Domini, ICANN tra pasticci e pastette?

Il patto di ferro tra ICANN e VeriSign è ora appoggiato dal ministero del Commercio americano. Proprio mentre fanno capolino i nuovi domini .biz e .info, con regole di registrazione criticate da molti: dimenticano cos'è Internet
Il patto di ferro tra ICANN e VeriSign è ora appoggiato dal ministero del Commercio americano. Proprio mentre fanno capolino i nuovi domini .biz e .info, con regole di registrazione criticate da molti: dimenticano cos'è Internet


Washington (USA) – Non sembra essere davvero un buon momento per i domini internazionali gestiti dall’ICANN. Nelle scorse ore il ministero del Commercio americano ha infatti apposto il proprio bollo di approvazione sul patto di ferro che lega l’ICANN a VeriSign, l’azienda che controlla i registri dei domini internazionali e che è un registrar (azienda che offre la possibilità di registrare un nome a dominio) essa stessa, attraverso la controllata Network Solutions. Un patto discutibile e discusso che arriva mentre fanno capolino i nuovi domini.biz e.info, circondati di regole di registrazione che, secondo molti, prendono a sberle la Rete.

A dispetto delle pressioni di molte organizzazioni che vorrebbero una separazione completa tra le attività di registrazione dei domini internazionali e quelle di gestione dei database centrali dei domini stessi, ICANN e VeriSign sono riusciti a fare in modo che fino al 2007 i domini più importanti, i.com, rimangano saldamente in mano alla stessa VeriSign. Questa dovrà cedere solo i domini.org nel 2002 mentre potrà competere per aggiudicarsi nuovamente la gestione dei.net quando questi torneranno “sul mercato” a giugno 2005. Un obiettivo lungamente perseguito da VeriSign.

Ma se l’ICANN sembra aver brigato per mantenere inalterata la posizione predominante di VeriSign nel settore dei registrar, con la motivazione che “la concorrenza è sufficientemente forte”, anche quanto sta accadendo con i nuovi domini.biz e.info preoccupa moltissimo.

Una ragione sta nel fatto che le modalità di registrazione di questi domini, e il business che ne consegue, sono state decise “a porte chiuse” tra ICANN e registrar, finendo per dare così a molti l’idea di ennesimi “giochetti” in una sede, quella dell’ICANN, già duramente provata dagli scandalicchi dei mesi scorsi. Ad allontanare queste critiche non sono bastati, evidentemente, i bollettini che l’ICANN ha postato sul proprio sito sullo stato dei negoziati con i nuovi registrar.

Questi due domini, comunque, sono i primi di quei sette domini internazionali approvati dall’ICANN molti mesi fa quali nuove estensioni internazionali da aggiungere ai notissimi.com,.net e.org. Il problema è che da oggi i due domini sono ufficialmente registrabili pur essendolo solo a metà.

Basti pensare che i domini internazionali.biz. Per registrarli, infatti, occorre essere un’azienda. Già si sapeva, ma secondo molti questa è una discriminazione che mette in luce come la preponderanza degli interessi industriali superi ancora una volta la “socialità” di Internet e dei business alternativi che sulla Rete possono essere condotti. Ma c’è chi ribatte che i.biz rappresenteranno invece un “ghetto” in cui l’intento commerciale e industriale sarà ancora più evidente, rendendo così immediatamente riconoscibile all’utente Internet la natura del sito-dominio sul quale va a trovarsi.


Sia come sia, da oggi si può entrare nel mondo dei.biz, se si è un’azienda, reclamando il proprio diritto a possedere il dominio voluto.

Attraverso più fasi di verifica e con diverse modalità a seconda della spesa che si intende sostenere, i domini.biz saranno finalmente “attivati” il prossimo primo ottobre. Fino ad allora si assisterà ad una “ressa” sia per ottenere i domini più interessanti che per impedire pre-registrazioni di domini corrispondenti a propri trademark. E la NeuLevel , che gestisce i.biz dopo essere stata “promossa” dall’ICANN, non vede l’ora che la zuffa a pagamento cominci.

Oggi “partono” anche i domini.info. Gestiti da Afilias , vengono promossi come “aperti a tutti”. In realtà in un primo periodo che si concluderà a luglio, a poter richiedere gli.info saranno solo coloro che dispongono di un trademark. I dati del marchio commerciale dovranno essere comunicati durante la fase di registrazione e, una volta ottenuto il dominio, questo sarà valido in questa forma solo per cinque anni.

Soltanto 15 giorni dopo aver soddisfatto i possessori di trademark, e quindi entro metà agosto, Afilias consentirà a chiunque di registrare un dominio.info.

Le richieste che arriveranno in questo periodo saranno archiviate e poi i domini, in caso di richieste “multiple” per un solo dominio, verranno assegnati con scelta casuale e non sulle basi “tradizionali” del “chi primo arriva meglio alloggia”. Per rendersi conto della situazione basta consultare le vastissime FAQ presenti sul sito di Afilias.

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20 05 2001
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