Drone volante evita pericolo costante

Un MAV creato al MIT è in grado di volare senza assistenza riconoscendo gli ostacoli che gli si parano davanti. Unico, grosso problema: ha bisogno di una mappa pre-caricata per non sbattere il muso contro un muro

Roma – Vola, da solo, evitando ostacoli e senza l’ausilio di tecnologie di posizionamento “tradizionali” come GPS e tracciamento dei movimenti. Il nuovo micro air vehicle (MAV) realizzato presso il MIT sfrutta piuttosto un’abile combinazione di sensori e mappe precaricate per compiere senza errori o incidenti le proprie scorribande aeree.

Il drone è dotato di accelerometri e giroscopi per determinare la velocità e l’orientamento, mentre un sensore laser “annusa” l’area e la confronta in tempo reale con una mappa tridimensionale precedentemente fornita al sistema di volo “on-board”.

Il risultato è un robot volante che non ha bisogno di assistenza esterna per compiere la sua “missione” – anche se al momento tale missione non sembra prevedere molto più che girare in tondo ed evitare di sbattere contro pareti e ostacoli.

Tra i primi scenari applicativi evocati dalla dimostrazione delle capacità del drone ci sono naturalmente i campi da battaglia urbani, anche se il principale ostacolo a una sua entrata in servizio immediata resta la necessità di creare mappe precise della zona e poi installarle a bordo.

Alfonso Maruccia

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  • Surak 2.0 scrive:
    Boh! Forse...
    ..., da quel che sembra di leggere, semplicemnte non vedono grossi margini di profitto nel produrre il lettore e quindi si limitano a creare soluzioni e idee per chi si accontenta di poco o è meglio piazzato (ha quindi maggiori economie di scala o che ha forti legami con l'editoria e quindi ha ritorni da quello). Se così fosse più che un abbandono è solo sano realismo. Meglio non impelagarsi in una guerra al ribasso nel produrre un lettore "dal pozzo alla vetrina" specie se non hai altro per dargli valore aggiunto quando puoi accontentarti di poco sui molti produttori terzi e se la vedranno loro.A quanto pare le idee ce l'hanno (leggo dello schermo a colori) e spesso valgono più delle fabbriche
    • JosaFat scrive:
      Re: Boh! Forse...
      Quello che vedo, seguendo questo mercato da 4 anni, è che le molte buone (ma non gigantesche) imprese che hanno messo idee e tecnologie non hanno spesso la forza di imporsi nel mercato consumer. iLiad e Plastic Logic (due dei maggiori nomi tra 2008 e 2009) o hanno chiuso o si sono ridimensionate di molto. Endless Ideas non ha comunque sfondato. Solo Bookeen riesce a mantenere la sua parte di mercato, e speriamo che continui così (prezzi buoni, software ottimo), anche se non produce l'hardware.Di fronte a colossi come Sony, Amazon e Samsung, che possono proporre prezzi da economia di scala e spesso accordi con l'industria dei contenuti, i piccoli vanno in difficoltà nel proporsi al consumatore "da Mediaworld".Per chi non può sfondare sul mercato delle vendite al consumatore non rimane che fare come fa la Plastic Logic, ovvero vivere di R&S.
  • non scrive:
    hanno preso i soldi dei russi ed ora..
    Ho letto bene? Hanno preso i soldi degli investitori russi ed ora chiudono baracca per fornire asset tecnologici (fuffa)??
  • krane scrive:
    4.096 colori (12bit) flessibili
    Sai UAE come ci girera' bene :D ?
  • devnull scrive:
    "fornitura di asset tecnologici"
    Leggasi: Patent troll. :D
    • JosaFat scrive:
      Re: "fornitura di asset tecnologici"
      Ma anche no.Al di là della scelta discutibile sull'OS (Windows) sono stati i primi a mostrare tecnologie davvero molto avanzate nel campo degli e-reader.Schermi infrangibili (nel video promozionale lo battevano con uno scarpone, senza che lo schermo smettesse di funzionare), touch screen (credo capacitativo), schermo di grandi dimensioni.Rispetto al Kindle del tempo, erano avanti anni luce. Sviluppare tecnologie superiori e venderle a chi produrrà i dispositivi da scaffale è la cosa migliore possano fare.Se avalliamo la tua risposta, anche ARM è un patent-troll.
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