Datagate, la spia che spiava Wikileaks

La NSA avrebbe tenuto sotto controllo coloro che si collegavano al sito delle soffiate. Ma anche gli utenti di The Pirate Bay, e il traffico dei servizi proxy
La NSA avrebbe tenuto sotto controllo coloro che si collegavano al sito delle soffiate. Ma anche gli utenti di The Pirate Bay, e il traffico dei servizi proxy

Le nuove soffiate di Edward Snowden relative alle operazioni di spionaggio della National Security Agency (NSA) mostrano come le spie a stelle e strisce tenessero sotto controllo anche Wikileaks.

Secondo quanto si legge nei nuovi documenti dell’ex spia statunitense ora in Russia, l’NSA e la britannica agenzia di spionaggio GCHQ avrebbero considerato WIkileaks tra i bersagli diretti del loro spionaggio, insieme a siti dedicati alla condivisione come The Pirate Bay , in quanto “attori stranieri malevoli”. Anche i servizi proxy sarebbero stati tenuti sotto controllo: monitorarne il traffico consente di raccogliere indizi importanti riguardo a cittadini della rete che hanno motivo di nascondersi.

GCHQ avrebbe, in particolare , costituito un sistema di sorveglianza, nome in codice “Anticrisis Girl”, per monitorare i visitatori della piattaforma di Wikileaks e per raccoglierne gli indirizzi IP.

Il vertice del sito di delatori Julian Assange, un altro soggetto che come Snowden ha un conto aperto con Washington e le sue leggi, ha chiesto direttamente all’amministrazione Obama che venga nominato un procuratore speciale per investigare sull’operato dell’NSA .

Secondo Assange “l’NSA e la sua controparte britannica non hanno alcun rispetto per la legge. Ma c’è un costo per condurre azioni illecite contro i media: noi abbiamo già denunciato L’FBI e l’esercito statunitense davanti a diverse giurisdizioni europee”.

Oltre a The Pirate Bay e Wikileaks, NSA avrebbe autorizzato una serie di intercettazioni da parte dei servizi segreti australiani ai danni di alcuni studi legali a stelle e strisce che rappresentavano l’Indonesia in una causa legale che la vedeva contrapposta agli Stati Uniti.

Claudio Tamburrino

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