Dell contro i lavoratori musulmani?

Questa la pesante accusa che alcuni islamici hanno rivolto all'azienda che però nega tutto, parla di un quiproquo e afferma: non li abbiamo mica licenziati


Roma – Periodo assai difficile per Dell sul piano delle pubbliche relazioni. Un gruppo di trenta lavoratori islamici ha infatti accusato l’azienda di averli licenziati da uno dei propri impianti di produzione di personal computer perché più volte al giorno ciascuno di loro deve prendersi il tempo necessario a pregare.

I trenta sono quasi tutti immigrati che provengono da paesi come la Somalia, l’Etiopia o il Sudan e hanno dichiarato al New York Times che pochi giorni fa, durante il turno di notte, sono stati convocati nella mensa dell’impianto. Lì un responsabile dell’azienda avrebbe intimato loro di finirla con quelle interruzioni o, in alternativa, lasciare il lavoro. Cosa che i trenta avrebbe appunto deciso di fare.

Un’accusa pesante per Dell, che già deve vedersela con le rimostranze di centinaia di consumatori per le proprie pratiche di vendita, visto anche che negli USA non è concesso discriminare i lavoratori per le proprie pratiche religiose, con la sola eccezione del caso in cui tali pratiche confliggano in modo determinante con le attività dell’azienda fino a metterla in crisi.

In effetti le preghiere della giornata non richiedono molto tempo, pochi minuti, eccetto quella del tramonto, che può richiedere fino a mezz’ora. Ma i lavoratori sostengono che coprivano a vicenda i compiti gli uni degli altri proprio per minimizzare l’impatto sulla catena produttiva.

Vigorosa la reazione di Dell. Un suo funzionario ha affermato che quanto descritto non è mai avvenuto e nessuno ha mai inteso licenziare quei dipendenti. A suo dire c’è stato un grave fraintendimento che però verrà risolto con i lavoratori, alcuni dei quali sarebbero intanto tornati al lavoro. Ma non è chiaro cosa accadrà: i responsabili in loco delle attività produttive dell’impianto infatti non hanno specificato se hanno o meno intenzione di tollerare quelle interruzioni. Dell si è detta comunque sicura che la questione non finirà in tribunale e sarà risolta quanto prima.

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  • marchino1981 scrive:
    Non serve prova di ideazione?
    Nella lettera c'è scritto che per i brevetti software non serve prova di ideazione.... mi sembra molto strano! Anche perchè in questo caso chi avrebbe diritto a brevettare una tecnologia?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non serve prova di ideazione?
      - Scritto da: marchino1981
      Nella lettera c'è scritto che per i brevetti
      software non serve prova di ideazione.... mi
      sembra molto strano! Anche perchè in questo caso
      chi avrebbe diritto a brevettare una tecnologia?Ti consiglio questo libro per avere le idee più chiare:Il mondo sotto brevettodiVandana ShivaEdizioni Einaudi? 9,00Chiarisce il mondo dei brevetti in modo esaustivo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non serve prova di ideazione?
      E che prova vuoi dare per un'idea a parte l'idea stessa?Se vuoi brevettare un meccanismo devi mostrare il meccanismo stesso, ma un software è un'idea astratta (così come un metodo di business o altre idee), quindi basta l'idea stessa per poter affermare di averla avuta.
    • DarkDirtyDwarf scrive:
      Re: Non serve prova di ideazione?
      - Scritto da: marchino1981
      Nella lettera c'è scritto che per i brevetti
      software non serve prova di ideazione.... mi
      sembra molto strano! Anche perchè in questo caso
      chi avrebbe diritto a brevettare una tecnologia?Da quanto ne so io (o meglio il servizio brevetti dell'AREA Science Park) perche' un brevetto sia accettato deve contenere un aspetto di originalita'. Pertanto i brevetti software non dovrebbero essere cosi' facilmente depositati, dato che e' pieno di precedenti.Purtroppo la questione e' facilmente bypassabile perche' l'originalita' consiste anche in un uso alternativo di una cosa gia' esistente.Quindi, che ci sia o meno la prova di ideazione, ci sono talmente tanti "barbatrucchi" (io ne ho descritto uno solo) che le grosse aziende possono realizzare, per cui al di la' di quanto c'e' scritto nei regolamenti finira' che le grosse compagnie si spartiranno i brevetti e tanti saluti.Per la cronaca una curiosita': l'Italia ha un ufficio brevetti che NON cataloga tali brevetti, il che vuol dire che se vi accetta un brevetto NON significa che non ce ne sia uno uguale gia' depositato (in fase di accettazione non vengono fatte ricerche su antecedenze). Comico vero? Brevettate, fate marketing, commercializzate e ad un certo punto salta fuori qualcuno che vi denuncia per aver violato un suo brevetto; ritirano il vostro e vi tocca pagare i danni...In ogni caso c'e' di peggio, ci sono paesi dei balcani che non hanno nemmeno il registro delle imprese...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non serve prova di ideazione?
        - Scritto da: DarkDirtyDwarf
        In ogni caso c'e' di peggio, ci sono paesi dei
        balcani che non hanno nemmeno il registro delle
        imprese...Ed è così che gli scafisti iniziarano a trasportare gli italiani in fuga verso l'albania.
      • lorenzaccio scrive:
        Re: Non serve prova di ideazione?
        - Scritto da: DarkDirtyDwarf

        Purtroppo la questione e' facilmente bypassabile
        perche' l'originalita' consiste anche in un uso
        alternativo di una cosa gia' esistente. Vero, l'ho fatto anch'io quando ero dipendente di una grossa azienda nell'Ufficio Ricerca e sviluppo.

        Per la cronaca una curiosita': l'Italia ha un
        ufficio brevetti che NON cataloga tali brevetti,
        il che vuol dire che se vi accetta un brevetto Peggio ancora. L'italia brevetta tutto quello che si manda all'ufficio brevetti, basta pagare la tassa. Ho visto passare qualche decina di moti perpetui brevettati. Il problema nosce solo se si richiede il brevetto all'estero, allora cominciano ad arrivare brevetti analoghi che dimostrano che ciò che vuoi brevettare è già protetto. Ma con un buon esperto la maggior parte delle volte si riesce a trovare una fessura in cui infiltrare anche il nostro.
  • Anonimo scrive:
    Il tempo scorre.
    Se usi soft libero sei a rischio di commettere un reato. Non per adesso, ma in futuro chissa'.Intanto, nell'incertezza, chi ha sentore dei vantaggi, economici o etici, ma non vive le vicende della rete aspetta e rimane a guardare continuando con pacchi e rinnovo di licenze varie. Il tempo e' denaro, tutti e' due continuano a scorrere a senso unico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il tempo scorre.
      - Scritto da: Anonimo
      Se usi soft libero sei a rischio di commettere un
      reatoUn reato???????Su ragazzi non diciamo eresie, non sono a favore dei brevetti, ma un brevetto non riguarda l'uso. Riguarda solo chi produce il bene.
      • miomao scrive:
        Re: Il tempo scorre.

        Un reato???????

        Su ragazzi non diciamo eresie, non sono a favore
        dei brevetti, ma un brevetto non riguarda l'uso.
        Riguarda solo chi produce il bene.Purtroppo ti sbagli e per questo ci sono tutte queste preoccupazioni.Sembra una bufala, ma sono perseguibili anche gli utenti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Il tempo scorre.
          Infatti SCO stava attaccando gli utenti Linux proprio per ragioni simili. Non potendo attaccare gli sviluppatori, si rifanno sugli utenti. È anche una delle ragioni apposte da MS contro il software libero è proprio che un'azienda può fornire una copertura assicurativa agli utenti in caso di problemi legali con il loro software mentre gli sviluppatori liberi non sono in grado di farlo.Penso proprio che tutti gli utenti siano a rischio se la direttiva dovesse essere accettata.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il tempo scorre.
            - Scritto da: Anonimo
            Infatti SCO stava attaccando gli utenti Linux
            proprio per ragioni simili.Mava', SCO aveva mandato una lettera tramite il loro studio legale a delle grosse aziende che le hanno dato picche e solo riguardava una questione di licenze non di brevetti.E' con IBM che c'è la causa ANCHE per i brevetti.Un cliente sia che si tratti di un'azienda o di una singola persona non è tenuto a controllare i brevetti dei prodotti che acquista.
          • miomao scrive:
            Re: Il tempo scorre.

            Infatti SCO stava attaccando gli utenti Linux
            proprio per ragioni simili. Non potendo attaccare
            gli sviluppatori, si rifanno sugli utenti. È
            anche una delle ragioni apposte da MS contro il
            software libero è proprio che un'azienda può
            fornire una copertura assicurativa agli utenti in
            caso di problemi legali con il loro software
            mentre gli sviluppatori liberi non sono in grado
            di farlo.La cosa che dimentica di dire Microsoft è che il pericolo di problemi legali arriva principalmente da loro.:-
            Penso proprio che tutti gli utenti siano a
            rischio se la direttiva dovesse essere accettata.Personalmente non sono in grado di fare nessun pronostico.L'unica cosa certa è che un Parlamento non si può corrompere come una Commissione.La speranza perciò rimane...
          • Anonimo scrive:
            Re: Il tempo scorre.
            - Scritto da: miomao

            Infatti SCO stava attaccando gli utenti Linux

            proprio per ragioni simili. Non potendo
            attaccare

            gli sviluppatori, si rifanno sugli utenti. È

            anche una delle ragioni apposte da MS contro il

            software libero è proprio che un'azienda può

            fornire una copertura assicurativa agli utenti
            in

            caso di problemi legali con il loro software

            mentre gli sviluppatori liberi non sono in grado

            di farlo.

            La cosa che dimentica di dire Microsoft è che il
            pericolo di problemi legali arriva principalmente
            da loro.
            :-
            Ogni tanto però anche Golia ha a che fare con un Davide molto ca77uto...http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3953si può vincere!

            Penso proprio che tutti gli utenti siano a

            rischio se la direttiva dovesse essere
            accettata.

            Personalmente non sono in grado di fare nessun
            pronostico.
            L'unica cosa certa è che un Parlamento non si può
            corrompere come una Commissione.
            La speranza perciò rimane...altrimenti la figura da cioccolatai per il parlamento europeo sarà di dimensioni planetarie..!
    • Anonimo scrive:
      Re: Il tempo scorre.
      Forse non è direttamente reato, ma puoi comunque essere trascinato in tribunale per il mancato pagamento delle royalties. Vedi i vari casi SCO.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il tempo scorre.
        - Scritto da: Anonimo
        Forse non è direttamente reato, ma puoi comunque
        essere trascinato in tribunale per il mancato
        pagamento delle royalties. Vedi i vari casi SCO.Vedilo tu il caso SCO, stai facendo disinformazione mischiando superficialmente tante cose insieme.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il tempo scorre.
      - Scritto da: Anonimo
      Se usi soft libero sei a rischio di commettere un
      reato.La cosa, di cui i bovini sostenitori dei brevetti non si sono ancora accorti, e' che anche se utilizzi un SW non libero sei a rischio...In realta', il rischio per il SW closed e' decisamente maggiore...
  • Anonimo scrive:
    Un buon inizio...
    ...sarebbe impiccare McCreevy :-@
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