DTT, rischio naufragio in Sardegna e Valle d'Aosta

Saltate le scadenze per il passaggio anticipato al digitale terrestre nelle due regioni, ora si ragiona su una nuova data. Ma le speranze sul DTT nuotano ancora in acque agitate. Parla la Fondazione Ugo Bordoni

Roma – Senza dubbio un bel pasticcio. Più passa il tempo e più si rischia di arenarsi o addirittura indietreggiare. Sul versante del digitale terrestre e del primo switch off sperimentale in Sardegna e Valle D’Aosta buone notizie proprio non ce ne sono. Eppure il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale è un traguardo che i ministeri delle Comunicazioni e quello dell’Innovazione attendono con ansia per poter finalmente dimostrare con i fatti quanto possa essere utile la televisione di ultima generazione.

Tuttavia sono saltati i termini di gennaio e quelli di marzo che avrebbero dovuto segnare la morte dell’analogico nelle due regioni. Ora si attende l’ennesima scadenza (fine di luglio 2006).
Da agosto, dunque, i normali televisori sprovvisti di decoder saranno “accecati”. Ma sono in pochi al momento pronti a scommettere sul verificarsi dell’evento.

Le ragioni dei continui rinvii sono molteplici e non sono solo di ordine tecnologico: la questione si impantana ogni giorno di più per ragioni strettamente locali, di intrecci e interessi, di lobby o più semplicemente di politica locale. A mettere il bastone tra le ruote al progetto governativo ci si sono messi un po’ tutti; dagli assessori ai governatori fino alle associazioni dei consumatori. Poi si sono registrate le proteste e le paure della gente comune, le lamentele sui costi da sostenere per le famiglie. Ma soprattutto, a pervadere tutto come una nebbia, la scarsa attrattiva verso il digitale e le sue fin qui inespresse potenzialità.

Cosa sarebbe dovuto accadere
Secondo i due protocolli di intesa firmati dalle istituzioni centrali e locali ( Sardegna e Valle D’Aosta ) occorreva “effettuare tutti gli interventi tecnici necessari da parte dei broadcaster affinché gli attuali impianti esercìti in tecnica analogica fossero predisposti per la trasmissione in standard digitale e per il passaggio allo switch/off entro il 31 gennaio 2006, in almeno i capoluoghi di provincia presenti nella regione nonché predisporre i piani di investimento necessari”.

Inoltre, occorreva predisporre il “co-finanziamento Stato-Regione dei decoder per le famiglie meno abbienti (circa il 10% della popolazione) al fine di assicurare a queste la piena gratuità del decoder” e quello “per lo sviluppo di servizi di T-government”.

L’intenso lavoro dei mesi passati è stato portato avanti da un gruppo di lavoro nel quale ha avuto un ruolo importante la Fondazione Ugo Bordoni -chiamata ad operare dal Ministero delle Comunicazioni – la quale si è impegnata con proprio personale allo sviluppo delle piattaforme tecnologiche innovative in collaborazione con le Istituzioni di ricerca esistenti e le università delle due regioni.

Occorreva sviluppare, inoltre, sinergie tra emittenti locali, sviluppare progetti di T-gov e coinvolgere gli enti locali. Ma permanevano enormi problemi di copertura.

“A Cagliari abbiamo problemi di ricezione, e lo posso dire per esperienza personale”, spiega a Punto Informatico Maurizio Agelli che cura il settore del digitale per il CRS4 , il centro di ricerca della Regione Sardegna, “per esempio ci sono molte difficoltà a ricevere addirittura i canali della Rai. In queste condizioni era impensabile poter avviare lo spegnimento del canale analogico. Un altro aspetto fondamentale del rinvio è dovuto alla diffusione dei decoder ancora troppo lenta e poco capillare”.

Il tecnico ribadisce concetti già ascoltati in quegli enti locali che hanno abbandonato la sperimentazione digitale lamentando “una grossa aspettativa dal digitale terrestre che poi è sembrata sfumare”. “C’erano molte aspettative sulla tv interattiva ma ci si è resi conto col passar del tempo che questa ha forti limiti”, spiega Agelli, “e che non può essere uno strumento da affiancare ad Internet: non si possono offrire gli stessi servizi che si offrono su Web”.

Il progetto della Regione Sardegna di T-gov si vorrebbe focalizzato su una decina di aree tematiche equivalenti a quelle già presenti sul portale Internet (“sul quale punta in maniera decisa e prevalente”). Ovvero contenuti informativi e possibilità di personalizzazione specifiche per l’utente. Un progettone da oltre 2 milioni di euro ma al momento incapace di dare una svolta al profilo del T-Gov.

Buona parte dei giochi si sono svolti sui tavoli politici; da una parte, il presidente della Sardegna Soru più volte ha dato battaglia e richiesto certezze che evidentemente non sono arrivate, dall’altra, l’assessore all’Innovazione della Valle d’Aosta, Aurelio Marguerettaz, invece ha richiesto confronti con il Ministero delle Comunicazioni e l’apertura di un nuovo tavolo al quale potessero sedere anche le associazioni di consumatori.

Ed infatti, a dare maggiori grattacapi al ministero delle Comunicazioni è stata l’ Adiconsum .
Solo qualche giorno fa il suo segretario generale, Paolo Landi, ha dichiarato: “Spegnere la televisione analogica in Sardegna e Valle d’Aosta nel luglio 2006 è una scelta impraticabile che va contro i consumatori. La nostra associazione da sempre si batte a favore dell’innovazione tecnologica, ma la strada tracciata dal consorzio DGTVi e da questo Governo non porta da nessuna parte”.

E così l’associazione ha proposto il suo progetto di “reale sperimentazione” alla fine della quale si potranno indicare con certezza i tempi, i modi e quale decoder sarà più proficuo utilizzare: “le scelte fatte da DGTVi portano in un vicolo cieco segnato da tecnologie nate già vecchie”.

In sostanza, il progetto propone una maggiore concertazione a livello locale e con maggiori interlocutori. (altri dettagli qui )
La partita resta aperta ed un nuovo rinvio metterebbe in seria crisi una sperimentazione che sembra essere passata decisamente in secondo piano.



Roma – Senza dubbio un bel pasticcio. Più passa il tempo e più si rischia di arenarsi o addirittura indietreggiare. Sul versante del digitale terrestre e del primo switch off sperimentale in Sardegna e Valle D’Aosta buone notizie proprio non ce ne sono. Eppure il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale è un traguardo che i ministeri delle Comunicazioni e quello dell’Innovazione attendono con ansia per poter finalmente dimostrare con i fatti quanto possa essere utile la televisione di ultima generazione.

Tuttavia sono saltati i termini di gennaio e quelli di marzo che avrebbero dovuto segnare la morte dell’analogico nelle due regioni. Ora si attende l’ennesima scadenza (fine di luglio 2006).
Da agosto, dunque, i normali televisori sprovvisti di decoder saranno “accecati”. Ma sono in pochi al momento pronti a scommettere sul verificarsi dell’evento.

Le ragioni dei continui rinvii sono molteplici e non sono solo di ordine tecnologico: la questione si impantana ogni giorno di più per ragioni strettamente locali, di intrecci e interessi, di lobby o più semplicemente di politica locale. A mettere il bastone tra le ruote al progetto governativo ci si sono messi un po’ tutti; dagli assessori ai governatori fino alle associazioni dei consumatori. Poi si sono registrate le proteste e le paure della gente comune, le lamentele sui costi da sostenere per le famiglie. Ma soprattutto, a pervadere tutto come una nebbia, la scarsa attrattiva verso il digitale e le sue fin qui inespresse potenzialità.

Cosa sarebbe dovuto accadere
Secondo i due protocolli di intesa firmati dalle istituzioni centrali e locali ( Sardegna e Valle D’Aosta ) occorreva “effettuare tutti gli interventi tecnici necessari da parte dei broadcaster affinché gli attuali impianti esercìti in tecnica analogica fossero predisposti per la trasmissione in standard digitale e per il passaggio allo switch/off entro il 31 gennaio 2006, in almeno i capoluoghi di provincia presenti nella regione nonché predisporre i piani di investimento necessari”.

Inoltre, occorreva predisporre il “co-finanziamento Stato-Regione dei decoder per le famiglie meno abbienti (circa il 10% della popolazione) al fine di assicurare a queste la piena gratuità del decoder” e quello “per lo sviluppo di servizi di T-government”.

L’intenso lavoro dei mesi passati è stato portato avanti da un gruppo di lavoro nel quale ha avuto un ruolo importante la Fondazione Ugo Bordoni -chiamata ad operare dal Ministero delle Comunicazioni – la quale si è impegnata con proprio personale allo sviluppo delle piattaforme tecnologiche innovative in collaborazione con le Istituzioni di ricerca esistenti e le università delle due regioni.

Occorreva sviluppare, inoltre, sinergie tra emittenti locali, sviluppare progetti di T-gov e coinvolgere gli enti locali. Ma permanevano enormi problemi di copertura.

“A Cagliari abbiamo problemi di ricezione, e lo posso dire per esperienza personale”, spiega a Punto Informatico Maurizio Agelli che cura il settore del digitale per il CRS4 , il centro di ricerca della Regione Sardegna, “per esempio ci sono molte difficoltà a ricevere addirittura i canali della Rai. In queste condizioni era impensabile poter avviare lo spegnimento del canale analogico. Un altro aspetto fondamentale del rinvio è dovuto alla diffusione dei decoder ancora troppo lenta e poco capillare”.

Il tecnico ribadisce concetti già ascoltati in quegli enti locali che hanno abbandonato la sperimentazione digitale lamentando “una grossa aspettativa dal digitale terrestre che poi è sembrata sfumare”. “C’erano molte aspettative sulla tv interattiva ma ci si è resi conto col passar del tempo che questa ha forti limiti”, spiega Agelli, “e che non può essere uno strumento da affiancare ad Internet: non si possono offrire gli stessi servizi che si offrono su Web”.

Il progetto della Regione Sardegna di T-gov si vorrebbe focalizzato su una decina di aree tematiche equivalenti a quelle già presenti sul portale Internet (“sul quale punta in maniera decisa e prevalente”). Ovvero contenuti informativi e possibilità di personalizzazione specifiche per l’utente. Un progettone da oltre 2 milioni di euro ma al momento incapace di dare una svolta al profilo del T-Gov.

Buona parte dei giochi si sono svolti sui tavoli politici; da una parte, il presidente della Sardegna Soru più volte ha dato battaglia e richiesto certezze che evidentemente non sono arrivate, dall’altra, l’assessore all’Innovazione della Valle d’Aosta, Aurelio Marguerettaz, invece ha richiesto confronti con il Ministero delle Comunicazioni e l’apertura di un nuovo tavolo al quale potessero sedere anche le associazioni di consumatori.

Ed infatti, a dare maggiori grattacapi al ministero delle Comunicazioni è stata l’ Adiconsum .
Solo qualche giorno fa il suo segretario generale, Paolo Landi, ha dichiarato: “Spegnere la televisione analogica in Sardegna e Valle d’Aosta nel luglio 2006 è una scelta impraticabile che va contro i consumatori. La nostra associazione da sempre si batte a favore dell’innovazione tecnologica, ma la strada tracciata dal consorzio DGTVi e da questo Governo non porta da nessuna parte”.

E così l’associazione ha proposto il suo progetto di “reale sperimentazione” alla fine della quale si potranno indicare con certezza i tempi, i modi e quale decoder sarà più proficuo utilizzare: “le scelte fatte da DGTVi portano in un vicolo cieco segnato da tecnologie nate già vecchie”.

In sostanza, il progetto propone una maggiore concertazione a livello locale e con maggiori interlocutori. (altri dettagli qui )
La partita resta aperta ed un nuovo rinvio metterebbe in seria crisi una sperimentazione che sembra essere passata decisamente in secondo piano.

Punto Informatico ha avuto l’occasione di scambiare qualche idea con Sebastiano Triglia, ingegnere di chiara fama responsabile del progetto Digitale Terrestre della Fondazione Ugo Bordoni , che ha giocato un ruolo fondamentale per la stipula dei protocolli d’intesa tra le due regioni ed il Ministero.

Punto Informatico: ingegner Trigila, come stanno le cose?
Sebastiano Triglia: Guardi la questione è di quelle veramente delicate. Talmente delicata che mentre parliamo il contesto è già cambiato. Si consiglia estrema prudenza.

PI: D’accordo, allora parliamo di quello che è già successo. Perché l’ennesimo rinvio dello switch off?
ST: Lo spostamento della data o il mancato rispetto è dovuto essenzialmente alla estrema lentezza di diffusione dei decoder. In numero di famiglie che ne possiede uno è ancora insufficiente.

PI: Qual è la causa secondo lei?
ST: In verità è difficile trovarli nei negozi

PI: Difficile?
ST: Eh sì, perché in ogni caso erano poche le persone che richiedevano il decoder e, dunque, nessun esercente immobilizza capitali e occupa spazio nel suo negozio per merce non appetibile. Insomma, soprattutto in Valle d’Aosta i decoder sono spariti dai negozi. La gente non li cercava, i negozi non li vendevano più: un gioco micidiale di causa-effetto che alla fine ha influito in maniera decisiva.

PI:Può essere più preciso nell’inquadrare la parabola discendente relativa alla richiesta di decoder?
ST: Diciamo che hanno iniziato ad essere acquistati ad un ritmo inferiore già nel corso del 2005, poi il calo è stato più netto nei primi mesi di questo anno. Ma bisognerebbe chiedersi come mai sono così poche le persone che vogliono acquistare il decoder…

PI: Già, come mai?
ST: Nel frattempo sono intervenute numerose ragioni sia di ordine politico che di interessi. Sono state fatte campagne pubblicitarie e di comunicazione da parte del Governo che tuttavia sembra si siano infrante su quelle orchestrate da chi era contrario, giunte da più parti. Il primo che s’alzava la mattina sparava a zero contro la sperimentazione della tv digitale e non ultima l’associazione dei consumatori Adiconsum che sta portando avanti una vera e propria crociata.
Non che non ne abbia pienamente diritto ma spesso in tutto questo turbinio di informazioni è facile spaventare la gente e dire inesattezze.

PI: Come quella del costo eccessivo e dell’acquisto non necessario?
ST: In fondo i decoder costano intorno ai 100 euro, di sicuro una spesa affrontabile dunque da qualunque famiglia.

PI: È anche vero che in famiglia vi sono spesso più di un televisore, in questo caso la spesa lievita
ST: E poi continuando a trovare difetti, la gente si è convinta che fosse una spesa rinviabile.

PI: La maggiore critica che viene mossa alla sperimentazione è l’eccessiva fretta
ST: Chi dice che possiamo aspettare non conosce a fondo il problema. In realtà abbiamo una grande fretta di liberare un numero di frequenze che ci possono essere utili, per esempio, per i cellulari di ultima generazione ma soprattutto c’è fretta di offrire una pluralità vera di scelte.
E poi la situazione italiana dell’etere e sempre stata nota per l’eccessivo affollamento e caos. Con la televisione digitale si può finalmente mettere ordine nelle frequenze.

PI: C’è poi la questione della presunta obsolescenza dei decoder
ST: Su questo aspetto c’è da intendersi. Se si dice che i decoder utilizzati sono vecchi non significa che non siano funzionali per la nostra sperimentazione. Quello che abbiamo scelto è uno strumento con funzioni essenziali ma non c’è pericolo che questo diventi inutilizzabile a breve.
Nel 2004 infatti sono state codificate le specifiche tecniche alle quali bisogna attenersi. Per esempio, quella di essere in grado di collegarsi alla Rete con un canale di ritorno telefonico che sia in grado di dialogare con i protocolli di base del Web utilizzando una interfaccia semplificata. Significa ovviamente utilizzare la Rete in maniera diversa, visto che l’utente utilizza un telecomando. È esattamente come dire che oggi chi ha un computer collegato con un modem a 56K è obsoleto… secondo me è sbagliato dire: siccome posso avere la gallina domani, oggi rifiuto l’uovo.

PI: Cosa risponde invece a quelle critiche che riguardano il merito della sperimentazione: cambiare metodo, strumenti, incisività
ST: Anche in questo caso l’Adiconsum è intervenuta. Sarebbe opportuno che ognuno facesse il proprio mestiere… Se questa associazione pretende di coordinare la sperimentazione forse sta andando troppo in là. Le associazioni devono essere coinvolte e sono sempre ben viste ma forse al momento potrebbe essere in atto una strumentalizzazione. Quello che posso dire è che in tempi non sospetti il tentativo di coinvolgere le associazioni c’è stato ma senza successo. Che tipo di dialogo ci può essere se ti rispondono che bisogno abbiamo del digitale terrestre?

PI: Ma voi siete proprio sicuri del vostro metodo di sperimentazione?
ST: Assolutamente sì. Sono state scelte Sardegna e Valle d’Aosta perché la prima ha un vasto territorio ed è geograficamente facile da coprire con il segnale in più è molto popolosa, la seconda invece molto piccola, scarsamente popolata, dal territorio impervio. Sono questi i migliori territori per la sperimentazione. L’essenza vera della sperimentazione è proprio testare l’affermazione del digitale, calibrare l’offerta, diventare sempre più appetibile e dunque lavorare sui contenuti, ampliarli e migliorarli. Dal punto di vista tecnico tutto è ok, ma sono intervenute quelle interferenze di cui parlavamo.

PI: Non le pare tuttavia che questo meccanismo si sia inceppato alle prime difficoltà?
ST: C’è chi ha remato contro, la disarmonia ha lavorato a favore di chi il digitale non lo vuole. Certo se il Governo fosse stato più sicuro e la strategia di comunicazione più chiara… forse le cose sarebbero andate diversamente. Nessuno qui sta facendo un’operazione di imposizione. Se tentiamo di passare al digitale è solo per aumentare un’offerta libera.

PI: A luglio vedremo l’inizio della fine dell’era analogica?
ST: Purtroppo ci sono troppe variabili incontrollabili che possono influire. Dal punto di vista della copertura totale siamo a buon punto, anche le televisioni locali sono pronte a commutare i loro segnali. Entro luglio si può raggiungere quella soglia sufficiente anche di diffusione dei decoder.

PI: Perché qualcuno rischia di esser tagliato fuori…
ST: Dobbiamo fare di tutto per ridurre al massimo il numero di famiglie che inevitabilmente non vedrà più la tv al momento del fatidico passaggio. È l’obiettivo primario.

a cura di Alessandro Biancardi <!–P3 fine- DTT, rischio naufragio in Sardegna e Valle d’Aosta –>

Roma – Senza dubbio un bel pasticcio. Più passa il tempo e più si rischia di arenarsi o addirittura indietreggiare. Sul versante del digitale terrestre e del primo switch off sperimentale in Sardegna e Valle D’Aosta buone notizie proprio non ce ne sono. Eppure il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale è un traguardo che i ministeri delle Comunicazioni e quello dell’Innovazione attendono con ansia per poter finalmente dimostrare con i fatti quanto possa essere utile la televisione di ultima generazione.

Tuttavia sono saltati i termini di gennaio e quelli di marzo che avrebbero dovuto segnare la morte dell’analogico nelle due regioni. Ora si attende l’ennesima scadenza (fine di luglio 2006).
Da agosto, dunque, i normali televisori sprovvisti di decoder saranno “accecati”. Ma sono in pochi al momento pronti a scommettere sul verificarsi dell’evento.

Le ragioni dei continui rinvii sono molteplici e non sono solo di ordine tecnologico: la questione si impantana ogni giorno di più per ragioni strettamente locali, di intrecci e interessi, di lobby o più semplicemente di politica locale. A mettere il bastone tra le ruote al progetto governativo ci si sono messi un po’ tutti; dagli assessori ai governatori fino alle associazioni dei consumatori. Poi si sono registrate le proteste e le paure della gente comune, le lamentele sui costi da sostenere per le famiglie. Ma soprattutto, a pervadere tutto come una nebbia, la scarsa attrattiva verso il digitale e le sue fin qui inespresse potenzialità.

Cosa sarebbe dovuto accadere
Secondo i due protocolli di intesa firmati dalle istituzioni centrali e locali ( Sardegna e Valle D’Aosta ) occorreva “effettuare tutti gli interventi tecnici necessari da parte dei broadcaster affinché gli attuali impianti esercìti in tecnica analogica fossero predisposti per la trasmissione in standard digitale e per il passaggio allo switch/off entro il 31 gennaio 2006, in almeno i capoluoghi di provincia presenti nella regione nonché predisporre i piani di investimento necessari”.

Inoltre, occorreva predisporre il “co-finanziamento Stato-Regione dei decoder per le famiglie meno abbienti (circa il 10% della popolazione) al fine di assicurare a queste la piena gratuità del decoder” e quello “per lo sviluppo di servizi di T-government”.

L’intenso lavoro dei mesi passati è stato portato avanti da un gruppo di lavoro nel quale ha avuto un ruolo importante la Fondazione Ugo Bordoni -chiamata ad operare dal Ministero delle Comunicazioni – la quale si è impegnata con proprio personale allo sviluppo delle piattaforme tecnologiche innovative in collaborazione con le Istituzioni di ricerca esistenti e le università delle due regioni.

Occorreva sviluppare, inoltre, sinergie tra emittenti locali, sviluppare progetti di T-gov e coinvolgere gli enti locali. Ma permanevano enormi problemi di copertura.

“A Cagliari abbiamo problemi di ricezione, e lo posso dire per esperienza personale”, spiega a Punto Informatico Maurizio Agelli che cura il settore del digitale per il CRS4 , il centro di ricerca della Regione Sardegna, “per esempio ci sono molte difficoltà a ricevere addirittura i canali della Rai. In queste condizioni era impensabile poter avviare lo spegnimento del canale analogico. Un altro aspetto fondamentale del rinvio è dovuto alla diffusione dei decoder ancora troppo lenta e poco capillare”.

Il tecnico ribadisce concetti già ascoltati in quegli enti locali che hanno abbandonato la sperimentazione digitale lamentando “una grossa aspettativa dal digitale terrestre che poi è sembrata sfumare”. “C’erano molte aspettative sulla tv interattiva ma ci si è resi conto col passar del tempo che questa ha forti limiti”, spiega Agelli, “e che non può essere uno strumento da affiancare ad Internet: non si possono offrire gli stessi servizi che si offrono su Web”.

Il progetto della Regione Sardegna di T-gov si vorrebbe focalizzato su una decina di aree tematiche equivalenti a quelle già presenti sul portale Internet (“sul quale punta in maniera decisa e prevalente”). Ovvero contenuti informativi e possibilità di personalizzazione specifiche per l’utente. Un progettone da oltre 2 milioni di euro ma al momento incapace di dare una svolta al profilo del T-Gov.

Buona parte dei giochi si sono svolti sui tavoli politici; da una parte, il presidente della Sardegna Soru più volte ha dato battaglia e richiesto certezze che evidentemente non sono arrivate, dall’altra, l’assessore all’Innovazione della Valle d’Aosta, Aurelio Marguerettaz, invece ha richiesto confronti con il Ministero delle Comunicazioni e l’apertura di un nuovo tavolo al quale potessero sedere anche le associazioni di consumatori.

Ed infatti, a dare maggiori grattacapi al ministero delle Comunicazioni è stata l’ Adiconsum .
Solo qualche giorno fa il suo segretario generale, Paolo Landi, ha dichiarato: “Spegnere la televisione analogica in Sardegna e Valle d’Aosta nel luglio 2006 è una scelta impraticabile che va contro i consumatori. La nostra associazione da sempre si batte a favore dell’innovazione tecnologica, ma la strada tracciata dal consorzio DGTVi e da questo Governo non porta da nessuna parte”.

E così l’associazione ha proposto il suo progetto di “reale sperimentazione” alla fine della quale si potranno indicare con certezza i tempi, i modi e quale decoder sarà più proficuo utilizzare: “le scelte fatte da DGTVi portano in un vicolo cieco segnato da tecnologie nate già vecchie”.

In sostanza, il progetto propone una maggiore concertazione a livello locale e con maggiori interlocutori. (altri dettagli qui )
La partita resta aperta ed un nuovo rinvio metterebbe in seria crisi una sperimentazione che sembra essere passata decisamente in secondo piano.

Punto Informatico ha avuto l’occasione di scambiare qualche idea con Sebastiano Triglia, ingegnere di chiara fama responsabile del progetto Digitale Terrestre della Fondazione Ugo Bordoni , che ha giocato un ruolo fondamentale per la stipula dei protocolli d’intesa tra le due regioni ed il Ministero.

Punto Informatico: ingegner Trigila, come stanno le cose?
Sebastiano Triglia: Guardi la questione è di quelle veramente delicate. Talmente delicata che mentre parliamo il contesto è già cambiato. Si consiglia estrema prudenza.

PI: D’accordo, allora parliamo di quello che è già successo. Perché l’ennesimo rinvio dello switch off?
ST: Lo spostamento della data o il mancato rispetto è dovuto essenzialmente alla estrema lentezza di diffusione dei decoder. In numero di famiglie che ne possiede uno è ancora insufficiente.

PI: Qual è la causa secondo lei?
ST: In verità è difficile trovarli nei negozi

PI: Difficile?
ST: Eh sì, perché in ogni caso erano poche le persone che richiedevano il decoder e, dunque, nessun esercente immobilizza capitali e occupa spazio nel suo negozio per merce non appetibile. Insomma, soprattutto in Valle d’Aosta i decoder sono spariti dai negozi. La gente non li cercava, i negozi non li vendevano più: un gioco micidiale di causa-effetto che alla fine ha influito in maniera decisiva.

PI:Può essere più preciso nell’inquadrare la parabola discendente relativa alla richiesta di decoder?
ST: Diciamo che hanno iniziato ad essere acquistati ad un ritmo inferiore già nel corso del 2005, poi il calo è stato più netto nei primi mesi di questo anno. Ma bisognerebbe chiedersi come mai sono così poche le persone che vogliono acquistare il decoder…

PI: Già, come mai?
ST: Nel frattempo sono intervenute numerose ragioni sia di ordine politico che di interessi. Sono state fatte campagne pubblicitarie e di comunicazione da parte del Governo che tuttavia sembra si siano infrante su quelle orchestrate da chi era contrario, giunte da più parti. Il primo che s’alzava la mattina sparava a zero contro la sperimentazione della tv digitale e non ultima l’associazione dei consumatori Adiconsum che sta portando avanti una vera e propria crociata.
Non che non ne abbia pienamente diritto ma spesso in tutto questo turbinio di informazioni è facile spaventare la gente e dire inesattezze.

PI: Come quella del costo eccessivo e dell’acquisto non necessario?
ST: In fondo i decoder costano intorno ai 100 euro, di sicuro una spesa affrontabile dunque da qualunque famiglia.

PI: È anche vero che in famiglia vi sono spesso più di un televisore, in questo caso la spesa lievita
ST: E poi continuando a trovare difetti, la gente si è convinta che fosse una spesa rinviabile.

PI: La maggiore critica che viene mossa alla sperimentazione è l’eccessiva fretta
ST: Chi dice che possiamo aspettare non conosce a fondo il problema. In realtà abbiamo una grande fretta di liberare un numero di frequenze che ci possono essere utili, per esempio, per i cellulari di ultima generazione ma soprattutto c’è fretta di offrire una pluralità vera di scelte.
E poi la situazione italiana dell’etere e sempre stata nota per l’eccessivo affollamento e caos. Con la televisione digitale si può finalmente mettere ordine nelle frequenze.

PI: C’è poi la questione della presunta obsolescenza dei decoder
ST: Su questo aspetto c’è da intendersi. Se si dice che i decoder utilizzati sono vecchi non significa che non siano funzionali per la nostra sperimentazione. Quello che abbiamo scelto è uno strumento con funzioni essenziali ma non c’è pericolo che questo diventi inutilizzabile a breve.
Nel 2004 infatti sono state codificate le specifiche tecniche alle quali bisogna attenersi. Per esempio, quella di essere in grado di collegarsi alla Rete con un canale di ritorno telefonico che sia in grado di dialogare con i protocolli di base del Web utilizzando una interfaccia semplificata. Significa ovviamente utilizzare la Rete in maniera diversa, visto che l’utente utilizza un telecomando. È esattamente come dire che oggi chi ha un computer collegato con un modem a 56K è obsoleto… secondo me è sbagliato dire: siccome posso avere la gallina domani, oggi rifiuto l’uovo.

PI: Cosa risponde invece a quelle critiche che riguardano il merito della sperimentazione: cambiare metodo, strumenti, incisività
ST: Anche in questo caso l’Adiconsum è intervenuta. Sarebbe opportuno che ognuno facesse il proprio mestiere… Se questa associazione pretende di coordinare la sperimentazione forse sta andando troppo in là. Le associazioni devono essere coinvolte e sono sempre ben viste ma forse al momento potrebbe essere in atto una strumentalizzazione. Quello che posso dire è che in tempi non sospetti il tentativo di coinvolgere le associazioni c’è stato ma senza successo. Che tipo di dialogo ci può essere se ti rispondono che bisogno abbiamo del digitale terrestre?

PI: Ma voi siete proprio sicuri del vostro metodo di sperimentazione?
ST: Assolutamente sì. Sono state scelte Sardegna e Valle d’Aosta perché la prima ha un vasto territorio ed è geograficamente facile da coprire con il segnale in più è molto popolosa, la seconda invece molto piccola, scarsamente popolata, dal territorio impervio. Sono questi i migliori territori per la sperimentazione. L’essenza vera della sperimentazione è proprio testare l’affermazione del digitale, calibrare l’offerta, diventare sempre più appetibile e dunque lavorare sui contenuti, ampliarli e migliorarli. Dal punto di vista tecnico tutto è ok, ma sono intervenute quelle interferenze di cui parlavamo.

PI: Non le pare tuttavia che questo meccanismo si sia inceppato alle prime difficoltà?
ST: C’è chi ha remato contro, la disarmonia ha lavorato a favore di chi il digitale non lo vuole. Certo se il Governo fosse stato più sicuro e la strategia di comunicazione più chiara… forse le cose sarebbero andate diversamente. Nessuno qui sta facendo un’operazione di imposizione. Se tentiamo di passare al digitale è solo per aumentare un’offerta libera.

PI: A luglio vedremo l’inizio della fine dell’era analogica?
ST: Purtroppo ci sono troppe variabili incontrollabili che possono influire. Dal punto di vista della copertura totale siamo a buon punto, anche le televisioni locali sono pronte a commutare i loro segnali. Entro luglio si può raggiungere quella soglia sufficiente anche di diffusione dei decoder.

PI: Perché qualcuno rischia di esser tagliato fuori…
ST: Dobbiamo fare di tutto per ridurre al massimo il numero di famiglie che inevitabilmente non vedrà più la tv al momento del fatidico passaggio. È l’obiettivo primario.

a cura di Alessandro Biancardi <!–P3 fine

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  • Anonimo scrive:
    questo massacra il mercato...
    ...almeno sul breve periodo.spero tanto che si levi qualche grossa voce e che cambi almeno qualcosina in questo scenario, anche perchè con la nostra voce soltanto ci si sciacquano le olive..._tommy
  • Anonimo scrive:
    Io mi chiedo
    perchè su riviste di settore, PC professionale per dirne una, non si legge un minimo di preoccupazione sulla questione TC?Se fosse come viene raffigurato qui, entro 5 anni ci sarebbe una crisi del settore (dovuta all'ovvia diminuizione della domanda) che neanche le cavallette nei campi di grano... Le riviste di settore dovrebbero, almeno materialmente, preoccuparsi per questo.. eppure niente.Il che mi fa pensare che l'altra versione dei fatti (quella più ovvia) sia più che reale.Ovvero:-tutto, a scelta dell'utente, potrà funzionare come prima.-se l'utente vorrà, potrà attivare le crittografia sealed.-se l'utente vorrà utilizzare file protetti dovrà necessariamente attivare, almeno in parte le funzionalità TC.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io mi chiedo
      - Scritto da:
      perchè su riviste di settore, PC professionale
      per dirne una, non si legge un minimo di
      preoccupazione sulla questione
      TC?perche' pc professionale e' una rivista per chi ha *l'hobby* dell'informatica, la cultura che ti fai con pc professionale e' una cultura da hobby, grossomodo la stessa cultura che potrei farmi sui motori leggendo quattroruote. Ti dicono che A e' meglio di B , ma non ti dicono perche' (dubito che la maggioranza di chi legge pcp sappia la differenza tra misd/sisd per esempio). A loro conviene fare l'articoletto su "oggi abbiamo provato 2 schede video e questa e' piu' bella". E' sempre una rivista, deve vendere. Per quelli che dell'informatica ne fanno una professione, e' il MINIMO leggere punto-informatico (che tratta con una certa serieta' gli argomenti ma senza andare troppo nel pronfondo).Almeno, imho e' cosi'.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io mi chiedo
        - Scritto da:
        perche' pc professionale e' una rivista per chi
        ha *l'hobby* dell'informatica, la cultura che ti
        fai con pc professionale e' una cultura da [...]questo non spiega minimamente come pensano di far fronte all'imminente inevitabile crisi totale nel caso il TC sia come viene dipinto da alcuni.Hobby o non hobby, vive sull'informatica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io mi chiedo
      - Scritto da:
      perchè su riviste di settore, PC professionale
      per dirne una, non si legge un minimo di
      preoccupazione sulla questione
      TC?
      Perché dovrebbero preoccuparsene? L'hardware si venderà sempre e dovrà essere recensito.Il software si venderà (e si potrà solo vendere, fine del freeware) e dovrà essere recensito.Diminuizione della domanda? Perché? La gente continuerà a comprare. Dovrà continuare a comprare, e basta.Il TC significa AFFARI per chiunque abbia interessi commerciali forti. E' un male solo per tutti gli appassionati hobbyisti.Ma gli appassionati non hanno budget di miliardi e sono irrilevanti.Il mondo appartiene all'Economia: fatevene una ragione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io mi chiedo
        - Scritto da:
        Perché dovrebbero preoccuparsene?
        L'hardware si venderà sempre e dovrà essere
        recensito.No... se sarà come predetto, venderà meno della metà.
        Il software si venderà (e si potrà solo vendere, fine del freeware)ROTFL, tu sogni....
        Diminuizione della domanda? Perché? La gente
        continuerà a comprare.*SE* come dipinto, non credo proprio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Io mi chiedo
          - Scritto da:
          No... se sarà come predetto, venderà meno della
          metà.
          Hai visto quanta gente gira per Mediaworld e compra lì?

          Il software si venderà (e si potrà solo
          vendere, fine del
          freeware)

          ROTFL, tu sogni....
          Ci sono suonerie per cellulare a oltre 10 euro. La gente compra. Eccompe se compra.E io non sogno perchè non dormo: i troll non dormono mai. Vegliano e mangiano carne umana.

          Diminuizione della domanda? Perché? La gente

          continuerà a comprare.

          *SE* come dipinto, non credo proprio.Tu non comprerai. Gli appassionati non compreranno. Meno dell'uno per cento del mercato.Il restante 99% comprerà, comprerà e comprerà. Come compra i cellulari con le suonerie polifoniche (pieni di DRM), con i loghi e i film formato francobollo. E' il mercato. Il mercato vince sempre.E spazzerà via tutti gli oppositori del TC. Resistere è inutile.Fatevene una ragione.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            E spazzerà via tutti gli oppositori del TC.
            Resistere è
            inutile.

            Fatevene una ragione.Piuttosto, proprio perché solo l'1% del mercato comprerebbe comunque, va fatta opera di sensibilizzazione.Tu sei troppo passivo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            Piuttosto, proprio perché solo l'1% del mercato
            comprerebbe comunque, va fatta opera di
            sensibilizzazione.
            Il 99% del mercato comprerà, non l'1%.
            Tu sei troppo passivo.E tu con quale flotta spaziale pensi di poterti opporre a TUTTA l'industria?
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            - Scritto da:


            Piuttosto, proprio perché solo l'1% del mercato

            comprerebbe comunque, va fatta opera di

            sensibilizzazione.

            Il 99% del mercato comprerà, non l'1%.Un lapsus. :)

            Tu sei troppo passivo.

            E tu con quale flotta spaziale pensi di poterti
            opporre a TUTTA
            l'industria?Questi articoli, e consigli a tutti gli amici in procinto di comprare computer. Se ogni lettore di PI facesse così, vedi che quel 99% calerebbe molto. Se invece si segue il tuo atteggiamento... beh, peggio per tutti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            Questi articoli, e consigli a tutti gli amici in
            procinto di comprare computer. Se ogni lettore di
            PI facesse così, vedi che quel 99% calerebbe
            molto. Se invece si segue il tuo atteggiamento...
            beh, peggio per
            tutti.Già provato. Risposta tipica: "Si, mah... Beh, il PC mi serve."Non calerà proprio nulla.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            - Scritto da:


            Questi articoli, e consigli a tutti gli amici in

            procinto di comprare computer. Se ogni lettore
            di

            PI facesse così, vedi che quel 99% calerebbe

            molto. Se invece si segue il tuo
            atteggiamento...

            beh, peggio per

            tutti.

            Già provato. Risposta tipica: "Si, mah... Beh, il
            PC mi
            serve."

            Non calerà proprio nulla.Se lasci che quella sia la loro ultima parola, allora mi sa tanto che tu sei dipendente di una delle aziende del TCG
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            Se lasci che quella sia la loro ultima parola,
            allora mi sa tanto che tu sei dipendente di una
            delle aziende del
            TCGMagari. Non starei qui a perdere tempo.Invece spero che crepino tutti per combustione spontanea, compreso il tizio che svuota i loro cestini della carta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            Hai visto quanta gente gira per Mediaworld e
            compra
            lì?Sì.Sai perchè compra?*PER SCARCARE ROBA ILLEGALE DA INTERNET**PER DUPLICARE DVD**PER USARE I SITI PORNO A PAGAMENTO A SBAFO**PER INSTALLARE OFFICE TAROCCO*Se tu gli togli tutto questo, pensi di vederli ancora lì?????????????????????
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            Hai visto quanta gente gira per Mediaworld e

            compra

            lì?

            Sì.
            Sai perchè compra?
            *PER SCARCARE ROBA ILLEGALE DA INTERNET*
            *PER DUPLICARE DVD*
            *PER USARE I SITI PORNO A PAGAMENTO A SBAFO*
            *PER INSTALLARE OFFICE TAROCCO*

            Se tu gli togli tutto questo, pensi di vederli
            ancora
            lì?????????????????????Ci hanno tolto le dirette TV delle partite di calcio. Si vendono meno televisori?No, se ne vendono di più, e si vendono i ricevitori satellitari, e si vendono gli abbonamenti SKY in barba a tutti gli avvertimenti.Murdoch ha vinto e stravinto. Ed è *SOLO* un magnate dei media. Se ha vinto così facilmente pensi che la coalizione TCPA possa essere sconfitta?No. E non si può nemmeno parlare di lotta. Non c'è lotta e non c'è mai stata: loro decidono e noi ci adattiamo.Non possiamo fare altro.Get over it.(troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            Ci hanno tolto le dirette TV delle partite di
            calcio. Si vendono meno
            televisori?Non stiamo parlando di TV, con cui puoi vedere *GRATIS* tutti gli altri programmi, puoi usare le console/vcr/dvd/videocamere esattamente come prima.Se tolgono il 90% dei motivi per cui l'italiano medio compra il PC, almeno il 45% del mercato viene perso.Period.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            Se tolgono il 90% dei motivi per cui l'italiano
            medio compra il PC, almeno il 45% del mercato
            viene
            perso.Il 90% dei motivi per cui l'italiano medio comprava una TV era per lo sport.Ora si compra ANCHE il ricevitore e l'abbonamento.Con il TC l'italiano medio si comprerà il PC trusted E il software. E se li farà piacere.
            Period.Esatto. Punto. Quello che il TCPA ha messo in fondo alla questione.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            Il 90% dei motivi per cui l'italiano medio
            comprava una TV era per lo
            sport.non diciamo idiozie.La TV si compra da smepre per passare la serata in modo generico.
            Ora si compra ANCHE il ricevitore e l'abbonamento.dammi la percentuale, grazie.
            Con il TC l'italiano medio si comprerà il PC
            trusted E il software. E se li farà
            piacere.Ancora non mi hai spiegato perchè dovrebbe comprarlo se non potrà fare (ipotesi TC=prigione) nulla di quello che faceva prima.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            non diciamo idiozie.
            La TV si compra da smepre per passare la serata
            in modo
            generico.
            Siii, certo.
            dammi la percentuale, grazie.
            Vattela a cercare se proprio ci tieni. Vuoi anche le loro impronte digitali già che ci siamo?
            Ancora non mi hai spiegato perchè dovrebbe
            comprarlo se non potrà fare (ipotesi TC=prigione)
            nulla di quello che faceva
            prima.E perchè compra auto con la centralina elettronica, sapendo che per ripararla spende più di prima?Perchè *non - ha - scelta*.Quello che faceva prima?Posta elettronica: potrà farlo.Consultare il web: potrà farlo.Vedere film: potrà farlo.Giocare: potrà farlo.Non potrà più scaricare, e allora? Peccato. Ma il resto funziona ancora. Alzerà le spalle e se ne farà una ragione.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            Siii, certo.Il festival di sqanremo fa 10 milioni di spettatori come le finali dei vari grande fratello.Lo sport ne fa qualcosina in più una o due volte all'anno sulla TV GRATUITA.Su quella a pagamento quanti ne fa?
            Vattela a cercare se proprio ci tieni. Vuoi anche
            le loro impronte digitali già che ci
            siamo?stai straparlando... hai bevuto?

            Ancora non mi hai spiegato perchè dovrebbe

            comprarlo se non potrà fare (ipotesi
            TC=prigione)

            nulla di quello che faceva

            prima.
            E perchè compra auto con la centralina
            elettronica, sapendo che per ripararla spende più di prima?l'auto non si compra per la centralina elettrica ma per *VIAGGIARE* *BASTA FARE ESEMPI DEL CAZZO*
            Posta elettronica: potrà farlo.
            Consultare il web: potrà farlo.
            Vedere film: potrà farlo.
            Giocare: potrà farlo.
            Non potrà più scaricare, e allora? Peccato. Ma
            il resto funziona ancora.visto che, come da premessa l'italiano medio gioca *A SBAFO*, vede film *A SBAFO*, consulta siti web che dovrebbero essere a pagamento * A SBAFO*, ti rimane solo la posta elttronica.Un po' pochino... invero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:
            - Scritto da:


            Siii, certo.

            Il festival di sqanremo fa 10 milioni di
            spettatori come le finali dei vari grande
            fratello.
            Lo sport ne fa qualcosina in più una o due volte
            all'anno sulla TV
            GRATUITA.
            Su quella a pagamento quanti ne fa?Aspetta che spostino il GF sulla TV a pagamento. Vedrai in quanti correranno ad abbonarsi.


            Vattela a cercare se proprio ci tieni. Vuoi
            anche

            le loro impronte digitali già che ci

            siamo?

            stai straparlando... hai bevuto?
            Si. Sempre. Cirrosi Epativa é il mio secondo nome.
            l'auto non si compra per la centralina elettrica
            ma per *VIAGGIARE* *BASTA FARE ESEMPI DEL
            CAZZO*
            Esatto. Ma le auto ormai hanno quasi tutte la centralina di serie. Dove saranno le tue opzioni di comprarne una senza, tra qualche anno? E dove saranno le tue possibilità di farla aggiustare con due soldi?Da nessuna parte.


            Posta elettronica: potrà farlo.

            Consultare il web: potrà farlo.

            Vedere film: potrà farlo.

            Giocare: potrà farlo.

            Non potrà più scaricare, e allora? Peccato. Ma

            il resto funziona
            ancora.

            visto che, come da premessa l'italiano medio
            gioca *A SBAFO*, vede film *A SBAFO*, consulta
            siti web che dovrebbero essere a pagamento * A
            SBAFO*, ti rimane solo la posta
            elttronica.
            Un po' pochino... invero.Una volta potevi anche andare in spiaggia gratis.Ora, in pratica, non puoi più.Vedi qualcuno che boicotta le spiagge?
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            Una volta potevi anche andare in spiaggia gratis.

            Ora, in pratica, non puoi più.

            Vedi qualcuno che boicotta le spiagge?Nuovo esempio del cazzo?
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:


            Una volta potevi anche andare in spiaggia
            gratis.



            Ora, in pratica, non puoi più.



            Vedi qualcuno che boicotta le spiagge?


            Nuovo esempio del cazzo?Esatto. Ma il punto è sempre quello: la gente si adatta.Finchè c'è pane in tavola, si adatta.Scaricare, si potrà sempre. Solo bisognerà pagare. E gli utenti pagheranno, oh se pagheranno.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            Scaricare, si potrà sempre. Solo bisognerà
            pagare. E gli utenti pagheranno, oh se
            pagheranno.Ripeto: tu sei un dipendente di una delle aziende del TCG.Oppure ti hanno plagiato, che è peggio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo
            - Scritto da:

            Scaricare, si potrà sempre. Solo bisognerà

            pagare. E gli utenti pagheranno, oh se

            pagheranno.

            Ripeto: tu sei un dipendente di una delle aziende
            del
            TCG.
            Magari. Se lo fossi non sarei qui a discutere.Oppure sarei morto per tutte le maledizioni che ho tirato loro dietro.
            Oppure ti hanno plagiato, che è peggio.Al contrario. Se il TCPA affondasse domani e tutti i suoi sostenitori crepassero per autocombustione, sarei il primo a cantare sui loro resti carbonizzati.Sfortunatamente questa è una cosa che ho visto arrivare fin dagli anni '80: quando l'Economia vede il Profitto, corre a ingropparselo e ci schiaccia.E noi non possiamo farci proprio niente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            Quello che faceva prima?

            Posta elettronica: potrà farlo.sei sicuro?
            Consultare il web: potrà farlo.sei sicuro?
            Vedere film: potrà farlo.sei sicuro?
            Giocare: potrà farlo.sei sicuro?
            Non potrà più scaricare, e allora? Peccato. Ma il
            resto funziona ancora. Alzerà le spalle e se ne
            farà una
            ragione.forse è vero, forse i prezzi dei film saranno molto bassi ok, ma il problema del tc non è scaricare o noil problema è che se dicono al computer di non leggere QUEL messaggio di posta, il programma di posta obbidirà al vero proprietario che è la casa madre del computerse QUEL gioco non deve girare, non gireràse Punto informatico deve essere censurato, nessun browser lo leggerà (forse internet explorer a casusa di qualche bug lo fara ancora vedere ma per poco...)
          • Anonimo scrive:
            Re: [OT] Io mi chiedo
            ... e poi dicono che in italia c'è crisi....
        • Anonimo scrive:
          Re: Io mi chiedo


          Diminuizione della domanda? Perché? La gente

          continuerà a comprare.ragazzi secondo me il tc si insinuera' silenziosamente ma effettivamente è verosimile pensare che appena se ne renderanno conto, molti utenti non vorranno piu usare 'il computer'se gia' oggi molti utonti e lamer hanno problemi ad usare il windows (pirata) con virus, spyware, riavvii non richiesti, registrazione di xp aggiornamenti di antivirus ecc, figuriamoci se non potranno piu scaricare film e musica e se non potranno passarsi file se vorranno continuare ad usarlo.Penso che se il tc sarà disabilitabile ci sarà una forte migrazione verso gnu+linuxIl problema sarà per gli sviluppatori..io sto già studiando i tool di sviluppo di kde...
          • Anonimo scrive:
            Re: Io mi chiedo

            ... figuriamoci se non potranno piu scaricare film e musica e se non potranno passarsi file se vorranno continuare ad usarlo.Di sicuro ci sarà una catena di disdette agli abbonamenti ADSL. Anche questo è BUSINESS. E non credo che le compagnie telefoniche resteranno zitte a quardare.
      • galattico scrive:
        Re: Io mi chiedo

        Perché dovrebbero preoccuparsene? L'hardware
        si venderà sempre e dovrà essere recensito.
        Il software si venderà (e si potrà solo
        vendere, fine del freeware) e dovrà essere
        recensito.

        Diminuizione della domanda? Perché? La gente
        continuerà a comprare. Dovrà continuare a
        comprare, e basta.

        Il TC significa AFFARI per chiunque abbia
        interessi commerciali forti. E' un male solo
        per tutti gli appassionati hobbyisti.

        Ma gli appassionati non hanno budget di
        miliardi e sono irrilevanti.

        Il mondo appartiene all'Economia: fatevene una
        ragione.D: Già perché dovrebbero preoccuparsene, se ancora non sanno cosa significa il TC pc?R: Aspetta che lo scoriranno, e poi vediamo quanta gente continuerà a comprarlo.D: Il software si venderà (e si potrà solo vendere, fine del freeware) e dovrà essere recensito.R: Oggi, nonostante tutte le nuove innovazioni, ci sono ancora molta gente che lavora con il Windows '95 perché non possono permettersi di più; e sono felici e contenti.D: Diminuizione della domanda? Perché? La gente continuerà a comprare. Dovrà continuare a comprare, e basta.R: Allora è proprio vero che la gente sono un popolo di C******i, come disse il nano prima delle elezioni.D: Il TC significa AFFARI per chiunque abbia interessi commerciali forti. E' un male solo per tutti gli appassionati hobbyisti.R: Infatti, solo chi ha interessi commerciali forti comprerà il TC pc, gli altri stento a crederlo che lo faranno.D: Ma gli appassionati non hanno budget di miliardi e sono irrilevanti.R: Infatti, gli appassionati; non avendo budget di miliardi, sarà irrilevante per loro possedere un TC pc.D: Il mondo appartiene all'Economia: fatevene una ragione.R: Appunto per questo, l'economia dovrà adattarsi a ciò che la richiede. E non richiede di certo il TC pc.
    • galattico scrive:
      Re: Io mi chiedo
      Secondo me, la risposta è un'altra.Come succede per i media (film, cd musicali), che bisogna acquistare il prodotto senza vederlo od ascoltarlo, per paura che l'acquirente non lo compra in quando non è soddisfatto; anche quì, stanno cercando di blindarci le informazioni che ci permettono di capirne la vera ragione di questa tecnilogia, per farci acquistare il TC pc ad occhi chiusi, per poi scoprire che non ne valeva la pena acquistarlo.Ma oramai è troppo tardi; il denaro se lo hanno preso, e a noi non ci rimane che una fregatura in più.Comunque, spero proprio di sbagliarmi
  • Cavallo GolOso scrive:
    ma tutta questa crittografia...
    applicazioni TC e materiali con DRM a parte ... perchè un utente dovrebbe darsi la zappa sui piedi nell'uso della crittografia "sealed" quando può tranquillamente usare roba come truecrypt?ovvero, perchè mai l'utente, sapendo a quali casini va incontro, dovrebbe decidere di pianificare backup eccetera (solo anti-problemi-con-TC, chiaro che i backup soliti sono una eccellente abitudine per chiunque) quando può salvare i propri dati non crittografati oppure cifrati con qualcosa che sceglie?
    • Anonimo scrive:
      Re: ma tutta questa crittografia...
      - Scritto da: Cavallo GolOso
      applicazioni TC e materiali con DRM a parte ...
      perchè un utente dovrebbe darsi la zappa sui
      piedi nell'uso della crittografia "sealed" quando
      può tranquillamente usare roba come
      truecrypt?

      ovvero, perchè mai l'utente, sapendo a quali
      casini va incontro , dovrebbe decidere diTI sei già risposto da solo. IT manager totalitari a parte, solo chi non conosce o non capisce bene cosa sta succedendo può farsi abbindolare, IMHO.E' questa la grande preoccupazione....
      • CoreDump scrive:
        Re: ma tutta questa crittografia...


        TI sei già risposto da solo. IT manager
        totalitari a parte, solo chi non conosce o non
        capisce bene cosa sta succedendo può farsi
        abbindolare,Quindi la maggior parte degli utenti che usanoun pc... :|
        IMHO.
        E' questa la grande preoccupazione....
        anche la mia :'(
      • Cavallo GolOso scrive:
        Re: ma tutta questa crittografia...
        - Scritto da:

        ovvero, perchè mai l'utente, sapendo a quali

        casini va incontro , dovrebbe decidere di

        TI sei già risposto da solo. ma se un utente non sa, come va a scegliere di crittare e proprio con la sealed?
        IT manager
        totalitari a parte, solo chi non conosce o non
        capisce bene cosa sta succedendo può farsi
        abbindolare,aspet' non capisco... quale sarebbe l'IT manager totalitario che si fa abbindolare?sorry non capisChio! :D
        IMHO.
        E' questa la grande preoccupazione....degli utenti che sparano a caso e crittano roba che poi non si recupera più?ma da " admin totalitario " potrai ben scegliere di NON permettergli di crittare i dati, no?
    • Anonimo scrive:
      Re: ma tutta questa crittografia...
      Il problema della crittografia sealed, se permessa anche al utente, credo sia possibile scavalcarla e ricavare le chiavi utilizzando degli algoritmi di tipo statistico. Pensavo ad un piccolo programma che richiede di crittografare una stringa nota in maniera sealed e poi analizza i risultati..in teoria se analizzo abbastanza coppie di stringhe in chiaro e codificate si potrebbe provare a estrarre la chiave...ovviamente e' necessario avere qualche tipo di informazione sull'algoritmo utilizzato.
      • Cavallo GolOso scrive:
        Re: ma tutta questa crittografia...
        - Scritto da:
        Il problema della crittografia sealed, se
        permessa anche al utente, credo sia possibile
        scavalcarla la mia domanda verteva sulla motivazione di un utente : perchè usare questa roba sapendo che si incasinerà la vita , sapendo che con altre tecnologie di crittografia egregie, può NON incasinarsi la vita?Ben venga chi, come te, studia il workaround per curare... ma io mi chiedo semplicemente perchè uno dovrebbe mai usare una tecnologia del genere volontariamente :)
        • Anonimo scrive:
          Re: ma tutta questa crittografia...
          - Scritto da: Cavallo GolOso
          Ben venga chi, come te, studia il
          workaround per curare... ma io mi chiedo
          semplicemente perchè uno dovrebbe mai usare una
          tecnologia del genere volontariamente
          :)Perchè, molto probabilmente, sarà impostato di default, e tutti quei pecoroni degli utOnti, che, secondo la quarta legge degli utonti ("Un utonto userà sempre le impostazioni di default"), useranno le impostazioni di default, fregandosi da soli, mentre tutte le aziende del tc si difenderanno dicendo "Ehi, ma è possibile rimuoverlo solamente facendo click su Preferenze, poi su Trusted Setup, poi doppiocliccando sull'iconcina 3x2 e contemporaneamente premendo i tasti ctrl+alt+§+^+£/4*trecolrestodidue mentre fuori c'è un eclisse lunare e siete dentro un pentagramma di sangue di gallo!"
      • Anonimo scrive:
        Re: ma tutta questa crittografia...
        - Scritto da:
        Il problema della crittografia sealed, se
        permessa anche al utente, credo sia possibile
        scavalcarla e ricavare le chiavi utilizzando
        degli algoritmi di tipo statistico. Pensavo ad un
        piccolo programma che richiede di crittografare
        una stringa nota in maniera sealed e poi analizza
        i risultati..in teoria se analizzo abbastanza
        coppie di stringhe in chiaro e codificate si
        potrebbe provare a estrarre la
        chiave...ovviamente e' necessario avere qualche
        tipo di informazione sull'algoritmo
        utilizzato. Occhio a quello che dici, stai dando informazioni utili ai progettisti di TC, che sarebbero in tempo a rivedere uno dei punti concettualmente deboli (e sono più di quanto si creda) ... Oppure e meglio parlarne, evidenziarli proprio i loro punti deboli, tanto per scoraggiarli, e continuare così, nella diatriba teorica: loro pensano come blindare, noi pensiamo come sblindare, e finchè riusciamo ad evidenziare le parti concettualmente violabili riusciamo a procastinare l'avvento dei TC, si tratterà di vedere chi si stanca prima. Peccato però che chi il TC lo vuole subdolamente imporre, ben sapendo a che livello possono arrivare le capacità di una comunità mondiale che logicamente al progetto si oppone, si guardano bene dal diffondere info tecniche in merito facilmente accessibili a tutti. Non so però quanto i segreti possano durare, visto che certe specifiche o almeno certi standard devono circolare da qualche parte se più produttori ed implementatori di HW (e anche di SW) devono collaborare! La tua idea è un po' la chiave di tutto, così sintetizzabile: tu bieco blindatore metti pure in piedi tutti i tuoi marchingegni, a me per superarli non mi interessa sapere come lo fai, ma cosa mi fai uscire fuori, visto che il prodotto del tuo trattamento devi logicamente darmelo in forma usufruibile su un mezzo che deve essere comunque compatibile con prodotti non trattati! Qui mi fermo, perchè la tua idea porterebbe ad evoluzioni estreme .... molto interessanti (basta pensare alle dimensioni della Endorsement Key per capire che risolverebbe uno dei trucchi che ci stanno sotto)... ma stop così, temo che il nemico ci ascolti. Per ora non dico altro, continuo la mia caccia personale ai punti concettualmente deboli, e poi vedrò il da farsi ... La strada per la libertà è dura, in salita, costellati di martiri ..., ma la Storia ci insegna che i nostri sforzi non saranno vani!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma tutta questa crittografia...
      Non dobbiamo essere ingenui! Il problema non sono le crittografie opzionali da noi gestibili, ma quelle "sealed" OBBLICATE secondo chiavi da "loro" scelte, e che vanno palesemante contro il diritto di pieno utilizzo di quanto legittimamente (o meno) in nostro possesso.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma tutta questa crittografia...
        - Scritto da:
        Non dobbiamo essere ingenui!
        Il problema non sono le crittografie opzionali da
        noi gestibili, ma quelle "sealed" OBBLICATEAllora non c'è problema.Visto che non saranno obbligatorie.
  • ishitawa scrive:
    previsione
    visto che anche il più blinded dei TC dovrà dare la possibilità per i PROPRI dati di non blindarli, finirà che tranne dove ci sarà espressamente richiesto (film e musica) nessuno attiverà mai la cifratura legata alla scheda madre e (quasi) tutto procederà liscio come primai film ci abitueremo a comprarli a tempo nel senso che ci abitueremo che "oggi ci sono domani chissà"
    • The_GEZ scrive:
      Re: previsione
      Ciao ishitawa !
      visto che anche il più blinded dei TC dovrà dare
      la possibilità per i PROPRI dati di non
      blindarli, finirà che tranne dove ci sarà
      espressamente richiesto (film e musica) nessuno
      attiverà mai la cifratura legata alla scheda
      madre e (quasi) tutto procederà liscio come
      prima

      i film ci abitueremo a comprarli a tempo nel
      senso che ci abitueremo che "oggi ci sono domani
      chissà"Ma infatti non credo che quando il TC sia stato concepito i suoi ideatori abbiano mai preso in considerazione il suo utilizzo per la sicurezza dei TUOI dati presonali, quello che conta è che tu non possa trasferire le installazioni del software, che tu non possa copiare l' MP3 ... si poi ci hanno aggiunto qualche funzione di sicurezza* così tanto per "vendere" e per giustificare il tutto.* sulla sicurezza ho più di un dubbio, voglio dire, in un momento i cui i governi voglino spiarti anche quando sei al cesso, ti forniscono un sistema iper-inpenetrabile che neppure l' NSA riuscirebbe al leggere i tuoi files ... si, guarda ... SICURO !
  • Anonimo scrive:
    Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC blindati
    usando le funzionalità di sealed storage. In questo caso, è possibile decifrare il file e consumarlo solo se si usano la stessa macchina e la stessa dotazione di software.Di conseguenza, chiunque, anche l'amministratore della rete aziendale, può copiare i file su un supporto esterno ma nessuno può aprire e consumare questi file al di fuori del loro proprietario e, soprattutto, persino il loro proprietario li può aprire solo a condizione che venga usata la stessa macchina usata per la cifra.la domanda sorge spontanea, e se si rompe il pc come riprendo i miei dati? secondo me questo è un grave probblema di sicurezza, la sicrezza che se si rompe il pc dico addio hai dati!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC blindati
      - Scritto da:
      usando le funzionalità di sealed storage. In
      questo caso, è possibile decifrare il file e
      consumarlo solo se si usano la stessa macchina e
      la stessa dotazione di
      software.
      Di conseguenza, chiunque, anche l'amministratore
      della rete aziendale, può copiare i file su un
      supporto esterno ma nessuno può aprire e
      consumare questi file al di fuori del loro
      proprietario e, soprattutto, persino il loro
      proprietario li può aprire solo a condizione che
      venga usata la stessa macchina usata per la
      cifra.

      la domanda sorge spontanea, e se si rompe il pc
      come riprendo i miei dati? secondo me questo è un
      grave probblema di sicurezza, la sicrezza che se
      si rompe il pc dico addio hai
      dati!!!!!Pensa che questo weekend ho riparato il pc di un mio amico (P4 2,7Ghz, sostituita scheda madre, appena uscito dalla garanzia) che sta ultimando la tesi di laurea e ha dentro tutto il materiale che gli serve per il lavoro. Una persona in questa situazione, con poca cultura informatica, cosa fa se gli dico: "i due mesi di lavoro fatto finora li puoi buttare nel cesso?"Il passaggio successivo sarebbe stato passargli il cd di una qualche distribuzione linux (sistema operativo che uso il più possibile).Spero che l'introduzione del TC si riveli un boomerang per le major che farà finalmente decollare il software libero.Forse però sogno troppo...
      • Anonimo scrive:
        Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli


        la domanda sorge spontanea, e se si rompe il pc

        come riprendo i miei dati? secondo me questo è
        un

        grave probblema di sicurezza, la sicrezza che se

        si rompe il pc dico addio hai

        dati!!!!!Questo è proprio il punto centrale di questo articolo. Tuttavia, questa situazione è un caso limite: si verifica solo per i dati protetti da una cifratura "sealed". In tutti gli altri casi, che dovrebbero essere la stragrande maggioranza, i dati sarebbero recuperabili usando le chiavi di accesso del caso (in buona sostanza: le password usate dall'utente al momento della cifratura).
        Il passaggio successivo sarebbe stato passargli
        il cd di una qualche distribuzione linux (sistema
        operativo che uso il più
        possibile).Purtroppo, usare Linux o *BSD non servirebbe ad evitare questi problemi. La cifratura dei dati è qualcosa che avviene a livello hardware ed è indipendente dal sistema operativo utilizzato. Se l'utente od un suo fornitore decidono di usare la "sealed storage" per proteggere i loro dati, anche chi usa Linux o *BSD è tenuto ad usare il TC per accederevi e, se si rompe qualcosa, si trova in questa situazione.Proprio la natura hardware del Trusted Computing è la cosa che lo rende drammaticamente diverso da qualunque altra diavoleria (per esempio i DRM) che sia mai stata commercializzata finora. Proprio questo punto è quello che la gente comune fa più fatica ad afferrare.
        • Mendocino 433 scrive:
          Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli
          - Scritto da:

          Purtroppo, usare Linux o *BSD non servirebbe ad evitare questi problemi. La cifratura dei dati è
          qualcosa che avviene a livello hardware ed è
          indipendente dal sistema operativo utilizzato. Se l'utente od un suo fornitore decidono di usare la "sealed storage" per proteggere i loro dati,
          anche chi usa Linux o *BSD è tenuto ad usare il
          TC per accederevi e, se si rompe qualcosa, si
          trova in questa situazione.
          Da quello che ho capito la cifratura non funziona in automatico su tutto quello che passa. E l'OS che la ordina e la esegue. Sull'HW ci sono solo le chiavi e la predisposizione per infilarle ovunque. Ma non è l'HW che decide a livello di bios che OS e software ci puoi installare o no. E'l'OS che comunica con i chip TC e organizza tutto.Non capisco quindi l'esigenza di correre alla ricerca dell'ultimo HW senza TC, almeno per gli utenti avanzati.In futuro il power user che non vorrà avere a che fare con il TC dovrebbe poter installare senza problemi un OS open e che funzionerebbe su HW trusted esattamente come se il TC non ci fosse, mentre i problemi ci sarebbero solo per chi installerà un OS trusted (tipo Vista sp1 o 2) , che non consentirà all'utente di scegliere, e per chi vorrà installarlo su HW non trusted. O sbaglio?
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli
            - Scritto da: Mendocino 433
            In futuro il power user che non vorrà avere a che
            fare con il TC dovrebbe poter installare senza
            problemi un OS open e che funzionerebbe su HW
            trusted esattamente come se il TC non ci fosse,
            mentre i problemi ci sarebbero solo per chi
            installerà un OS trusted (tipo Vista sp1 o 2) ,
            che non consentirà all'utente di scegliere, e per
            chi vorrà installarlo su HW non trusted.


            O sbaglio? Il problema è che zitti zitti si stanno muovendo per creare la massa critica. Se riescono a installare il SO TC-compliant ad un grupppo sufficientemente ampio di utonti, alla fine non averlo significherà essere ghettizzati come succede adesso a chi sceglie un SO fuori dalla triade Win, Mac, Linux. Pensa a non poter accedere ai siti web (perchè la stragrande maggioranza vorrà profilarti in silenzio con programmi che non puoi controllare), a non poter accedere alle biblioteche e mediateche che si creeranno, magari ad aver difficoltà a scegliere il tuo ISP (che reso penalmente perseguibile per i tuoi reati, sarà costretto ad indentificare con certezza ogni utente) e così via...Da anziano libertario, per me è un incubo questo scenario, ma la generazione attuale, quella di loghi e suonerie a prezzi pazzi (e in abbonamento), lavoro in affitto e forte con i (più) deboli oltre che prona con i (più) forti magari non se accorgerà neppure... o lo considererà il normale ordine delle cose.Senza intenti pro-flame, davvero...
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli

            Il problema è che zitti zitti si stanno muovendo
            per creare la massa critica. Se riescono a
            installare il SO TC-compliant ad un grupppo
            sufficientemente ampio di utonti, alla fine non
            averlo significherà essere ghettizzati come
            succede adesso a chi sceglie un SO fuori dalla
            triade Win, Mac, Linux.
            Infatti io spero che Linux resti fori da ogni prospettiva di supporto al TC come lo stesso Stallman ha ipotizzato con la GPLv3. Chi mi può venire a dire un domani "devi usare windows/OSX altrimenti non funziona?". Linux DEVE diventare il riferimento per chi il TC non lo vuole. Solo così sarà possibile spingere affinché tutte le ipotesi formulate sul TC non reggano.Continuo a sognare...
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli
            - Scritto da:
            via...
            Da anziano libertario, per me è un incubo questo
            scenario, ma la generazione attuale, quella di
            loghi e suonerie a prezzi pazzi (e in
            abbonamento), lavoro in affitto e forte con i
            (più) deboli oltre che prona con i (più) forti
            magari non se accorgerà neppure... o lo
            considererà il normale ordine delle
            cose.Infatti lo considera già normale.Si chiama progresso: impara a fartelo piacere.
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli
            - Scritto da:

            - Scritto da:


            via...

            Da anziano libertario, per me è un incubo questo

            scenario, ma la generazione attuale, quella di

            loghi e suonerie a prezzi pazzi (e in

            abbonamento), lavoro in affitto e forte con i

            (più) deboli oltre che prona con i (più) forti

            magari non se accorgerà neppure... o lo

            considererà il normale ordine delle

            cose.

            Infatti lo considera già normale.

            Si chiama progresso: impara a fartelo piacere. Si chiama decadenza involutiva, impara ad opporti!
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli

            Infatti lo considera già normale.

            Si chiama progresso: impara a fartelo piacere.Progresso?No, questa schifezza è una retromarcia.Progresso è stato la possibilità data a tutti di realizzare registrazioni digitali, filmati al computer di qualità anche professionale, informarsi, usare la tecnologia.Questo sparirà col trusted.La cosa brutta è che sparirà perchè si è remato contro, non perchè non c'era possibilità di dare la tecnologia a tutti, ma proprio perchè ci si è sforzati di impedirlo.
          • rockroll scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli
            - Scritto da: Mendocino 433
            Da quello che ho capito la cifratura non
            funziona in automatico su tutto quello che
            passa... E l'OS che la ordina comunicando con
            i chip TC.

            Non capisco quindi l'esigenza di correre alla
            ricerca dell'ultimo HW senza TC, almeno per
            utenti avanzati.

            ... i problemi ci sarebbero solo per chi
            installerà un OS trusted (tipo Vista, che
            non consentirà all'utente di scegliere), e
            per chi vorrà installarlo su HW non trusted.

            O sbaglio? Non sbaglieresti no, se le cose restassero così. Non essere ingenuo: incominciano coll'importi attivazione "sealed" solo per contenuti Multimedia e SW protetti (e già è una violazione all'utilizzo di quanto acquistato), poi gradatamente la estendono a tutto, stanne certo! Il TC distrugge la libertà, stanne fuori!s p fornirti
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC bli

            In futuro il power user che non vorrà avere a che
            fare con il TC dovrebbe poter installare senza
            problemi un OS open e che funzionerebbe su HW
            trusted esattamente come se il TC non ci fosse,
            mentre i problemi ci sarebbero solo per chi
            installerà un OS trusted (tipo Vista sp1 o 2) ,
            che non consentirà all'utente di scegliere, e per
            chi vorrà installarlo su HW non trusted.


            O sbaglio? Dipende, se scegli di installare Linux e non abilitare il TC il tuo computer diventerà untrusted. I componenti funzioneranno? Si, se non sono stati istruiti per non funzionare su computer untrusted, cosa che hanno intenzione di fare; la cosa più brutta però è la possibilità di chiudere l'accesso ai computer untrusted su siti ospitati da trusted, se una caratteristica simile dovesse venire attivata (una volta che il sistema avesse messo piede) il mondo sarebbe condannato!!Università, siti di interesse pubblico, chiederebbero l'uso di trusted pc, a quel punto cosa fare?
  • Crazy scrive:
    il TC e` schifo, ma non esageriamo
    CIAO A TUTTIcome sapete, io non esito a schierarmi contro il TC, e` un sistema che odio per le limitazioni che vuole imporre all'utenza, ma bisogna anche stare attenti a non andare troppo oltre, una cosa che non ci puo` essere negata e` l'accessibilita` ad i nostri vecchi documenti.Ma che, stiamo scherzando?Pensate ad una azienda, che fa il BackUp di tutti i suoi Database, installa ed aggiorna il Network al TC, poi, prova ad aprire i suoi vecchi File e non puo` piu` farlo... ma dai, e` impossibile, a questo punto, il TCG perderebbe mercato a palate perche` nessuna grande azienda potrebbe migrare a tale tecnologia, basti pensare che anche io, qui in America, devo conservare tutti i dati relativi ai clienti per 10 anni... oh, molti file sono li` da 9 anni solo in attesa di essere cancellati alla scadenza del decimo, niente niente mi arriva una richiesta dal Governo di recuperare tutti i dati fino a 10 anni rpima... cosa faccio, me li trovo illeggibili e finisco in prigione?No, dubito, va bene che il Trusted Computing fara` tante porcate, ma non a questo livello, insomma dai, a tutto c'e` un limite, che il TC ha gia` passato ed infatti io non acqusito nulla che sia TC, ma il limite assoluto non e` toccabile.In ogni caso, piuttosto che rischiare, consiglio a tutti di non COmperare nulla che abbia a che fare con il Trusted Computing.SALUTISALUTI
    • Anonimo scrive:
      Re: il TC e` schifo, ma non esageriamo
      - Scritto da: Crazy
      CIAO A TUTTI
      come sapete, io non esito a schierarmi contro il
      TC, e` un sistema che odio per le limitazioni che
      vuole imporre all'utenza, ma bisogna anche stare
      attenti a non andare troppo oltre, una cosa che
      non ci puo` essere negata e` l'accessibilita` ad
      i nostri vecchi
      documenti.
      Ma che, stiamo scherzando?Prova a rileggere l'articolo e capirai che l'autore non dice niente del genere, esattamente come non lo dicono le specifiche del TCG.Lo standard TCG prevede vari modi di funzionamento e, per ognuno di essi, le procedure necessarie per far i backup (spiegate dettagliatamente in questo articolo). L'accesso ai vecchi documenti non viene mai negato, a patto che l'utente faccia i backup e segua le procedure previste . Se puoi l'utente è l'utente medio italiano ed è abituato a basarsi sull'intervento dell'Italico Stellone per la sicurezza dei suoi dati, beh... il problema è suo.
      • rockroll scrive:
        Re: il TC e` schifo, ma non esageriamo
        Sta di fatto che zitti zitti ci stanno imponendo una tecnologia che non vogliamo, fosse anche la migliore del mondo (ed è la peggiore). Se qualcuno non si avvede dei pericoli di una tecnologia di regime come questa, che a poco a poco toglierà ogni libertà di utilizzo, anche se a parole lascia aperti al momento spiragli di autogestione ... Mi auguro solo che ci svegliamo in tempo utile!
        • Anonimo scrive:
          Re: il TC e` schifo, ma non esageriamo
          ma come al solito non è con frasi fatte e anatemi che si risolve qualcosa...soprattutto dopo aver letto interventi a sproposito su presunte procedure...se anche capire un articolo prima di intervenire diventa un optional...
        • Anonimo scrive:
          Re: il TC e` schifo, ma non esageriamo
          - Scritto da: rockroll
          Mi auguro solo che ci svegliamo in tempo utile!Il tempo utile é già passato.Il TC é qui e non se ne andrà.Benvenuti nel nuovo mondo, dove vivrete il resto delle vostre vite.
          • Anonimo scrive:
            Re: il TC e` schifo, ma non esageriamo
            - Scritto da:

            - Scritto da: rockroll


            Mi auguro solo che ci svegliamo in tempo utile!

            Il tempo utile é già passato.

            Il TC é qui e non se ne andrà.

            Benvenuti nel nuovo mondo, dove vivrete il resto
            delle vostre
            vite. Se pensi che il tempo utile è già passato hai già perso. Io preferisco combattere per la libertà! Il TC distrugge la libertà, stanne lontano (e puoi ancora farlo)!
  • firepol scrive:
    Mirror della rubrica Untrusted
    Cari lettori,nell'ambito della mia tesi di laurea ho creato un prototipo di sito/blog navigabile a history.Se vi piacciono i post di Alessandro Bottoni (che è a conosenza della mia iniziativa: http://laspinanelfianco.wordpress.com/2006/03/22/mirror-intelligente-de-la-spina-nel-fianco/ ), nonché v'interessa il Trusted computing dategli un occhio, potrebbe tornarvi utile:http://untrusted.pbworks.netVi chiedo gentilmente di darmi una mano testando il sito per qualche giorno e compilando il questionario online. Vi ringrazio in anticipo della collaborazione.Saluti,Paolo
    • Cavallo GolOso scrive:
      Re: Mirror della rubrica Untrusted
      - Scritto da: firepol
      Cari lettori,

      nell'ambito della mia tesi di laurea ho creato un
      prototipo di sito/blog navigabile a
      history.

      Se vi piacciono i post di Alessandro Bottoni (che
      è a conosenza della mia iniziativa:
      http://laspinanelfianco.wordpress.com/2006/03/22/m

      http://untrusted.pbworks.net

      Vi chiedo gentilmente di darmi una mano testando
      il sito per qualche giorno e compilando il
      questionario online. Vi ringrazio in anticipo
      della
      collaborazione.

      Saluti,

      Paolointeressante... io pensavo di mettermi da parte delle stampe o dei PDF della rubrica UNTRUSTED e anche "Cassandra Crossing" ... :)
      • firepol scrive:
        Re: Mirror della rubrica Untrusted
        Sono contento che lo reputi interessante.In fondo ad ogni articolo se t'interessa ho anche incluso il link alla versione stampabile.
  • Anonimo scrive:
    Why I must Trust you ?
    1° PC Trusted come tanto si teorizza (anzi si terrorizza) ancora non si sono visti. Mi domando come chi porta avanti questa rubrica (e chi gli da incodizionatamente ragione) possa fornire così tante notizie precise visto che non pare essere uno dei progettisti di alcuna di queste tecnologie dichiarate, senza prove confutate, liberticide.2° Invece di continuare a fare muro contro muro con da una parte i produttori che se ne fregano e portano avanti i loro progetti (e sia mai che tante cassandre a forza di urlare come delle galline sgozzate non facciano giungere alle loro orecchie parecchi nuovi consigli) e dall'altra questa massa di questulanti che pensano di aver capito tutto da quella manciata di documenti che i produttori hanno dichiarato pubblici, perchè non organizzare un confronto ? Possibile che solo da noi i porta a porta, le incudini i matrix ed i processi biscardiani abbiano successo mentre nel resto del mondo non c'è abbastanza fac'de cul da presentarsi in tv e dire davanti la gente una volta per tutte cos'è il TC e quali vantaggi e svantaggi può portare ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Why I must Trust you ?
      - Scritto da:
      1° PC Trusted come tanto si teorizza (anzi si
      terrorizza) ancora non si sono visti. Mi domando
      come chi porta avanti questa rubrica (e chi gli
      da incodizionatamente ragione) possa fornire così
      tante notizie precise visto che non pare essere
      uno dei progettisti di alcuna di queste
      tecnologie dichiarate, senza prove confutate,
      liberticide.
      quelli descritti da A.B. sono scenari possibili che lui si è immaginato.molti scrittori prendono spunto dai loro sogni per scrivere favolte, purtroppo A.B. ha solo incubi..
    • Anonimo scrive:
      Re: Why I must Trust you ?
      - Scritto da:
      1° PC Trusted come tanto si teorizza (anzi si
      terrorizza) ancora non si sono visti. Mi domando
      come chi porta avanti questa rubrica (e chi gli
      da incodizionatamente ragione) possa fornire così
      tante notizie precise visto che non pare essere
      uno dei progettisti di alcuna di queste
      tecnologie dichiarate, senza prove confutate,
      liberticide.1. PC come questi se ne vedono già da almeno 6 anni (i ThinkPad IBM con ESS e, più di recente, le prime macchine con Fritz Chip ed i nuovi MacIntel). L'architettura TC è chiaramente descritta nella documentazione tecnica ufficiale di TCG, Intel, Microsoft ed altri produttori. Non è certo necessario essere "nel giro giusto" per capire come funziona questa roba e per farsene una opinione personale. Di sicuro, invece, è necessario almeno leggere la documentazione esistente, cosa che sia Bottoni che tutti gli altri commentatori consigliano di fare da sempre. Puoi trovare tutte le prove che vuoi qui: https://www.trustedcomputinggroup.org .PS: Cosa intendevi per "prove confutate, liberticide"? Volevi forse dire "prove inconfutabili"?
      2° Invece di continuare a fare muro contro muro
      con da una parte i produttori che se ne fregano e
      portano avanti i loro progetti (e sia mai che
      tante cassandre a forza di urlare come delle
      galline sgozzate non facciano giungere alle loro
      orecchie parecchi nuovi consigli) e dall'altra
      questa massa di questulanti che pensano di aver
      capito tutto da quella manciata di documenti che
      i produttori hanno dichiarato pubblici, perchè
      non organizzare un confronto ? Possibile che solo
      da noi i porta a porta, le incudini i matrix ed i
      processi biscardiani abbiano successo mentre nel
      resto del mondo non c'è abbastanza fac'de cul da
      presentarsi in tv e dire davanti la gente una
      volta per tutte cos'è il TC e quali vantaggi e
      svantaggi può portare
      ?Le aziende del TC sono state contattate in varie occasioni da molti dei commentatori che si occupano di questa roba e non si sono mai rese disponibili a incontri pubblici sul tema, almeno in Italia. Apple, ad esempio, non cita mai il TPM (che pure usa) e non reagisce mai alle accuse. Pur di mantenere il silenzio su questa tecnologia, ha persino fatto causa ai pochi che se ne sono ocupati, come Maxxuss.Alessandro Bottoni ha presentato il suo bel faccione in pubblico il 27 Aprile scorso a Ravenna, al centro sociale "Spartaco", proprio per parlare di queste cose. Tornerà a mettere in gioco la sua faccia a Milano il 12 Maggio in occasione di una giornata di studi su questo tema organizzata dalla Università di Milano. Se per credere a ciò che leggi devi vedere in faccia chi scrive, questa è la tua occasione.Dove sono/saranno in quella occasione i rappresentanti delle aziende del TC?Per inciso, se i documenti di TCG, Intel e Microsoft devono servire da riferimento per chi lavora con loro come partner tecnico (ed è questo lo scopo dichiarato di questi documenti) allora questi documenti sono la prima e la sola fonte di informazione "attendibile" sul TC sia per i commentatori indipendenti che per le aziende. Non si tratta di un "manciata di documenti che i produttori hanno dichiarato pubblici". Questa non è una Game Console da crackare ed i documenti "pubblici" non sono roba di serie B destinata a giornalisti impreparati e creduloni. Sono la base di riferimento tecnica per chi lavora in questo settore, dall'una e dall'altra parte.PS: Che roba sono i "questulanti"? Si mangiano fritti o bolliti?
      • Anonimo scrive:
        Re: Why I must Trust you ?
        1° Il fatto che questi PC con il TC esistano già da un po' ma non vengono utilizzati come si terrorizza, significa che il TC non è quello che che si cammella in questa rubrica.Oltretutto (ma qui non ci si vuole mai arrivare altrimenti sarebbe finita l'era degli scoop sul TC brutto e cattivo) nessuno si domanda mai perchè un produttore Hw dovrebbe rischiare a mettere su un TC tanto restrittivo quando questo come unico risultato porterebbe il mercato verso una crisi globale: forse è proprio questo il loro scopo per dare il via ad un nuovo corso dell'informatica con "nuove" società (le stesse di sempre con altri nomi ma allora vorrei sapere come si chiamano ora Commodore e Sinclair)ma diversamente bisognerebbe essere proprio pazzi a pensare di fare una cosa simile come credere che qualcuno lo farà.2° Le società non vogliono rendersi disponibili ad un tavolo di confronto ?Male, ma non per questo che gli altri sono autorizzati a profetizzare la fine del mondo in ogni buco.Infine credi veramente che quella documentazione che puoi leggere è l'unica di riferimento ?Quella vale poco più di una presentazione di powerpoint quando i progetti veri sono sotto chiave dall'altra parte del mondo.3° E' ora di finirla con questa mentalità da Urania di secondamano e usare un po' più il cervello
        • Anonimo scrive:
          Re: Why I must Trust you ?
          - Scritto da:
          1° Il fatto che questi PC con il TC esistano
          già da un po' ma non vengono utilizzati come
          si terrorizza, significa che il TC non è
          quello che che si cammella in questa
          rubrica....Il TC e' un sistema che richiede parecchio per essere completo e a punto, la tua opinione di come diverra' in futuro vale quanto le altre : niente....
          Oltretutto (ma qui non ci si vuole mai
          arrivare altrimenti sarebbe finita l'era degli
          scoop sul TC brutto e cattivo) nessuno si
          domanda mai perchè un produttore Hw dovrebbe
          rischiare a mettere su un TC tanto restrittivo
          quando questo come unico risultato porterebbe
          il mercato verso una crisi globale: forse è
          proprio questo il loro scopo per dare il via
          ad un nuovo corso dell'informatica con "nuove"
          società (le stesse di sempre con altri nomi ma
          allora vorrei sapere come si chiamano ora
          Commodore e Sinclair)ma diversamente
          bisognerebbe essere proprio pazzi a
          pensare di fare una cosa simile come credere
          che qualcuno lo farà.Tu sei pazzo !! Quella degli altri nomi non l'ho proprio capita.
          2° Le società non vogliono rendersi
          disponibili ad un tavolo di confronto ?
          Male, ma non per questo che gli altri sono
          autorizzati a profetizzare la fine del mondo
          in ogni buco.Qui si fanno ipotesi in base a quello che hanno detto, dimostrato e a quello che e' gia' implementato nei Vaio e nella Xbox 360.
          Infine credi veramente che quella
          documentazione che puoi leggere è l'unica di
          riferimento ?Siamo sicuri che solo tu sotto al letto hai gli originali rivelati a te direttamente da un omino sceso da un UFO, ma noi poveri mortati ci dobbiamo accontentare dei datasheet messi a disposizione dai maggiori produttori di hw.
          Quella vale poco più di una presentazione di
          powerpoint quando i progetti veri sono sotto
          chiave dall'altra parte del
          mondo.Evidentemente si parla di cose diverse, poiche' sui datasheet pubblici di cui parliamo noi ditte diverse basano la progettazione di piastre madri ed apparecchiature elettroniche, forse tu questi non li hai mai visti, ma sono pubblici e basta seguire i link.
          3° E' ora di finirla con questa mentalità da
          Urania di secondamano e usare un po' più il
          cervelloEcco bravo smettila con la mentalita' da urania ed accendi il cervello.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?
            la tua saccenza dimostra solo tanta limitatezza e spero non ignoranza a questo punto
        • Anonimo scrive:
          Re: Why I must Trust you ?

          nessuno si domanda mai
          perchè un produttore Hw dovrebbe rischiare a
          mettere su un TC tanto restrittivo quando questo
          come unico risultato porterebbe il mercato verso
          una crisi globaleOh, no. Ce n'è tanta di gente che se lo chiede. Attualmente le risposte che ottengono maggiori consensi sono le seguenti.1. Non possono fare altrimenti. La pressione delle Major e, a loro volta dei Governi, sono tali da impedire alle aziende del settore di sottrarsi a questa iniziativa. Se leggi PI con regolarità, sei sicuramente al corrente delle azioni delle lobby americane sui governi USA e EU per imporre l'uso di sistemi DRM di vario tipo. Questa ipotesi è tutt'altro che fantascientifica.2. Ci guadagnano. Se pensi a come sta evolvendo il mercato dell'IT, sempre più legato al consumo di contenuti (film, musica e via dicendo) questo non dovrebbe suonare strano. Pensa a Apple ed a iTunes, per esempio.In ogni caso, utente e aziende si trovano da sempre sui due lati opposti di una barricata. Non necessariamente ciò che fa comodo alle aziende farà comodo anche agli utenti. Il caso Sony/BMG dovrebbe averti insegnato qualcosa cu questo punto. E non c'è motivo di accettare questi soprusi in silenzio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?
            - Scritto da:

            E non c'è motivo di accettare questi soprusi in
            silenzio.Infatti. Ma a che serve? Possiamo strillare finchè vogliamo, non cambia nulla. Anche il Popolo di Seattle si è arreso: non c'è nulla da fare contro i grandi interessi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?

            ... non c'è nulla da fare contro i grandi
            interessi.Semplicemente basta non acquistare e non affittare più film's e CD.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?
            - Scritto da:

            - Scritto da:



            E non c'è motivo di accettare questi soprusi in

            silenzio.

            Infatti. Ma a che serve? Possiamo strillare
            finchè vogliamo, non cambia nulla. Anche il
            Popolo di Seattle si è arreso: non c'è nulla da
            fare contro i grandi
            interessi. C'è tutto da fare, anzi da non fare: basta fare acquisti consapevoli, anzi non farne proprio. Ricordati che i grandi interessi si basano sui nostri soldi, e quelli possiamo darli, anzi non darli, a chi ci pare.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?
            - Scritto da:

            2. Ci guadagnano. Se pensi a come sta
            evolvendo il mercato dell'IT, sempre più
            legato al consumo di contenuti (film, musica
            e via dicendo) questo non dovrebbe suonare
            strano. Se è per quello, la ricetta sarebbe semplicissima: basterebbe che un PC ricominciasse a costare quanto una WS, dai seimila euro in su. Al posto delle schifezze di assemblati da supermarket, i "fruitori di contenuti" comprerebbero a prezzo equivalente solo consolle e set-top box blindati preprogrmmati per fare quelle quattro stronzate multimediali, e finalmente i due mercati sarebbero separati com'erano in origine, senza troppe velleità di trasformare un calcolatore in un elettrodomestico.
            In ogni caso, utente e aziende si trovano da
            sempre sui due lati opposti di una barricata. ...
            E non c'è motivo di accettare questi soprusi
            in silenzio.Questa prosopopea è semplicemente ridicola. Possibile che ogni volta che qualcuno fa valere il suo sacrosanto diritto di fare come cazzo gli pare i SUOI prodotti sembra sempre che vi tolgano il pane di bocca ? Questa è commedia dell'arte da imbonitori e sindacalisti di quart'ordine. Accampare con gran clamore capricci e velleità travestiti da diritti inesistenti non servirà a renderli più tangibili.Il pezzo di ferro che compri è "tuo" come un frullatore o una radio: i tuoi diritti su quell'oggetto sono limitati. Non è il tuo piccolo regno nel quale puoi giocare a fare il piccolo despota, come Chaplin che imitava il Fuhrer: al massimo puoi parcheggiare dei byte sull'HD ed eseguire programmi che qualcun altro ti ha concesso in licenza d'uso, senza alcun trasferimento di proprietà implicito o esplicito. Troppo difficile da capire e accettare ? Così funziona il mondo, che vi piaccia o meno.
          • Anonimo scrive:
            Re: Why I must Trust you ?

            Se è per quello, la ricetta sarebbe
            semplicissima: basterebbe che un PC ricominciasse
            a costare quanto una WS, dai seimila euro in su.
            Al posto delle schifezze di assemblati da
            supermarket,Non mi sta bene, il computer da supermarket mi serve, che razza di soluzione è alzare i prezzi dei pc?

            In ogni caso, utente e aziende si trovano da

            sempre sui due lati opposti di una barricata.
            ...

            E non c'è motivo di accettare questi soprusi

            in silenzio.

            Questa prosopopea è semplicemente ridicola.
            Possibile che ogni volta che qualcuno fa valere
            il suo sacrosanto diritto di fare come cazzo gli
            pare i SUOI prodotti sembra sempre che vi tolgano
            il pane di bocca ? Questa è commedia dell'arte da
            imbonitori e sindacalisti di quart'ordine.
            Accampare con gran clamore capricci e velleità
            travestiti da diritti inesistenti non servirà a
            renderli più
            tangibili.

            Il pezzo di ferro che compri è "tuo" come un
            frullatore o una radio: i tuoi diritti su
            quell'oggetto sono limitati. Non è il tuo piccolo
            regno nel quale puoi giocare a fare il piccolo
            despota, come Chaplin che imitava il Fuhrer: al
            massimo puoi parcheggiare dei byte sull'HD ed
            eseguire programmi che qualcun altro ti ha
            concesso in licenza d'uso, senza alcun
            trasferimento di proprietà implicito o esplicito.
            Appunto è mio, devo poterlo usare! Devo poter convertire in mp3 i cd che acquisto, e poi devo poterli copiare sul lettore portatile, o per fare questo devo pagarli tre volte?Non solo... quando masterizz(av)o con nero il programma avvertiva che stavo copiando illegalmente materiale protetto da copyright, ma si trattava di materiale che avevo creato io, impossibile che fosse illegale!!Cosa farà il Trusted in una situazione simile? Si bloccherà? Cancellerà la mia roba? Mi denuncerà? Se c'è una cosa certa in informatica è che i programmi commettono errori, lo faranno sempre, finchè non ci sarà l'intelligenza artificiale, e probabilmente anche dopo: sbagliare è... cibernetico!Non si tratta di giocare al piccolo despota, ma di voler lavorare seriamente, se il trusted è quanto (i suoi autori) dicono, non sarà possibile.
      • Anonimo scrive:
        Re: Why I must Trust you ?

        Di sicuro, invece, è necessario almeno leggere
        Bottoni che tutti gli altri commentatori
        consigliano di fare da sempre. Puoi trovare
        tutte le prove che vuoi qui:
        https://www.trustedcomputinggroup.org .


        Certo è necessario leggere; Ma è anche necessario leggere in Italiano e non in Inglese.Io l'Inglese non lo l'ho studiato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Why I must Trust you ?
          - Scritto da:

          Di sicuro, invece, è necessario almeno leggere

          Bottoni che tutti gli altri commentatori

          consigliano di fare da sempre. Puoi trovare

          tutte le prove che vuoi qui:

          https://www.trustedcomputinggroup.org
          .
          Certo è necessario leggere; Ma è anche necessario
          leggere in Italiano e non in
          Inglese.
          Io l'Inglese non lo l'ho studiato.Allora temo che dovrai accontentarti di fidarti di quello che ti dicono quello che l'hanno letto.Oppure aspettare con pazienza che qualcuno le traduca (anche) per te.Oppure studiare l'inglese.
        • Anonimo scrive:
          Re: Why I must Trust you ?

          Io l'Inglese non lo l'ho studiato.direi!Lesson 1:"Why should I trust you?"cioè "Perchè dovrei fidarmi di te?"----"Why I must Trust you?"è come dire "Io perchè te fidarmi?"
    • liberx scrive:
      Re: Why I must Trust you ?
      - Scritto da:
      1° PC Trusted come tanto si teorizza (anzi si
      terrorizza) ancora non si sono visti.ErratoSony Vaio solo per fare un es.
      possa fornire così
      tante notizie precise C'e' tutto on-line, sui siti di quelli che fanno il tc ehIl bello e' che ci sono tutti i link se vuoi.. studia
      questa massa di questulanti che pensano di
      aver capito tutto da quella manciata di documenti che i produttori hanno dichiarato pubblici, Ahhhhh ma quindi lo sai che sono pubbliciOra capisco, il punto vero e' "Massa di questulanti"... umm lavori per Ibm? Sony? MS?
      presentarsi in tv e dire davanti la gente una
      volta per tutte cos'è il TC e quali vantaggi e
      svantaggi può portare
      ?Mi sa che sei un troll
  • Anonimo scrive:
    Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
    Roba da matti!Con un sistema del genere diventerebbe conveniente ritirare fuori:- carta e penna- pergamena e papiro per i documenti che si desidera durino di piu'- lastre di marmo per pubbliche incisioni- caverne per multimedia rupestri- la buona vecchia Olivetti lettera 22- il torchio di GutenbergRobs da matti!
    • Anonimo scrive:
      Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
      Non e' bello augurare a qualcuno di morire di cancro.Ma chi ha inventato sta roba (e sporattutto chi continua a lavorare perche' diventi inevitabile) se lo meriterebbe.Se lo meriterebbe proprio.
      • Anonimo scrive:
        Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
        - Scritto da:
        Non e' bello augurare a qualcuno di morire di
        cancro.
        Ma chi ha inventato sta roba (e sporattutto chi
        continua a lavorare perche' diventi inevitabile)
        se lo
        meriterebbe.
        Se lo meriterebbe proprio.Meglio qualcosa più veloce del cancro. :@
        • Anonimo scrive:
          Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC

          Meglio qualcosa più veloce del cancro. :@Due cancri
          • rockroll scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
            Anche uno o più cancri darebbero il tempo a questi signori di portare a compimento le loro malefatte: quel che ci separa dalla frittata finale sono pochi mesi.Per me possono continuare a vivere, ma non con i nostri soldi. Svegliamoci!
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
            un tuo neurone sarebbe più devastante
          • Anonimo scrive:
            Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
            - Scritto da: rockroll
            quel che ci separa dalla frittata
            finale sono pochi
            mesi.Sono già passati: la frittata é fatta.
            Per me possono continuare a vivere, ma non con i
            nostri soldi.
            Continuereanno a vivere eccome, e con i nostri soldi. Non abbiamo scelta.
            Svegliamoci! Troppo tardi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Untrusted/ Backup e copie sui PC
      - Scritto da:
      Roba da matti!

      Con un sistema del genere diventerebbe
      conveniente ritirare
      fuori:

      - carta e penna[...]Io ti consiglio di farlo fin da ora.E aggiungo, prima di imparare a scrivere ti consiglio di imparare a leggere.Puoi cominciare con l'articolo, anche se è difficile contiene tante parole italiane di cui dovresti imparare il significato.
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