DARPA Grand Challenge sulla linea di partenza

Industria bellica e governo USA tengono gli occhi puntati sulla corsa tra macchinoni robotizzati: gli organizzatori hanno reso noti alcuni dettagli sulla gara, mentre la tensione cresce. Partecipa anche l'Università di Parma
Industria bellica e governo USA tengono gli occhi puntati sulla corsa tra macchinoni robotizzati: gli organizzatori hanno reso noti alcuni dettagli sulla gara, mentre la tensione cresce. Partecipa anche l'Università di Parma


Los Angeles (USA) – Il prestigioso trofeo da due milioni di dollari del DARPA Grand Challenge è finalmente alle porte e gli organizzatori dell’evento hanno svelato alcuni dettagli importanti. L’edizione 2005 del più importante appuntamento per i pesi massimi internazionali della robotica avrà inizio il 28 settembre sulla California Speedway di Fontana, nell’omonimo stato americano.

Ed è qui che si svolgeranno le prove per aggiudicarsi gli ambitissimi posti in finale: fino al 6 ottobre, ad appena due giorni dalla finalissima, i competitori dovranno dimostrare di avere le carte per vincere. Le selezioni verranno disputate tra ben quarantatre team avversari , provenienti da tutto il Mondo. L’8 ottobre si svolgerà l’ultima prova: un vero e proprio rally di oltre 280 chilometri tra i venti migliori “autoveicoli intelligenti” di tutto il pianeta.

Nonostante le autorità abbiano deciso di svelare il percorso ufficiale solo due ore prima delle partenza, alcune indiscrezioni danno quasi per certo che si tratterà di un tracciato situato nei pressi di Primm, nello stato del Nevada. Il direttore del DARPA, Tony Tether, si è congratulato con i partecipanti: “Accogliamo con profonda gratitudine l’eccezionale entusiasmo dimostrato per la robotica di nuova generazione”, dichiara in una nota ufficiale.

L’ Università di Parma rappresenterà l’Italia e partecipa a questa edizione del Grand Challenge insieme ad un gruppo di ingegneri statunitensi. Infatti alcuni ricercatori italiani fanno parte del team Terramax , una equipe italoamericana nata dalla collaborazione con i tecnici di Oshkosh Truck . “La qualità della competizione è un’evidente prova dei progressi tecnologici nella progettazione di robot”, ha sottolineato Ron Kurjanowicz, organizzatore del Grand Challenge.

La competizione è agguerrita e si daranno battaglia persino grandi marchi automobilistici: il team dell’Università di Stanford , ad esempio, si presenta con un avveniristico modello di Sports Utility Vehicle prodotto dai tedeschi di Volkswagen . Ma non è solo l’industria dell’auto ad essere interessata al DARPA Grand Challenge: a tenere gli occhi puntati sulle auto-robot è soprattutto la sviluppatissima industria bellica statunitense.

La sola presenza di uno sponsor come il DARPA, punta di diamante della ricerca scientifica in campo bellico, non può che assegnare qualsiasi risultato del Grand Challenge nelle mani e nelle menti dei progettisti militari. L’amore del Pentagono per la robotica non è un segreto: le fonti ufficiali parlano di piani ben precisi del governo per robotizzare, entro il 2015, almeno un terzo dei veicoli utilizzati dall’esercito. Lo stesso accade in Australia , dove il governo è pronto a creare un intero reggimento robotico.

Il Dipartimento della Difesa USA ha iniziato proprio negli ultimi giorni a promuovere l’uso di autoblindati ad alta tecnologia : il prossimo passo potrebbe essere quello di utilizzare jeep ed humvee senza pilota. Se così fosse, a questo punto non resta che sperare in un buon esito per il team di Parma, nella speranza che i futuri robohumvee possano contenere un briciolo di tecnologia made in Italy .

Tommaso Lombardi

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15 09 2005
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