Download/ Natale e il Tempo

Un timer che tiene sotto controllo tutte le finestre di Windows, ed un simpatico alberello illuminato per sapere quando aprire i regali

a cura di PI Download

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • mik.fp scrive:
    Re: Controllo Totale
    - Scritto da: olandese volante
    Seconda: Un sistema del genere, una volta
    implementata, è estremamente vulnerabile
    all'abuso da parte di chi risiede nella stanza
    dei bottoni. In un batter d'occhio,può essere
    trasformato in un sistema di per *negare*
    l'accesso a certo materiale. In Cina, Arabia
    Saudita, ecc. se la sognerebbero un sistema del
    genere.Sbagli, in Cina non sognano, stanno aspettando con ansia che dmin.it abbia completato il suo lavoro. Hanno gia' applaudito alla prima presenazione del progetto, propro li' in Cina... l'anno scorso mi pare, credo poco prima che mi iscrivessi alla loro lista...
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Re: Controllo Totale
    Complimenti alla chiarezza espositiva.
  • Giovanni Guiso scrive:
    critica ragionata a Chiariglione e prop.
    Il Punto è che la "riforma" chiesta da dimin.it non vuole proteggere la proprietà intellettuale, come Chiariglione, Scorza, ed infine lowres, sembrano credere, ma le società di intermediazione ed il loro oligopolio,poiché l'autore, non nascondiamocelo, spesso e volentieri nulla c'entra con i diritti delle sue opere. Fatta questa piccola precisazione passiamo ad alcune delle argomentazioni di Chiariglione e di lowres. Entrambi, sia lowres che Chiariglione, abusate dell'iperbole, sostenendo che i vostri interlocutori vogliono abolire la proprietà intellettuale, o che considerano i drm il Male,ovviamente non è così: le critiche puntuali e circostanziate fatte alla proposta dimin.it riposano nella specifica concezione dei drm, che la proposta contiene, ed ovviamente tali osservazioni sono mosse dalla riflessione della necessità di RIFORMARE il diritto d'autore, non di abolirlo. Cerchiamo di renderci conto che continuando a darsi vicendevolmente del talebano e del dogmatico da una parte e dall'altra non sarà possibile né dialogare né arrivare ad una qualsiasi decente riforma del diritto d'autore. Secondo Chiariglione e Scorza, i drm non farebbero nulla di diverso che consentire agli autori l'esercizio di quei diritti che la legge già concede. Peccato che non si metta in evidenza che mentre oggi l'autore si deve rivolgere ad un giudice terzo per reclamare la difesa dei propri diritti, con i drm di fatto non sarà più il giudice a decidere se i diritti degli autori siano stati veramente violati, ma l'autore stesso,anzi per essere precisi le società di intermediazione, con l'effetto di vanificare la tutela dei diritti del fruitore dell'opera che il giudice terzo garantirebbe. La stessa scusa, ovvero che i drm non farebbero nulla che già la legge non imponga, è usata per districarsi delle critiche contro la proposta dimin.it, anche qui va evidenziato che l'argomentazione è fallace e contraddittoria, perché se lo status quo non verrebbe mutato dall'applicazione della suddetta proposta, allora non avrebbe senso chiederne l'attuazione;eppure sia Chiariglione che, immagino, i firmatari,sempre che questi ultimi abbiano davvero letto il testo, sembrano credere che si tratti effettivamente di una riforma, perciò ammettono che l'appello a Rutelli, qualora venisse fatto proprio dal Governo o dal Parlamento, conseguentemente rappresenterebbe una innovazione,dunque è lecito per chi contesta la proposta mettere in guardia dalle pericolose ripercussioni dell'iniziativa. Le pretese di Chiariglione nei punti a,b e c, dell'articolo riportato da Punto Informatico, sono asserite per atto di fede, senza evidenza empirica e studi che ne garantiscano la veridicità. Inoltre, invece che usare i idrm per cambiare la legge sul diritto d'autore, come sembra sostenere Chiariglione, perché non avanzare direttamente una proposta di riforma condivisa della legge? Perché sarebbe ingenuo sostenere che una innovazione tecnica come i drm possa modificare la legge sul diritto d'autore, poiché è noto che le leggi si modificano con altre leggi, non con i lucchetti digitali, a meno ovviamente di non volere esattamente il monopolio dei diritti passando per l'innovazione tecnica e escludendo il giudice terzo.Per lowel: chiunque possa essere Chiariglione, non può assumersi la responsabilità della riforma del diritto d'autore, perché per quanto sia preparato e competente, la materia non è e non può essere di esclusiva competenza dell'informatico,del giurista, del sociologo, del filosofo,del letterato o di qualsiasi altro appartenente ad una sola di queste categorie professionali, perché vedrebbe il problema da un punto di vista angusto, settoriale e tecnicistico, ma è necessaria la collaborazione di tutti questi studiosi perché la materia è così complessa e interdisciplinare che nessuno dei suddetti professionisti è in grado di comprenderla in tutta la sua complessità da solo. Si mettano da parte i vari ego e l'orgoglio professionale per lavorare assieme. Solo così c'è qualche speranza di fare qualcosa di buono.
  • CCC scrive:
    Il "male" è nella legge?...
    Su una cosa il Sig. C. (autore dell'articolo) ha ragione quando (parlando di DRM e TPM) dice che sono solo "effetti/sintomi" e che la vera "causa/male" dei molti "problemi" è: "dell'impianto legislativo in vigore che in Italia va sotto il nome di Legge sul diritto d'autore, incluse alcune recenti aggiunte. Se c'è un male (ed anch'io penso che ci sia) è il male che va curato, come la medicina insegna, non i sintomi. A questo punto si possono fare almeno due cose:1) prendere atto dell'assurdità di questo impianto normativo, sia come causa/male (come dice il Sig. C.) che per i suoi effetti/sintomi (DRM, TPM), cercare di cambiarlo contrastandone anche gli effetti...ma questo è un discorso che non piace ai tanti che ne abusano e che prosperano di "rendite" fondate sulla PI senza produrre un bel nulla (né materialmente né culturalmente)...2) accettare il fatto che questa è la legge (la causa, il male, come dice il Sig. C.) e "subirla" senza contrastarla ma anzi muovendocisi dentro, magari stando totalmente dalla parte delle rendite parassitarie di "produttori"/"detentori dei diritti" e non certo da quella degli utenti o della libera circolazione e condivisione delle idee e della conoscenza, magari fornendo nuovi e potentissimi mezzi e strumenti di controllo, di condizionamento, di censura a tutti coloro per i quali la libertà è un optional o ai quali riesce tanto difficile immaginare scenari orwelliani e loro implicazioni...questo secondo approccio sembra proprio essere quello del Sig. C. e di dmin.it, con il loro bel iDRM...
    • lowres scrive:
      Re: Il "male" è nella legge?...
      A mio parere qui si confonde il diritto di autore con il trusted computing e i Fritz chip. E' vero che questi ultimi derivano dal primo, ma sono un'altra cosa.Il diritto di un autore di trarre benefici economici dalla sua opera è secondo me sacrosanto. Così come di poter decidere in che modo sfruttare la propria opera. E' un principio al quale credo nessun autore vorrà mai rinunciare, a meno che questa "apparente rinuncia" (come spesso capita) non porti benefici maggiori su altri fronti. Ma anche questo sarebbe comunque da intendersi come uno sfruttamento economico, operato dall'autore per propri fini personali. Questo è possibile solo grazie al diritto di autore.D'altra parte è altrettanto sacrosanto il diritto dell'utente di poter godere dell'opera liberamente con i propri mezzi e supporti e dispositivi, una volta acquisito legalmente il diritto al godimento. Quindi se la tecnologia mi impedisce in modo arbitrario di fare questo, viola un mio diritto ed è giusto rimuovere questa tecnologia (o semplicemente non usarla).Chi vuole imporre blocchi tecnologici compie un'assurdità, come chi invoca il tutto libero, gratis e senza vincoli.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 18.06-----------------------------------------------------------
  • CCC scrive:
    Re: Controllo Totale
    - Scritto da: olandese volante[...]Quoto al 100%.Su una cosa il Sig. C. (autore dell'articolo) ha ragione quando (parlando di DRM e TPM) dice che molti dei "problemi" sono: "colpa dell'impianto legislativo in vigore che in Italia va sotto il nome di Legge sul diritto d'autore, incluse alcune recenti aggiunte. Se c'è un male (ed anch'io penso che ci sia) è il male che va curato, come la medicina insegna, non i sintomi. A questo punto si possono fare almeno due cose:1) prendere atto dell'assurdità di questo impianto normativo, sia come causa (come dice il Sig. C.) che per i suoi effetti (DRM, TPM), cercare di cambiarlo contrastandone anche gli effetti...ma questo è un discorso che non piace ai tanti che ne abusano e che prosperano di "rendite" fondate sulla PI senza produrre un bel nulla (né materialmente né culturalmente)...2) accettare il fatto che questa è la legge (la causa come dice il Sig. C.) e "subirla" senza contrastarla ma anzi muovendocisi dentro, magari stando totalmente dalla parte delle rendite parassitarie dei "produttori"/"detentori dei diritti" e non certo da quella degli utenti o della libera circolazione e condivisione delle idee e della conoscenza, magari fornendo nuovi e potentissimi mezzi e strumenti di controllo, di condizionamento, di censura a tutti coloro per i quali la libertà è un optional o ai quali riesce tanto difficile immaginare scenari orwelliani...e questo secondo approccio sembra proprio essere quello del Sig. C. e di dmin.it, con il loro bel iDRM...
  • gerlo scrive:
    e gli abusi?
    Chiariglione smentisce Rossato su vari punti, ma non ci dice se e come siano previste misure per proteggere gli utenti singoli dagli "abusi di DRM".Inoltre, nonostante le rassicurazioni, non è chiaro perché, in un contesto come quello tratteggiato da Chiariglione, i produttori dovrebbero realizzare dispositivi privi delle tecnologie di "controllo" richieste da dmin. Che vantaggi ne avrebbero? Poi c'è la questione relativa al chip Fritz. Se è vero che non è forse possibile riuscire a indurre i produttori di hardware a desistere dal produrre sistemi che integrano il chip Fritz, è altresì vero che l'utente non è obbligato a usarlo: non basta prendere un sistema operativo che non lo usi? (o perchè lo disabilita o perchè non ha driver in grado di abilitarlo)Non posso infatti installare GNU/Linux sul nuovo portatile e non abilitare il chip fritz?
  • lowres scrive:
    Proteggere la proprietà intell è giusto
    Andrò controcorrente con la massa dei troll che animano il forum di PI, ma penso che la proprietà intellettuale è un bene cha va difeso.Secondo me la cosa più importante è che l'autore DEVE essere libero di scegliere in quale modo e con quale regole distribuire le proprie opere.Se un autore (o un avente diritto) vuole che gli altri paghino per le sue opere, deve poter essere un suo diritto, e trovo molto sbagliato imporgli la distribuzione gratuita a tutti i costi. E se qualcuno viola quel diritto deve essere perseguito di conseguenza.Sono pienamente daccordo che in nome del controllo molti autori, produttori e distributori fanno delle cose odiose e sbagliate.Ma d'altra parte i talebani del NO-DRM che dicono la cultura (il software) deve essere gratis e basta, perchè poi vogliano scaricare film e videogiochi senza pagare chi ha creato quell'opera, stanno facendo del male a chi sta lavorando davvero per cambiare le cose e portarle nella direzione giusta (che non è il "tutto gratis - niente limiti" e basta).Da questo punto vista la risposta di Chiariglione è un bel bagno di realtà per molti.In ultimo, per quelli che parlando di "ignoranza", mando un caldo invito a informarsi su chi è Leonardo Chiariglione e cosa ha fatto prima di parlare a vanvera e di ignoranza.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 14.35-----------------------------------------------------------
    • gerlos scrive:
      Re: Proteggere la proprietà intell è giusto
      Ok, è giusto. Ma visto che ormai Internet mi permette di distribuire le mie fotografie facendo uso di risorse irrisorie, perchè ci devono essere intermediari, che devono dettare modalità d'uso e d'acquisto a chi vuole comprare le mie fotografie?A me basterebbe che, direttamente dal mio sito, gli interessati possano pagare pochi centesimi per le mie foto. Se uno è interessato, e gli piace quel che faccio ed ha la certezza che i soldi che dà arrivano tutti e direttamente a me, non si creerà problemi a pagare il mio lavoro.Inoltre, io rilascio le mie foto con licenza creative commons by-sa: mi fa piacere che qualcuno usi le mie foto per i suoi lavori, finché riconosce che il suo lavoro è derivato dal mio. Questo valorizza il mio lavoro, e lo fa conoscere di più, proprio grazie alle opere derivate.Un sistema DRM impedisce a chi crea opere derivate di usare il mio lavoro. Certo, se io sono Picasso, non è un problema, perché sono già famoso. Ma se sono un illustre sconosciuto, come sono in realtà, il DRM impedisce ad altri di usare il mio lavoro, e in sostanza ostacola la diffusione delle mie opere. Continuo a pensare che gli unici che hanno vantaggi da DRM e simili siano i distributori, di cui c'è sempre meno bisogno, mentre autori e fruitori delle opere intellettuali siano sempre più a rischio.
  • MisterEmme scrive:
    "L'ignoranza è forza"
    "A "scenari più bui ed inquietanti di quelli tratteggiati dalla fantasia di George Orwell nel suo romanzo '1984'" senza peraltro descriverli. Non conoscendoli non sono in grado di commentare"Non e' possibile!!!!!:(Non dico che sia obbligatorio leggersi 1984, ma almeno sapere di cosa parla...."L'ignoranza è forza"
    • lowres scrive:
      Re: "L'ignoranza è forza"
      Qui purtroppo il vero troll ignorante sei tu che non sai nemmeno con chi stai parlando. Che tristezza... :-(((
      • Giovanni Guiso scrive:
        Re: "L'ignoranza è forza"
        MisterEmme ha semplicemente citato una massima del libro di Orwell, e se ne conoscessi il contesto,lowres, ti saresti reso conto che alludeva alla concezione della società omnipervasiva, annullante l'individuo e le sue libertà, e, secondo un'idea diffusa, speculare a quella che i drm, in qualsiasi forma,creerebbero se divenissero obbligatori per legge. Criticare va bene, ma cerchiamo di renderci conto di che cosa vuol dire colui che contestiamo.
        • lowres scrive:
          Re: "L'ignoranza è forza"
          Non sono d'accordo: Chiariglione semplicemente dice che non sa quali a quali scenari del libro, l'articolo precedente si riferisca. Ne contesta la vaghezza del riferimento senza dare spiegazioni. Mi sembra un po' facile, oltre che molto fragile come argomento: dire che iDRM sia come il grande fratello è così eccessivo da suonare ridicolo.
          • Andrea Rossato scrive:
            Re: "L'ignoranza è forza"
            pare che nessuno abbia capito come nel mio articolo io citassi letteralmente l'appello.L'appello diceva:"La strada intrapresa [da Sarkozy, penso] conduce - temo senza ritorno - a scenari più bui ed inquietanti di quelli tratteggiati dalla fantasia di George Orwell nel suo romanzo "1984"!"Ed io scrivo che per evitare questo, dmin.it faceva la sua proposta.mi spiegate dove sta il problema? non riesco davvero a capire... sorry.ar
          • anonimo scrive:
            Re: "L'ignoranza è forza"
            evidentemente Chiariglione non ricordava ci fosse quel riferimento nel precedente scritto da lui firmato :-)
          • mik.fp scrive:
            Re: "L'ignoranza è forza"
            - Scritto da: anonimo
            evidentemente Chiariglione non ricordava ci fosse
            quel riferimento nel precedente scritto da lui
            firmato
            :-)Chiariglione si ricorda e si dimentica le cose all'occorrenza... e' pratica comune di tutti gli uomini... chi piu' e chi meno...
  • Massimo scrive:
    Re: Controllo Totale
    Quoto in toto.Qua si cerca solamente un altro modo per controllare.. Controllo, controllo, controllo... Questo sembra essere l'imperativo di buffonate com dmin.it. Forse la persona arrogante ed ignorante che ha scritto l'articolo pensa di poter convincere la gente con qualche frasetta retorica..Ma non siamo piu' nel medioevo, o perlomeno dmin.it c'e' ancora ma la gente no e non ci sta piu'. Volete controllo? Non ce la farete mai... Soprattutto visto il trust di cervelli che sta dietro a proposte di queste tipo.Ah dimenticavo: non e' il DRM il male, siete voi il cancro dell'arte.
    • rock3r scrive:
      Re: Controllo Totale
      sono d'accordo. non è con un drm totale che si risolve il problema. il modo di scampolarla si trova di sicuro, è una cosa che va al solito a danno dei consumatori: chi ci crede che introducendo un sistema universale di drm (e il trusted computing aka palladium che cosa sarebbe? un pc intriso di drm - e non mi pare che sia una cosa tanto bella) i "produttori" di contenuti si adegueranno e amplieranno i diritti d'uso degli utenti? io sono convinto che anzi ne approfitterebbero per restringerli ulteriormente! in più si parla di contenuti in licenza cc; chi credete che sia disposto a ottenere - probabilmente a un costo non indifferente - tutto il necessario per "firmare" e drm-izzare i propri prodotti quando poi li va a distribuire aggratis? in più ritengo che le licenze open source e cc siano scelte proprio da gente che i drm proprio non li vuole vedere! infine, come ultimo appunto: se io scarico un mp3 ad esempio da jamendo che non è idrm-izzato, o meglio ancora un file ogg, cosa faccio? non posso usarlo perché non è involtolato nei drm che a questo punto oltre che sgraditi ed inutili sarebbero pure controproducenti. è semplicemente pazzesco che qualcuno pensi di fare qualcosa del genere.
  • pippo scrive:
    ma quanta...
    ... retorica!Almeno Rossato è stato chiaro e netto sulla propria posizione: qui, invece, non si fa che dire: "non siamo noi il male: noi ci adeguiamo soltanto!"Bello ! Geniale! La vecchissima nuova frontiera della propaganda
  • rockroll scrive:
    Stop DRM & C, altre soluzioni!
    Alcuni giorni fa ho scritto il seguente intervento:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2134839&m=2135787#p2135787Era rivolto ad una discutibile affermazione del maestro Mazza, ma il testo riporta un'idea di come poter realizzare una diffusione LIBERA su WEB e senza accrocchi tipo DRM o iDRM o affini appesantimenti castrautenza che tutti odiano, in modo che vengano salvaguardati in equo modo i diritti di tutti e non solo quelli di chi prevarica con soprusi legalizzati il libero utilizzo di opere protette ad un giusto prezzo (prezzo che tutti vorremmo equamente remunerativo per chi realmente lo merita. Ho parlato di distribuzione su WEB piuttosto che di altre forme tradizionali perchè questa è ormai in massima parte la realtà odierna, è chi non l'ha ancora recepito è destinato ad estinguersi. Se solo ci fosse la volontà da parte di chi "ci marcia" sull'attuale sbilanciamento normativo a suo favore, si potrebbe concordare la realizzare di un modello di circolazione di opere di ingegno o supposte tali totalmente privo di lucchetti, più o meno pesanti o ostili che essi siano, che accontenterebbe tutti ed assicurerebbe sopretutto sicuramente maggior introito a chi veramente produce l'opera, con il solo "difetto" di escludere tutte le organizzazioni, gli apparati e le figure più o meno fittizie di chi parassita intorno alla cosa ed intende continuare a farlo.Certo la cosa non interessera il Dr. Chiariglione, autore del presente articolo, che intende propagandare i suoi sistemi "iDRM" che metodologie come quella che ho proposto spazzerebbero via, ed intende porre esagarato accento sul valore delle "PI" (Proprietà Intellettuali), presumibilmente anche quando queste così definite proprietà, come molto spesso accade, di "intellettuale" hanno molto ma molto poco, manco si parlasse di Teoria della Relatività, che guarda caso è accessibile a tutti senza DRM di sorta!
  • Onslaught scrive:
    Il DRM è un male
    Siamo sinceri: cosa ne viene all'utente?Nulla.Cosa ne viene a chi detiene i diritti?Virtualmente tutto: si può limitare il diritto dell'utente nelle maniere più fantasiose e draconiane,senza che,incredibilmente,qualcuno possa trovare inaccettabili i limiti(eh sì,perché quelle che in altri contratti sarebbero clausole vessatorie,magicamente diventano normali condizioni di fruizione quando si parla di proprietà intellettuali).In pratica ci troviamo quasi di fronte ad una condizione meramente potestativa: il detentore del diritto consente la fruizione se vuole e nei termini desiderati,ovvero a piacimento.
    • qwddw scrive:
      Re: Il DRM è un male
      - Scritto da: Onslaught
      Siamo sinceri: cosa ne viene all'utente?
      Nulla.
      Cosa ne viene a chi detiene i diritti?
      Virtualmente tutto: si può limitare il diritto
      dell'utente nelle maniere più fantasiose e
      draconiane,senza che,incredibilmente,qualcuno
      possa trovare inaccettabili i limiti(eh sì,perché
      quelle che in altri contratti sarebbero clausole
      vessatorie,magicamente diventano normali
      condizioni di fruizione quando si parla di
      proprietà
      intellettuali).
      In pratica ci troviamo quasi di fronte ad una
      condizione meramente potestativa: il detentore
      del diritto consente la fruizione se vuole e nei
      termini desiderati,ovvero a
      piacimento.il vantaggi per il cliente?beh ora può vedere il suo film con drm su tutte le piattaforme, certo con qualke passo in più, con qualche problema in più..ovvero..prima ti creano un problema e poi te lo risolvon al 40%vaffanculo al DRM e ai produttori che lo usano:- dite di volere fare cultura, ma non volete rendere libero l'accesso alla cultura- vi prendete un equo compenso ingiustissimo- e i contributi e le agevolazioni dagli stati- maltrattate i vostri acquirenti (se lo meritano cmq)
    • yayo scrive:
      Re: Il DRM è un male
      Sono daccordo: il DRM è male. e basta. :|y.
Chiudi i commenti