DTT, basta con gli incentivi

DTT, basta con gli incentivi

Lo chiede Adiconsum, secondo cui il cittadino non è contrario alle nuove tecnologie ma rigetta le imposizioni dall'alto. Con gli incentivi ogni famiglia spende per un decoder... senza averlo
Lo chiede Adiconsum, secondo cui il cittadino non è contrario alle nuove tecnologie ma rigetta le imposizioni dall'alto. Con gli incentivi ogni famiglia spende per un decoder... senza averlo


Roma – Il digitale terrestre o, meglio, gli incentivi per la televisione digitale terrestre sono al centro delle attenzioni del governo e di quegli istituti che continuano a ritenere centrale la promozione della DTT per lo sviluppo del paese. Ma sono anche al centro delle polemiche dei consumatori che proprio in questi giorni hanno avuto modo di esprimere tutte le proprie perplessità alla 3a Conferenza sul Digitale Terrestre organizzata da Fondazione Ugo Bordoni e Ministero delle Comunicazioni .

Di interesse il fatto che il Ministero sia ormai orientato a compiere dal dicembre 2006 lo switch-off, ovvero il passaggio dall’attuale sistema televisivo al DTT, soltanto nelle regioni che saranno pronte a questa trasformazione , un orientamento che ridimensiona ampiamente le aspettative originali e che sembra destinato ad impattare di conseguenza anche su investimenti e programmi di sviluppo degli operatori in questo ambito.

Di tutto ciò parla in un post sul proprio blog il responsabile tecnologie dell’Associazione, Mauro Vergari, che nella propria relazione ha evidenziato come i consumatori italiani non sono contrari allo sviluppo tecnologico , essendo anzi consumatori di strumenti e servizi digitali, ma tendono a rifiutare quella che viene vissuta come una imposizione dall’alto su un fronte non necessario , destinato peraltro ad appesantire il bilancio familiare.

“Per ogni anno di incentivi – scrive Vergari – il costo per singolo contribuente è di 8 euro, per 3 anni e due dichiarazioni a famiglia fanno 48 euro. La maggioranza degli italiani ha quindi pagato un decoder senza averlo in casa”. Come noto, il Governo ha stanziato 220 milioni di euro negli ultimi due anni e pianifica nuovi stanziamenti in Finanziaria per l’acquisto dei decoder.

Su questa spesa sono molte le perplessità dei consumatori, dai costi (l’interattività via telefono presuppone nuovi oneri) alla “fretta”, come la definisce Vergari, nel chiudere la Tv analogica, dalla preferenza del DTT rispetto alla banda larga (incentivi doppi per il DTT rispetto all’ADSL) alla necessità di finanziare questo passaggio con soldi pubblici a fronte delle molte risorse della televisione e via dicendo.

Secondo Adiconsum, inoltre, “il digitale terrestre salvaguarda solo gli interessi delle emittenti dominanti”, non si integra con le altre, innovative, modalità di comunicazione, e i costi della migrazione al DTT “sono solo a carico delle famiglie”.

A fronte di tutto questo Adiconsum chiede la sospensione degli incentivi e, contestualmente, detrazioni fiscali per le famiglie con medio reddito che acquistano tecnologia innovativa (TV digitale, banda larga, PC) e per l’adeguamento degli impianti di ricezione. Si chiede anche la costituzione di un Osservatorio permanente che comprenda i consumatori e che possa gestire il passaggio al DTT nonché l’impegno per promuovere decoder unici , capaci di interagire con i diversi mezzi di trasmissione.

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03 10 2005
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