Dall'Emilia un segnale per l'Italia?

di Lamberto Assenti - Costruire un backbone di 460 chilometri per una delle regioni più ricche d'Italia, per trasformarla nell'area più cablata d'Europa. Facciamo i conti e incrociamo le dita: l'appuntamento è per fine 2004


Roma – Siamo ancora alla fase progettuale ma le ambizioni palesate dalla Regione Emilia in questi giorni sono enormi, si parla della possibilità di fare della ricca regione italiana la più cablata d’Europa. E la speranza, questa volta, è che il progetto costituisca qualcosa di più di un fiore all’occhiello buono solo per la stampa e le public relations .

Già, con una serie di accordi tra l’ente regionale ed alcuni enti locali significativi (Bologna, Ravenna, Rimini, Cesena-Forlì), partirà la realizzazione di una infrastruttura telematica ad alto rendimento basata su un backbone di 460 chilometri e su 200 chilometri di interconnessioni. La si può vedere come la si vuole, ma questi numeri parlano da soli.

Non vorrei apparire troppo entusiasta per un progetto che, essendo italiano, dovrà superare una quantità enorme di ostacoli di natura finanziaria e burocratica, ma già entro la fine del 2004 si vedrà se alle parole e alle carte timbrate si sarà riusciti a dare concretezza. Entro il 2004, infatti, tutti i comuni romagnoli dovrebbero essere connessi. Una prima parte riguarderà i comuni bolognesi, il 90 per cento dei quali godrà della interconnessione alla nuova infrastruttura ancora prima.

Per ovviare alle problematiche di cablatura dei comuni appenninici e montani si sta pensando di associare al backbone servizi broad band via satellite o, dove possibile, basati sulle tecnologie xDSL.

La natura del progetto è utilmente duplice. Da un lato si punterà com’è ovvio sul rafforzamento dei servizi della Pubblica Amministrazione locale, che potrà contare su sistemi che solo in poche aree ha fino a questo momento iniziato ad “assaggiare”; dall’altro si apriranno nuove strade per il mercato e per la conseguente offerta di connettività di alta qualità ai cittadini.

Il costo? Tutt’altro che indifferente. Si parla di 11 milioni di euro di investimento per il progetto e di altri stanziamenti, di circa 6 milioni di euro l’anno, per l’attivazione dei nuovi servizi.

Diamoci appuntamento per la fine del 2004, dunque. Sarà il momento di fare i conti. Con la speranza che questa volta un fiorellino all’occhiello lo potremo avere, per la sostanza e non per le parole.

Lamberto Assenti

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  • Anonimo scrive:
    Si ma...
    ...se i chip usano windows sai che strage!"Errore l'applicazione QUOREFF0000000AAAA10BEF5A147 è stata terminata" si consiglia di riavviare il sistema per evitare ulteriori perdite di dati" .... e il tizio è già bello che morto!!!
    • Locke scrive:
      Re: Si ma...
      - Scritto da: Anonimo
      ...se i chip usano windows sai che strage!
      "Errore l'applicazione
      QUOREFF0000000AAAA10BEF5A147 è stata
      terminata" si consiglia di riavviare il
      sistema per evitare ulteriori perdite di
      dati" .... e il tizio è già bello che
      morto!!!Ah. Ah. Ah. Che ridere.
      • AdessoBasta scrive:
        Re: Si ma...
        Mi chiedevo, visto che un il cuore lavora a 1,16Hz, che sono un po' pochini, se con questo aggeggio i cardiopatici si possono overcloccare e se è stato previsto un dissipatore con ventola da innestare nel paziente :))))Buonanotte!
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