Dipendenti e Internet, il controllo è possibile

di Luca Giacopuzzi (www.lucagiacopuzzi.it) - Datore di lavoro, dipendente e controllo della navigazione su Internet: luci ed ombre del recente comunicato stampa del Garante. Il quadro in cui si inserisce la decisione dell'Autorità


Roma – E’ illecito spiare il contenuto della navigazione in internet del dipendente . Questo il titolo di un comunicato stampa reso noto il 14 febbraio scorso dal Garante per la protezione dei dati personali. Che così prosegue: L’uso indebito del computer può essere contestato senza indagare sui siti visitati .

Affermazioni del genere – riportate in questi termini dai molti media che hanno dato voce alla notizia – sono a mio avviso fuorvianti, perché assolutizzano principi che, viceversa, devono essere letti ed interpretati in uno con la vicenda cui accedono.

Deve essere perciò chiaro – anzitutto – che il provvedimento del Garante del 2 febbraio (al quale il comunicato stampa si riferisce, riprendendone contenuti e conclusioni) è emesso a decisione di un ricorso, e dunque esso deve necessariamente essere “ancorato” al caso preso in esame. E così una semplice disamina del provvedimento schiude scenari differenti da quelli che ci saremmo potuti attendere dalla mera lettura del titolo. Si evince, infatti, che la decisione del Garante non vieta in termini assoluti al datore di lavoro di controllare la navigazione web del proprio dipendente .

Nel caso sottoposto alla sua attenzione, l’Authority deduce l’illegittimità del controllo dal fatto che la società resistente l’abbia operato in assenza di una previa informativa all’interessato nonché – circostanza, quest’ultima, ancor più importante – dal fatto che il controllo nel caso specifico abbia comportato un trattamento di dati personali eccedente rispetto alle finalità perseguite; in spregio, cioè, del principio di proporzionalità, enunciato dall’art.11 D.Lgs.196/03.

“Non risulta che il ricorrente avesse necessità di accedere ad Internet per svolgere le proprie prestazioni”, si legge nella decisione, che – nella sua parte più significativa – così prosegue: “La resistente avrebbe potuto quindi dimostrare l’illiceità del comportamento del dipendente, in rapporto al corretto uso degli strumenti affidati sul luogo di lavoro, limitandosi a provare in altro modo l’esistenza di accessi indebiti alla rete e i relativi tempi di collegamento. La società ha invece operato un trattamento anche degli specifici “contenuti” dei singoli siti web visitati, operando (per questa via, n.d.a.) un trattamento di dati eccedente rispetto alle finalità perseguite”.

Il Garante – lo si ripete – prende in esame un’ipotesi specifica sulla quale è chiamato a pronunciarsi, ragion per cui sarebbe un errore estrapolare dalla decisione principi generali, valevoli per ogni ipotesi di controllo.

Di che tenore sarebbe stato il provvedimento del Garante se, ad esempio, il dipendente fosse stato autorizzato a consultare siti web, con espresso divieto, tuttavia, di accedere a siti non attinenti a tematiche correlate all’attività lavorativa? Potrebbe in tal caso il datore di lavoro controllare la navigazione, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni impartite? Io credo di sì, e ciò con buona pace anche dell’art.11 D.Lgs.196/03, specie se – come da indicazioni dell’Authority svizzera per la protezione dei dati – l’analisi nominativa delle registrazioni a giornale sia preceduta da un’analisi anonima o attraverso uno pseudonimo (e cioè per campionatura casuale).
Si deve peraltro rilevare che i dati eventualmente raccolti – molti dei quali di natura sensibile – non potrebbero essere tuttavia utilizzati per comminare sanzioni per fatti diversi né, a maggior ragione, per una “profilazione” del dipendente, vietata ai sensi dell’art. 8 St. Lav.

Avv. Luca Giacopuzzi (*)
www.lucagiacopuzzi.it

(*) coautore del libro Sicurezza e privacy: dalla carta ai bit , a cura di Gerardo Costabile

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  • Anonimo scrive:
    Alla fine...
    ... i gabinetti sono i luoghi più puliti di tutti! :)
  • Anonimo scrive:
    sinceramente...
    ... non capisco dove stia la novità...è ovvio che in posti pubblici i microbi si sprecano e che uno prima di mangiare o di fare qualsiasi altra cosa debba lavarsi le mani...non credo che se facessero un'analisi dei CFU (sigla che tra l'altro mi ricorda l'università) sui sostegni della metropolitana o di qualunque altro mezzo pubblico uscirebbero dei risultati migliori... :|
  • Anonimo scrive:
    Scusate...
    O mirabili autori di PI,ma oggi non sapete più che cazzo scrivere? mamma mia....Hammeronthenet :D
  • Anonimo scrive:
    non sono mai venuti in SiLab
    si vede che non sono mai andati al SiLab della Un. statale di Milano, li i mouse erano topi veri e i bug questi:http://foto.dsy.it/trash/DSC07301(rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Mouse privato
    Io ho un mouse personale che mi porto dietro nella 24ore così non sono costretto a usare quelli di chi va a pisciare e non si lava le mani, che sono tanti
  • TrollSpammer scrive:
    E se...
    uno va in un netcafe, guarda un sito porno, va in bagno, (....), non si lava le mani e torna alla postazione?
    • Anonimo scrive:
      Re: E se...
      - Scritto da: TrollSpammer
      uno va in un netcafe, guarda un sito porno, va in
      bagno, (....), non si lava le mani e torna alla
      postazione?É un suo diritto.
      • Anonimo scrive:
        Re: E se...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: TrollSpammer

        uno va in un netcafe, guarda un sito porno, va
        in

        bagno, (....), non si lava le mani e torna alla

        postazione?

        É un suo diritto.E' diritto solo prima, poi no.
    • Anonimo scrive:
      Re: E se...
      - Scritto da: TrollSpammer
      uno va in un netcafe, guarda un sito porno, va in
      bagno, (....), non si lava le mani e torna alla
      postazione?No, non lo so.
  • The Raptus scrive:
    Mouse Inglesi?
    Beh, l'hanno fatto in Australia. COlonia inglese e con pari usanze.Mai visto una casa inglese / Australiana?L'ultimo problema è la pulizia del computer!Tutto questo IMHO, benchè anche i miei parenti (solo le nuove generazioni) hanno ormai accettato queste (sperche) abitudini.Probabilmente era nel DNA: nonostante mia mamma e la sua striglia, non ho mai amoto molto l'acqua!
  • Anonimo scrive:
    CAPOVOLGETE LE VOSTRE TASTIERE
    Uscira di tutto e di più! :|Provate!Mathilda.
  • Anonimo scrive:
    Anche batteri di origine fecale?
    In America, soprattutto se si tratta dei mouse toccati da Bill Gates dopo che si è grattato la faccia, può capitare: è per questo che i dollari sono così sporchi!
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche batteri di origine fecale?
      - Scritto da: Anonimo
      In America, soprattutto se si tratta dei mouse
      toccati da Bill Gates dopo che si è grattato la
      faccia, può capitare: è per questo che i dollari
      sono così sporchi!Se capovolgi la tastiera di BIll Gates esce la Cosa di John Carpenter e ti annichilisce.
  • Anonimo scrive:
    Bah
    E quelli che come me negli anni 80 passavano le giornate con gli arcade al bar come sono sopravvissuti?Io non mi ricordo di essermi mai lavato le mani prima di infilare la monetina da 200 lire ed impugnare il joystick :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Bah
      Oppure fatevi analizzare le mani dopo aver fatto un giro sugli autobus pubblici... :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Bah

      acari, alimenti etc....). Tale comportamento si
      traduce immunologicamente in un fenomeno che si
      definisce "switch" Th1
      Th2, che
      significa produzione di una maggiore quantità di
      linfociti(cellule del nostro sistema immunitario)
      che reagiscono innescando un meccanismo che ha
      come fine ultimo la liberazione di sostanze
      (compresa l'istamina)responsabili della
      manifestazione allergica.piu' o meno tipo: siamo in tempo di pace inventiamo il terrorismo o il trust computer ...questi linfociti sono proprio scemi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bah
        - Scritto da: Anonimo


        acari, alimenti etc....). Tale comportamento si

        traduce immunologicamente in un fenomeno che si

        definisce "switch" Th1
        Th2, che

        significa produzione di una maggiore quantità di

        linfociti(cellule del nostro sistema
        immunitario)

        che reagiscono innescando un meccanismo che ha

        come fine ultimo la liberazione di sostanze

        (compresa l'istamina)responsabili della

        manifestazione allergica.

        piu' o meno tipo: siamo in tempo di pace
        inventiamo il terrorismo o il trust computer ...
        questi linfociti sono proprio scemi.L'uomo non è una macchina perfetta.
  • Anonimo scrive:
    allora non avete visto il mio mouse
    sto per venderlo come arma batteriologica
    • Anonimo scrive:
      Re: allora non avete visto il mio mouse
      - Scritto da: Anonimo
      sto per venderlo come arma batteriologicaTi ci sei raspato sopra? :s
    • Anonimo scrive:
      Re: allora non avete visto il mio mouse
      - Scritto da: Anonimo
      sto per venderlo come arma batteriologicaMettici sopra la ricottina dell'uccello, te ne saranno grati.
      • Anonimo scrive:
        Re: allora non avete visto il mio mouse
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        sto per venderlo come arma batteriologica

        Mettici sopra la ricottina dell'uccello, te ne
        saranno grati.Sei quello che posta i peni con lo smegma?
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