Deep Impact: missione compiuta

Il proiettile lanciato dalla sonda NASA ha colpito la cometa Tempel-1. Fuochi d'artificio cosmici giusto in tempo per la Festa dell'Indipendenza statunitense. Margherita Hack: una violenza contro la natura spaziale

Washington (USA) – L’impatto è avvenuto ieri alle 7.52 ora italiana: un proiettile in rame, sparato da una sonda USA, ha intercettato e colpito con precisione la cometa Tempel 1. Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena , in California, esultano per il primo fuoco d’artificio extraterrestre della storia: il risultato della missione Deep Impact permetterà di aprire nuovi squarci sul mistero che avvolge ancora molti aspetti della genesi dei pianeti. La grande esplosione spaziale corona un lungo viaggio durato 172 giorni.

Dopo 431 milioni di chilometri, la sonda Deep Impact è entrata nella traiettoria della cometa ed ha esploso il suo unico proiettile , scagliato ad una velocità di circa 10 chilometri al secondo contro il bersaglio. Una chance quasi irripetibile: la cometa Tempel 1 passa nei dintorni dell’orbita terrestre ogni 5 anni e mezzo – e l’intera missione spaziale è costata 333 milioni di dollari e ben quattro anni di preparazione. Ma, come previsto dalle simulazioni al computer, gli scienziati della NASA hanno fatto centro: “E’ stato un successo colossale”, dice Andy Dantzler del Dipartimento per lo Studio del Sistema Solare. “Adesso si aprono nuove possibilità nello studio delle nostre origini”, afferma fiducioso. Comprensibile quindi che in queste ore il sito della NASA sia stato ridisegnato per presentare fin dalla home page tutte le info sulla missione.

I primissimi istanti dopo lo schianto Il momento dell’impatto è stato un lampo improvviso , immortalato dalla sonda e dal telescopio Hubble (vedi foto). L’esplosione ha creato un cratere delle dimensioni di un campo da calcio, che ha liberato una quantità incredibile di materiale solido. Dopo questa brillante performance del primo missile spaziale autopilotato , adesso è il momento dei ricercatori: l’analisi spettroscopica delle immagini raccolte permetterà di scoprire la composizione delle comete. Questi corpi celesti provengono prevalentemente dalla nube di Oort , una specie di nebulosa che avvolge la periferia del sistema solare. Molti scienziati credono che gli elementi essenziali per la vita organica abbiano origine proprio da qui: la nube di Oort contiene infatti i residui della “nascita” del Sole, e comete come Tempel 1 possono avere un’età fino a 4 miliardi di anni.

La cometa prima dell'impatto Scarso entusiasmo da parte di Margherita Hack, la nota astrofisica italiana. Intervistata da Sky TG24, la Hack pensa che la missione Deep Impact sia stata troppo invasiva nei confronti della “natura spaziale”. Simona De Pippo, dell’ Agenzia Spaziale Italiana , è convinta che nonostante la violenza dell’impatto “la Tempel-1 non abbia subito pericolose variazioni orbitali”. Non sembra essere della stessa idea una astrologa russa, che ha immediatamente citato la NASA per danni: chiede 300 milioni di dollari perchè “lo stravolgimento del percorso di questa cometa” avrebbe irrimediabilmente “alterato l’esito delle previsioni astrologiche”.

L’esito della missione Deep Impact fa ben sperare nei risultati della missione Rosetta : la sonda europea, costruita anche con il contributo italiano, è già in viaggio verso la cometa Churyumov-Gerasimenko e vi si avvicinerà solo nel 2014. “La missione Rosetta sarà molto meno violenta”, conferma Margherita Hack – invece di creare enormi esplosioni , si limiterà a studiare la cometa con un minilaboratorio di superficie.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    Piccolo particolare
    Naturalmente nessuno fara` nulla riguardo il problema di base che ci sono migliaia di giovani che hanno questo problema del suicidio. No, meglio ignorare il problema e impedirgli di parlarne, naturale, cosi` che possano certamente vivere la loro misera vita di droni o 'risorse' come si usa dire qui per gli arrivisti/negrieri del mondo del lavoro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Piccolo particolare
      - Scritto da: Anonimo
      Naturalmente nessuno fara` nulla riguardo il
      problema di base che ci sono migliaia di giovani
      che hanno questo problema del suicidio. No,
      meglio ignorare il problema e impedirgli di
      parlarneCi sono modi migliori di parlarne che discutendo del modo migliore di farlo
    • Anonimo scrive:
      Re: Piccolo particolare
      - Scritto da: Anonimo
      Naturalmente nessuno fara` nulla riguardo il
      problema di base che ci sono migliaia di giovani
      che hanno questo problema del suicidio. No,
      meglio ignorare il problema e impedirgli di
      parlarne, naturale, cosi` che possano certamente
      vivere la loro misera vita di droni o 'risorse'
      come si usa dire qui per gli arrivisti/negrieri
      del mondo del lavoro.Ma perchè sti commenti così generici e fuori luogo? cosè la fiera della frase fatta? credi veramente che il problema sia ignorato? credi che le famiglie che abbiano avuto tragedie del genere in casa non facciano niente?Tu oggi hai letto sta notizia e ti senti pronto a giudicare?Bah se non hai nulla di più costruttivo da dire stai zitto.
  • Anonimo scrive:
    SOLO UNA SCUSA PER CENSURARE ALTRO.
    I filtri a monte... gestiti direttamente, dal governo e dall'isp. Chissà i siti che finiranno nella blacklist senza che la maggior parte dei giapponesi ne sappiano niente...Si evitano lunghi sequestri, rogatorie internazionali, basta gestire tutti gli ISP nazionali a bloccare l'accesso su determinati siti, e il sito sparisce... quanti utenti sanno usare un proxy e quanti proxy saranno bloccati? E quando una denuncia per chi cerca proxylist? Benvenuti nell'era dei Siti Desaparecidos...www.Gnunet.org (LA CENSURA DEVE MORIRE).Utili anche le informazioni di suicidio, possono sempre essere utili per evitare una tortura... eseguite da enti governativi... Niente va censurato.
    • Anonimo scrive:
      Re: SOLO UNA SCUSA PER CENSURARE ALTRO.
      la stupidità andrebbe censurata
      • Anonimo scrive:
        Re: SOLO UNA SCUSA PER CENSURARE ALTRO.
        Neanche questa tua stupidaggine va censurata, perche' non si sa cos'e' l'intelligenza e chi dovrebbe amministrarla.Sono finiti i tempi di Salomone...- Scritto da: Anonimo
        la stupidità andrebbe censurata
    • Anonimo scrive:
      Re: SOLO UNA SCUSA PER CENSURARE ALTRO.
      - Scritto da: Anonimo
      I filtri a monte... gestiti direttamente, dalSono contrario alla censura e non credo che risolva il problema, gli aspiranti suicidi troveranno altri modi di dontattarsi.Ma in questo caso non sono d'accordo che sia una scusa per censurare altro. Il problema esiste, quindi l'intervento del governo nasce per questo specifico problema. Possiamo forse invece dire che serve eventualmente per coprire altro: e' un messaggio per l'opinione pubblica e dice "stiamo facendo qualcosa, non siamo indifferenti".
  • Anonimo scrive:
    Era l'ora!
    Praticamente il suicidio è diventata la prima causa di morte in Giappone! Se fanno qualcosa in tal senso, al fine di arginare il fenomeno, ben venga!Vero è che, subito dopo, devono occuparsi dei PERCHE' ...... le persone non si uccidono a caso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Era l'ora!
      - Scritto da: Anonimo
      Praticamente il suicidio è diventata la prima
      causa di morte in Giappone! Se fanno qualcosa in
      tal senso, al fine di arginare il fenomeno, ben
      venga!


      Vero è che, subito dopo, devono occuparsi dei
      PERCHE' ...... le persone non si uccidono a caso.Le sconfitte ai videogame bruciano!
    • Anonimo scrive:
      Re: Era l'ora!
      - Scritto da: Anonimo
      Praticamente il suicidio è diventata la prima
      causa di morte in Giappone! Se fanno qualcosa in
      tal senso, al fine di arginare il fenomeno, ben
      venga!


      Vero è che, subito dopo, devono occuparsi dei
      PERCHE' ...... le persone non si uccidono a caso.Non sarebbe meglio occuparsi PRIMA dei perché?e i siti sul suicidio spariranno da soli...
      • Anonimo scrive:
        Re: Era l'ora!
        - Scritto da: Anonimo
        Non sarebbe meglio occuparsi PRIMA dei perché?
        e i siti sul suicidio spariranno da soli...Si come sarebbe meglio occuparsi PRIMA dei criminali, degli assassini, dei corrotti e dei violenti, purtroppo il nostro sistema educativo non arriva così avanti...
  • Anonimo scrive:
    Fra tutti gli stati...
    ...proprio il Giappone! Lo stato dove il concetto di Kamikaze è NATO! Dove il suicidio non solo era accettato, ma persino INCORAGGIATO dal governo!Evidentemente se uno si ammazza in nome della patria può farlo, ma se si ammazza in nome di sé stesso no?Mah... :|E poi cosa pensano di ottenere così? Non è che la gente si uccide perché ci sono i siti... se uno va a cercare questi siti significa che ha già deciso che fare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...
      - Scritto da: Wakko Warner
      ...proprio il Giappone! Lo stato dove il concetto
      di Kamikaze è NATO! Dove il suicidio non solo era
      accettato, ma persino INCORAGGIATO dal governo!
      Evidentemente se uno si ammazza in nome della
      patria può farlo, ma se si ammazza in nome di sé
      stesso no?
      Mah... :|
      E poi cosa pensano di ottenere così? Non è che la
      gente si uccide perché ci sono i siti... se uno
      va a cercare questi siti significa che ha già
      deciso che fare.Il concetto Kamikaze conta fino ad un certo punto... essendo appunto una particolare morte in guerra...Più importante, l'harakiri.Il suicidio rituale, la bella morte.Ecco, questa è una vera cultura della morte in pura tradizione giapponese.Dopotutto è però noto che il Giappone un secolo e mezzo fà ha deciso di sana pianta di dare al rogo la sua cultura per uniformarsi sempre di più al modello occidentale...
      • Anonimo scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...
        Ma l'harakiri non consisteva nello squarciarsi la pancia con una spada? Comunque non morivano per questo perchè c'era sempre il boia dietro che gli tagliava la testa per evitare una lunga agonia. Alla faccia della bella morte!:|
        • Anonimo scrive:
          Re: Fra tutti gli stati...
          - Scritto da: Anonimo
          Ma l'harakiri non consisteva nello squarciarsi la
          pancia con una spada? Comunque non morivano per
          questo perchè c'era sempre il boia dietro che gli
          tagliava la testa per evitare una lunga agonia.
          Alla faccia della bella morte!:|Si in effetti (rotfl)
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Anonimo

            Ma l'harakiri non consisteva nello squarciarsi
            la

            pancia con una spada? Comunque non morivano per

            questo perchè c'era sempre il boia dietro che
            gli

            tagliava la testa per evitare una lunga agonia.

            Alla faccia della bella morte!:|

            Si in effetti (rotfl)Non era un boi quello che stava alle spalle, ma tipicamente un amico o persona degna di rispetto, che doveva tagliare la testa per evitare che chi si tagliasse lo stomaco perdesse l'onore gridando per il dolore.L'harakiri era considerata una morte onorevole difatti non veniva concessa a tutti, ma solo a samurai degni del nome.Considerando che l'onore era ed è tutto per i giapponesi l'harakiri era la morte preferita, seconda solo a quella in battaglia.
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Anonimo
            L'harakiri era considerata una morte onorevole
            difatti non veniva concessa a tutti, ma solo a
            samurai degni del nome.
            Considerando che l'onore era ed è tutto per i
            giapponesi l'harakiri era la morte preferita,
            seconda solo a quella in battaglia.Sicuramente era una morte più onorevole che in battaglia ma mi sembra che fosse più che altro una punizione - ordinata o voluta da loro stessi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Anonimo

            L'harakiri era considerata una morte onorevole

            difatti non veniva concessa a tutti, ma solo a

            samurai degni del nome.

            Considerando che l'onore era ed è tutto per i

            giapponesi l'harakiri era la morte preferita,

            seconda solo a quella in battaglia.

            Sicuramente era una morte più onorevole che in
            battaglia ma mi sembra che fosse più che altro
            una punizione - ordinata o voluta da loro stessiForse mi sono spiegato male, la morte più onorevole era quella in battaglia, l'harakiri non era assolutamente considerato una punizione, ma bensì una concessione, la concessione di una morte onorevole per cancellare la vergogna di un errore commesso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            L'harakiri era considerata una morte onorevole


            difatti non veniva concessa a tutti, ma solo a


            samurai degni del nome.


            Considerando che l'onore era ed è tutto per i


            giapponesi l'harakiri era la morte preferita,


            seconda solo a quella in battaglia.



            Sicuramente era una morte più onorevole che in

            battaglia ma mi sembra che fosse più che altro

            una punizione - ordinata o voluta da loro stessi

            Forse mi sono spiegato male, la morte più
            onorevole era quella in battaglia, l'harakiri non
            era assolutamente considerato una punizione, ma
            bensì una concessione, la concessione di una
            morte onorevole per cancellare la vergogna di un
            errore commesso.SI CHIAMA SEPPUKU
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...

            SI CHIAMA SEPPUKUBella l'ignoranza mista a superbia...Allora vediamo ci farti capire:Seppuku, (Sape-puu-kuu) usato nel forma Formale di giapponese o Teinei no katachiHara-kiri (Har-rah-kee-ree) stesso significato ma usato nella forma piana di giapponese.Prima di parlare informarsi please.
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...

            SI CHIAMA SEPPUKUSeppuku e harakiri non sono esattamente la stessa cosa, anche se la cerimonia è la stessa: il seppuku viene eseguito volontariamente, in genere per recuperare il proprio onore, il harakiri viene ordinato dal proprio signore per punizione, ovvero come sostitutivo di una condanna a morte.
          • KoNz scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            Harakiri è la traduzione di suicidio. Seppuku è invece il nome del suicidio rituale in cui ci si infilza il ventre e successivamente un collaboratore taglia la testa di netto... Il Seppuku è un gesto nobilissimo, fatto per protesta o per lavare un grande disononore. Anticamente i Samurai potevano scegliere di diventare Ronin invece di fare Seppuku alla morte del padrone...Credo che l'ultimo a fare Seppuku in Giappone sia stato il famoso scrittore Yukio Mishima nel 1970, per protesta contro la spersonalizzazione della cultura giapponese, in favore della "cultura" americana (o moderna occidentale in generale).Tutto questo c'entra poco o niente con chi vuole uccidersi accordandosi via internet o altro mezzo, o un kamikaze della seconda guerra mondiale...
        • Anonimo scrive:
          Re: Fra tutti gli stati...
          - Scritto da: Anonimo
          Ma l'harakiri non consisteva nello squarciarsi la
          pancia con una spada? Comunque non morivano per
          questo perchè c'era sempre il boia dietro che gli
          tagliava la testa per evitare una lunga agonia.
          Alla faccia della bella morte!:|Il "secondo", o il boia, come lo chiami tu, è stato introdotto solo in un secondo tempo. La cerimonia originale prevedeva lo sventramento con tanto di agonia.
          • avvelenato scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Ma l'harakiri non consisteva nello squarciarsi
            la

            pancia con una spada? Comunque non morivano per

            questo perchè c'era sempre il boia dietro che
            gli

            tagliava la testa per evitare una lunga agonia.

            Alla faccia della bella morte!:|


            Il "secondo", o il boia, come lo chiami tu, è
            stato introdotto solo in un secondo tempo. La
            cerimonia originale prevedeva lo sventramento con
            tanto di agonia.il significato del seppuku era l'uccisione del proprio io interiore. Il ventre era considerato il fulcro dell'energia umana, e uccidendolo, l'uomo sconfiggeva il proprio ego, annullandosi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...

        Più importante, l'harakiri.
        Il suicidio rituale, la bella morte.
        Ecco, questa è una vera cultura della morte in
        pura tradizione giapponese.Il suicidio è visto diversamente in giappone principalmente perchè non hanno una morale cappolica.Proprio per questo la morte è il sacrificio più grande e per questo l'harakiri era visto come una morte onorevole per chi non aveva l'opportunità di morire in battaglia.
        Dopotutto è però noto che il Giappone un secolo e
        mezzo fà ha deciso di sana pianta di dare al rogo
        la sua cultura per uniformarsi sempre di più al
        modello occidentale...Mi spiace contraddirti, ma questa è proprio l'impressione che ha chi non conosce bene il giappone, difatti il giappone è uno dei pochi paesi che si apre verso l'esterno ma conservando un grandissimo legame con le sue tradizioni, se c'è una cosa che non ha importato è proprio il modello occidentale, ma semplicemente ha appreso ciò che il mondo esterno aveva da offrire e lo ha cambiato secondo i suoi canoni.
        • Anonimo scrive:
          Re: i sai nen
          - Scritto da: Carlo_Martello
          Anche noi non facciamo più anfiteatri ed archi di
          trionfo... fare case di legno in un paese sismico
          come il giappone sarebbe da pazziVeramente in Giappone ci sono ancora tantissime case in legno e continuano a costuirle. Non e' il materiale, ma la tecnologia costruittiva che ha ruolo nel caso di terremoti.
          • Anonimo scrive:
            Re: i sai nen

            Veramente in Giappone ci sono ancora tantissime
            case in legno e continuano a costuirle. Non e' il
            materiale, ma la tecnologia costruittiva che ha
            ruolo nel caso di terremoti.Mi sono espresso troppo sinteticamente, anche se poi in fondo non è che abbia grandi conoscenze di edilizia antisismica...il punto è che le città giapponesi dei tempi andati furono devastate parecchie volte pesantemente da terremoti, incendi, tifoni...Continuare a costruirle allo stesso modo sarebbe stato folle, ora usano materiali più moderni e/o tecniche più razionali... senza perdere la loro impronta caratteristica, anzi, hanno anche dato i natali a tecnici e designer che hanno influenzato profondamente l'architettura internazionale, che qui spesso chiamiamo "occidentale"
          • Gatto Selvaggio scrive:
            Re: i sai nen

            l'architettura internazionale, che
            qui spesso chiamiamo "occidentale"Forse è proprio questo il punto. A me l'architettura moderna e internazionale non piace, probabilmente per il modello di mondo e di economia che sottende, e più che una evoluzione della civiltà occidentale la vedo come un'imposizione da parte di una razza aliena che si sta impadronendo del pianeta.Ad esempio gli edificioni delle varie istituzioni dell'europa unita a Bruxelles, in Lussemburgo e altrove mi sembrano mostri calati dall'alto a deturpare città altrimenti splendide, alla Half life 2.Secondo me la modernità sta distruggendo la civiltà occidentale (non solo negli aspetti architettonici) e non ce ne accorgiamo.==================================Modificato dall'autore il 05/07/2005 18.02.31
        • Gatto Selvaggio scrive:
          Re: i sai nen

          Innanzi tutto adesso hanno una splendida
          architettura moderna per palazzi e grattacieliSarà che a me l'architettura moderna non piace (v. ultimo post).
          Tuttavia ci sono anche
          tantissimi fumetti con raffigurati persone dai
          tratti palesemente orientali.Nei fumetti il tipo con i lineamenti orientali è spesso lo scemotto un po' ottuso, come nelle commedie dialettali qui da noi. A forza di autocaricaturarsi però ci si fa un'autopubblicità negativa.
        • Gatto Selvaggio scrive:
          Re: i sai nen

          E' proprio questo il grossolano errore a cui mi
          riferisco, "VISTI DA QUI", questo è il modo più
          sbagliato di interpretare un popolo, perchè
          lascia spazio a a una miriade di stereotipi.Però dall'esterno si colgono aspetti di cui dall'interno non ci si rende conto.
          3 Per quanto riguarda l'architettura è proprio il
          perfetto esempio della frase che li rappresenta,
          come è naturale che sia è impossibile credere che
          dopo la scoperta del cemento armato si continuino
          a cotruire case in legno, visto e considerato che
          il giappone è continuamente percorso da tifoni e
          terremotiIl cemento è assurto a simbolo del progresso, ma non è detto lo sia. Ad esempio dopo circa 70 anni inizia a deteriorarsi, per cui è adatto alle costruzioni di consumo destinate a durare poco che caratterizzano l'economia moderna, ma in prospettiva occorre tener conto della quantità immensa di macerie prodotta da questo tipo di edilizia.Ancor più in Giappone dove ogni tanto i terremoti distruggono tutto.Boh, sarà che a me l'edilizia moderna non va giù (v. ultimo post).
          5 Tutte le lingue (tranne l'inglese) sono piene
          di prestiti dall'inglese e l'italiano ne è un
          esempio, fatto stà che anche se le parole sono
          prese in prestito acquistano una forma propria in
          giappone visto e considerato che la loro è una
          lingua sillabica priva di alcuni suoni
          occidentali, difatti piuttosto che imparare i
          suoni le parole vendono revisionate e ricorrette,
          parole come Orengi o Nekkutai.Anche le lingue, IMHO, dovrebbero coniare parole proprie invece di importare quelle altrui. Il mondo va verso l'omologazione e quasi nessuno vede il pericolo di una simile semplificazione culturale.==================================Modificato dall'autore il 05/07/2005 18.01.16-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 gennaio 2007 21.43-----------------------------------------------------------
    • Eddie_81 scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...
      - Scritto da: AndreaMilano
      - Scritto da: Wakko Warner
      I Kamikaze (con l'accento sulla e finale) come
      li intendiamo noi nascono, a quanto ne so, nella
      II guerra mondiale e non era accettato o
      incoraggiato cosi semplicemente il loro suicidio
      o meglio i futuri kamikaze non erano molto
      volenterosi. Diciamo che erano, per usare un
      eufemismo, "invogliati" a pilotare i loro Zero
      carichi di esplosivo sulle navi nemiche. Prima
      di partire veniva sempre offerto un bicchierino
      di Sakè tanto per non farli cagare addosso. Se
      tornavano indietro venivano obbligati a fare
      Seppuku o li fucilavano e via dicendo... Da quello che mi ricordo visto su un documentario la nascità del Kamikaze avenne quando un pilota di zero si ritrovò senza munizioni quindi per non sentirsi inutile decise di schiantarsi contro il bersaglio e per essere onorato di morire per l'imperatore (?).Ma da quello che ricordo la "moda" del Kamikaze avenne solo quando il giappone si e ritrovato in maggiori difficoltà con il nemico e decise di addestrare appositamente dei piloti a questo scopo (in principio venivano richiamati dei volontari tra i piloti esperti ma si era rivelato uno "spreco" di buoni piloti)Per quanto mi ricordo di uno dei tanti documentari che gentilmente ci offrono verso la mezzanotte.Cmq complimenti per le informazioni di cui sopra molto interessante.
      • Avion scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...
        - Scritto da: Eddie_81

        - Scritto da: AndreaMilano

        - Scritto da: Wakko Warner


        I Kamikaze (con l'accento sulla e finale) come

        li intendiamo noi nascono, a quanto ne so, nella

        II guerra mondiale e non era accettato o

        incoraggiato cosi semplicemente il loro suicidio

        o meglio i futuri kamikaze non erano molto

        volenterosi. Diciamo che erano, per usare un

        eufemismo, "invogliati" a pilotare i loro Zero

        carichi di esplosivo sulle navi nemiche. Prima

        di partire veniva sempre offerto un bicchierino

        di Sakè tanto per non farli cagare addosso. Se

        tornavano indietro venivano obbligati a fare

        Seppuku o li fucilavano e via dicendo...

        Da quello che mi ricordo visto su un documentario
        la nascità del Kamikaze avenne quando un pilota
        di zero si ritrovò senza munizioni quindi per non
        sentirsi inutile decise di schiantarsi contro il
        bersaglio e per essere onorato di morire per
        l'imperatore (?).

        Ma da quello che ricordo la "moda" del Kamikaze
        avenne solo quando il giappone si e ritrovato in
        maggiori difficoltà con il nemico e decise di
        addestrare appositamente dei piloti a questo
        scopo (in principio venivano richiamati dei
        volontari tra i piloti esperti ma si era rivelato
        uno "spreco" di buoni piloti)
        Infatti mandavano a morire i ragazzini di 18-19 anni appena arruolati e si tenevano i piloti esperti.Per quanto indottrinato, quanta voglia può avere un ragazzino di morire così?Almeno i terroristi islamici sono convinti di andare in Paradiso, i kamikaze giapponesi non avevano neppure questo conforto.Cmq il motivo che sta dietro il suicidio in Giappone è che non esiste alcun ideale, alcuna spinta vitale, niente. I giapponesi si considerano e sono considerati come ingranaggi di un'unica macchina. Quando vengono estromessi da questa macchina (sono bocciati all'ammissione all'università, perdono il lavoro, ecc.) non hanno più nulla, si sentono inutili e soli e si uccidono. Particolarmente nel caso del lavoro... Se vengono licenziati non verranno più assunti da nessuno. E per un giapponese medio l'azienda è la vita stessa.E' un popolo fondamentalmente triste, che non cerca più nulla.
        • Login scrive:
          Re: Fra tutti gli stati...
          - Scritto da: Avion
          Cmq il motivo che sta dietro il suicidio in
          Giappone è che non esiste alcun ideale, alcuna
          spinta vitale, niente.Ma che ne sai, hai parlato con i suicidi?
          I giapponesi si
          considerano e sono considerati come ingranaggi di
          un'unica macchina.Ma che fumi? Ma hai mai parlato con un giapponese in vita tua?
          Quando vengono estromessi da
          questa macchina (sono bocciati all'ammissione
          all'università, perdono il lavoro, ecc.) non
          hanno più nulla, si sentono inutili e soli e si
          uccidono.Questa bella legge di natura da dove mai la ricavi?
          Particolarmente nel caso del lavoro...
          Se vengono licenziati non verranno più assunti da
          nessuno.Queste sono palle che ti inventi tu.
          E per un giapponese medio l'azienda è la
          vita stessa.Le solite esagerazioni.
          E' un popolo fondamentalmente triste, che non
          cerca più nulla.Ma fatti un viaggio in Giappone invece di sparare ca**ate.
        • Anonimo scrive:
          Re: Fra tutti gli stati...

          Infatti mandavano a morire i ragazzini di 18-19
          anni appena arruolati e si tenevano i piloti
          esperti.Questo succede tutt'oggi con tutti gli eserciti del mondo.
          Per quanto indottrinato, quanta voglia può avere
          un ragazzino di morire così?
          Almeno i terroristi islamici sono convinti di
          andare in Paradiso, i kamikaze giapponesi non
          avevano neppure questo conforto.mmmm...ma conosci almeno la religione che praticano i giapponesi? Sono principalmente Buddisti e Scintoisti, percui credono nella reincarnazione, soprattutto se la loro morte è onorevole quindi senza peccato. A questo punto il tuo paragone non è per nulla azzeccato.
          Cmq il motivo che sta dietro il suicidio in
          Giappone è che non esiste alcun ideale, alcuna
          spinta vitale, niente. I giapponesi si
          considerano e sono considerati come ingranaggi di
          un'unica macchina. Quando vengono estromessi da
          questa macchina (sono bocciati all'ammissione
          all'università, perdono il lavoro, ecc.) non
          hanno più nulla, si sentono inutili e soli e si
          uccidono. Particolarmente nel caso del lavoro...
          Se vengono licenziati non verranno più assunti da
          nessuno. E per un giapponese medio l'azienda è la
          vita stessa.Purtroppo mi spiace per te, ma il tuo punto di vista dimostra che sei pieno di stereotipi, conosco numerosi giapponesi e ti assicuro che anche se basilarmente non hai torto nel descrivere la società, i singoli individui sono ben differenti da quello che pensi.Semplicemente il problema dei suicidi è un problema tanto evidenziato proprio per il fatto che in giappone esiste criminalità zero per il grande rispetto degli individui. Rispetto che a volte può arrivare a dei livelli per noi incomprensibile come il rispetto di decidere sulla propria vita anche con la morte.
          E' un popolo fondamentalmente triste, che non
          cerca più nulla.Questa la prendo come una tua opinione proprio perchè troppo assolutistica e fondata sulla dimostrazione di una completa ignoranza nei confronti dell'argomento.
          • Avion scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            Guarda, io mi riferivo al giapponese medio... Quello che ha come massima aspirazione di andare alla Tokyo Daigaku e lavorare in una grande azienda ottenendo una posizione importante. Quelli che si attaccano agli idol finché questi sono famosi e dedicano loro l'esistenza per una stagione, fino al prossimo idol.Ovvio che ce ne siano tanti che invece non rispettano questi standard. E per fortuna! Ma se il Giappone ha il numero di suicidi più alto del mondo in senso assoluto (non relativo) deve esserci un motivo radicato più in profondità.
          • Anonimo scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Avion
            Guarda, io mi riferivo al giapponese medio...
            Quello che ha come massima aspirazione di andare
            alla Tokyo Daigaku e lavorare in una grande
            azienda ottenendo una posizione importante.
            Quelli che si attaccano agli idol finché questi
            sono famosi e dedicano loro l'esistenza per una
            stagione, fino al prossimo idol.
            Ovvio che ce ne siano tanti che invece non
            rispettano questi standard. E per fortuna! Ma se
            il Giappone ha il numero di suicidi più alto del
            mondo in senso assoluto (non relativo) deve
            esserci un motivo radicato più in profondità.Puoi anche riferisti al giapponese medio, è comunque una generalizzazione, e da generalizzazioni non puoi trarre motivazioni assolute.Allora gli italiani sono tutti pizzaioli.Per lo stesso motivo che il giappone ha un alto numero di suicidi altri paesi hanno il più alto numero di omicidi....non dico che probabilmente il primo è meglio del secondo come record, ma che fa capire che almeno in giappone le frustrazioni non le sfogano sugli innocenti.
          • Login scrive:
            Re: Fra tutti gli stati...
            - Scritto da: Avion
            Guarda, io mi riferivo al giapponese medio...Anche come discorso medio non regge, le estremizzazioni che hai scritto e i luoghi comuni sono troppi, e poi infine il giapponese medio non e' affatto come lo dipingi tu.Anche il giapponese medio non considera se stesso un ingranaggio. Se e' un sentimento diffuso aspirare ad andare alla Tokyo Daigaku e lavorare in una grande azienda e' per sistemarsi, non perche' il giapponese medio nega se stesso come individuo come sembra dal ritratto che ci dai di tanti robot.
            Ma se
            il Giappone ha il numero di suicidi più alto del
            mondo in senso assoluto (non relativo) deve
            esserci un motivo radicato più in profondità.Esatto motivo profondo, quindi va cercata piu' in profondita' della semplice idea del giapponese privo di personalita', cosa sciocca e impossibile da attribuire perfino al giapponese medio. Oltretutto per suicidarsi occorrono motivazioni e problemi, per cui anche una personalita'.
      • AndreaMilano scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...
        - Scritto da: Eddie_81
        Per quanto mi ricordo di uno dei tanti
        documentari che gentilmente ci offrono verso la
        mezzanotte.

        Cmq complimenti per le informazioni di cui sopra
        molto interessante.Si solo in III e IV serata la tv produce qualcosa di interessante. Btw grazie e se vuoi altre info fammi sapere ;)
    • ElfQrin scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...
      Seppukuhttp://en.wikipedia.org/wiki/Seppuku
    • Anonimo scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...
      - Scritto da: Wakko Warner
      ...proprio il Giappone! Lo stato dove il concetto
      di Kamikaze è NATO! Dove il suicidio non solo era
      accettato, ma persino INCORAGGIATO dal governo!
      Evidentemente se uno si ammazza in nome della
      patria può farlo, ma se si ammazza in nome di sé
      stesso no?
      Mah... :|
      E poi cosa pensano di ottenere così? Non è che la
      gente si uccide perché ci sono i siti... se uno
      va a cercare questi siti significa che ha già
      deciso che fare.Sono d'accordo, ma dobbiamo vedere le "puntate precedenti" che PI non ci racconta: numerose persone si sono suicidate dandosi appuntamento su Internet per farlo assieme e per darsi coraggio. La cosa si e' ripetuta diverse volte. Questa modalita' di suicido permette, a chi l'istinto di conservazione dice di fermarsi, di superare la paura e la novita' della cosa induce emulazione. I suicidi sono quindi molto aumentati. Ecco perche' il fenomeno e' balzato alla ribalta, inducendo il governo a prendere qualche misura, se non altro per non perdere la faccia di fronte alle pressioni dell'opinione pubblica colpita dal fenomeno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...

      o meglio i futuri kamikaze non erano molto
      volenterosi. Diciamo che erano, per usare un
      eufemismo, "invogliati" a pilotare i loro Zero
      carichi di esplosivo sulle navi nemiche. Prima
      di partire veniva sempre offerto un bicchierino
      di Sakè tanto per non farli cagare addosso. SeAggiunta: io sapevo che venivano pure "indottrinati" tramite la lettura dell' Hagakure, il famoso codice dei samurai. Ovviamente era una versione sapientemente censurata per fare in modo che dalle sue pagine trasparisse il concetto "morte è bello", cosa che assolutamente il libro non dice, anzi.Per chi vuole saperne di più consiglio, oltre al suddetto libro, il film "Ghost Dog" con Forest Whitaker, da vedere in ogni caso!
      • Anonimo scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...
        - Scritto da: Anonimo

        o meglio i futuri kamikaze non erano molto

        volenterosi. Diciamo che erano, per usare un

        eufemismo, "invogliati" a pilotare i loro Zero

        carichi di esplosivo sulle navi nemiche. Prima

        di partire veniva sempre offerto un bicchierino

        di Sakè tanto per non farli cagare addosso. Se

        Aggiunta: io sapevo che venivano pure
        "indottrinati" tramite la lettura dell' Hagakure,
        il famoso codice dei samurai. Ovviamente era una
        versione sapientemente censurata per fare in modo
        che dalle sue pagine trasparisse il concetto
        "morte è bello", cosa che assolutamente il libro
        non dice, anzi.

        Per chi vuole saperne di più consiglio, oltre al
        suddetto libro, il film "Ghost Dog" con Forest
        Whitaker, da vedere in ogni caso!Chi di noi non è indottrinato? prima di tutto dalle varie religioni? credete di avere solo idee vostre? l'idea stessa del suicidio come peccato è vostra?....tutti abbiamo bisogno di credere, non vedo la differenza.
        • Anonimo scrive:
          Re: Fra tutti gli stati...

          Aspetta un momento: fede in senso fideistico
          cattolico e' una cosa. Non e' una caratteristica
          comune all'umanita, riguarda appunto i cattolici.
          E molti ne sono "immuni", mentre avere delle
          opinioni, infondate o fondate, sul proprio
          destino e porsi delle domande e' invece un
          approccio filosofico al problema dell'esistenza e
          della conoscenza.

          Poi ciascuno giunge a delle risposte, anche
          estreme, per esempio che non esistano risposte.

          Anche questo in un certo senso possiamo dire che
          costituisca "credere in qualcosa", ma da non
          confondere assolutamente con la religione, non
          c'entra nulla, il "credo" religioso e'
          fideistico.

          Spesso i preti, per affermare che il loro
          sentimento religioso e' condiviso da tutti,
          affermano maliziosamente "tutti credono in
          qualcosa" ma giocano sul termine credere, perche'
          credere di essere stanco, credere di volere un
          nuovo armadio, credere di essere in vita per il
          bene dei figli o credere che dio abbia creato il
          mondo, sono cose totalmente diverse espresse con
          lo stesso verbo.
          Non facciamo lo stesso errore dialettico dei
          preti, non abbassiamoci al loro livello.Ma difatti non si parla di credo prettamente religioso, ma anche il credo religioso influenza questi atti; indottrinati è riferito a tutto ciò che si crede, che sia dio, budda o la macchina bella per cui sei uno realizzato.Credere in questo caso è inteso come tutto ciò che è al di fuori della nostra portata, un pò come dire che siamo i fautori delle nostre vittorie ma è la sfortuna che ci fa perdere.Mettiamo che sono giapponese, perdo il lavoro, demerito o sfiga...dipende a cosa credo, la mia dottrina religiosa non mi dice che suicidarsi è sbagliato, non CREDO più in me stesso...suicidio.Non è possibile dire dove finisce una cosa e ne comincia un'altra Credere in se stessi, Credere nella religione, Credere nel fato, solitamente tutti scelgono la cosa più conveniente al moment giusto, e non perchè ognuno se l'è inventato, ma perchè è il mondo intorno a noi che ce lo ha insegnato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Fra tutti gli stati...
        - Scritto da: Anonimo
        Per chi vuole saperne di più consiglio, oltre al
        suddetto libro, il film "Ghost Dog" con Forest
        Whitaker, da vedere in ogni caso!Uhhh si si... l'ho visto... due volte!"Even if a Samurai's head were to be suddenly cut off, he should still be able to perform one more action with certainty. If one becomes like a revengeful ghost and shows great determination, though his head is cut off, he should not die." :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...
      http://punto-informatico.it/forum/pocf.asp?tid=1055140&tfid=2&tipo=1&r=PI"e=no
    • Anonimo scrive:
      Re: Fra tutti gli stati...

      ...proprio il Giappone! Lo stato dove il concetto
      di Kamikaze è NATO! Dove il suicidio non solo era
      accettato, ma persino INCORAGGIATO dal governo!
      Evidentemente se uno si ammazza in nome della
      patria può farlo, ma se si ammazza in nome di sé
      stesso no?Be, il bushido diceva di mettere la propria vita e la propria morte a disposizione del sistema (secoli fa, i propri signori feudali, nella seconda guerra mondiale, lo stato), con il suicidio, o una azione con morte certa, come uno dei sistemi leciti per raggiungere questo scopo. il suicidio poteva essere sacrificio in battaglia o anche un gesto di protesta contro un potente, ad esempio per non essere catturati e asserviti ai nuovi vincitori (come molti fecero nelle tante guerre feudali o dopo la seconda guerra mondiale).Insomma, il suicidio o la morte certa in quell'etica (che non può ovviamente essere assorbita da tutti i giapponesi allo stesso modo ed allo stesso livello) sono visti come atto di servizio.Ne va da se che un suicidio per motivi personali inteso come estremo rifiuto della vita e quindi anche del sistema che questa andrebbe ad alimentare è, sebbene identico negli esiti, diametralmente opposto a questa etica.Si potrebbero anche considerare molti suicidi personali come protesta contro il "vincitore", ci sono esempi letterari in cui questa cosa viene accettata e considerata degna dal bushido, ma ovviamente il potere costituito non accetta tanto facilmente questa visione e nessuno può imporgli il contrario con ragionevoli possibilità di convincere l'opinione pubblica, dato che oggi in uno stato unitario non c'è un'"altra parte" di forza paragonabile che possa vedere e difendere quel suicidio per protesta come un attacco al sistema anzichè come atto a valenza personale, in altre parole non c'è probabilmente più nessun narratore in grado di dare all'atto uno spessore sociale che lo renda accetto dal codice d'onore del bushido.Ne consegue che i suicidi per motivi personali sempre sono stati e sempre più saranno malvisti dalla società giapponese ufficiale, che si tenga conto o meno del codice d'onore del bushido.Poi non è l'unico atto questo che diventa lecito o meno a seconda che si faccia per lo stato o per motivi personali... pensiamo a ciò che si fa in guerra per lo stato (anche senza violare le convenzioni internazionali) e che nessuno stato accetterebbe si facesse per scopi personali.Infine, per qualsiasi cultura o religione o filosofia o dottrina di partito con velleità coercitiva il suicidio per motivi personali è l'estrema beffa in quanto non è direttamente punibile e rifugge quindi dal principio di responsabilità personale verso le istituzioni, insomma, uno schiaffo alle velleità di possedere anima e corpo i cittadini/fedeli/tesserati; per questo, se non esplicitamente richiesto per servire la comunità/associazione è sempre stato disincentivato contornandolo di un alone negativo in quanto quasi ogni gruppo sociale è fondato sull'assunto di poter controllare vita e morte (quanto più pervasivamente tanto più efficacemente, pensano in molti) dei propri membri per generare la forza collaborativa che rende vantaggioso per i singoli il "patto sociale".
    • KoNz scrive:
      Per chi dice che il giappone non ha...
      ...perso identità culturale, consiglierei la lettura di "Lezioni Spirituali Per Giovani Samurai" di Yukio Mishima. 126 pagine, 7 euro circa (ho il prezzo in lire).
      • avvelenato scrive:
        Re: Per chi dice che il giappone non ha.
        - Scritto da: KoNz
        ...perso identità culturale, consiglierei la
        lettura di "Lezioni Spirituali Per Giovani
        Samurai" di Yukio Mishima. 126 pagine, 7 euro
        circa (ho il prezzo in lire).bello.
      • Anonimo scrive:
        Re: Per chi dice che il giappone non ha...
        - Scritto da: KoNz
        ...perso identità culturale, consiglierei la
        lettura di "Lezioni Spirituali Per Giovani
        Samurai" di Yukio Mishima. 126 pagine, 7 euro
        circa (ho il prezzo in lire).Io invece consiglierei un bel viaggio in Giappone e un cestino nuovo per i libri scritti apposta per compiacere i lettori.
        • avvelenato scrive:
          Re: Per chi dice che il giappone non ha.
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: KoNz

          ...perso identità culturale, consiglierei la

          lettura di "Lezioni Spirituali Per Giovani

          Samurai" di Yukio Mishima. 126 pagine, 7 euro

          circa (ho il prezzo in lire).

          Io invece consiglierei un bel viaggio in Giappone
          e un cestino nuovo per i libri scritti apposta
          per compiacere i lettori.dici che è questo il caso? non credo affatto, comunque, argomenta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per chi dice che il giappone non ha.
            - Scritto da: avvelenato
            dici che è questo il caso? non credo affatto,Argomenta.
          • avvelenato scrive:
            Re: Per chi dice che il giappone non ha.
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: avvelenato


            dici che è questo il caso? non credo affatto,

            Argomenta.
            non sono io quello ad aver fatto la sparata.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per chi dice che il giappone non ha.
            - Scritto da: avvelenato

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: avvelenato




            dici che è questo il caso? non credo affatto,



            Argomenta.




            non sono io quello ad aver fatto la sparata.Nemmeno io se per questo. Viaggia e scoprilo da te.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per chi dice che il giappone non ha.
            - Scritto da: avvelenato

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: KoNz


            ...perso identità culturale, consiglierei la


            lettura di "Lezioni Spirituali Per Giovani


            Samurai" di Yukio Mishima. 126 pagine, 7 euro


            circa (ho il prezzo in lire).



            Io invece consiglierei un bel viaggio in
            Giappone

            e un cestino nuovo per i libri scritti apposta

            per compiacere i lettori.


            dici che è questo il caso? non credo affattoViaggia
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