Digitale terrestre, condannata Mediaset

Il Movimento Difesa del Cittadino comunica che l'Antitrust ha dichiarato ingannevoli gli spot sul digitale terrestre, giudicata tecnologia sperimentale. E dice no a nuove agevolazioni
Il Movimento Difesa del Cittadino comunica che l'Antitrust ha dichiarato ingannevoli gli spot sul digitale terrestre, giudicata tecnologia sperimentale. E dice no a nuove agevolazioni


Roma – In una nota diffusa ieri sera l’MDC, il Movimento Difesa del Cittadino , ha reso noto di aver ricevuto dall’ Antitrust la conferma della condanna di Mediaset e altre imprese per gli spot sulla promozione della televisione digitale terrestre e dei decoder offerti con il contributo pubblico di 150 euro.

Effetto immediato di una decisione che giudica ingannevoli i messaggi diffusi da Mediaset nonché da Nokia S.p.a., Mediasat e RTI è il divieto di proseguire nella loro diffusione.

“L’Antitrust – spiega MDC – ha riconosciuto pienamente la validità delle contestazioni fatte dal Movimento sottolineando che “la televisione digitale terrestre non è ancora una realtà completamente operativa; trattasi infatti di una tecnologia emergente, in fase sperimentale e, pertanto, non ancora affermatasi compiutamente presso gli utenti finali” .

Secondo MDC gli spot erano ingannevoli perché non veniva detto ai telespettatori che a fronte dell’acquisto dell’apparecchio non si ha un servizio garantito e completo nella fruibilità nell’immediato, ma soltanto la possibilità di aderire alla sperimentazione del digitale terrestre; si ometteva di indicare che i cosiddetti “servizi interattivi” dipenderanno dall’utilizzazione della linea telefonica e quindi saranno onerosi e non gratuiti e non si precisava che il contributo governativo di 150 euro non è riconosciuto per tutti i decoder ma solo per alcune tipologie, dalle quali sono esclusi i modelli più economici che permettono la sola ricezione dei programmi senza permettere l’interattività.

Inoltre nel provvedimento di condanna, continua MDC, l’Autorità giudica ingannevoli anche i messaggi diffusi da DGTVi (il consorzio formato da Fondazione Ugo Bordoni, RAI, Mediaset, LA7 Televisioni, FRT, DFree) su Internet e da RTI sulla rivista Eurosat perché “presentano un contenuto informativo gravemente carente per chiarezza e completezza; ciò in considerazione soprattutto dell’omessa indicazione della natura, al momento solo sperimentale, del servizio televisivo offerto e della consequenziale carente copertura territoriale del segnale, a fronte della grande enfasi conferita alle pretese dia attualità, generale fruibilità e gratuita della televisione digitale terrestre” .

Nella sua nota l’Associazione ha quindi diffidato il ministro alle Comunicazioni Maurizio Gasparri dal procedere con quanto più volte dichiarato dallo stesso Ministro, ossia alla distribuzione di “nuovi ingenti fondi pubblici nella Finanziaria 2005 per una tecnologia ancora sperimentale e certamente costosa per i cittadini”.

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28 10 2004
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