Domini/ Gli .xxx all'assalto della Rete

L'ultimo accordo con Juno consente a New.net di moltiplicare il valore dei propri domini alternativi. Che ormai possono essere raggiunti da decine di milioni di utenti. Quanto potranno resistere le minimizzazioni dell'ICANN?
L'ultimo accordo con Juno consente a New.net di moltiplicare il valore dei propri domini alternativi. Che ormai possono essere raggiunti da decine di milioni di utenti. Quanto potranno resistere le minimizzazioni dell'ICANN?


Roma – Vista da qui, a molti è sembrata una boutade. Invece, di giorno in giorno, acquisisce consistenza l’operazione con cui New.net sta aggredendo l’attuale sistema di gestione dei domini Internet che fa capo all’ICANN, organismo internazionale accusato di troppe lentezze ed esitazioni. New.net ha infatti raggiunto una serie di accordi che porteranno i “suoi domini” alla portata di milioni di utenti Internet americani.

I domini alternativi, a cominciare da quelli.xxx, proposti da New.net ai propri clienti, stanno diventando l’emblema di una crociata contro le lentezze e i burocratismi nei quali l’ICANN è sembrato fino ad oggi impastoiato relativamente all’introduzione di nuovi domini internazionali. Come noto, infatti, le sette nuove estensioni di dominio adottate non solo hanno scontentato molti, ma non sono ancora ufficialmente registrabili, nonostante siano passati diversi mesi dalla loro approvazione.

New.net ha annunciato la firma di un accordo con Juno Online Services, uno dei principali provider americani, che consentirà agli utenti del provider di registrare facilmente i nuovi suffissi lanciati dall’azienda (come.shop,.game o.xxx). Ma la parte più speziata dell’accordo sta nel fatto che il software distribuito da Juno ai propri 14 milioni di utenti sarà ora addizionato del programmino con cui raggiungere i domini New.net che, al contrario di quelli “tradizionali”, non sono gestiti direttamente dai database ICANN.

L’accordo con Juno non è che l’ultimo passo di una corsa che ha portato New.net a stringere intese similari con grossi nomi degli ISP americani, tra cui Earthlink, Excite@HOME e NetZero. Il tutto condito dal fatto che New.net da tempo sta cercando un’intesa con ICANN.


Fino ad oggi, però, l’organismo internazionale dei domini, con il suo chairman Vint Cerf, ha tenuto un atteggiamento distaccato rispetto all’iniziativa di New.net, ribadendo che in ogni caso quelle estensioni non sono “ufficiali”.

Va considerato che quei domini sono raggiungibili con il software di New.net oppure come normali domini di secondo livello, dove il dominio “www.buy.video”, per esempio, diventa raggiungibile con “www.buy.video.new.net”.

Il punto chiave, però, sta nel fatto che il software di New.net, che è finanziata da Idealab, va diffondendosi rapidamente e, in prospettiva, può diventare sempre più difficile per ICANN introdurre senza colpo ferire estensioni di dominio uguali a quelle promosse da New.net. Tra queste ve ne sono alcune, come.xxx.,.kids o.shop, che, a suo tempo, erano state proposte all’ICANN che le aveva rifiutate a favore di estensioni, come.name o.biz, ritenute di maggiore interesse.

New.net non è la prima a tentare l'”ammutinamento”: altre imprese hanno cercato accordi analoghi con i provider americani, ma nessuna con il grande successo di New.net. C’è da chiedersi cosa accadrebbe in sede ICANN se il maggiore provider del mondo, America Online, dovesse trovare un accordo con New.net o se Microsoft decidesse di infilare quel software in Internet Explorer…

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

25 04 2001
Link copiato negli appunti