Defacer pro-Islam attaccano i server danesi

Lo riferisce l'osservatorio di Zone-H sul comportamento dei defacer. Contro la satira su Maometto tornano in attività anche defacer che da tempo non avevano più colpito. Pesanti le minacce e gli avvertimenti. Il quadro
Lo riferisce l'osservatorio di Zone-H sul comportamento dei defacer. Contro la satira su Maometto tornano in attività anche defacer che da tempo non avevano più colpito. Pesanti le minacce e gli avvertimenti. Il quadro


Roma – Con una certa preoccupazione in queste ore Zone-h.org sta registrando un aumento consistente delle attività di defacing ai danni di server danesi, operazioni di aggressione a siti e server chiaramente legate alle fortissime polemiche internazionali sulle vignette satiriche recentemente pubblicate in Danimarca che hanno per oggetto Maometto.

“I defacement – spiegano gli esperti di Zone-h a Punto Informatico – in questo caso sono stati utilizzati sia per la diffusione di propaganda terroristica, con minacce di suicide bombing, sia per l’affissione di riflessioni pacate di musulmani che si sono ritenuti offesi”. “Inoltre – continuano – sono riapparsi nomi di hacktivists che avevano da tempo smesso l’attività di defacciamento e che hanno ripreso esclusivamente per questa occasione”.

Sono quasi 600 i server danesi colpiti in queste ore dalle aggressioni telematiche, sebbene siano aumentati anche gli attacchi contro siti e server israeliani e più in generale occidentali, per un totale di oltre un migliaio di defacement legati alla vicenda delle vignette che ha occupato la cronaca internazionale nelle ultime due settimane.

Secondo Zone-h, le aggressioni dimostrano anche un certo coordinamento tra i defacer , qualcosa che già era stata notata nel recente passato su altri fronti caldi della politica internazionale, dalla questione israelo-palestinese all’invasione dell’Iraq. “Alcuni gruppi di cracker provenienti da nazioni islamiche differenti – spiegano i responsabili dell’osservatorio – hanno unito le proprie forze per colpire il più duramente possibile server danesi e occidentali”.

Diverse le rivendicazioni, con toni variegati, più accesi o più pacati, ma anche proposte, come quella di attivare una campagna di boicottaggio contro i prodotti danesi. Ma ci sono anche cose più preoccupanti, come quanto apparso sui forum di http://amris.dk, dove le “Internet Islamic Brigades” (IIB) hanno annunciato attacchi dinamitardi e minacce di una nuova jihad che hanno caratterizzato le scritte apparse sulle pagine defacciate di molti siti colpiti.

“Il mondo digitale – concludono gli esperti di Zone-h – viene utilizzato ancora una volta per campagne politiche e religiose, una tendenza crescente di cui si ha ampio riscontro negli archivi degli attacchi di Zone-h”. Mentre diffondeva queste notizie, l’osservatorio ha anche segnalato che questo genere di attacchi prosegue . Sul sito di Zone-h una mappatura completa delle segnalazioni di defacement giunte in queste ore.

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06 02 2006
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