Dude.it/ Aspettando Black & White

di Carm0dy. L'ultimo videogioco di Peter Molyneux è uscito da qualche giorno negli USA, dopo tre anni di lavorazione e di entusiastiche anticipazioni. In attesa della versione italiana, cerchiamo di capire il perché di tanta aspettativa

Web – In principio c’era una mela bacata. Il vermetto che faceva capolino dalla polpa era il punto di arrivo delle spettacolari dimostrazioni di potenza del motore di Black & White, portato in giro per il mondo da Peter Molyneux. La scena era sempre la stessa: prima un pianeta visualizzato dallo spazio, poi sempre più da vicino, fino a inquadrare un villaggio, poi una singola casetta, un cesto di mele su una botte, una singola mela. E il verme. Ogni volta la reazione di stupore e ammirazione è stata la stessa, cui faceva seguito un fiume in piena di domande.

Il forte di Black & White però non è il dettaglio grafico: Black & White è un gioco che non si basa solo sulla violenza, ma che mette il giocatore di fronte a una serie infinita di piccole scelte morali. Il giocatore veste i panni di una specie di dio/demiurgo che deve riuscire a farsi adorare dal maggior numero possibile di abitanti del mondo in cui si svolge il gioco, in gara con un dio concorrente che ha lo stesso obiettivo.

Questo obiettivo è raggiungibile “con le buone o con le cattive”, ovvero aiutando con miracolosi interventi divini i propri fedeli o terrorizzandoli con manifestazioni di ira ultraterrena. L’interazione si sviluppa secondo diverse linee di intervento diretto e indiretto sulla popolazione, come avveniva già in Populous, ma adesso il giocatore/dio può farsi aiutare da un animale, che cresce e si forgia in base agli orientamenti morali che riceve.

Questo cambiamento non avviene nel giro di poche ore, ma si sviluppa attraverso un graduale percorso evolutivo, che nel giro di qualche decina di ore trasforma l’animale da piccolo cucciolo a mostro smisurato. Alla fine il mostro rifletterà l’indole del giocatore che l’ha allevato.

Poche ore dopo la notizia ufficiale dell’uscita di Black & White nei negozi americani, i portali di videogiochi oltreoceano presentavano recensioni entusiastiche con voti stellari. Contemporaneamente, su un forum di videogiocatori italiani, spuntava un post intitolato “B&W installato e giocato”. Strano, dal momento che il distributore ufficiale del gioco, CTO, ha annunciato la versione italiana solo per la metà di aprile. Comunque, sorvolando sugli ineffabili percorsi dell’import-export, anche i commenti nostrani a caldo dimostrano che il gioco non lascia indifferenti:

“Voglio dire la mia sul gioco, allora per me si tratta di una grande delusione! E ‘ solo un super tamagotchi. Ho giocato per circa due ore e l’ho trovato parecchio noioso, ho scelto come personaggio la scimmia la quale mi scagazza e scorreggia da tutte le parti, non c’è un minimo di scopo, solo quello di far crescere la creatura e completare i mini quest (le pergamene) presenti sulla mappa. Abbiamo aspettato così tanto tempo e poi mr. Molyneux ci rifila questa ciofeca!”

Qualche ora dopo, lo stesso autore: “Allora comincio a ricredermi! Il gioco va come un diesel! Piano piano si mostra in tutte le sue potenzialità. Le prime tre ore di gioco sono un immenso tutorial! Questo vi fa capire quanto sia complesso ed enorme il gioco. E vi dico anche che tre ore sono poche! Infatti la seconda missione ci butta subito nella mischia e se non si è preso dimestichezza con tutto, si fa dura.”

Altro post, altra reazione: “Io ho preso la tigre, molto simpatica, che s’intona con lo stile un po ‘ umoristico del gioco. Vi dico solo che già l’ho menata per educarla. E che da un po ‘ mi rifiuta il cibo: non so più che dargli, non gli piacciono più neanche le pecore”. E ancora: “E’ come un film di Kubrick, capolavori da capire e comprendere”.

Sembra proprio che Molyneux abbia mantenuto le promesse, realizzando un gioco che elude i normali parametri di valutazione e traccia nuovi percorsi evolutivi per le generazioni future di videogiochi.

Dude, giornale per caso

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    La Rosen e gli altri
    E si questi signori del monopolio travestito da mercato, sono molto affezzionati a tutto il ben di dio che gli è piovuto addosso in questi anni.Ma vedo che non hanno imparato la lezione. Sono contenti perchè riescono a limitare lo scambio di file su Napster e a tirare una boccata d'ossigeno e subito snobbano Gnutella o sistemi simili per le loro dimensioni di scambio più che per il sistema in se'.Signora Rosen non si preoccupi, di qui a qualche mese nella Rete ci sarà un nuovo standard di file-sharing e qualunque sia una certezza ce la abbiamo :non sarà il vostro caro Music.net.Saluti signora Rosen dal mondo reale, il paese dei balocchi sta per crollare. Segua il Bianconiglio.
Chiudi i commenti