Dell e lavoratori musulmani, pace fatta

Un accordo con i 31 dipendenti che avevano abbandonato uno dei suoi impianti consente a Dell di lasciarsi alle spalle il brutto incidente


Nashville (USA) – Torneranno a breve al lavoro tutti i 31 dipendenti che avevano lasciato polemicamente Dell nelle scorse settimane dopo una vivace e rumorosa querelle con i manager dell’azienda sull’orario delle preghiere.

Si tratta di lavoratori di fede islamica che, in obbedienza al proprio credo religioso, si fermano più volte nel corso della giornata per pregare. Sono,in tutti i casi, brevi interruzioni, con l’unica eccezione della preghiera del tramonto, che richiede più tempo, anche 30 minuti. Quest’ultima pausa, come si ricorderà, era stato il motivo di una rottura dell’azienda con i dipendenti relativa al tempo sottratto al lavoro. La questione si era ingrossata ulteriormente dopo essere arrivata al CAIR (Council on American-Islamic Relations).

Ora Dell Computers ha annunciato che il problema è stato risolto grazie al proficuo dialogo instaurato con gli stessi lavoratori. L’azienda ne parla come un “misunderstanding” e, sottolineando il proprio rispetto per le pratiche religiose dei dipendenti, ha evidenziato che sottoporrà ad un nuovo corso di aggiornamento i propri funzionari che si sono trovati a gestire maldestramente la questione.

Secondo Dell “si è trattato di una errata applicazione di una pratica tradizionale da noi, quella di consentire la preghiera serale”.

A confermare che tutta la vicenda è rientrata è anche la Commissione per i rapporti con i dipendenti di Nashville Metro, secondo cui alcuni lavoratori già sono rientrati al lavoro ed altri riceveranno a breve comunicazione sull’intesa e potranno dunque tornare al loro posto.

“A livello internazionale – ha spiegato la Commissione – Dell ha un buon rapporto con la comunità musulmana e dimostra il proprio impegno nel consentire la preghiera sul posto di lavoro”.

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  • Anonimo scrive:
    A carnevale...
    ... gli australiani con questa censura non potranno più mascherarsi da pirata o cowboy, le armi presenti in questi costumi sono diseducative :p
  • radel scrive:
    Non lo vendessero in australia
    E' obbligatorio commercializzare il gioco in australia?Lascino perdere se hanno paura.E se in molti faranno qquesto discorso, forse costringeremo quei dittat ehm.. politici a rivedere le proprie posizioni su altre questioni. Anche più importanti.
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