DTT, patti della RAI col regime cinese

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Roma – La RAI, titolare del servizio pubblico televisivo italiano e beneficiaria del canone tv pagato dagli italiani, ha annunciato che stringerà un’intesa con il regime di Pechino per infilare alcune ore della propria programmazione nel palinsesto della tv di stato cinese, rigidamente controllato dall’oligarchia politica di quel paese.

Domani la RAI, rappresentata dai consiglieri Giuliano Urbani (ex ministro dei Beni pubblici) e Carlo Rognoni, firmerà a Pechino un accordo che consentirà al regime anche di trasmettere in Italia, attraverso un canale cinese ma con contenuti in inglese diffuso sul digitale terrestre. Si chiamerà CCtv9.

L’accordo non manca anche di una piattaforma commerciale sulla raccolta pubblicitaria: quella dei programmi italiani sul canale cinese sarà gestita dagli italiani e gli introiti, sotto i 3,5 milioni di euro, andranno alla Rai per il 70% e al 30% alla Cina. Situazione invertita per CCTv9 in Italia, mentre sopra la cifra dei 3,5 milioni di euro si passerà al 50% a testa.

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17 01 2006
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