Non hai letto bene. Guarda qualche riga sopra.
    • Anonimo scrive:
      Re: NetSparapalle.it
      E questa?"Migliaia di persone trascorrono ogni giorno fino a 9 ore con la tv, oppure 8 ore con il computer, 2 ore con il cellulare. Totale: una media di 9-10 ore al giorno con uno schermo digitale."Atroci le due ore col cellulare e il suo micidiale "schermo digitale" (a proposito. Ma se uno ha uno schermo analogico? Si salva dalla netdipendenza?).
  • Anonimo scrive:
    netdipendenza.it mi da dipendenza, chiudetelo!
    Caro di Frenna, ho un forte problema di netdipendenza, non riesco a staccare gli occhi dal sito www.netdipendenza.itPasso molte ore la notte a leggere e rileggere gli articoli e le opinioni cosi' interessanti. Non posso non accendere il modem e vedere se c'e' qualche novita' ogni mezz'ora. I miei disturbi del sonno si sono aggravati (gia' ero stato avviluppato dai grandiosi contenuti di pippopippo.it) e non sento piu' gli amici tanto sono interessato a questo sito. Sia chiaro, non e' colpa mia, la mia volonta' e' annullata da modem.E' un chiaro caso di netdipendenza, lo so perche' ho letto di casi simili ai miei proprio su questo sito.E' chiaro anche che il mio problema risiede palesemente non in me ma nella troppa tecnologia che mi circonda e che evidentemente mi obbliga ad usarla.Io sto bene, e' la tecnologia che e' eccessiva, e netdipendenza.it ne' uno sfolgorante baluardo.Posso unirmi al vostro movimento di pensiero per farlo chiudere, questo sito, cosi' tecnologico?Posso lottare con voi per limitare la tecnologia, internet e tutto quanto? E' infatti palese che con la fine della tecnologia e con la fine di questo sito, simbolo prestigioso della tecnologia che funziona - anche troppo, visti gli effetti su di me - la la mia incapacita' a rapportarmi con il prossimo sparira': contivero' alberi da frutto, curero' felini indifesi e questo ritorno alla natura mi giovera' assai.Questa e' la soluzione! Lo dicono anche alla TV scienziati come Costanzo e Funari.Che dice, si puo' fare?
  • Anonimo scrive:
    Dubbio?!?!?!
    Ma Di Frenna di UNIX ci capisce o no?
  • Anonimo scrive:
    noi netdipendenti
    Caro Enzo,hai solleticato la mia "modesta vanità" definendomi simpatico, per cui mi sento autorizzato a scrivere due righe autobiografiche, in cui forse altri (forse molti) si riconsceranno.Ho 40 anni, sono figlio di un contadino del sud (mio padre comprò un trattore, era l'unico nel raggio di centinaia di km ad avere un trattore, negli anni 50), sono persona gioviale, mi piace la buona cucina, il buon vino, la musica classica e il jazz, vado spesso al cinema, a volte a teatro, ho un gatto, ho conosciuto la mia attuale compagna via e-mail (viviamo insieme da oltre 5 anni, con soddisfazione reciproca), viaggio abbastanza (non tantissimo, in verità, quando abbiamo qualche giorno libero andiamo a farci un giretto in qualche città d'arte, io ho una certa passione per l'architettura barocca), quando posso vado da mio padre (il salame fatto in casa, il vino della vigna che abbiamo piantato insieme, l'olio degli ulivi lasciati dal nonno), possediamo un'unica automobile e la usiamo l'indispensabile.Eppure...Eppure vivo di tecnologia, la mattina appena sveglio accendo i miei pc (ne ho più di uno), lavoro finché ne ho voglia (faccio il programmatore, scrivo PHP e Perl), vado a dormire quando ho sonno (di solito molto tardi, ma mi sveglio altrettanto tardi la mattina).Quando ho tempo e voglia curo un mio sito che si occupa di poesia e letteratura dialettale...ah... ho una formazione di tipo umanistico, leggo fluidamente in latino (meno in greco, ahimè) e ho anche una più che discreta attività sessuale.Sono malato?Il mio precedente matrimonio è andato in vacca per via della tecnologia? Sono depresso?No, nulla di tutto questo, almeno mi pare.Sulla pervasività della tecnologia, lasciamelo dire, il problema maggiore è che sta benedetta tecnologia non è accessibile a 3 quarti del pianeta.Ieri sera (o forse la sera precedente, non ricordo bene) ho visto in tv una servizio sull'Etiopia, l'Eritrea: ho visto un contadino arare il suo campo con una pariglia di buoi e con un aratro di legno, a chiodo.Chi ha studiato un po' la storia europea sa che l'avvento del vomero che ribalta le zolle, insieme alla rotazione triennale delle colture, ha decretato la scomparsa, in europa, delle carestie: questo vomero E' TECNOLOGIA (e della migliore) e il contadino di cui sopra soffre la fame ANCHE perché non ha accesso a questa, minima, tecnologia.La libertà di pensiero e di espressione di cui godiamo, oltre ad essere figlia di sacrifici (umani) e di battaglie, è anche figlia della tecnologia.Cioè, a mio, avviso, il problema non è combattere la tecnologia ma DOMINARLA e SUPERARLA.Il luddismo fu solo una pagina buia del movimento operaio, analogo ai movimenti vandeani (ripresi anni or sono da quel campione di democrazia e di progressivismo che rispondeva al nome di monsignor Levebre e dalla signora Pivetti allora in divisa verde e, presumibilmente, ancora vergine): altri teorici (i più accreditati) hanno parlato di "appropriazione dei mezzi di produzione", non di "distruzione dei mezzi di produzione".Dal punto di vista del pensiero, il luddismo è figlio dagli stessi cervelli della "santa ignoranza" e del "si stava meglio quando si stava peggio": se mi permetti, i miei orizzonti sono un po' più ampi.Quanto alla coccoloterapia, se per un verso è interessante l'idea del bagno attorniato da piacevoli fanciulle, per un altro verso ritengo ignobile far pensare a una qualsiasi valenza terapeutica di questo trattamento: l'unica persona che potrebbe trarne giovamento penso sia l'attuale presidente della regione Lombardia.Per finire, ho una naturale avversione per quella vaga e nebulosa ipotesi di pensiero che va sotto il nome di new age, ritenendola, in larga misura, uno dei tanti travestimenti sotto cui si presentano gli emuli più furbi del Mago di Arcella: rispetto chi la professa allo stesso modo in cui rispetto i devoti di Padre Pio, i dianetici e i Testimoni di Geova: con un cortese, ma fermo, "no, grazie".Se ho parlato più volte di coccoloterapia è perché riesco a immaginare di cosa si tratti, contrariamente al rebirthing o al sesso tantrico di cui mi sfugge quasi completamente il senso (ma, ti prego, non cercare di spiegarmelo).Sulle mie "delusioni" ideologiche o generazionali che siano, altre poche parole: si, sono deluso da una sinistra incapace di essere libertaria, che assume come maitre a penser Maurizio Costanzo, che non è in grado di porre la questione morale come irrinunciabile... che non è in grado di assumere delle posizioni chiare e inequivocabili, che si abbassa a discutere delle forbici di quel (dis)onorevole leghista, che ha perso il contatto con le proprie radici e con la propria gente...forse tutto il discorso sta diventando Off Topic, per cui la chiudo qua.
    • Anonimo scrive:
      Di Frenna: Franz: sono d'accordo con te
      Caro Franz,sono d'accordo con te: la tecnologia va dominata e superata. Il problema (ma non riguarda te, e se mi consenti, anche me) è che spesso ne siamo invece dominati. Cioè, il monti casi, ci sovrasta e sovrasta le persone che abbiamo intorno. Le persone libere e che pensano (cioè che hanno tempo per fare ciò che piace, impegnarsi attivamente nel sociale, incidere, ecc,) sono sempre meno. Ma chi la domina la tecnologia, caro Franz? I Signori degli Schermi. Cioè le multinazionali dei media che ci impongono modelli di uomo-macchina e non uomo-natura-macchina (penso agli alberi di ulivo della tua casa paterna, anch'io ho alberi di ulivo). Comunque, le tue opinioni "contro" mi interessano e, se la cosa ti fa piacere, ho pensato di pubblicarle sul nostro sito. Se vuoi, (ti piace scrivere?) ti propongo di collaborare con la nostra testata, sempre mantenendo il nick "Franz". Se accetti la "sfida", scrivi alla mia e mail personale (la trovi nella pagina "editoriale"). Ciao e in bocca al lupo per il tuo lavoro e la tua storia d'amore.Enzo.
    • Anonimo scrive:
      Re: noi netdipendenti
      Ti prego, fai una newsletter settimanale. Io mi abbono
  • Anonimo scrive:
    quanti ignoranti in Rete!
    Eh sì, è proprio vero: quando una persona si identifica in qualcosa è proprio difficile farlo staccare da quella immagine del mondo che si è creato inconsapevolemente dentro di sè. Come quando uno va da un comunista o un nazista e gli dice: il comunismo/nazismo hanno fatto milioni di vittime. Quello cosa fa? Spalanca gli occhi, si sente offeso, e attacca. In realtà gli hai toccato una idea a cui si è aggrappato inconsciamente. Ma non ha mai riflettuto veramente e consapevolmente su cosa è stato il comunismo. Perchè allora comunista non lo sarebbe mai stato. Naturalmente ciò che dico vale per il fascismo, il nazismo, cattolicesimo, islamismo... ovvero di tutte quelle forme di "apprtenenza ideologica" ovvero stupida a qualcosa.La stessa cosa sta accadendo con il lancio di netdipendenza.it. Molti ci attaccano. Perchè diciamo loro: "guardati stai ore e ore davanti ad uno schermo, parli in modo strano, ti chiami con dei nomignoli, ti sei robotizzato, e se non hai un computer davanti stai male".L'uso corretto di psicofarmaci è cosa buona e giusta se finalizzato alla guargione da uno stato depressivo...ma l'uso eccessivo(che porta alla dipendenza) lo è? Pensateci. Conoscete la differenza tra uso e abuso? Certo stare in rete e parlare di netdipendenza ha sicuramente qualcosa di provocazione. Bene, la provocazione serve a svegliare gli stupidi. Chi avesse visto bene il nostro sitoo avrebbe letto che non siamo contro internet ne tantomeno contro la tecnologia. Anzi. Siamo contro un uso/presenza eccessiva di essa nelle nostre vite.E spingiamo a fare un uso più consapevole di essa. Il nostro messaggio è "abbaimo deciso di essere nella rete per ricordare ai navigatori che la vita reale è più importante di quella digitale". E' un bel banner che si trova appena si carica la home. Bastava legggerlo. Come si fa a vedere se una persona è dipendente da qualcosa: quando deve far uso sempre di quella cosa e non ne può fare assolutamente a meno, perchè se no sta male. E' questo che noi combattiamo. La dipendenza, non il semplice utilizzo.E crediamo che di "netdipendenza" - dove per net intendiamo "La Grande Rete della tecnologia" si possa parlare, e i molti articoli e studi che stanno uscendo sui giornali negli ultimi anni lo dimostrino.Vi siete sentiti offesi perchè qualcuno vi ha rottto il giocattolino...beh scusateci...continuate a stare davanti al vostro schermo...ah e quando andate a dormire (alle due di notte dopo 4-5 ore di chattate) date ai vostri schermi una carezza e dite loro che è la carezza del webmaster di netdipendenza.it!Schermo delle mie brame chi è il più dipendente del Retame?
    • Anonimo scrive:
      Re: quanti ignoranti in Rete!
      Per certi casi potresti anche avere un pochino infinitesimale di ragione, pero` sono qui a scrivere per ricordarti due fatti oggettivi:1. ti senti un po' troppo superiore agli altri. Dato che tende a succedere anche a me, riconosco un presuntuoso (=della mia stessa specie) quando lo vedo. Scendi, per favore.2. anche tu ti sei aggrappato a una filosofia ideale, e la difendi con la stessa stupidit... ehm... forza.
    • Anonimo scrive:
      Re: quanti ignoranti in Rete!
      Ho avuto la tentazione di risponderti in modo approfondito, ma in rete ho imparato a discernere ciò che vale la pena prendere in considerazione, e ciò che andrebbe a discapito della mia "vita reale". PS :Una parte di me spera sia tutta una bufala per farsi 4 risate, sono troppo ottimista?
    • Anonimo scrive:
      Re: quanti webmaster ignoranti in Rete!
      - Scritto da: Webmaster
      Eh sì, è proprio vero: quando una persona si
      identifica in qualcosa è proprio difficile
      farlo staccare da quella immagine del mondo
      che si è creato inconsapevolemente dentro di
      sè.Si e' verissimo. (zip!)
      La stessa cosa sta accadendo con il lancio
      di netdipendenza.it. Molti ci attaccano.
      Perchè diciamo loro: "guardati stai ore e
      ore davanti ad uno schermo, parli in modo
      strano, ti chiami con dei nomignoli, ti sei
      robotizzato, e se non hai un computer
      davanti stai male".Ma chi vi attacca! Vi state facendo cosi' male da soli con queste cose che non e' certo necessario, abbiamo ben altro da fare che attaccarvi, al limite vi si puo' ridicolizzare, ma anche a questo ci avete gia' pensato voi.
      L'uso corretto di psicofarmaci è cosa buona
      e giusta se finalizzato alla guargione da
      uno stato depressivo...ma l'uso
      eccessivo(che porta alla dipendenza) lo è?
      Pensateci.Mumble mumble... guarda un po', esagerare con gli psicofarmaci fa male, meno male che ce lo hai scritto!
      Conoscete la differenza tra uso e
      abuso?Facciamo un esempio con la mia pazienza:Uso: mi vieni a parlare delle tue idee. Usi la mia pazienza che io generosamente ti fornisco.Abuso: mi rompi le scatole dicendo che io dovrei condividere le tue idee.
      Certo stare in rete e parlare di
      netdipendenza ha sicuramente qualcosa di
      provocazione. Bene, la provocazione serve a
      svegliare gli stupidi. La provocazione serve a farsi notare. Nel vostro caso, farvi notare non e' stata un'idea geniale.
      Chi avesse visto bene il nostro sitoo
      avrebbe letto che non siamo contro internet
      ne tantomeno contro la tecnologia. Anzi.
      Siamo contro un uso/presenza eccessiva di
      essa nelle nostre vite.Casomai nelle VOSTRE vite, pensate ai fatti vostri e non venite a dire al prossimo che usa troppa tecnologia e non vi copriremo di ridicolo.
      E spingiamo a fare un uso più consapevole di
      essa.Uso consapevole tutto da definire sulle regole di chi? Regole e modi d'uso che spetta a ciascuno di fare per se' stessi. Fatevi gli affari vostri. Se la consapevolezza che ci date e' questa, e' inutile, siete sciatti e poco interesanti.
      Il nostro messaggio è "abbaimo deciso
      di essere nella rete per ricordare ai
      navigatori che la vita reale è più
      importante di quella digitale". E' un bel
      banner che si trova appena si carica la
      home. Bastava legggerlo. Infatti e' quello che ho mandato agli amici per farvi conoscere e per allietare la giornata a tutti. Siamo infatti tutti cosi' ignoranti da non aver saputo fino ad oggi dell'esistenza di una vita digitale oltre a quella reale. Pensavamo di vivere una vita reale, variamente condita di figli, auto, tasse, malattie, feste, tecnologia, affetto, ecc ecc.Ma ecco questo bel banner che ci dice che esiste una "vita digitale". Che ideona! Come sloga e' bello ma non significa nulla. Te ne faccio uno anche io:"abbiamo deciso di essere nella rete per ricordare ai navigatori che la vita reale è piùimportante di quella longitudinale".
      Come si fa a vedere se una persona è
      dipendente da qualcosa: quando deve far uso
      sempre di quella cosa e non ne può fare
      assolutamente a meno, perchè se no sta male.E' proprio una definizione da scuola media. A definizione scema, contro-esempio cretino ma logico:io non posso fare a meno di vedere i miei figli. Sono malato? Non posso fare a meno di usare il cibo, evidentemente sono malato.
      E' questo che noi combattiamo. La
      dipendenza, non il semplice utilizzo.Allora ammettete che combattete, ma non volete essere attaccati. Bella forza. Se tutti gli eserciti potessero scegliere di fare come voi...
      E crediamo che di "netdipendenza" - dove per
      net intendiamo "La Grande Rete della
      tecnologia" si possa parlare, e i molti
      articoli e studi che stanno uscendo sui
      giornali negli ultimi anni lo dimostrino.Si parla molto anche di dio, degli ufo, e della telepatia, ma parlarne non prova che esistano.
      Vi siete sentiti offesi perchè qualcuno vi
      ha rottto il giocattolino...beh
      scusateci...continuate a stare davanti al
      vostro schermo..Che puerile questo webmaster, forse non dovrebbe scrivere, si rende davvero ridicolo. Non hai colto il nodo della questione: non avete rotto nulla. Chi vi calcola?! non contate nulla. Siete semplicemente anacronistici e se non vi piace la vostra cosidetta "vita digitale", spegnete i pc, non venitecelo a dire ed ad insegnare, chi vi ha chiesto nulla?
      ah e quando andate a
      dormire (alle due di notte dopo 4-5 ore di
      chattate) date ai vostri schermi una carezza
      e dite loro che è la carezza del webmaster
      di netdipendenza.it!Mi guarderei bene, ha gia' dovuto rappresentarmi per qualche minuto la tua opera, penso che sia sufficiente come punizione giornaliera.In ogni caso manchi ancora il punto. Chi ti dice che se chatto 4 ore siano cazzi tuoi? Che ti frega? Che ti importa? Ti fa stare male se chatto una o 10 ore? Ti senti un paladino del benessere altrui? Io odio il fumo ma non rompo le palle agli amici perche' smettano di farlo, sono adulti e consenzienti, la vita e' loro nel bene e nel male.Se vuoi lottare per il benessere altrui combatti alcoolismo e tabagismo con la tua capacita' di fare siti, almeno questi mali esistono e provocano tanti morti.
      Schermo delle mie brame chi è il più
      dipendente del Retame?Il piu' dipendente non lo so, ma il piu' ridicolo si e' fatto avanti con le trombe ed i tromboni. Grazie di esistere.Migliora, poi riparleremo.
    • Anonimo scrive:
      Re: quanti ignoranti in Rete!
      Questo messaggio e' davvero uno dei piu' presuntuosi che abbia letto di questi tempi.- Scritto da: Webmaster
      La stessa cosa sta accadendo con il lancio
      di netdipendenza.it. Molti ci attaccano.
      Perchè diciamo loro: "guardati stai ore e
      ore davanti ad uno schermo, parli in modo
      strano, ti chiami con dei nomignoli, ti sei
      robotizzato, e se non hai un computer
      davanti stai male".Davvero dite al prossimo queste cose? Ma perche', chi siete? Che vi importa? "Parli in modo strano" dici e tu? E cosa significa, uno non puo' esprimersi come gli pare e dedicare il proprio tempo come gli pare?Se la cosa vi turba non e' forse solo un vostro problema?
      ...Bene, la provocazione serve a
      svegliare gli stupidi. Caspita che presunzione...troppi stupidi si sono gia' svegliati, non servivi che ti alzassi anche tu dal tuo letto di ignavia.
      Chi avesse visto bene il nostro sitoo
      avrebbe letto che non siamo contro internet
      ne tantomeno contro la tecnologia. Anzi.
      Siamo contro un uso/presenza eccessiva di
      essa nelle nostre vite.Beh, problema vostro.
      E spingiamo a fare un uso più consapevole di
      essa. Il nostro messaggio è "abbaimo deciso
      di essere nella rete per ricordare ai
      navigatori che la vita reale è più
      importante di quella digitale". E' un bel
      banner che si trova appena si carica la
      home. Bastava legggerlo. E' proprio leggere certe cose che mi rende incerto sulla serieta' della vostra iniziativa.Ma chi credete di dover soccorrere?Che presunzione!
      Come si fa a vedere se una persona è
      dipendente da qualcosa: quando deve far uso
      sempre di quella cosa e non ne può fare
      assolutamente a meno, perchè se no sta male.
      E' questo che noi combattiamo. La
      dipendenza, non il semplice utilizzo.E sapete ovviamente distinguere quando finisce il "semplice utilizzo" ed inizia la dipendenza, basta affidarsi alla formuletta magica: "quando uno deve far uso sempre di quella cosa e non ne può fare assolutamente a meno, perchè se no sta male e' dipendente." Hihihihi che ridicolo semplicismo.
      E crediamo che di "netdipendenza" - dove per
      net intendiamo "La Grande Rete della
      tecnologia" si possa parlare, e i molti
      articoli e studi che stanno uscendo sui
      giornali negli ultimi anni lo dimostrino.Vediamo fatti e non parole, e poi abbiamo letto come maneggiate le statistiche nei vostri articoli. Vergognatevene anzicche' venire qui su Punto informatico, che e' una rivista seria, ad alzare gli scudi sul vostro squallore contro chi non la pensa come voi.
      Vi siete sentiti offesi perchè qualcuno vi
      ha rottto il giocattolino...beh
      scusateci...continuate a stare davanti al
      vostro schermo...ah e quando andate a
      dormire (alle due di notte dopo 4-5 ore di
      chattate) date ai vostri schermi una carezza
      e dite loro che è la carezza del webmaster
      di netdipendenza.it!Che paternalismo, che miseria, che mediocrita', che presunzione immensa. Che immagine schifosa che hai del prossimo. Da che altro trono di presunzione ti sogni che qualcuno si turbi per quello che dite o fate? Pensi possa dare fastidio che attacchiate il presunto abuso di utilizzo di tecnologia? Ridicolissimo, veramente infantile e sciocco. Non sei il centro del mondo, anzi non conti nulla. O ci credi cosi' scemi? Non hai un minimo di rispetto per l'intelligenza altrui? Ah dimenticavo che siamo solo cretini da risvegliare. Complimenti. Si vede che sei una persona che gli altri ascolteranno sempre volentieri per il tuo tatto e la tua intelligenza.
      Schermo delle mie brame chi è il più
      dipendente del Retame?Che fantasia, che stile, ironico e sottile come un carro armato.Se e' uno scherzo e' fantastico.
      • Anonimo scrive:
        Re: quanti ignoranti in Rete!
        - Scritto da: Aldo Fronte
        O ci credi
        cosi' scemi? Non hai un minimo di rispetto
        per l'intelligenza altrui? Ah dimenticavo
        che siamo solo cretini da risvegliare.Avanzo un'ipotesi: forse e` qualcuno abituato a lavorare in televisione. Ah, no, mi pare che ci fosse anche qualcun'altro abituato a scrivere libri e a fare il grande media saggio che guida il gregge di presunti imbecilli. In questo caso, leggendo queste risposte si spera che egli si renda conto che Internet e` un pochino diversa dai media da cui era abituato a parlare. Vado a vedere il sito: se non ha un forum, confermera` la mia impressione.
        • Anonimo scrive:
          Si`, eccola qui: mentalita` televisiva in pieno!

          ORA PUOI FINALMENTE DIRE LA TUA!
          Contribuirai così, insieme con noi, a dare
          vita ad un forte dibattito sul tema
          dell'eccesso di tecnologia e sul recupero del
          valore umano.
          Le opinioni più interessanti verranno
          pubblicate sul nostro sito e potranno essere
          consultate nel link le vostre opinioni E BADATE BENE!SOLO LE OPINIONI SCELTE.SENNO` SI RISCHIA QUELLO CHE SUCCEDE SU UN LIBERO FORUM, COME PER ESEMPIO QUESTO.
          • Anonimo scrive:
            Re: Si`, eccola qui: mentalita` televisiva in pieno!
            Io che sapevo che un forum non l'avresti trovato, ti faccio i complimenti per l'intuizione sulla assenza del forum nel loro sito come metro di giudizio sul loro operato.Effettivamente e' una cosa che ho cercato anche io subito per dire la mia, non qui, ma dove l'argomento e' trattato. Sono intervenuti poi loro in questo forum mostrandoci di che mediocrita' e presunzione sono fatti, ma sarebbe stato bello uno dialogo, anche vivace, nel loro sito.Mah, saremmo stati tacciati di essere arrabbiati perche' a loro dire ci hanno rivelato verita' che non vogliamo sentire (ahaha), e ci avrebbero liquidato con acide parole o con saccente pedanteria, o con argomenti nulli come il fatto che hanno avuto alcuni successi sul piano della comunicazione di massa: hanno fatto una bella gita a montecitorio dove si sa che dimorano noti scienziati e psicologi e non impiegati e politici, i cervelloni funari e costanzo... bah, come se contassero qualcosa.Ma almeno sarebbe stata da parte loro una manifestazione di coraggio e obiettivita' quella di aprire un forum in cui le loro opinioni (che un fondo di serieta' potrebbero anche avere) vengano dibattute.Evidentemente sanno di avere in mano solo argomenti deboli e notizie scandalistiche di attualita' pseudotecnologico-sociale e non si vogliono confrontare. E' abbastanza tipico di chi ha poco da dire ma molto da strillare.
  • Anonimo scrive:
    Perchè il Frenna a Montecitorio?
    Intanto il Frenna si è "intrufolato" in Parlamento, non è così poco furbo purtroppo.
    • Anonimo scrive:
      Di Frenna: ecco la mia storia
      Vedo che l'articolo di Luddist ha acceso un fuoco. Bene, bene... Voglio rispondere al navigatore che ha cercato "Di Frenna" in Google, trovando il mio libro sul "Gayatri Mantra (macropost edizioni, per chi lo vuole leggere), oppure la guida sexy ai locali notturni (commissionato da una casa editrice, già, perchè svolgo l'attività di consulente editoriale e scrivo libri su commisione... è un reato?), oppure il libro sulla "Coccoloterapia", scritto insieme con Paolo Cericola, rebirther ospite del Costanzo show e di "Vivere bene" (Maria Teresa Ruta, Rai 1). Bene, caro navigatore, ti arricchisco io la lista:- ho svolto inchieste sul traffico del sangue infetto (Napoli Oggi, 1986) e poi...- inchieste sui rifiuti radioattivi (The European, 1991; Il Mondo 1990)- un libro inchiesta sulle malefatte dell'ex ministro Paolo Cirino Pomicino, ititolato "L'Accordo" (edizioni Pubbliprint)- inchieste sulla ruberie del ministero degli Esteri e della cooperazione allo svlluppo (L'Europeo, 1993)- ho fondato un'agenzia di giornalismo investigativo parlamentare, Watch Dog News, in collaborazione con i Verdi, e siamo stati ospiti fissi di Funari News (Italia 1)- ho svolto inchieste economiche sui potenti della Finanza (Il Mondo, 1992-95)- ho pubblicato un libro inchiesta sulla Mafia Finanziaria delle Assicurazioni Rc auto, (edizioni Stampa Libera, 2000)e potrei continuare...Vuoi darmi la tua lista?
      • Anonimo scrive:
        Re: Di Frenna: ecco la mia storia
        Proprio perchè sembra così competente, come può considerare una testimonianza attendibile e significativa questa tratta dal suo sito?"Un paziente mi ha raccontato che le sue prestazioni sessuali si sono notevolmente ridotte dopo aver trascorso molte ore in Internet. Il rapporto con la sua ragazza è andato in crisi, così ora lui crede di essere diventato gay per colpa della rete. Gli ho spiegato che il problema sta nel suo cervello e che farebbe bene a staccarsi un po' dal video Dott. Roberto Rinaldipsicoterapeuta - Napolistoria presentata al 1° convegno nazionale sulla Netdipendenza. "
      • Anonimo scrive:
        Re: Di Frenna: ecco la mia storia
        - Scritto da: enzo di frennavisto che mi chiami in causa...
        Vedo che l'articolo di Luddist ha acceso un
        fuoco.temo che non si tratti di fuoco: direi piuttosto una generale ridarella
        Bene, bene... Voglio rispondere al
        navigatore che ha cercato "Di Frenna" in
        Google, trovando il mio libro sul "Gayatri
        Mantra (macropost edizioni, per chi lo vuole
        leggere), oppure la guida sexy ai locali
        notturni (commissionato da una casa
        editrice, già, perchè svolgo l'attività di
        consulente editoriale e scrivo libri su
        commisione... è un reato?no, non è un reato, assolutamente...come non è un reato aprire un sito, almeno di solito.Nè è un reato (per fortuna sua e mia) esprimere opinioni come quelle che lei esprime.Succede però che quando si "fa" un atto pubblico (e un libro lo è, a meno che non si tratti di un libro scritto per il compleanno della sua signora o di una sua nipotina, così come lo è un sito), ci si espone al sacrosanto (e altrui) diritto di critica nonché, in alcuni casi, all'altrettanto sacrosanto sorriso scettico (sempre altrui).), oppure il libro
        sulla "Coccoloterapia", scritto insieme con
        Paolo Cericola, rebirther ospite del
        Costanzo show e di "Vivere bene" (Maria
        Teresa Ruta, Rai 1). bene, posso sorridere di queste sue referenze? posso sghignazzare della coccoloterapia? la signora Ruta è una fine intellettuale o (sbaglio?) quella della "patata che attira"?Il dottor Costanzo è lo stesso ammaestratore di pulci che io vedo in televisione (raramente, a dire il vero... ma sa, noi netdipendenti siamo abituati, più di altri, a leggere, piuttosto che ad ascoltare o a guardare la scatola sul piedistallo) o è un promettente allievo di Vattimo piuttosto che di Emanuele Severino?
        Bene, caro navigatore,sicuramente io sono un "navigatore" ma in questa qualifica non vedo la stessa carica offensiva che invece potrei trovare, per dire, nel termine "scribacchino"
        ti arricchisco io la lista:

        - ho svolto inchieste sul traffico del
        sangue infetto (Napoli Oggi, 1986) e poi...
        - inchieste sui rifiuti radioattivi (The
        European, 1991; Il Mondo 1990)
        - un libro inchiesta sulle malefatte dell'ex
        ministro Paolo Cirino Pomicino, ititolato
        "L'Accordo" (edizioni Pubbliprint)
        - inchieste sulla ruberie del ministero
        degli Esteri e della cooperazione allo
        svlluppo (L'Europeo, 1993)
        - ho fondato un'agenzia di giornalismo
        investigativo parlamentare, Watch Dog News,
        in collaborazione con i Verdi, e siamo stati
        ospiti fissi di Funari News (Italia 1)mi scusi, il nome di Funari mi provoca incontenibili scoppi di diarrea: cosa ne dice, la coccoloterapia può essermi di conforto? o forse è più indicato il rebirthing?
        - ho svolto inchieste economiche sui potenti
        della Finanza (Il Mondo, 1992-95)
        - ho pubblicato un libro inchiesta sulla
        Mafia Finanziaria delle Assicurazioni Rc
        auto, (edizioni Stampa Libera, 2000)
        e potrei continuare...mi congratulo per la sua nutrita lista.come si dice, caro signore, l'italia è un paese di navigatori, di santi e di scrittori...sono molti di più quelli che scrivono di quelli che leggono e le auguro che nel suo caso si sia verificato il contrario e che i suoi libri siano stati letti da un numero maggiore di persone di quante ne sono servite per scriverli.
        Vuoi darmi la tua lista?no, temo di non avere nessuna lista sottomano, al momento: appartengo all'altro gruppo, di quelli che scrivono poco e leggono molto (e con buona soddisfazione, devo dire).Eppurtuttavia, mi permetto ancora di sghignazzare della sua iniziativa (nonché di buona parte dei suoi scritti): spero che non me ne voglia per questo e spero che i finanziamenti che senz'altro stanno dietro al sito siano sufficienti a coprire le spese e che le resti anche qualcosina in tasca (il giusto e il legittimo, per carità).Aggiungo, ad usum delphini, che una sinistra che avvalla simili iniziative mi provoca turbe psicosomatiche e, io di sinistra da sempre, mi induce ad astenermi dal voto.Spero di risentirla presto (non attraverso un suo libro, la prego: leggerò anche molto, ma al disotto di De Crescenzo non sono mai andato) e le porgo distinti saluti (che non coinvolgono sentimenti più complessi come la stima o l'ammirazione).
        • Anonimo scrive:
          Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
          Va bene, ancora un breve scambio. Ho letto la tua risposta alla mia opinione: sei simpatico. Sul serio, non lo dico con ironia. Credo che anche tu, in fondo, sei un deluso. Avrai i tuoi ideali infranti e pure la sinistra è fra questi. Comunque, la libertà di opinione è un dono, e in questo momento lo stiamo esercitando. Anche se scrivo; ora, al computer, per risponderti, non mi, dimentico che nella mia vita ila relazione umana è più importante, come gli alberi del mio giardino di frutta che curo, oppure i miei amici e familiari, la mia gatta, e più in generale la solidarietà, il rispetto per la natura e gli animali, ecc. Capisci la differenza? Si può usare il computer e non dimenticare queste cose, oppure usarlo molte ore e diventare depresso (ti puoi vedere una ricerca dell'università di Pittsbourgh sul rapporto internet-depressione, Usa, sul nostro sito). Mi incuriosisce il fatto che, nella tua risposta, ha di nuovo focalizzato la tua attenzione sulla "coccoloterapia" (ti interessa? se vuoi, ti metto in contatto con Cericola: è interessante, lo si fa con belle ragazze in acqua calda, giuro!) ecc, ma non hai visto il resto. Come dire: vedi il bicchiere sul tavolo, ma non il piatto di pasta. Le risorse per fare il nostro sito sono tutte personali (tolte dal proprio portafoglio, insomma) e ciò che ci spinge (siamo davvero in tanti, giuro ancora) è il desiderio di inviare un "messaggio" diverso in rete, cioè prima l'uomo e non la macchina. Sarai d'accordo anche tu che viviamo in un mondo di merda, di guerre tra movimenti e multinazionali, guerre di superpotenze e palestinesi senza una terra, guerra tra l'uomo e il clima che si riscalda, guerre transgeniche, ecc. Cosa ci ha portato a questo? Il buon senso? La libertà? Oppure un senso di onnipotenza, cioè un credere che l'uomo è dio e può tutto (compreso distruggere il pianeta) perchè ormai è un uomo-macchina? Lo dico sempre: ridere fa bene. Sono contento per te: meglio che piangere... non credi?
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            - Scritto da: enzo di frenna
            Sarai d'accordo anche tu che
            viviamo in un mondo di merda, Sara` anche un mondo di merda. Per ora e` il migliore che c'e` stato.Facciamo un giochino. Scegli un periodo storico euno status sociale del periodo. Vediamo quante persono devono stare male perche' tu riesca a vivere bene.
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            - Scritto da: stupito


            - Scritto da: enzo di frenna

            Sarai d'accordo anche tu che

            viviamo in un mondo di merda,

            Sara` anche un mondo di merda. Per ora e` il
            migliore che c'e` stato.

            Facciamo un giochino. Scegli un periodo
            storico e
            uno status sociale del periodo. Vediamo
            quante persono devono stare male perche' tu
            riesca a vivere bene.no, su questo non sono d'accordo: il novecento (io mi considero uomo del novecento) è stato il secolo degli orrori più sconsiderati, dei massacri, dei genocidi (per bomba o per fame)...se qualcosa brilla, nel "secolo breve", è proprio la tecnologia: gli incredibili sviluppi della medicina (oserei dire la NASCITA stessa della medicina, la comunicazione e l'alfabetizzazione di massa, i mezzi di trasporto, la ristrutturazione della produzione agricola,...).Insomma, credo che sia azzardato definirlo "il migliore dei mondi possibili", anche se non ho difficoltà alcuna a definirlo "il più INTERESSANTE e STIMOLANTE dei mondi possibili"
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            - Scritto da: Franz
            no, su questo non sono d'accordo: il
            novecento (io mi considero uomo del
            novecento) è stato il secolo degli orrori
            più sconsiderati, dei massacri, dei genocidi
            (per bomba o per fame)...
            se qualcosa brilla, nel "secolo breve", è
            proprio la tecnologia: gli incredibili
            sviluppi della medicina (oserei dire la
            NASCITA stessa della medicina, la
            comunicazione e l'alfabetizzazione di massa,
            i mezzi di trasporto, la ristrutturazione
            della produzione agricola,...).E secondo te questo non ha portato nessun miglioramento?Ti potrei dire che se il nostro e` il secolo dei massacri ad opera delle guerre tutti i precedenti sono un massacro continuo ad opera di virus di cui oggi ridiamo.

            Insomma, credo che sia azzardato definirlo
            "il migliore dei mondi possibili", anche se
            non ho difficoltà alcuna a definirlo "il più
            INTERESSANTE e STIMOLANTE dei mondi
            possibili"Mai parlato del "migliore dei mondi possibili". Ho soltanto detto che fino ad oggi tutto era peggio.Quindi il novecento e` il meglio che abbiamo avuto dalla storia.
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            - Scritto da: stupito
            E secondo te questo non ha portato nessun
            miglioramento?
            Ti potrei dire che se il nostro e` il secolo
            dei massacri ad opera delle guerre tutti i
            precedenti sono un massacro continuo ad
            opera di virus di cui oggi ridiamo.era ben quello che volevo dire!se qualcosa di buono questo secolo ha portato è lo sviluppo tecnologico...è che inconscaimente stavo ancora rivolgendomi a DI Frenna




            Insomma, credo che sia azzardato definirlo

            "il migliore dei mondi possibili", anche
            se

            non ho difficoltà alcuna a definirlo "il
            più

            INTERESSANTE e STIMOLANTE dei mondi

            possibili"

            Mai parlato del "migliore dei mondi
            possibili". Ho soltanto detto che fino ad
            oggi tutto era peggio.
            Quindi il novecento e` il meglio che abbiamo
            avuto dalla storia.aggiungereri solo che stiamo parlando, tutto sommato, della seconda metà del secolo e del mondo occidentale...nel resto del mondo non so se condividono
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            - Scritto da: Franz

            Mai parlato del "migliore dei mondi

            possibili". Ho soltanto detto che fino ad

            oggi tutto era peggio.

            Quindi il novecento e` il meglio che
            abbiamo

            avuto dalla storia.

            aggiungereri solo che stiamo parlando, tutto
            sommato, della seconda metà del secolo e del
            mondo occidentale...

            nel resto del mondo non so se condividonoIn realta` piu` che di occidente si tratta di nord del mondo (penso di poter dire che non stanno troppo male neanche in russia, cina e giappone).Comunque tutto sommato in media stiamo migliorando, per merito della tecnologia.E poi se guardi l'operato delle associazioni umanitarie serie (tipo l'AMREF) tra i loro obiettivi principali c'e` la diffusione della cultura e delle tecnologie (tramite la costruzione delle scuole).
          • Anonimo scrive:
            Re: da Di Frenna: Franz sei simpatico
            Leggendo quello che hai scritto in un messaggio piu` sopra mi rendo conto di quanto sia stata inutile la nostra discussione. Praticamente sono in completo accordo con tutto quello che dici.La cosa mi rende ancora piu` felice quando dici che sei di formazione umanistica. Io vengo dall'altra parte. E questo mostra che, in fondo, esiste (o dovrebbe) una sola cultura.
          • Anonimo scrive:
            Di Frenna: risposta a stupito e Franz
            Ragazzi, mi fa piacere leggere questo vostro scambio. Ho avuto modo di conoscere meglio Franz attrarverso le sue mail e lo ritengo una persona intelligente, cioè uno che non dorme verso il mondo. Stupito lo conosco invece meno. Quello che voglio segnalarvi, e dunque mettere in risalto, è la differenza tra uso e abuso. Il novecento è stato un grande secolo, di orrori e grandezze. È il secolo della tecnologia, delle scoperte, dell'alfabetizzazione, della cultura di massa, ma anche degli olocausti, delle minacce atomiche (per far saltare un pianeta con un errore ce ne vuole di potere!), delle alterazioni climatiche (e qui rischiamo di arrostire tutti, compreso me e voi che usiamo la rete per dire la nostra!), delle alterazioni genetiche (quel cretino di scienziato che ha creato la pecora dolly, dopo alcuni anni ha ammesso che è rischioso perchè la pecora invecchia prima! lo avete letto sui giornali? gli direi: imbecille, avevi bisogno di modificarne i geni a computer per capire quanto è rischioso?). Dunque, il nostro secolo è sicuramente interessante, ma anche rischiosissimo. Pensate cosa potremmo fare, invece, se la tecnologia fosse usata prevalentemente nella direzione del bene. No?Un saluto ad entrambi
          • Anonimo scrive:
            Re: Di Frenna: risposta a stupito e Franz
            - Scritto da: di frennaSulla clonazione: di pure quello che vuoi ma le biotecnologie sono una strada importantissima da percorrere che non va abbandonata per una pecora artritica. La prossima rivoluzione del nostro modo di vivere sara` per opera delle biotecnologie e dell'ingegneria genetica e dopo staremo meglio.
            Dunque, il nostro secolo è sicuramente
            interessante, ma anche rischiosissimo.
            Pensate cosa potremmo fare, invece, se la
            tecnologia fosse usata prevalentemente nella
            direzione del bene. No?Senti se fanno approvare un decreto legge che vieti l'utilizzo della tecnologia nella direzione del male.(piacerebbe a tutti che non esistessero piu` guerre e che non ci fosse neppure la possibilita` di pensare di costruire qualcosa come la bomba atomica, sfortunatamente non viviamo nell'eden.)
  • Anonimo scrive:
    Siamo gente per bene
    A chi ha inviato critiche, in seguito all'articolo di Luddist sul nostro sito netdipendenza.it, rispondo che siamo gente per bene. La tentazione di replicare ad alcuni che hanno scritto che, a furia di navigare, si sono rimbeccilliti, è forte. Ma seguo un'altra strada. Non è certo liberale chi, come l'autore di "andate a zappare", ci abbia mandato in tilt la posta elettronica (non sei d'accordo? bene, ma sei io facessi la stessa cosa alla tua casella postale? che ne dici? imbecille?), oppure chi dice che siamo ipocriti, o che prendiamo per il culo. Il tono è basso, dunque alziamolo: la nostra iniziativa è stata presentata a Montecitorio (dove lavorano persone impegnate, non ipocriti), ha spinto il ministro dell'Innovazione Lucio Stanca ad ammettere (attraverso l'Ansa) che la videodipendenza è un problema reale, ha spinto una psicologa, Renata Taddei, ad affiancare la nostra iniziativa (ma non è l'unica), ha spinro un sindacato, la Filcams-Cgil a scendere al nostro fianco nell'organizzazione del 1° convegno nazionale sulla netdipendenza, e ha spinto centinaio di persone (genitori preoccpati, insegnanti, medici, psicologi, anche un prete!) ad aderire alla nostra iniziativa. Siamo tutti dei cretini o, invece, siete voi che vi siete bevuti il cervello? Certo: usiamo il computer. è vero. Ma non siamo contro la tecnologia, ma contro l'eccesso che ci rende automi, macchine di consumo, derelitti depressi e soli. Anche il Ragante della Privacy, Stefano Rodotà, ha lanciato l'allarme che siamo spiati ogni giorno da 300 telecamere, ecome lo ha fatto? Con le telecamere, cioè con una conferenza stampa. Dunque, la gente perbene va avanti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Siamo gente per bene
      Mi permetta, ma leggendo la sua biografia si fatica a trattenere un sorriso, non se la prenda!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Siamo gente per bene
      - Scritto da: enzo di frenna
      A chi ha inviato critiche, in seguito
      all'articolo di Luddist sul nostro sito
      netdipendenza.it, rispondo che siamo gente
      per bene.dipende dai punti di vista. cosa intende, innanzitutto per "gente per bene"? semplicemente che non siete dei criminali? (ci mancherebbe...) che lavorate per il bene dell'umanità? che siete dalla parte giusta della barricata? gradirei un suo chiarimento a questo proposito.
      La tentazione di replicare ad
      alcuni che hanno scritto che, a furia di
      navigare, si sono rimbeccilliti, è forte. Ma
      seguo un'altra strada. Non è certo liberale
      chi, come l'autore di "andate a zappare", ci
      abbia mandato in tilt la posta elettronica
      (non sei d'accordo? bene, ma sei io facessi
      la stessa cosa alla tua casella postale? che
      ne dici? imbecille?), oppure chi dice che
      siamo ipocriti, o che prendiamo per il culo.c'è chi esagera (vi hanno addirittura mandato in tilt la casella di e-mail? quando? cosa c'entra l'autore del commento denominato "Andate a zappare"?), ma c'è anche chi, legittimamente, replica con intelligenza o semplicemente (come il sottoscritto) si limita ad ignorarvi. perché, vede, avrei voluto commentare le vostre idee e soprattutto le vostre statistiche (sulla cui affidabilità, me lo consenta, nutro molti dubbi) molto prima di questi suoi interventi. ma ho considerato l'iniziativa stessa del tutto superficiale e campata in aria, nonché diametralmente opposta al mio stile di vita. in parole povere, secondo me vi basate su presupposti del tutto sbagliati o quantomeno esagerati. poi ognuno è libero (per fortuna) di scrivere ciò che vuole, sia chiaro. ma io continuo ad ignorarvi e a giudicarvi ridicoli.
      Il tono è basso, dunque alziamolo: la nostra
      iniziativa è stata presentata a Montecitorio
      (dove lavorano persone impegnate, non
      ipocriti), ha spinto il ministro
      dell'Innovazione Lucio Stanca ad ammettere
      (attraverso l'Ansa) che la videodipendenza è
      un problema reale, ha spinto una psicologa,
      Renata Taddei, ad affiancare la nostra
      iniziativa (ma non è l'unica), ha spinro un
      sindacato, la Filcams-Cgil a scendere al
      nostro fianco nell'organizzazione del 1°
      convegno nazionale sulla netdipendenza, e ha
      spinto centinaio di persone (genitori
      preoccpati, insegnanti, medici, psicologi,
      anche un prete!) ad aderire alla nostra
      iniziativa. Siamo tutti dei cretini o,
      invece, siete voi che vi siete bevuti il
      cervello? Certo: usiamo il computer. È vero.
      Ma non siamo contro la tecnologia, ma contro
      l'eccesso che ci rende automi, macchine di
      consumo, derelitti depressi e soli.la sua opinione (e quella della psicologa che cita) potrebbe anche essere veritiera, ma rimane un'opinione. nessuno è obbligato ad abbracciarla né a supportarla. e poi, cosa contate di fare a Montecitorio? vietare per legge l'uso di Internet fino al compimento della maggiore età? fare un decreto anti-playstation? obbligare la gente a prendere la patente d'uso del computer? l'arresto per aver scaricato troppa posta elettronica? insomma, siamo concreti!
      Anche il
      Ragante della Privacy, Stefano Rodotà, ha
      lanciato l'allarme che siamo spiati ogni
      giorno da 300 telecamere, ecome lo ha fatto?
      Con le telecamere, cioè con una conferenza
      stampa. Dunque, la gente perbene va avanti.la gente perbene come lei, secondo me, dovrebbe imparare a farsi un po' più gli affari propri. senza offesa: nessuno l'ha chiamata a divulgare le sue tesi o quelle del suo movimento, e perdipiù lo ha fatto nel posto più sbagliato. cosa direbbe se io domani entrassi in una chiesa cattolica e cominciassi a predicare la dottrina buddista o, meglio ancora, affiggessi sui muri della stessa chiesa dei manifesti inneggianti all'ateismo?la saluto cordialmente nell'attesa di una sua risposta,godzilla
      • Anonimo scrive:
        Re: Di Frenna a Godzilla
        Belle parole. Ma siamo su posizioni divergenti. Non capisci il punto fondamentale. Ti faccio solo alcune domande, ma senza per questo innescare un botta e risposta infinto. Ti sembra giusto che il 60% dei ragazzi americani soffra di insonnia perchè naviga molte ore al computer e usa i videogiochi eccessivamente (American Sleep association, 1999); ti sembra giusto che i bambini italiani trascorrono ogni giorno 5 ore con la tv (Censis); ti sembra giusto che trascorriamo 15 mila ore della nostra vita con il televisore a fare zapping (Focus, giugno 2000); ti sembra giusto che la depressione sia la prima malattia mondiale (Oms, 2001) e che la causa sia da ricercare nell'impoverimento dei rapporti umani?; ti sembra giusto che la tecnologia stia alterando i cibi, il gene umano, il clima della Terra? Con che cosa lo fa? Con un giravite e con il computer? Ti sembra giusto tutto questo? Questo eccesso ti sta bene? A te, dico proprio a te, che usi Godzilla per firmare la tua vera anima. Ti sta bene?
        • Anonimo scrive:
          Re: Di Frenna a Godzilla
          - Scritto da: enzo di frenna
          ti
          sembra giusto che la tecnologia stia
          alterando i cibi, il gene umano, il clima
          della Terra? Con che cosa lo fa? Con un
          giravite e con il computer? Ti sembra giusto
          tutto questo? Questo eccesso ti sta bene? Ti vorrei ricordare che e` solo grazie agli eccessi della tecnologia che tu hai la cultura necessaria a porre queste domande. E` soltanto grazie agli eccessi della tecnologia che' tu lo puoi fare per iscritto in un forum pubblico dove tutti lo potranno leggere. Solo la tecnologia portata all'eccesso ti permette di vivere una buona parte della tua vita rimanendo improduttivo e dedicandoti ad attivita` personali di svago o di automiglioramento. Solo gli eccessi della tecnologia ti permettono di prendere dei mezzi che ti possono portare in qualsiasi luogo del mondo in tempi relativamente brevi. E soltanto quegli eccessi che criminalizzi tanto ti permettono di essere informato su cio` quanto dormono i bambini americani con la playstation.La tecnologia ci ha liberato dalla schiavitu` e dalla prevaricazione.E sono proprio gli eccessi della tecnologia che hai demonizzato tu che un giorno elimineranno la fame dal mondo e permetteranno a dei bambini che dovevano nascere ciechi e sordi di vedere i quadri di Munch e di Picasso e di ascoltare il Flauto Magico di Mozart...
          A
          te, dico proprio a te, che usi Godzilla per
          firmare la tua vera anima. Ti sta bene?
        • Anonimo scrive:
          Re: Giusto?????
          Mi sembra che il termine "giusto" sia quantomeno fuori luogo.Sarebbe "ingiusto" se ci fossero costrizioni, o interessi coercitivi alle spalle, ma le persone, noi, ci facciamo ipnotizzare dalla rete semplicemente perchè CI PIACE.Se quindi il suo vuole essere un ammonimento, ok, ma non criminalizzi una LIBERA SCELTA delle persone.Il fatto che poi ci siano anche minorenni inconsci, credo non li esponga ad un rischio maggiore di una passeggiata in bicicletta.L'assenza dei genitori è certamente un argomento da discutere, ma è questa assenza da criminalizzare, non l'esistenza della rete.Vorrei mettere la mail ma poi me la intasano, questo ad esempio è un comportamento da criminalizzare e da DENUNCIARE.
          • Anonimo scrive:
            Re: Giusto?????
            - Scritto da: Andrea
            L'assenza dei genitori è certamente un
            argomento da discutere, ma è questa assenza
            da criminalizzare, non l'esistenza della
            rete.Finalmente qualcuno che ha capito tutto! Il prblema non è limitare attraverso leggi e decreti l'imprtazioen o l'uso della tecnologia, ma istruire (si, proprio così!) i genitori che, tanto per far stare buoni i loro figli, li sbattono davanti ad un monitor o gli regalano un giocatolo altamente teconolgico.Meditate gente, meditate. Lasciate perdere le crociate contro Internet e i PC (me male che esistino, il lavoro me lo sono creato io grazie all'hi-tech)...
          • Anonimo scrive:
            Di Frenna: risposta ad Andrea e Stefano 75
            Ragazzi, sono d'accordo: il punto non è criminalizzare la rete (la uso anch'io, e anche per lavoro) ma l'eccesso di tecnologia. Sì, è vero, è una questione di libera scelta. Ma, ad esempio, questi poveri genitori che lasciano i figli davanti alla tv o al videogioco (come dice Stefano 75) sono proprio colpevoli?, oppure a loro volta sono bombardati da un modello di consumo-pubblicitario-mediatico che li spinge a fare scelte sbagliate e antieducative? Il vero problema è che manca un Movimento di persone sveglie, che si schiera sull'uso più umano della tecnologia.A presto. (se volete, scrivete alla redazione del nostro sito... ciao)
          • Anonimo scrive:
            Re: Di Frenna: risposta ad Andrea e Stefano 75
            - Scritto da: di frenna
            Il vero problema è che manca
            un Movimento di persone sveglie, che si
            schiera sull'uso più umano della tecnologia.Il vero problema e` che manca un Movimento di persone sveglie, che sensibilizzi le persone ai problemi che possono derivare da queste tecnologie sottolineando che comunque sono sempre inferiori ai vantaggi e che spieghi che i figli su internet vanno seguiti /moderatamente/ perche', in fondo, le chat sono meno pericolose delle passeggiate in bicicletta (dall'articolo sul vostro sito sembra che lasciare il figlio da solo su internet sia come regalargli una molotov).
        • Anonimo scrive:
          godzilla a Di Frenna
          allora, neanch'io voglio generare un botta e risposta infinito, però:- siamo /sicuri/ che la percentuale dei ragazzi americani che non dormono sia davvero così alta (se lo dice proprio l'American Sleep Association permettimi almeno di sospettare che il dato sia "gonfiato" e neppure di poco)- che i bambini trascorrano troppo tempo davanti alla TV non è certo colpa della TV- non credo che sia la TV stessa a "schiavizzarci" quando facciamo zapping per le nostre brave 15.000 ore (a parte il fatto che Focus è una delle riviste più sensazionaliste ed inattendibili che io abbia mai letto)- i rapporti umani si stiano impoverendo non è *necessariamente* colpa della teconologia. semmai, per quanto mi riguarda, è il contrario.- che la tecnologia stia alterando i cibi e il patrimonio genetico umano mi sembra, in sé una cosa buona che potrà apportare molti miglioramenti alla qualità della nostra vita. che poi ci siano persone che usano questa tecnologia in modo scriteriato è un'altro paio di maniche. non credi? e lo stesso (IMHO) vale per chi usa male Internet o la TV.in definitiva, secondo me, non è la tecnologia in sé e per sé a renderci "schiavi". è vero piuttosto che siamo noi stessi a scegliere di esserlo quando stiamo troppo tempo a navigare o chattare, o davanti alla televisione a guardare repliche delle partite di calcio o cartoni animati, ma questi fatti, /in sé/, non pregiudicano proprio niente. infine, chi adotta un nickname (come il mio, "godzilla"), non è detto che lo faccia "per firmare la sua vera anima"! magari lo chiamano già così gli amici, oppure è un personaggio che gli piace. cosa c'è di male? ecco, secondo me è proprio questo tipo di estremismo ignorante e ad oltranza che si deve evitare, altrimenti il vostro movimento rischia di cadere davvero nel ridicolo più di quanto già non lo sia, almeno per il popolo della Rete.a prestogodzilla
    • Anonimo scrive:
      Re: Siamo gente per bene
      - Scritto da: enzo di frennaAle', ci ha scritto, temevo di non ridere piu'!
      A chi ha inviato critiche, in seguito
      all'articolo di Luddist sul nostro sito
      netdipendenza.it, rispondo che siamo gente
      per bene. La tentazione di replicare ad
      alcuni che hanno scritto che, a furia di
      navigare, si sono rimbeccilliti, è forte. Ma
      seguo un'altra strada. Non è certo liberale
      chi, come l'autore di "andate a zappare", ci
      abbia mandato in tilt la posta elettronica
      (non sei d'accordo? bene, ma sei io facessi
      la stessa cosa alla tua casella postale? che
      ne dici? imbecille?), oppure chi dice che
      siamo ipocriti, o che prendiamo per il culo.
      Il tono è basso, dunque alziamolo: la nostra
      iniziativa è stata presentata a MontecitorioWow, sono impressionato! Adesso si che penso che abbiate ragione. Il tono subito si alza non appena si scrive "Montecitorio", perbacco!
      (dove lavorano persone impegnate, non
      ipocriti), ha spinto il ministro
      dell'Innovazione Lucio Stanca ad ammettere
      (attraverso l'Ansa) che la videodipendenza è
      un problema reale, ha spinto una psicologa,
      Renata Taddei, ad affiancare la nostra
      iniziativa (ma non è l'unica), ha spinro un
      sindacato, la Filcams-Cgil a scendere al
      nostro fianco nell'organizzazione del 1°
      convegno nazionale sulla netdipendenza, e ha
      spinto centinaio di persone (genitori
      preoccpati, insegnanti, medici, psicologi,
      anche un prete!) ad aderire alla nostra
      iniziativa.Cosa non si fa per cercare un po' di pubblicita'. dura lex, sed lex.
      Siamo tutti dei cretini o,
      invece, siete voi che vi siete bevuti il
      cervello?Domanda retorica e cattivella. Certo che siamo dei cretini, noi non ci vanatiamo di essere "per bene", per cui evidentemente il cervello nostro ha qualche tara.
      Certo: usiamo il computer. È vero."Usate" anche la paura del computer....
      Ma non siamo contro la tecnologia, ma contro
      l'eccesso che ci rende automi, macchine di
      consumo, derelitti depressi e soli.Evidentemente non sapete usarla con la dovuta moderazione quanto sapete usare invece le persone e convincerle alla vostra inutile causa.
      Anche il
      Ragante della Privacy, Stefano Rodotà, ha
      lanciato l'allarme che siamo spiati ogni
      giorno da 300 telecamere, ecome lo ha fatto?
      Con le telecamere, cioè con una conferenza
      stampa. Dunque, la gente perbene va avanti.La gente per bene non si abbassa a scrivere su punto informatico, solo noi tecnofili lo facciamo :))Noi puntoinformatico-dipendenti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Siamo gente per bene
      - Scritto da: enzo di frenna
      Non è certo liberale
      chi, come l'autore di "andate a zappare", ci
      abbia mandato in tilt la posta elettronica
      (non sei d'accordo? bene, ma sei io facessi
      la stessa cosa alla tua casella postale? che
      ne dici? imbecille?), Il post che diceva "Trogloditi andate a zappare" l'ho scritto io, ma non capisco le tue accuse da dove arrivino...Io ho mandato in tilt la vostra casella di posta? Io? Ma se non ho neppure visitato il vostro sito! Ma sai quel che dici o hai preso 1 colpo di sole?
  • Anonimo scrive:
    mamma mia che manica di teste di cazzo...
    ...albergano su questo sitino!
  • Anonimo scrive:
    E andate a vedere il "sito" del "webmaster" :o
    E troverete una simpatica paginetta striminzita sull'importanza della "comunicazione".Non ci posso credere.Sembra una bufala grossa come una balena questa netindipendenza.Ragazzi, sono le 7 e mezza di sabato mattina e siete riusciti a farmi scompisciare dalle risate.Grazie alla Redazione.
  • Anonimo scrive:
    DA NON PERDERE...
    Sempre sul NO DIGITAL, in particolare contro i videogiochi...questa non ve la dovete perdere...Ragazzi sto cappottando dalle risate!!!http://www.giuda.it/fenomeni/post_borromeo/01.html
  • Anonimo scrive:
    VANOLI è ritornato...
    Sarà mica il nuovo sito di Giovanni Paolo Vanoli... con nuovi argomenti:-)
  • Anonimo scrive:
    drogati tecnologici
    non e drogato solo il silicio dei decelebranti aggeggi che usate, lo siete anche voi.Per voi la tragedia peggiore non e perdere un amico o la distruzione delle risorse della terra (risorse uomini e natura distutti per costruire le vostre trappole elettroniche) ma che si è scaricata la batteria del vostro cellulare
    • Anonimo scrive:
      Re: drogati tecnologici

      non e drogato solo il silicio dei
      decelebranti aggeggi che usate, lo siete
      anche voi.Pervenuta tramite piccione viaggiatore
    • Anonimo scrive:
      Re: drogati tecnologici - GRAZIE!!!
      - Scritto da: scarrrrrica
      non e drogato solo il silicio dei
      decelebranti aggeggi che usate, lo siete
      anche voi.
      Per voi la tragedia peggiore non e perdere
      un amico o la distruzione delle risorse
      della terra (risorse uomini e natura
      distutti per costruire le vostre trappole
      elettroniche) ma che si è scaricata la
      batteria del vostro cellulareAHAHAHAHA !!La tragedia peggiore sei tu, con questi messaggi, cosa ci puo' essere di peggio che leggere simili cose?Ma continua ti prego, scrivi ancora, bisogna ammettere che sei fantastico!! Perdere un amico per il computer AHAHAH! Ma dove l'hai letta! Silicio decelebrato ahahah!! Ma parli seriamente o fai finta? Ma cosa stai usando tu, come l'hai inviato questo messaggio, con un uno schiavo scriba, incidendo su di una pietra o un prezioso papiro oppure con una trappola elettronica che e' stata fatta distruggendo risorse? A proposito di risorse, e la cellulosa? Quanta ne hai sprecata oggi e quanto ne hi risparmiata grazie al computer?Suvvia, ridicolo, cosi' ridicolo che non posso che apprezzare tanta idiozia.Ti prego rispondi che stampo tutti e stasera mi faccio tante risate con i miei tanti amici!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: drogati tecnologici
      - Scritto da: scarrrrricagia' il nick la dice lunga... ti è per caso venuto un attacco epilettico da overdose di computer mentre premevi la lettera "r"?
      Per voi la tragedia peggiore non e perdere
      un amico o la distruzione delle risorse
      della terra (risorse uomini e natura
      distutti per costruire le vostre trappole
      elettroniche) ma che si è scaricata la
      batteria del vostro cellulareBEEEEPPP!! Ma porc@ miseriaaaaaaaaa !!! il cellulareeeeeeeeeeeeeeeeee :°
  • Anonimo scrive:
    Pagliacci !!!!
    Luddisti !!! siamo nel 2002!!!!!Comunque, se volete,l'Antartide è grande, e senza tutta la 'tecnologia' che voi non volete.... è tutta per voi !!fa un po' freddino, ma che volete, non sarà una gran perdita .....!Ah Ah Ah Ah...
  • Anonimo scrive:
    Veramente gaurro!
    Era da molto che non mi divertivo cosi', leggetevi questo pessimo sito, e' veramente degno di un film comico:"Abbiamo deciso di essere nella Rete (sic!) e ricordare ai navigatori che che la vita reale e' piu' importante di quella digitale" (banner in flash)Lol, esiste una vita digitale? Che grandi!!"Il computer ci allontana da noi stessi.La net-dipendenza è una questione seria. Ho sentito di persone che cadono preda di attacchi epilettici o che passano molte ore davanti a un monitor, stordendo la propria mente. L'era digitale ci può togliere libertà e attenzione. Se il proprio livello di consapevolezza è alto, cioè "stare svegli", allora sei libero. Altrimenti cadi nella rete e dormi..." (opinione di un lettore inviata via mail!)Qui c'e' materiale comico da mandare agli amici per mesi. E' una miniera di comico e patetico, di luoghi comuni e cretinismo.Fate un piacere ai voi stessi, passate al buon umore! Leggete questo sito, e' veramente il massimo del minimo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Veramente gaurro!
      secondo me è semplicemente divertente, senza bisogno di offendere.Ha una sua logica, ridicola, ma da rispettare.Comunque me li son letti tutti gli articoli, piegato in due dal ridere
  • Anonimo scrive:
    Mi ricorda un po' la Borromeo...
    Vi ricordate quel trollazzo che tre anni fa invase i NG di videogiochi spacciandosi per un'associazione di famiglie cattoliche anti-videogiochi?Per chi non ne avesse mai sentito parlare, www.giuda.it/fenomeni/borromeo.html
  • Anonimo scrive:
    Errore
    Guardate che i luddisti non sono contro la tecnologia a prescindere, ma contro la dipendenza dell'uomo e della società da essa, e contro gli abusi tipo bambini che stanno 6 ore al giorno in rete.
    • Anonimo scrive:
      Re: Errore
      - Scritto da: Misfits
      Guardate che i luddisti non sono contro la
      tecnologia a prescindere, ma contro la
      dipendenza dell'uomo e della società da
      essa, e contro gli abusi tipo bambini che
      stanno 6 ore al giorno in rete.
      Ke mi sembra in linea con l'articolo e con il sito segnalato. L'hai visto?
      • Anonimo scrive:
        Re: Errore
        Open Colala prima bevanda open source!by "Virgolette di oggi" Newsletter di P.I.AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHsta cosa dei luddisti mi fa lo stesso effetto, così come i Noglobal.....insomma facciamo il punto della situazione:Noglobal,Nodigital, Nomicrosoft....fra un po' ci saranno i Nomorte che si impegneranno a non morire, oppure i Novìta che si uccideranno perchè la vita fa schifo.....ma fatemi il piacere!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Errore
        - Scritto da: CuCCa
        - Scritto da: Misfits

        Guardate che i luddisti non sono contro la

        tecnologia a prescindere, ma contro la

        dipendenza dell'uomo e della società da

        essa, e contro gli abusi tipo bambini che

        stanno 6 ore al giorno in rete.


        Ke mi sembra in linea con l'articolo e con
        il sito segnalato. L'hai visto?Si che l'ho visto, il mio post era in risposta a quelli sotto tipo "trogloditi", "siete contro la tecnologia e poi fate un sito internet", etc...Mi sembrano, giustamente, contro l'abuso della tecnologia, non contro la tecnologia in quanto tale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Errore
      ma i luddisti non erano quelli che distruggevano le macchine per cucire? o erano i telai?ciaogodz
  • Anonimo scrive:
    ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
    Non vogliono la tecnologia?? ottimo! Che piglino la vanga in mano e giù a sudare, che di lavoro manuale ce n'è sempre + bisogno e meno disponibile. Ma che non vengano a rompere le palle a chi la tecnologia la usa. In + hanno fatto un sito internet??? Har har har! E' come se il WWF x protestare tirasse giu' un albero centenario! Uguale!
    • Anonimo scrive:
      Re: ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
      perfettamente d'accordo
    • Anonimo scrive:
      Re: ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
      Cosa pretendete da chi pone la seguente domanda:"Ritieni che la tua vita stia diventando sempre più una matrice digitale?"Io dico: fatevi meno pippe mentali e non rompete l'anima a chi ama e usa la tecnologia.CheersPS: e secondo me non hanno capito una mazza di quel film...
      • Anonimo scrive:
        Re: ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
        Andare a zappare no!Ma visto che hanno tratto spunti dal film Matrix che se lo rivedano per settimane intere, così capiscono il messaggio del film e non quello che propinano i santoni di turno, di qualsiasi fede religiosa e non..Non sono estremosta, am non sopporto lgi estremisit e le pseudo verità interiori-social-democratiche o presunte tali....La tecnologia sviluppata deve essere usata da tutti, ripeto tutti devono sapere usare o semplicemente capire tutto quello che l'industria l'Hi-tech produce, altrimenti come fare a difenderci, Matrix è un esempio possibile di quello che potrebbe accadere, ma di sicuro non ora, ma se continuiamo così non è da escludere..... La conoscenza rende liberi di capire e scelgiere, senza rompere le balle al prossimo, ma una volta scelto non ci si deve isolare, la conoscenza e l'esperienza sono tutto, se non sfruttiamo queste nostre facoltà presto avremo problemi e chi comanda avrà più mezzi per renderci dei pupazzi.ciao Viger
    • Anonimo scrive:
      Re: ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
      - Scritto da: Yo!
      Non vogliono la tecnologia?? ottimo! Che
      piglino la vanga in mano e giù a sudare, che
      di lavoro manuale ce n'è sempre + bisogno e
      meno disponibile. Ma che non vengano a
      rompere le palle a chi la tecnologia la usa.
      In + hanno fatto un sito internet??? Har har
      har! E' come se il WWF x protestare tirasse
      giu' un albero centenario! Uguale!La democrazia è sinonimo di libertà. Ognuno esprime le proprie opinioni col mezzo che preferisce. Non siete obbligati ad essere d'accordo... Il veri trogloditi, quindi, siete voi.P.S.A me la tecnologia piace, ma non sono un estremista.
      • Anonimo scrive:
        Re: ANDATE A ZAPPARE TROGLODITI!!!
        Ecco, ci mancava la ramanzina del papà saggio e colto. Ma ripigliati che fai ridere i polli.
  • Anonimo scrive:
    IPOCRISIA DIGITALE!
    Sono contro l'abuso dei network e mettono su un sito così? Ma ci prendono per il c..o o cosa?Se voglio combattere il digitale faccio un sito in formato testo e poi diffondo il mio pensiero su supporto cartaceo non su sito internet!In pratica per limitare la criminalità giriamo tutti con un mitra e spariamo a chi non ci convince!
  • Anonimo scrive:
    ammemiparenastrunzat
    ma chi è Enzo Di Frenna? sarebbe interessante saperlo...una rapida ricerca su google mi porta a http://www.scuoladirespiro.com/ e leggo"Il libro di Paolo Cericola "Respirare in Acqua Calda", scritto in collaborazione con il giornalista Enzo Di Frenna..."il sito si occupa di COCCOLOTERAPIA, di REBIRTHING e del respiro del tantra...bella robetta...continuando:il suddetto ha anche scritto un testo fondamentale:ENZO DI FRENNAGuida Sexydella Campaniabreviario dell'erosIndirizzi - Visite guidate - Telefoni - Interviste - Club Privé - Agenzie - Personaggi - Cibo & Amore - Tantra & New AgeEdizioni BabookDicembre 1997praticamente un puttan tour partenopeomica finito:Enzo Di Frenna Sai Baba canta gayatri mantraIl canto della luce Prezzo: E 17,04 47 pagine - Questo libro ci introduce al significato del mantra vedico Gayatri:il suo potere i benefici per chi lo recita le parole di Sai Baba e i lpotere della Legge Eterna. Nel Cd allegato il Maestro canta il mantra vedico un canto di grande armonia che aiuta l'ascoltatore a entrare in se stesso in uno spazio di luce e serenità.ok, capito chi è Di Frenna...
    • Anonimo scrive:
      Re: ammemiparenastrunzat
      LOL ^__^
      • Anonimo scrive:
        Re: ammemipare...
        - Scritto da: Leonardo
        LOL ^__^Ciao.Sono tentato di associarmi... a una risata. Nella pagina di "Aderisci a No_Digital", al fondo, c'è il link dello "Studiodifrenna" che si occupa della costruzione di siti web. Niente di male, per carità. Bi$ogna pur campare...Quello che mi ha strappato un ampio sorriso, è stato leggere che "vi verrà inviata una broschure dettagliata" eccetera.Per della gente che si occupa di "comunicazione efficace e innovativa" è un segnale preoccupante.
    • Anonimo scrive:
      Re: ammemiparenastrunzat
      grandissimo Franz, la rete si usa così!! :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: ammemiparenastrunzat
      Questa si mi ha fatto ridere. Il potere della rete
  • Anonimo scrive:
    Sorpresa...
    Chissà perchè mi aspettavo che un sito di luddisti fosse in formato solo testo... invece così mi invoglia a tornare a vederlo... c'ho fatto pure lo bookmark...
    • Anonimo scrive:
      Re: Sorpresa...
      - Scritto da: almeno due caratteri!
      Chissà perchè mi aspettavo che un sito di
      luddisti fosse in formato solo testo...
      invece così mi invoglia a tornare a
      vederlo... c'ho fatto pure lo bookmark...Concordo anch'io con l'autore: imperdibile
  • Anonimo scrive:
    mai sentito schiavo... anzi!
    e` il computer, il mio schiavo.Ed e` troppo utile, non solo a me.Specialmente grazie alla rete. Se molti hanno aperto un po' di piu` gli occhi, in tutto il mondo, lo si deve alla rete. Va be`, l'abuso e` un'altra cosa, comunque... ma allora bisognerebbe prima di tutto distruggere la TV.
    • Anonimo scrive:
      Re: mai sentito schiavo... anzi!
      Gia'.. iniziamo col televisore.Anche l'abuso di acqua fa male come tutto.
    • Anonimo scrive:
      Re: mai sentito schiavo... anzi!
      Il problema è sempre quello: come in tutte le cose, non dovrebbero lasciar usare il computer a chi non lo sa usare. E' come dare un'auto in mano ad uno senza patente...prima o poi si farà male.
      • Anonimo scrive:
        Re: mai sentito schiavo... anzi!
        - Scritto da: mAx
        Il problema è sempre quello: come in tutte
        le cose, non dovrebbero lasciar usare il
        computer a chi non lo sa usare.
        E' come dare un'auto in mano ad uno senza
        patente...prima o poi si farà male.Per guidare la macchina serve la patente solo legalmente... io direi che serve prima di tutto il buon senso... Ho la patente da quasi 10 anni, quindi vuol dire che posso guidare una jeep in un parco giochi pieno di bambini, a 120 Km/h?La patente non da buon senso, come la ECDL non ti insegna ad usare il PC!
        • Anonimo scrive:
          Re: mai sentito schiavo... anzi!
          aaaa che fa fare il troppo tempo libero.......sti luddisti..... mi sembrano come i fanatici dell'open source...lottano per le Utopie... contenti loro........
          • Anonimo scrive:
            Re: mai sentito schiavo... anzi!
            è diverso... quelle open source saranno pure utopie ma almeno si concretizzano in qualcosa; su quel sito invece vedo solo parole senza capo né coda!ciaogodz
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