Download/ Condividi et impera

Scambiare, distribuire, far girare, scaricare, offrire, P2P, FileSharing... in una sola parola? Sharare! (seconda parte)


KazaaLite 2.1.0 italiano (gratuito per Windows e Linux (*), 2566k)
Kazaa”lite”, ovvero: come ti prendo un buon programma di filesharing, Kazaa, e lo pulisco da tutto quello che con il fle sharing non c’azzecca.
Il programma, privo di banner e scevro di installazioni accessorie di mostri tentacolari che accompagnano la navigazione e/o monitorano ogni clic, è disponibile da tempo ed il suo aggiornamento viaggia quasi di pari passo con la versione ufficiale di Kazaa.
E’ importantissimo non aggiornare mai il programma automaticamente, dato che in questo modo ci si ritroverebbe fuori dal mondo “lite” di KazaaLite e si tornerebbe ad avere il programma in versione completa, con tutto e di più.

Perché molti preferiscono KazaaLite rispetto ad altre piattaforme di scambio? Perché comodità e simpatia sono di casa!
Ad esempio, il programma quando scarica file da più utenti contemporaneamente genera dei file con suffisso “dat” che possono essere consultati, visti in anteprima e analizzati, tramite l’interfaccia del programma o l’accessorio “dat viewer”. In tal modo e con il giusto file “dat” nella cartellina dei download, uno scaricamento parziale o interrotto può essere ripreso e completato persino su un altro computer o in un altro momento.

Grazie ad accessori come KazaaSuperNodes (vedi prima parte di questo articolo ) è possibile interfacciarsi con diversi nodi di scambio aumentando, o comunque variando, le possibilità di trovare quel che si cerca.

Tra utenti KazaaLite è possibile scambiare qualsiasi tipo di file. Grazie al cosiddetto “teatro” incluso nell’interfaccia e alla sezione “MyKazaa” è peraltro anche possibile gestire e consultare abbastanza facilmente le proprie raccolte multimediali.

Se è vero che nella versione completa di Kazaa c’è il Media Desktop che “ospita” numerosi programmini come Bonzi Buddy, SaveNow, b3d projector, Delfin, è altrettanto vero che anche la versione “Lite” di Kazaa ha programmini di supporto, ma soltanto quelli relativi al programma e alla sua ottimizzazione.

Le ultime versioni comprendono K++, per dire, un tool che rimuove alcune limitazioni del programma. Per esempio i download possono avvenire da ben 40 utenti contemporaneamente anzichè da solo 8 utenti, ed è possibile ripetere una ricerca già effettuata infinite volte.
Tra gli altri accessori c’è anche l’utile Sig2Dat che permette di “catalogare” un download assegnandogli un link univoco, al fine di distribuirlo su siti web o via email, o DatView, che consente di esaminare un file parziale “dat” di qualsiasi download.

(*) KazaaLite è uno dei programmi che viene garantito come compatibile in Wine, una sorta di emulatore di Windows che gira su sistemi Unix (Linux, FreeBSD, Solaris e compagnia bella), il che significa che anche i pinguini possono farsi un giro…


SongSpy
Riposa in pace.
Non è la segnalazione di un programma ma la segnalazione di una tomba virtuale.
Laddove c’era SongSpy ora troneggia una lapide alla memoria.

FileNavigator 4/3.4 (gratuito per Windows, 2173k)
“Il miglior modo per cercare e scambiare musica ed altri file tramite internet”. Dicono tutti così e quindi lo fa anche FileNavigator, software che dichiara di non contenere spyware, che può recuperare download interrotti e connettersi alla rete Gnutella e ai nodi OpenNap oltre che sfruttare anche un suo “privato” circoletto di scambio.
Per inserire manualmente dei nuovi server dall’interfaccia di FileNavigator si viene teletrasportati sulla pagina di Napigator piena di bei numeretti da copiaincollare per iniziare a condividere.

A differenza di molti programmi di questo tipo che cercano di sfruttare al massimo la banda disponibile (come se poi uno con la connessione non ci dovesse mai fare altro!) questo programmino permette invece di limitare la banda usata per il download e lo scambio di file.

Sono presenti dei banneroni nella parte inferiore del programma e la versione provata è ancora in fase beta, stabile ma con alcune funzionalità ancora disabilitate e qualche bug.
Chi vuol dar coraggio a questo programma pù registrarsi per quindici dollari, e vedere come d’incanto sparire la pubblicità ed i popup, oltre ad assicurarsi una licenza per la versione 4 definitiva. Chi non si fida delle versioni “beta” ma vuole comunque dare un occhiata a FileNavigator può scaricare la versione 3.4: è praticamente identica a Swaptor (vedi qui sotto) ma senza programmi ospiti.

Swaptor (gratuito per Windows, 1005k)
Nato un paio di anni fa, Swaptor non solo esiste ancora, ma contiene ancora Gator (un sistema di bannerizzazione e marketing più volte accusato di essere uno spyware). Una presenza che lo rende particolarmente antipatico ai più, visto che le alternative non mancano. Ma va detto che la semplicità di Swaptor può ancora essere un buon invito alla prova.

Il programma si connette alla rete Gnutella e a quella di FileNavigator (al punto da beccarsi la definizione di essere un semplice FileNavigator 3 con in più banner, popup e spyware), consente di limitare la banda in entrata ed in uscita, di cercare e di scambiare qualsiasi tipo di file e di aggiungere manualmente nuovi server di scambio.
L’interfaccia è semplice, poche opzioni ma semplici, ma una “invasività” di cui occorre tener conto.

Uno dei mirror che distribuisce Swaptor (Download.com) addirittura avverte in questo modo gli utenti interessati a Swaptor: “Questo download contiene altre applicazioni per mostrare pubblicità, raccogliere informazioni, sovrapporre contenuti e immagini ai siti web che visitate e modificare la configurazione del vostro sistema”. Qualcuno vuole ancora provare Swaptor? Scambista avvisato mezzo salvato!


Sunshine UN (gratuito per Windows, 1724k)
Spunta il sole sul P2P o, meglio, a spuntare è Der Sonnen.. visto che il programma è tedesco e molte opzioni nell’interfaccia non sono neppure state tradotte in inglese (chi si connette col Kabel?)

L’interfaccia sempliciona e colorata nasconde un cuore aperto, nel senso che recentemente il creatore di SunshineUN (un ragazzetto che compare persino in foto dentro il software!) ha deciso poche settimane fa di rilasciare il codice sorgente del programma, forse sperando in questo modo di allargare la propria utenza e velocizzare lo sviluppo del software in un momento in cui le piattaforme di scambio sono tante e a tutti piacerebbe diventare il nuovo numero uno.

Il “sole che scambia” gestisce in&out qualsiasi tipo di file, succhia automaticamente liste di server OpenNap da Napigator per connettersi a nuovi nodi ed è insomma una specie di Napster Super Più. La ricerca può avvenire in maniera bruta e semplice oppure, dal menu a discesa, bisogna selezionare “Advanced Search”: per restingere il campo a soli file audio, video, gif o altro ancora.

Tesla (gratuito per Windows, 1700k)
Arriva la terza generazione del peer-to-peer, o almeno così sostengono gli entusiasti produttori di Tesla. Sito e programma molto curati graficamente, e dietro tanta apparenza c’è anche la sostanza…
Il programma permette di effetturare chat in stile IRC e scambiare messaggini in stile ICQ con la comunità di scambisti, e di passarsi file di qualsiasi tipo e dimensione.
Consente lo scaricamento multiplo da più utenti contemporaneamente (per i fortunati metropolitani a banda larga) e permette di effettuare ricerche per tipologia di file (audio, video, etc).

Cosa gli manca? Di certo un’utenza più vasta. Ma c’è da dire che tutti questi sistemi hanno cominciato con un solo utente, solo soletto, e poi due (cosi potevano scambiarsi qualcosa!) e poi tre… Poi venti milioni e poi arriva la RIAA e sbaracca tutto (vedi SongSpy).

Nel corso della procedura guidata iniziale occorre specificare se si vuole usare Tesla in “free share mode” (tradotto in italiano “caciara totale, scambiamoci tutto!”) oppure in modalità “Trade Mode” per chi non vuole prendere e dare a sconosciuti, ma scambiare e ricevere file solo tramite autorizzazione o soltanto in certi canali di chiacchiera (chat).

FileShare 1.1 (gratuito per Windows, )
Pane al pane, vino al vino. Dopo Write per scrivere, Draw per disegnare e Painter per dipingere, ecco finalmente un programma di file sharing (scambio file) che si chiama FileShare!
In effetti proprio a questo serve il piccolo programmino ancora nell’età dello sviluppo e nella fase di crescita degli utenti. “Aiutatelo ad essere affollato”, chiedono gli sviluppatori, che in tal modo oltre a farci un figurone con le ragazze in discoteca potranno avere maggiori riscontri per migliorie, correzioni di bug e via dicendo.

FileShare permette di “acchiappare” e scaricare anche una intera cartellina o ricerca se il contenuto interessa, e tutto con un clic (e con tanta pazienza). Inoltre offre tutta la dotazione “di serie” di molti programmi P2P: download multipli, connessioni a più server contemporanei e recupero dei download interrotti.
Dalla finestra “Servers” è possibile crearsi un elenco di server preferiti, o configurare il nodo di connessione da aprire quando si lancia il programma.
Punti a sfavore: un’interfaccia affollata e confusionaria e l’esistenza di programmi, come eMule, che sono simili ma più amichevoli.


Overnet (gratuito per Windows, Linux e MacoOSX, )
Scambia i tuoi file con milioni di altri utenti sparsi per il globo! Accedi agli archivi del famoso aborigeno di guzzantiana memoria! Overnet è un programma P2P senza un centro di gravità permanente, che promette (come quasi tutti!) di essere il più mejo, il più svelto, il più affollato, il più protocollato, er più insomma.

Di sicuro il fatto che sia multipiattaforma lo aiuta ad avere utenti provenienti da vari mondi (Linuxlandia, AppleWorld, WindowsCity…) e l’essere compatibile con i link “e2dk” di eDonkey non fa che aumentare la sua simpatia. Se solo gli autori si sbrigassero a rilasciare una versione completa di interfaccia grafica anche per Linux e MacOs saremmo a posto. Questi utenti per ora, infatti, possono accedere alle grazie di Overnet soltanto passando per le maglie antiche della linea di comando, sigh!
Una interfaccia per Linux in realtà esiste, visto che il programma “ed2k-gtk-gui” può vestire sia eDonkey2000 che Overnet.

Di solito i programmatori di questi programmi affermano spesso di aver creato il prodotto migliore degli altri, mentre gli autori di Overnet si limitano a dire che la loro creatura è semplicemente “unica”. Perché non ha un server centrale né ha server in assoluto ma solo client, a dire il vero, visto che su Overnet tutti i programmi connessi tra loro costruiscono la rete di scambio, e sono tutti considerati allo stesso modo.
È supportato il download contemporaneo da più utenti dello stesso file, ed il recupero degli scaricamenti interrotti.
Durante l’installazione viene proposta l’installazione di UCMore, uno di quei programmini che si mette non visto dentro Internet Explorer. Occhi aperti, come sempre…

Dagsta (gratuito per Windows e Linux, 1040k)
Link alternativo
Programma di scambio file scritto in Java e quindi multipiattaforma visto che può funzionare su qualsiasi motore che monta l’engine Made in Sun.

È possibile scambiare qualiasi tipo di file e chiacchierare in chat con gli scambisti, gestire un server (con la versione server) o entrare nel mondo Dagsta come semplice “client”.
Dagsta sta cercando di conquistarsi le simpatie degli utenti di WinMx ormai spossati dalla presenza massiva di sanguisughe . E questo nonostante la nascita di accessori, come il già recensito LeecHammer.

L’interfaccia è innegabilmente bruttina (su questo non si discute, con me!) in pieno stile “programma java”, anche se l’elegante installazione faceva ben sperare. Dal menu “Look and feel” è possibile comuque trasformare l’apparenza del tutto con delle skin, o semplicemente rendendolo simile alle finestre standard di sistema.

Al momento, il programma non è disponibile per il download su nessuno dei due siti indicati ma è reperibile nelle reti alternative di scambio. Insomma si trova on line, ma non in uno statico, immobile, obsoleto, semplice sito. Non dovrebbe sembrare così strano visto che parliamo di P2P!

Segnalazioni

Già recensiti, nella prima parte di questo articolo : Shareaza, Piolet, SoulSeek, eMule, LeecHammer, KazaaSupernodes.

In un articolo precedente, Gli Scambisti Digitali , recensiti anche: WinMX 3.3, BearShare ed Ares.

Nello speciale OpenSource anche: DC++ (DirectConnetc++).
Da tenere d’occhio il portalone dedicato al P2P (in inglese): ZeroPaid .

a cura di Luca Schiavoni

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  • Anonimo scrive:
    Scenari futuri
    Tutti a dire che non si può prevedere oggi come sarà il mondo informatico futuro con l'avvento di Palladium visto che ad oggi non è ancora uscito alcun prodotto con questa tecnologia (ad esempio c'è chi giura che sarà sempre disattivabile e chi invece dice che sarà così solo all'inizio).Ricordo invece che un esempio (anche se settoriale) di hardware Palladium esiste già ed è la Xbox e non mi pare che sia disattivabile, anzi...
  • Anonimo scrive:
    E chi produce antivirus, ....
    ... masterizzatori software per duplicare, pardon, masterizzare dati credete che se ne stara' a guardare che M$ gli butti nel cestino anni di lavori e introiti milionari?Non credo... continueremo a masterizzare a duplicare e ad avere virus... una botta al cerchio ed uno alla botte....
  • Anonimo scrive:
    Fiducia nell'informatica?
    Mi manca completamente dal... 1995. Pura coincidenza; ma non mi stupirei se collassasse tutto entro pochi anni. Servono standards, trasparenza e semplicita` . (Ma non semplicita` della GUI del cribbio: di quello che c'e` dietro.) Altro che trustworthy eccetera eccetera... Poi che facciano come gli pare... quando e se gli arrivera` un ICBM sulla testa perche` l'avevano "perso" dagli archivi per un bug in SQL, visto che il flat file access per i database relazionali era troppo facile, troppo fuori moda... troppo legato al povero limitato concetto di "file", e troppo faticosetto... quando una centrale nucleare andra` in meltdown, sempre per un bel bug nel software bello comodo con 10-20 gigabyte di codice ridondante e per forza di cose poco verificato, quando magari basterebbero 1 o 2 megabyte fatti bene e ben spulciati, che interfaccia col sistema di raffreddamento... beh, purtroppo non saranno solo cavoli loro, ma io per allora spero di essere il piu` lontano possibile...sono sempre solo a sostenere che il DOS non crashava mai e che il suo sottofondo tecnico erano a misura d'uomo, o c'e` anche qualcun'altro con le stesse strane manie retrograde? cosi`, per cusriosita`...
    • Anonimo scrive:
      Re: Fiducia nell'informatica?
      Non ho nostalgia del DOS , ma il fascino della linea di comando lo ho riscoperto con Linux , quando lo posso usare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fiducia nell'informatica?
      :) io io io!!!che bello quando l'informatica era per pochi (ma buoni)..il dos si che andava bene..idem per win 3.1 (anche se io son partito da win 1.0)..ogni tanto mi manca :))Alexoh, cosa vedo qui sul mio xp? una linea di comando!! sisi :)) la uso ancora :))
      • Anonimo scrive:
        Re: Fiducia nell'informatica?
        - Scritto da: Anonimo
        :) io io io!!!

        che bello quando l'informatica era per pochi
        (ma buoni)..
        il dos si che andava bene..
        idem per win 3.1 (anche se io son partito da
        win 1.0)..
        Ok per il dos... ma nostalgia di win 3.1 proprio no, eh! a me crashava di brutto ed era da reinstallare tutto ogni mese o giù di lì! Almeno win98 un seiosettemesi di vita circa prima di riformattare per eccessivo decadimento delle prestazioni me li concede!!!!!
    • DPY scrive:
      Re: Fiducia nell'informatica?
      - Scritto da: Alex¸tg
      sono sempre solo a sostenere che il DOS non
      crashava mai e che il suo sottofondo tecnico
      erano a misura d'uomo, o c'e` anche
      qualcun'altro con le stesse strane manie
      retrograde? cosi`, per cusriosita`...Magari, da solo, non andava in crash, mentre le applicazioni lo facevano eccome, senza errori grossi, però si piantavano.E poi anche il dos, anche in una macchina senza crash, dopo un po' di tempo accumulava, non si sa perché né percome, settori persi nel file system.E' ovvio che quello che non c'è non si guasta (e nei sistemi operativi non c'è eccezione), ma il dos forse era un po' troppo semplice per le esigenze e le possibilità delle macchine odierne: con Dos il multitask non c'era, dovevi usare una shell a parte, che però faceva tutto su un sistema non predisposto per questo, con incompatibilità a non finire, era proprio così opportuno?
    • Anonimo scrive:
      Re: Fiducia nell'informatica?
      - Scritto da: Alex¸tg

      sono sempre solo a sostenere che il DOS non
      crashava mai e che il suo sottofondo tecnico
      erano a misura d'uomo, o c'e` anche
      qualcun'altro con le stesse strane manie
      retrograde? cosi`, per cusriosita`...No, non sei affatto solo, e ne abbiamo già parlato qualche mese fa (ricordi le tue domande sugli internals a cui ho risposto... ?). Piuttosto è l'età media dei "programmatori" che si abbassa costantemente e PI è un ottimo termometro in questo senso.Il DOS era ottimamente calibrato per le macchine dell'epoca: e per chi non lo sa, lo sviluppo è continuato sulla stessa linea di fondo fino ai 32 bit con prodotti che (stranamente...) sono noti solo nel mercato embedded critico.TSX32, Concurrent DOS, MultiDOS e molti altri, ROM-abili, solidi, multiutente V86, problemi zero. Per quanto riguarda le installazioni critiche (tipo centrali nucleari) puoi invece dormire tranquillo: lì si usano solamente QNX, pSOS, VxWorks (sempre meno, è l'unico monolitico...) ed altri RTOS fatti come si deve, non inutili pachidermi da decine di MLOC. E, soprattutto, non esistono "accatiemmellisti" in quel settore.Esiste sempre un solido mercato per la qualità assoluta, ma la sua intersezione col mercato di massa tende ad essere vuota all'aumentare del tempo.Matt
  • Anonimo scrive:
    Trustworthy computing?
    PIù che trustworthy lo chiamerei treachereous, traditore.Ma è possibile che il computer che ho pagato *con i miei soldi* debba fare ciò che ha deciso qualcun altro? Perchè di questo si tratta. Microsoft vuole stabilire ciò che deve girare o no su il mio computer, programmi e MP3 autorizzati si', gli altri no. Il computer dovrebbe fare ciò che vuole il suo proprietario, ma Microsoft e le majors stanno facendo pressioni sempre più forti per far accettare una visione dell'elettronica di consumo dove l'utente è ridotto a mero spettatore delle apparecchiature che si è portato a casa, un utente svuotato di ogni potere e ridotto a un semplice portafogli umano che deve pagare senza toccare. La domanda è: l'utente medio sarà abbastanza sprovveduto da farsi rifilare un sistema operativo (Windows 2003) le cui funzioni vanno palesemente contro i suoi interessi? Microsoft spera di si', confidando soprattutto nelle vendite OEM e nell'ignoranza generale, ma secondo me non ha fatto i conti con eventuali crisi di rigetto a posteriori, del tipo utenti che installano Windows 2003, si trovano limitati in ogni operazione, lo buttano dopo due giorni e rinstallano Windows XP. Certo, ai datori di lavoro Windows 2003 piacerà, loro adorano l'idea di poter impedire ai propri dipendenti di poter utilizzare il computer per scopi diversi da quelli lavorativi (cosa che, a dir il vero, si potrebbe fare già con Linux o Win XP ben configurati, ma si sa, Palladium ha lo stesso fascino del cinturone di castità per il marito cornuto..) ma gli utenti domestici non riusciranno ad accettare questo OS. Windows XP potrebbe essere l'ultimo OS veramente universale scritto dalla Microsoft e, paradossalmente, potrebbe rivelarsi come la proverbilale "zappa sui piedi" che potrebbe far terminare il monopolio della Microsoft.Gianluca Cardinale
    • Anonimo scrive:
      Re: Trustworthy computing?
      - Scritto da: Anonimo
      Windows XP potrebbe essere l'ultimo OS
      veramente universale scritto dalla Microsoft
      e, paradossalmente, potrebbe rivelarsi come
      la proverbilale "zappa sui piedi" che
      potrebbe far terminare il monopolio della
      Microsoft.Ops, volevo dire Windows 2003 potrebbe rivelarsi una zappa sui piedi.. G. Cardinale
    • Anonimo scrive:
      Re: Trustworthy computing?
      - Scritto da: Anonimo
      PIù che trustworthy lo chiamerei
      treachereous, traditore.

      Ma è possibile che il computer che ho pagato
      *con i miei soldi* debba fare ciò che ha
      deciso qualcun altro? Perchè di questo si
      tratta. Microsoft vuole stabilire ciò che
      deve girare o no su il mio computer,
      programmi e MP3 autorizzati si', gli altri
      no.

      Il computer dovrebbe fare ciò che vuole il
      suo proprietario, ma Microsoft e le majors
      stanno facendo pressioni sempre più forti
      per far accettare una visione
      dell'elettronica di consumo dove l'utente è
      ridotto a mero spettatore delle
      apparecchiature che si è portato a casa, un
      utente svuotato di ogni potere e ridotto a
      un semplice portafogli umano che deve pagare
      senza toccare. fin qui hai pienamente ragione.. sono con te..

      La domanda è: l'utente medio sarà abbastanza
      sprovveduto da farsi rifilare un sistema
      operativo (Windows 2003) le cui funzioni
      vanno palesemente contro i suoi interessi?win 2003? ce l'ho (l'RC2), e ti assicuro che non ha nessuna di quelle funzioni di cui parli.. e' esattamente la versione server di XP.. niente di piu', niente di meno..
      Microsoft spera di si', confidando
      soprattutto nelle vendite OEM e
      nell'ignoranza generale, ma secondo me non
      ha fatto i conti con eventuali crisi di
      rigetto a posteriori, del tipo utenti che
      installano Windows 2003, si trovano limitati
      in ogni operazione, lo buttano dopo due2003 e' un server, non e' per i client/users..credo che tu stia parlando li longhron (o come cavolo si scrive) e/o Palladium. 2003 e' semplicemente xp fatto server.
      giorni e rinstallano Windows XP. Certo, ai
      datori di lavoro Windows 2003 piacerà, loroanche a me piace, stabile (pur essendo una RC2), veloce..
      adorano l'idea di poter impedire ai propri
      dipendenti di poter utilizzare il computer
      per scopi diversi da quelli lavorativi (cosanono :-/ sbagli windows...
      che, a dir il vero, si potrebbe fare già con
      Linux o Win XP ben configurati, ma si sa,
      Palladium ha lo stesso fascino del cinturone:) indovinato! ma 2003 non e' palladium..
      di castità per il marito cornuto..) ma gli
      utenti domestici non riusciranno ad
      accettare questo OS.

      Windows XP potrebbe essere l'ultimo OS
      veramente universale scritto dalla Microsoft
      e, paradossalmente, potrebbe rivelarsi come
      la proverbilale "zappa sui piedi" che
      potrebbe far terminare il monopolio della
      Microsoft.

      Gianluca CardinaleAlexPS: mi piacciono i tuoi commenti, li sto leggendo anche su altri forum di PI, ma tendi a sbagliare versione di windows in questo ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Trustworthy computing?
        - Scritto da: Anonimo
        PS: mi piacciono i tuoi commenti, li sto
        leggendo anche su altri forum di PI, ma
        tendi a sbagliare versione di windows in
        questo ;-)Grazie. ;-) Si', scusa ho confuso longhorn con Windows 2003, comunque, certo, tutti i miei commenti si riferivano a Longhorn.Gianluca Cardinale
      • Anonimo scrive:
        Re: Trustworthy computing?
        quanto sei pignolo, li + che e parole conta il concetto che voleva esprimere....
    • Anonimo scrive:
      Re: Trustworthy computing?
      Forse c'è una via d'uscita, la Cina sta sviluppando un suo processore. Se Intel e AMD cadessero (come pare probabile) nell'orbita Microsoft per il Trustworthy Computing (Palladium ormai è un nome troppo sputtanato), forse chivorrà sarà ancora in grado di utilizzare computer liberi.Incrociamo le dita.- Scritto da: Anonimo
      PIù che trustworthy lo chiamerei
      treachereous, traditore.

      Ma è possibile che il computer che ho pagato
      *con i miei soldi* debba fare ciò che ha
      deciso qualcun altro? Perchè di questo si
      tratta. Microsoft vuole stabilire ciò che
      deve girare o no su il mio computer,
      programmi e MP3 autorizzati si', gli altri
      no.

      Il computer dovrebbe fare ciò che vuole il
      suo proprietario, ma Microsoft e le majors
      stanno facendo pressioni sempre più forti
      per far accettare una visione
      dell'elettronica di consumo dove l'utente è
      ridotto a mero spettatore delle
      apparecchiature che si è portato a casa, un
      utente svuotato di ogni potere e ridotto a
      un semplice portafogli umano che deve pagare
      senza toccare.

      La domanda è: l'utente medio sarà abbastanza
      sprovveduto da farsi rifilare un sistema
      operativo (Windows 2003) le cui funzioni
      vanno palesemente contro i suoi interessi?
      Microsoft spera di si', confidando
      soprattutto nelle vendite OEM e
      nell'ignoranza generale, ma secondo me non
      ha fatto i conti con eventuali crisi di
      rigetto a posteriori, del tipo utenti che
      installano Windows 2003, si trovano limitati
      in ogni operazione, lo buttano dopo due
      giorni e rinstallano Windows XP. Certo, ai
      datori di lavoro Windows 2003 piacerà, loro
      adorano l'idea di poter impedire ai propri
      dipendenti di poter utilizzare il computer
      per scopi diversi da quelli lavorativi (cosa
      che, a dir il vero, si potrebbe fare già con
      Linux o Win XP ben configurati, ma si sa,
      Palladium ha lo stesso fascino del cinturone
      di castità per il marito cornuto..) ma gli
      utenti domestici non riusciranno ad
      accettare questo OS.

      Windows XP potrebbe essere l'ultimo OS
      veramente universale scritto dalla Microsoft
      e, paradossalmente, potrebbe rivelarsi come
      la proverbilale "zappa sui piedi" che
      potrebbe far terminare il monopolio della
      Microsoft.

      Gianluca Cardinale
      • Anonimo scrive:
        Re: Trustworthy computing?

        Forse c'è una via d'uscita, la Cina sta
        sviluppando un suo processore. Se Intel e
        AMD cadessero (come pare probabile)
        nell'orbita Microsoft per il Trustworthy
        Computing (Palladium ormai è un nome troppo
        sputtanato), forse chi
        vorrà sarà ancora in grado di utilizzare
        computer liberi.
        Incrociamo le dita.mettere insieme Cina e liberta nella stessa frase sa di grottesco
    • Anonimo scrive:
      Re: Trustworthy computing?
      - Scritto da: Anonimo
      PIù che trustworthy lo chiamerei
      treachereous, traditore.
      [snip]Ma tutta questa sfilza di apocalittici presagi dove li hai verificati? Perché tutti sono capaci di mettersi su Slashdot e scrivere una serie di scenari da fine dell'era moderna facendoli passare per veri.Personalmente, come professionista del settore, sono contento che finalmente si potrà dimenticare il mail che l'imbecille di turno ha farcito con l'ultima versione del suo virus scritto apposta per rompere le balle a me che uso Windows invece che Linux.
      • Anonimo scrive:
        Re: Trustworthy computing?
        - Scritto da: Anonimo
        Ma tutta questa sfilza di apocalittici
        presagi dove li hai verificati?Ciò che ho scritto sulla protezione dei contenuti digitali (DRMS) è stato decantato da Ballmer in persona in più di una conferenza stampa, in pratica Palladium è molto simile ai chip che sono già inseriti nei registratori di minidisk e che impediscono di fare una copia dalla copia. Le implicazioni di Palladium sull'uso delle applicazioni sono implicite nello schema di protezione adottato e sono state paventate da molteplici illustri esponenti della scena della IT mondiale. Ora dimmi pure che sono tutti faziosi e che Microsoft in realtà è un'opera pia, quando poi uscirà Longhorn avrai modo di verificare da solo quello che ho detto. Perché tutti
        sono capaci di mettersi su Slashdot e
        scrivere una serie di scenari da fine
        dell'era moderna facendoli passare per veri.Certo, perchè invece bisogna credere che Palladium sia stato ideato per il bene degli utenti e non dietro richiesta delle major, vero? Lo ha detto Ballmer in persona: "con Palladium siamo venuti incontro alle richieste dell'industria", dell'industria, notare, non della base degli utenti, secondo te di che industra parla?
        Personalmente, come professionista del
        settore, sono contento che finalmente si
        potrà dimenticare il mail che l'imbecille di
        turno ha farcito con l'ultima versione del
        suo virusScusa, non per entrare in polemica, ma questa è una tua beata speranza. Palladium non è stato ideato per questi scopi. La difesa dai virus e dallo spam dipende da un sistema puramente software. La parte hardware serve per impedire a *te* di fare determinate cose. Mi sembra strano che essendo un professionista del settore tu creda a queste favole sulla necessità di Palladium per proteggerci dai virus.Gianluca Cardinale
        • Anonimo scrive:
          Re: Trustworthy computing?
          Io, invece, mi ricordo molto bene del discorso fatto alla prima presentazione di Palladium e mi ricordo che è stato pensato per due cose:1. far girare sull'hardware SOLO codice dalla provenienza certificata, tagliando fuori così i vari virus, trojan e codici DDoS 2. evitare che codice pirata (sia software che MP3, DIVX et similia) giri sul PC.So bene che mentre tutti sbraitano quando succede ciò che è indicato al punto 1. (vituperando Microsoft invece che gli autori del codice malevolo) tutti quanti vorrebbero continuare a fare i loro porci comodi indicati al punto 2.Ma forse è ora che qualcuno si metta in testa che i diritti d'utore si pagano. E se li pagano tutti, li pagheremmo di meno.- Scritto da: Anonimo
          Scusa, non per entrare in polemica, ma
          questa è una tua beata speranza. Palladium
          non è stato ideato per questi scopi. La
          difesa dai virus e dallo spam dipende da un
          sistema puramente software. La parte
          hardware serve per impedire a *te* di fare
          determinate cose. Mi sembra strano che
          essendo un professionista del settore tu
          creda a queste favole sulla necessità di
          Palladium per proteggerci dai virus.
          • Anonimo scrive:
            Ma chi, ma come, ma chi c@77o
            - Scritto da: Anonimo
            Io, invece, mi ricordo molto bene del
            discorso fatto alla prima presentazione di
            Palladium e mi ricordo che è stato pensato
            per due cose:
            1. far girare sull'hardware SOLO codice
            dalla provenienza certificata, tagliando
            fuori così i vari virus, trojan e codici
            DDoS
            2. evitare che codice pirata (sia software
            che MP3, DIVX et similia) giri sul PC.

            So bene che mentre tutti sbraitano quando
            succede ciò che è indicato al punto 1.
            (vituperando Microsoft invece che gli autori
            del codice malevolo) tutti quanti vorrebbero
            continuare a fare i loro porci comodi
            indicati al punto 2.

            Ma forse è ora che qualcuno si metta in
            testa che i diritti d'utore si pagano. E se
            li pagano tutti, li pagheremmo di meno.
            - Scritto da: Anonimo

            Scusa, non per entrare in polemica, ma

            questa è una tua beata speranza. Palladium

            non è stato ideato per questi scopi. La

            difesa dai virus e dallo spam dipende da
            un

            sistema puramente software. La parte

            hardware serve per impedire a *te* di fare

            determinate cose. Mi sembra strano che

            essendo un professionista del settore tu

            creda a queste favole sulla necessità di

            Palladium per proteggerci dai virus.


            In quanto al punto 1 non sperarci.Al punto 2 compri un lettore audio portatile, come iPod o Archos, e gli Mp3 registrati legalmente dai tuoi cd te li dai in faccia? E dove sarebbe la convenienza per l'utente?Gli unici che sorridono leggendo queste notizie sono i bucanieri delle majors...
          • Anonimo scrive:
            Re: Trustworthy computing?
            - Scritto da: Anonimo
            So bene che mentre tutti sbraitano quando
            succede ciò che è indicato al punto 1.
            (vituperando Microsoft invece che gli autori
            del codice malevolo) tutti quanti vorrebbero
            continuare a fare i loro porci comodi
            indicati al punto 2.E dovrebbe essere Microsoft a stabilire quali MP3, programmi, DiVX e giochi devono girare sul mio computer?? Ma chi si credono di essere? L'autorità costituita? Cosa ne sanno dei files che devono essere visti o meno sul mio computer? La realtà è che vogliono porre tutto ciò che il nostro computer elabora, files e programmi, all'approvazione loro e delle major per sanzionare definitivamente con un lucchetto hardware ciò che Microsoft, Hollywood e RIAA vorrebbero nei loro sogni più sfrenati, ovvero eliminare la copia personale, licenze pagate integralmente a ogni installazione anche su macchine casalinghe, pedaggi a tempo, file che si autodistruggono, documenti che non si aprono se non sulla macchina autorizzata all'interno della licenza, morte del P2P, l'ennesima mossa scorretta verso i concorrenti intrappolando il mercato dei contenuti multimediali sulla piattaforma Windows (se un DVD parte solo con Palladium allora su Linux e su Mac non funzionerà) e un controllo ferreo su programmatori e sviluppatori. Luke
          • DPY scrive:
            Re: Trustworthy computing?

            Io, invece, mi ricordo molto bene del
            discorso fatto alla prima presentazione di
            Palladium e mi ricordo che è stato pensato
            per due cose:
            1. far girare sull'hardware SOLO codice
            dalla provenienza certificata, tagliando
            fuori così i vari virus, trojan e codici
            DDoS Peccato che al momento alcuni dialer siano certificati , e questo, come ho già scritto prima, continua a far pensare che se il buongiorno si vede dal mattino... brrrrrrrrrrrr.
            2. evitare che codice pirata (sia software
            che MP3, DIVX et similia) giri sul PC.E anche questo è un argomento che non può essere liquidato in due righe (a meno che tu non sia visibilmente 'di parte'): l'unico modo per evitare quello che dici tu è legare ogni software (sia programmi che dati) alla macchina sulla quale deve girare, con enormi problemi ogni volta che una macchina viene sostituita o reinstallata. Ora, se tu vuoi prenderti in carico noie infinite ogni volta che fai un aggiornamento, contento tu... contenti tutti. A me, e ritengo anche al 99% degli utenti, non importa nulla di dovermi sobbarcare queste noie solo perché le vogliono i discografici o chi per loro.In altre parole, esistono usi leciti e usi illeciti per tante operazioni che al momento sono comuni su un computer: se per impedire quelle illecite devono rendermi enormemente scomode anche quelle lecite, questo non significa che io debba sottostare ai loro voleri, e quindi cercherò un sistema ove le operazioni lecite sono più facili: se questo facilita anche quelle illecite è un problema mio di coscienza (che posso farle o non farle), ma non devo sentirlo come un deterrente all'adozione di questo sistema.
            Ma forse è ora che qualcuno si metta in
            testa che i diritti d'utore si pagano. E se
            li pagano tutti, li pagheremmo di meno.Questo è sicuramente la motivazione con la quale gli Stati Uniti hanno prolungato retroattivamente la durata dei diritti d'autore da 75 a 95 anni.
      • DPY scrive:
        Re: Trustworthy computing?

        Personalmente, come professionista del
        settore, sono contento che finalmente si
        potrà dimenticare il mail che l'imbecille di
        turno ha farcito con l'ultima versione del
        suo virus scritto apposta per rompere le
        balle a me che uso Windows invece che Linux.Io invece come professionista del settore vedo una sola cosa: per far funzionare le proprie applicazioni sarà necessario pagare l'ennesima Tassa sul macinato a Microsoft per ottenere le firme sulle proprie applicazioni. Questa è ovviamente una cosa che solo i professionisti del settore possono avere, peccato che per il momento la diano anche ai professionisti che scrivono dialer, il che la scredita completamente, e se il buongiorno si vede dal mattino, di questo passo non avremo i virus certificati, ma i dialer continueranno ad esserlo, e le applicazioni spyware pure, non vedo dove sia il grande vantaggio.Ovviamente qualche professionista del settore può anche non curarsene, tanto sono costi che ricadono sempre sull'utente, dal mio punto di vista qualsiasi cosa che aumenta i costi di sviluppo è qualcosa che fa aumentare i prezzi all'utente finale e quindi riduce il mio giro d'affari.
    • pippo75 scrive:
      Re: Trustworthy computing?
      - Scritto da: Anonimo
      PIù che trustworthy lo chiamerei
      treachereous, traditore.

      Ma è possibile che il computer che ho pagato
      *con i miei soldi* debba fare ciò che ha
      deciso qualcun altro? Perchè di questo si
      tratta. in casa non lo vorrei, al limite lo lascerei con la possibilità di disattivarlo, puo' tornar utile in caso di utenti non esperti, impedire che eseguano codice "pericoloso".In una ditta o in una banca, spero che qualcosa di simile ci sia già, che impedisca di eseguire codice che non sia stato certificato almeno 20 volte, non una volta sola.
      Microsoft vuole stabilire ciò che
      deve girare o no su il mio computer,
      programmi e MP3 autorizzati si', gli altri
      no. Questo non è facile, come fanno a sapere se questo mp3 non certificato è copiato oppure è uno che ho fatto registrando il mio cane che abbaia in giardino e lo registrato con un vecchio programa (originale) che non inserisce i "controlli palladium".Secondo me sarà sempre possibile eseguire codice non certificato, sopratutto perche' in fase di sviluppo non puoi ad ogni compilazione mandare il tuo file ad essere certificato. Per cui esisteranno macchine in questo palladiuo sarà attivo e macchine in cui non lo sara' (come la password del computer)Se fosse cosi' ad ogni compilazione, devi certficare il programma, oppure il file mp3 che stai generando oppure il file .mpg, lo sviluppo dei programmi/lavori sotto windows sparirebbe nel giro di pochi mesi, sopratutto nei computer nuovi, e questo billy lo sa.
  • laforge scrive:
    Un altro carrozzone ?
    Boh saro' Io di un altro mondo ... ma cosa serve fare un carrozzone tale? Uno dei problemi e' EDUCARE la persona a regole fondamentali sulla sicurezza, che sia un amministratore o la segretaria di turno o l'amministratore delegato....questa e' la prima cosa da fare...seconda essere proattivi nello scrivere il codice ... orientandolo ad una visione sicura e non alla semplificazione dell'utilizzo di determinate parti...sopratutto nei sistemi server il cosi' detto TCO lo si abbassa avendo persone competenti non persone che sanno cliccare sul tato [NEXT]...e infine ... avere un Carrozzone del genere che analizzi la storia, il presente per capire come si evolvera' la sicurezza ... oggi abbiamo i DDOS... domani cosa avremo ? Si continua a spostare la lente d'ingrandimento sui punti sbagliati...e' come vole fare un palazone maestoso con fondamenta d'argilla...questo pero' e' solo un mio parere...ma Tutti devono farsi una idea a riguardo perche' oggi i problemi riguardano internet...ma gia' da oggi ... un esempio come il Down delle poste fa vedere che questo problema entra sempre piu' nelle nostre vite ... e il giorno che ci tocca il conto in banca sara' troppo tardi per dire ... "Azz forse era meglio se ci pensavo prima..."
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