Datagate, paesi che si spiano addosso

Washington risponde all'Europa ed invita a cercare in casa i colpevoli delle intercettazioni. In Italia Letta convoca il Comitato Interministeriale che deve approfondire la questione

Roma – Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal i servizi segreti francesi e spagnoli avrebbero intercettato le conversazioni dei propri cittadini passandole poi alla National Security Agency (NSA) statunitense.

Mentre si allarga a macchia d’olio il gruppo di paesi coinvolti del Datagate, i vertici dell’agenzia federale – principale accusato delle operazioni di spionaggio – sono intervenuti per contestare le rimostranze dei diversi paesi europei: non sarebbe stata la NSA ad intercettare milioni di cittadini europei. Piuttosto sarebbero stati gli stessi servizi segreti dei paesi coinvolti ad aver passato di dati sulle telefonate intercettate agli Stati Uniti.

In realtà, le spiegazioni del direttore dell’agenzia federale, il Generale Keith B. Alexander, suonano più come una confessione che come una giustificazione: oltre a dire che si tratta in gran parte di conversazioni telefoniche raccolte fuori dal Vecchio Continente, il militare afferma che sono “dati che con i nostri alleati NATO abbiamo raccolto per difendere i nostri paesi e per supportare le operazioni militari”. In pratica l’agenzia a stelle e strisce conferma di essere in possesso di intercettazioni telefoniche di cittadini europei, ma afferma che queste informazioni sono state raccolte dai paesi europei stessi, che le hanno fornite agli Stati Uniti come adempimento di accordi specifici stipulati nell’ambito della lotta al terrorismo internazionale.

Nel frattempo, negli States, il Senatore Patrick Leahy e il Rappresentante Jim Sensenbrenner hanno presentato una proposta di legge che punta a ridurre notevolmente la possibilità di ricorrere alle intercettazioni da parte dell’NSA ai danni dei cittadini statunitensi: si chiama Uniting and Strengthening America by Fulfilling Rights and Ending Eavesdropping, Dragnet-collection, and Online Monitoring Act (USA FREEDOM Act) e dovrebbe riformare la Section 215 del Patrioct Act.
Per non vedersi lasciare sola, d’altra parte, l’NSA ha affermato di essere accusata dalla Casa Bianca di azioni condotte su suo stesso ordine : come se i vertici governativi, che sapevano, ora facessero colpevolmente finta di nulla.

A parte questi diversi tentativi di scaricabarile a Washington, tuttavia, anche durante il dibattito avvenuto davanti al comitato del Congresso degli Stati Uniti che ha chiamato i vertici dei servizi segreti a rispondere delle accuse europee di spionaggio sono state offerte più giustificazioni che smentite rispetto al presunto (in quanto assolutamente ancora da confermato ufficialmente) operato dell’intelligence: gli ufficiali che hanno parlato nell’occasione – il Generale Alexander e James R. Clapper Jr. – hanno dichiarato che certe pratiche sono alla base delle operazioni dell’intelligence statunitense e che, d’altra parte, tutti i paesi si muoverebbero allo stesso modo. Il tutto mentre fuori sfilavano i manifestanti di StopWatchingUs , il movimento che critica tale aggressiva politica di spionaggio.

L’altro paese considerato complice degli Stati Uniti, il Regno Unito, invece di cercare di giustificare certe azioni sta ancora provando a controllare il dibattito in patria, tanto che il Primo Ministro David Cameron ha minacciato di voler trascinare in aula il Guardian se continuerà a pubblicare i documenti ottenuti da Snowden. L’Italia, invece, ha iniziato solo ora a guardarsi intorno e ad approfondire la questione per cercare di capire se qualcuno è stato spiato, e a chi attribuire la responsabilità: il Primo Ministro Enrico Letta ha convocato il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, sei ministri ed il sottosegretario alla sicurezza, affidandogli il compito di far luce sull’eventuale coinvolgimento dell’Italia nel Datagate.

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Se l’Italia è ancora nella fase della possibile accettazione, gli Stati Uniti a quella delle giustificazioni, il Regno Unito alla rimozione, la Russia è ancora alle prese con la fase di negazione: accusata di aver regalato ai politici alleati del G20 pennette USB infette per spiarne i computer, Mosca ha fermamente negato parlando di “un chiaro tentativo di distogliere l’attenzione da un problema reale: lo spionaggio degli Stati Uniti”.

Claudio Tamburrino

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  • collione scrive:
    brutto affare
    chissà il numero dei mactonti bucati http://www.tomshw.it/cont/news/iphone-e-ipad-migliaia-di-app-sono-a-rischio-hacker/50390/1.htmle dire che ios era PERFETTO!!!! (rotfl)
    • Protocollo nove scrive:
      Re: brutto affare
      l'utonto qua sei solo tu visto che1) hai riportato una cosa che non c'entra nulla2) quella è una eventualità mentre questa di adobe è un fatto accaduto3) i servizi cloud rilevano al di là dell'OS usato4) sei ossessionatop.s. uso iOS da quando esiste e non ho mai avuto un solo problema di virus o altro. Al contrario di ciò che avviene su android, dove addirittura è google a fare il kill remoto delle app, decidendo lei cosa ci deve stare sul tuo telefono e cosa no.Ora arriverà la risposta di quello che scriverà le solite cose, ma eviterò di rispondere perché le persone da quattro soldi (intendo la gente che risponderà alla solita maniera a questo mio commento) non sono degne di una risposta lol
      • Quello scrive:
        Re: brutto affare
        - Scritto da: Protocollo nove
        Ora arriverà la risposta di quello che scriverà
        le solite cose, ma eviterò di rispondere perché
        le persone da quattro soldi (intendo la gente che
        risponderà alla solita maniera a questo mio
        commento) non sono degne di una risposta
        lolLe solite cose...
      • bubba scrive:
        Re: brutto affare
        - Scritto da: Protocollo nove
        l'utonto qua sei solo tu visto che

        1) hai riportato una cosa che non c'entra nullavero. E il megaboom di Adobe (di cui si discute da 2 settimane e piu) e' forse il piu grosso leech dell'anno. 0day(?) per coldfusion, MEGAdump di account, giga di src di adobe... e piu rilasciano info peggio appare :)
        2) quella è una eventualità mentre questa di
        adobe è un fatto
        accadutonon proprio
        3) i servizi cloud rilevano al di là dell'OS usatooff topic (tra l'altro ormai sta buzzword vien usata ovunque e quantunque)
        4) sei ossessionato

        p.s. uso iOS da quando esiste e non ho mai avuto
        un solo problema di virus o altro. irrilevante. qua si parla di altro. non c'e' da installare un app da blackmarket.Cmq sulle prime la ricerca appare piuttosto irrilevante... nel senso che ok, abusa del http redirect 301. Ma e', come dire, una cosa da specifiche http. Il male, semmai, e' che sovverte la logica dell'app (come quando manipoli il js e il server si beve tutto). Aka non e' un prob "specifico" ne di ios ne di un app. Se uno coda col taglia/&/incolla poi vien fuori sta roba. E sui milioni di app per iOS chissa' quante ce ne sono.Il pezzo INTERESSANTE invece, l'impiego per l'(ab)uso per i gia citati "configuration profiles" di iOS. Cosa peraltro gia avvenuta mesi fa... e proprio gli stessi ci avevano ricercato sopra http://www.skycure.com/blog/malicious-profiles-the-sleeping-giant-of-ios-security/Il perche' gli utenti ios abbiamo bisogno di tutta questa pappa autoconfigurata da fuori, e' ignoto :)
      • Panda Rosa scrive:
        Re: brutto affare
        Nemmeno io ho mai preso un virus con android.
      • 1987jonny scrive:
        Re: brutto affare
        I virus non esistono, sono nella nostra testa...I produttori di antivirus lo sanno benissimo ma ci nascondo la cosa... Presto corriamo tutti ad acquistare un cappellino di stagnola (offro possibilita di finanziamenti a tassi molto bassi)
        • prova123 scrive:
          Re: brutto affare
          - Scritto da: 1987jonny
          I virus non esistono, sono nella nostra testa...
          I produttori di antivirus lo sanno benissimo ma
          ci nascondo la cosa... Presto corriamo tutti ad
          acquistare un cappellino di stagnola (offro
          possibilita di finanziamenti a tassi molto
          bassi)Io direi di più: ormai i virus non esistono più da circa 15 anni. Ora ci sono sono solo banali malware e buona parte di questi generati da kit per niubbi.
          • cicoGna scrive:
            Re: brutto affare
            - Scritto da: prova123
            - Scritto da: 1987jonny

            I virus non esistono, sono nella nostra testa...

            I produttori di antivirus lo sanno benissimo ma

            ci nascondo la cosa... Presto corriamo tutti ad

            acquistare un cappellino di stagnola (offro

            possibilita di finanziamenti a tassi molto

            bassi)

            Io direi di più: ormai i virus non esistono più
            da circa 15 anni. Ora ci sono sono solo banali
            malware e buona parte di questi generati da kit
            per
            niubbi.Hahahhahahaahahha è arrivato il massimo esperto di IT security!Che grandi che siete ;-D
          • cicciobello scrive:
            Re: brutto affare
            Evidentemente non sai cosa si intende per virus informatico.I virus erano molto diffusi ai tempi del dos, attualmente quelli che circolano sono worm e/o trojan, non virus.
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