Diritto d'autore, è legge europea

Il Consiglio dei ministri UE fa propri gli emendamenti del Parlamento europeo e porta così al varo di una legge che si occupa del download da Internet. E' meno restrittiva di quella italiana
Il Consiglio dei ministri UE fa propri gli emendamenti del Parlamento europeo e porta così al varo di una legge che si occupa del download da Internet. E' meno restrittiva di quella italiana


Bruxelles – L’Unione Europea si è dotata di una nuova normativa sul diritto d’autore, lungamente dibattuta e pensata per andare incontro alle necessità suscitate dalla diffusione di Internet. Una legge sulla quale sono stati aspri i contrasti e che lo scorso febbraio aveva ricevuto l’ok del Parlamento europeo a Strasburgo.

Ora il Consiglio dei ministri UE, facendo propri tutti gli emendamenti degli europarlamentari, ha di fatto varato la normativa di cui è stato relatore il socialista Enrico Boselli.

La normativa accoglie solo in parte le richieste dell’industria discografica e dei numerosissimi industriali del rock-pop, da Sting a Laura Pausini, che avevano chiesto leggi severissime anti-pirateria in un manifesto presentato al Parlamento Europeo. Un “manifesto degli artisti” e degli industriali nato sull’onda emotiva del fenomeno Napster e di quello del file-sharing, un mondo inviso alle majors della produzione musicale.

La nuova norma è pensata per cercare di armonizzare le diverse legislazioni nazionali del Vecchio Continente e per questo sembra in rotta di collisione con la legge italiana, ben più restrittiva nel significato di “uso personale” dei materiali protetti da diritto d’autore rispetto a quanto deciso dall’Europarlamento. Il “cuore” della normativa comunitaria è proprio nel divieto della riproduzione delle opere, sebbene sia prevista l’eccezione per l’uso non commerciale, una eccezione che ha sollevato numerose polemiche con i produttori di “contenuti”.

La legge offre comunque ai produttori la possibilità di utilizzare a proprio piacimento tecnologie di cifratura e protezione sulle opere messe sul mercato. Sistemi che dovrebbero, a sentire i parlamentari europei, rendere dura la vita ai pirati dell’audio e del video.


Va detto che la protezione delle opere in digitale si estende al di là della musica e al di là di Internet, riguardando anche la televisione digitale, oggi ancora sulla carta ma domani certamente protagonista. La normativa è pensata per offrire protezione giuridica anche alle opere in formato digitale, eventualmente diverso dall’originale, e destinate a circolare sui nuovi media.

Di interesse anche “l’assoluzione” della “copia tecnica”, ovvero della copia che il computer fa in automatico quando si fruisce di certi materiali trasmessi via Internet.

Protesta Artis Geie, lobby paneuropea degli operatori del settore: “Nel mondo digitale, una copia è un clone perfetto dell’originale. La direttiva avrebbe potuto essere più severa”.

La pressione degli industriali della musica è stata fortissima, secondo quanto dichiarato in questi giorni dai parlamentari. Prima dell’approvazione della legge da parte dell’europaralmento, la star Axelle Red aveva denunciato che in poche ore un proprio pezzo era stato copiato 16mila volte sulla Rete, su sistemi di “smistamento” come Napster. Una situazione che aveva convinto Red ad invocare: “Gli artisti hanno bisogno di protezione”.

Entusiasta Boselli, relatore della proposta, secondo cui “l’Europarlamento è riuscito a trovare un equilibrio fra le necessità della comunità creativa e i diritti dei consumatori. Non Napster – ha anche detto Boselli – ma solo l’uso non autorizzato di file musicali sarà da considerarsi illegale, in linea con la decisione di appello sul caso Napster”. Lo stesso Boselli, proprio parlando del caso, aveva precisato ieri: “Non sarà più possibile considerare copie private le riproduzioni scambiate, per esempio, attraverso Napster”.

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09 04 2001
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