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a cura di Luca Schiavoni

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  • Marco Pacelli scrive:
    Titolo di programma tv.
    Se esiste il titolo "Cento mani" si può avere un'altro titolo simile come "Tremila mani"?
  • Marco Pacelli scrive:
    Titolo di programma tv.
    Se esiste il titolo "Cento mani" si può avere un'altro titolo simile come "Tremila mani"?
  • Anonimo scrive:
    Non legalizziamo un illecito
    Secondo te, sarebbe dunque lecita la registrazione a nome di una ditta di un dominio coincidente con un segno distintivo di altra impresa, nota alla prima, sebbene operante in un differente contesto di mercato? Suvvia....
  • Anonimo scrive:
    BASTA armani.it! :-)
    Come da titolo :-)
  • FDG scrive:
    Articolo interessante su marchi e domini
    http://www.kultunderground.org/w200305/diritto0503.htmMi trovano daccordo sull'analisi. Il problema è la confusione che genera l'equazione Marchio = Dominio.
  • Anonimo scrive:
    peracottai che non siamo altro...
    E' bello sapere che ci facciamo la guerra a suon di carta bollata per difendere le briciole che riusciamo a raccogliere nel nostro mercato interno.I cinesi copiano i nostri marchi con tanto di copia del logo ed anche il "made in Italy" e non sono i soli ma occuparsi di queste cose non e' un bel business eh? :DNon basta un sito per fare grande un marchio o un'azienda occorre qualcosa che certifichi che quel sito appartiene effettivamente a quell'azienda.Tecnicamente qualcosa di fattibile e non difficile.Ma questo rischierebbe di togliere parte del lavoro a tutti quelli che "lavorano" come consulenti in questo settore, a cui va tutto il mio rispetto, quindi meglio non aggiungere altro.
  • Anonimo scrive:
    Si esagera... come sempre...
    Se creo un dominio con il nome del concorrente cercando di farmi passare per lui posso anche commettere un atto di concorrenza sleale.Ma se faccio in modo che chi cerca lui trovi anche me allora che cavolo di concorrenza sleale faccio?E' concorrenza sleale mettere un cartellone pubblicitario davanti alla sede di un concorrente?E' concorrenza sleale essere assieme ad un concorrente sulle pagine gialle?E' concorrenza sleale aprire una sede affianco a quella del concorrente?E' concorrenza sleale avere uno stand in fiera accanto al concorrente?Secondo me si esagera la cosa.Comunque se il tutto fa lavorare un sacco di professionisti e consulenti con le loro belle parcelle allora.... ben venga :D
  • Anonimo scrive:
    Ma qualche privato riesce a ...
    Registrare più di un dominio?A me han dato picche!Ma non era passata ad agosto?
  • Anonimo scrive:
    redazione...
    «pronunce» non «pronuncie»! :s
  • Anonimo scrive:
    marchi irregolari
    e se qualcuno, oliando i "posti giusti" ottieni marchi palaesemente non validi ???nomi di uso comune registrati come marchi ???la verità è che i potenti fanno quello che vogliono, leggi leggine o altro !!
  • Anonimo scrive:
    Pronuncie giurisprudenziali
    Brrr.... complimenti per l'italiese corregiuto col lapiso.byeAcid Goose
  • Anonimo scrive:
    E se non e' un marchio?
    Questo sarebbe interessante! E riguarderebbe molte piu' persone che leggono pi.Se io registro rossomela.it , un sitoche vende mele, e poi arriva uno str%$£"%$& che rigistra rossomela.com e si mette anche lui a vendere mele, sfruttando l'omonimia del nome, cosa si puo' fare???rossomela non e' un marchio registrato ma l'ho usato io per primo! molto prima di tutti gli altri.Se qualcuno ha info le apprezzo volentieri.
    • AlessioC scrive:
      Re: E se non e' un marchio?
      La registrazione non è una condizione necessaria alla tutelabilità di un marchio. Un nome a dominio, anche non registrato come marchio, è tutelabile ai sensi della legge marchi se è "usato" come marchio, ovvero per contraddistinguere i prodotti o i servizi di un'azienda.Il limite dei marchi non registrati è che se un altro imprenditore registra un marchio identico per gli stessi prodotti/servizi, il marchio di fatto potrà essere usato solo nei limiti geografici nei quali era precedentemente conosciuto.A mia conoscenza, nessuna corte si è mai pronunciata sul problema dei limiti geografici di notorietà di un nome a dominio: immagino però che sia necessario convincere il giudice mediante lag degli accessi, ecc.Alessio Canovawww.patnet.it
      • Anonimo scrive:
        Re: E se non e' un marchio?
        Bella domanda ed ho anche una risposta certa.Se registri rossomela.it e vendi mele questo assume comunque il valore di un marchio in quanto ha comunque dell'originalità, mentre se ad esempio si registra mele.it e si vendono mele questo non potrà essere protetto in nessun caso in quanto "nome comune".Saluti ;-)
    • Marco Pacelli scrive:
      Re: E se non e' un marchio?
      Puoi continuare ad utilizzare "rossomela" per preuso. L'altro che lo ha registrato non puoi fermarlo né lui te, ma altri futuri... si.
  • ldsandon scrive:
    Ipertesti...
    Con tutti i rimandi a sentenze, articoli di codici e volumi vari presenti nell'articolo, possibile che non ci sia nemmeno un
    • Anonimo scrive:
      Re: Ipertesti...
      - Scritto da: ldsandon
      Con tutti i rimandi a sentenze, articoli di
      codici e volumi vari presenti nell'articolo,
      possibile che non ci sia nemmeno unGià, ma non tutte queste sentenze ed articoli di dottrina si trovano su Internet.byeManuel M. Buccarella
  • TuttoaSaldo scrive:
    Punto informatico ?
    http://punto-informatico.it e http://www.puntoinformatico.it/sono un palese eaempio di concorrenza sleale o solo un esempio di un amministratore distratto ?;)
    • AlessioC scrive:
      Re: Punto informatico ?
      Si faccia attenzione: a differenza della normativa a tutela dei marchi e dei segni distintivi, la disciplina della concorrenza sleale (art. 2598 c.civ.) prevedere come condizione necessaria la sussistenza di un "rapporto di concorrenza" tra imprenditori. Nel caso citato, Punto Informatico e Puntoinformatico.it non possono in alcun modo considerarsi in concorrenza, dal momento che il primo non vende hw ed il secondo non fa informazione.Si potrebbero invece discutere gli estremi della violazione del marchio (Punto Informatico è comunque anche un marchio, anche se magari solo di fatto, e non solo un dominio internet): puntoinformatico.it ha approfittato della notorità del ns webzine preferito?Alessio Canovawww.patnet.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Punto informatico ?
        Avevo letto mi pare su usenet anni fa che c'era una sorta di patto di non belligeranza o qualcosa del genere, tipo che c'e' ancora chi preferisce mettersi d'accordo senza andare in tribunale
    • Anonimo scrive:
      Re: Punto informatico ?
      Si tratta in realtà di cose molto differenti.Una è un'azienda che opera nel settore informatico, l'altra è una testata giornalistica. La concorrenza sleale prevede la possibilità di un accaparramento scorretto di clientela per chi opera in settori merceologi identici o affini. Nessun illecito dunque da parte della testata giornalistica, che infatti ha adottato un nome a dominio diverso .Manuel M. Buccarella
  • sterlina scrive:
    Il caso del dominio Armani.it ?
    non so come è andato a finire, e la pagina scritta da Manuel M. Buccarella non mi aiuta a capire chi dovrebbe avere avuto ragione... qualcuno ne sa qualcosa?riferimento:http://punto-informatico.it/p.asp?i=45838(articolo dello stesso Manuel M. Buccarella)
    • theDRaKKaR scrive:
      Re: Il caso del dominio Armani.it ?
      dovevano fare appello entro gennaio 2004...newglobal si era incaricata della difesachissà?
      • AlessioC scrive:
        Re: Il caso del dominio Armani.it ?
        Non sono fiducioso per la sorte di Luca.Il ragionamento del tribunale di Bergamo, da un punto di vista di stretta applicazione del diritto, non fa una piega.E' importante capire però che nel caso armani.it non di dibatteva di concorrenza sleale, per l'assenza di un rapporto di concorrenza tra il timbrificio e la casa di moda. quanto piuttosto sull'abuso di un marchio notorio (secondo il giudice, correttamente, Luca non poteva non sapere che registrando armani.it avrebbe tratta vantaggio dalla notorietà mondiale del marchio Armani)Alessio Canovawww.patnet.it
        • Anonimo scrive:
          Re: Il caso del dominio Armani.it ?
          Esatto! Non capisco chi difende a spada tratta il tizio del timbrificio. E' come se la mia ex compagna di scuola gnocca e ricca che si chiamava Ferrari di cognome, aprisse il sito www.ferrari.it vendendo maglioni di lana fatti a mano.Avrebbe piu' senso www.maglioniferrari.it? O no? O si vuole fare i furbetti a tutti i costi?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            - Scritto da: Anonimo
            Esatto! Non capisco chi difende a spada
            tratta il tizio del timbrificio. E' come se
            la mia ex compagna di scuola gnocca e ricca
            che si chiamava Ferrari di cognome, aprisse
            il sito www.ferrari.it vendendo maglioni di
            lana fatti a mano.
            Avrebbe piu' senso www.maglioniferrari.it? O
            no? O si vuole fare i furbetti a tutti i
            costi?mm esempio che non calza... p.e. mi chiamo anche io Ferrari produco vini con nome ferrari inoltre produco anche prodotti alimentari e visto che sono ricco ho un supermercati di articoli sportivi,Se registro il dominio ferrari.it prima della nota casa automobilistica HO il diritto di usarlo IOcaso mai si chiamera Ferrari_auto.it ..e nel caso di armani abiti_armani.itMi sembra lampante,,, se hanno dormito non e colpa di chi a reg prima il marchio.se registro il omini
          • ryoga scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            internet NON E' un FAR WEST.Quindi "chi prima arriva meglio alloggia" non vale ( sempre ...a meno che non siano nomi comuni e/o esenti da diritti ).
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            - Scritto da: ryoga
            internet NON E' un FAR WEST.

            Quindi "chi prima arriva meglio alloggia"
            non vale ( sempre ...a meno che non siano
            nomi comuni e/o esenti da diritti ).e invece era così: quando il web era snobbato da tutti i grandi marchi la regola era: chi primo arriva meglio alloggia. poi si sono accorti delle potenzialità della rete e si sono buttati tutti sul web, facendosi le regole a loro proprio uso e consumo, grazie agli enormi capitali a disposizione.Purtroppo internet non è più il far west... ormai le giacche azzurre hanno vinto e gli indiani sono confinati nelle riserve.Per questo che luca armani (cavallo pazzo) mi sta simpatico: non ha speranza e va contro la storia e la "civilizzazione" del web..... grande!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            - Scritto da: ryoga
            internet NON E' un FAR WEST.é peggio!Io se mi chiamo Armani non posso farmi il sito perché uno più famoso di me ha lo stesso nome (e tra l'altro non l'aveva registrato)?A questo punto ha più senso, come dicevano sopra, obbligare le fabbriche a scrivere il prodotto: www.auto-ferrari.it, www.abbigliamento-armani.it, www.scarpe-armani.it.E solo se uno si fa il sito personale lasciargli scrivere www.armani.it.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            allora, metti che tu sei un genio, brevetti la macchina del tempo e ti chiami ferrari, vorresti dargli il tuo nome !!!no non puoi, c'è già un'altra ferrari... che però fa altre macchine, no ???bisogna anche dare spazio alla libera iniziativa altrimenti saremo sempre più schiacciati da major, multinazionali ed altro, alle quali, fra l'altro, piace molto la concorrenza.... ohhhh !!!!
          • ryoga scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            quindi posizioneresti bombe sotto la loro sede pur di non darla vinta alle major (anche se hanno ragione)?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            - Scritto da: ryoga
            quindi posizioneresti bombe sotto la loro
            sede pur di non darla vinta alle major
            (anche se hanno ragione)?
            e questo che diavolo c'entra???ma per favore....
          • FDG scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            - Scritto da: ryoga
            quindi posizioneresti bombe sotto la loro
            sede pur di non darla vinta alle major
            (anche se hanno ragione)?Mi sembri un po prevenuto nei confronti di chi ha opinioni diverse dalle tue. Perché dovresi dare dei bombaroli a chi pensa che non si debba tutelare solo gli interessi dei grossi nomi?
          • theDRaKKaR scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            vedila cosìdue persone con lo stesso cognomeuna delle due può usarlo per un sito per l'unico motivo che l'ha registrato come marchio commercialese ti sembra giusto questo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Il caso del dominio Armani.it ?
            Ma che razza di ragionamento è????Allora tutti coloro che hanno una ditta o un cognome omonimo di qualche impresa di "grido" devono sottostare alla legge del più famoso???Mettiamo allora che domani la grande armani fallisce, al timbrificio armani glielo ridanno il dominio? Bada che parlo dello specifico: sono daccordo che registrare coca-cola per rivenderlo a caro prezzo sia un abuso, sempre se non mi chiamo gino cocacola :)Ma se la GRANDE DITTA ha dormito, perchè il piccolo deve soccombere?Non me ne frega niente dei navigatori che scrivendo armani finiscono al timbrificio, sarà compito di armani abiti indirizzarli al suo dominio (gli mancano i canali di comunicazione e i soldi per usarli?), e magari di armani timbri di linkare il noto stilista.Se qualcuno si addormenta, che dopo non venga a dire "... ma io sono famoso, spetta a me... "Svegliati prima, visto che i tirapiedi strapagati non ti mancano !Nel mio piccolo, avevo il dominio .com già occupato da un californiano, ma non sono mica andato a fare casini o altro, ho preso il .net e fine della storia.
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