Dude.it/ Games, mai più volontari online

di Carmody. Il crescente successo dei giochi di ruolo persistenti online riporta in primo piano uno spinoso problema già noto ai tempi dei MUD: l'assistenza ai giocatori
di Carmody. Il crescente successo dei giochi di ruolo persistenti online riporta in primo piano uno spinoso problema già noto ai tempi dei MUD: l'assistenza ai giocatori


Web – Chiamateli Game Master, Sentinels, Advocates, Counselors, Chancellors. Se frequentate i mondi persistenti di Ultima Online , EverQuest e simili, probabilmente avete avuto modo di conoscerne qualcuno. Sono giocatori che offrono volontariamente il loro tempo e impegno per aiutare gli altri, secondo le direttive dei Community Manager dei giochi in questione.

In cambio non ottengono nulla, tranne qualche orpello di poco conto e modesti privilegi da utilizzare per motivi altruistici, per esempio la possibilità di spostarsi da un punto all’altro del mondo virtuale in pochi istanti per soccorrere chi si trova in difficoltà.

Purtroppo quello che in un mondo perfetto sarebbe un idilliaco rapporto di simbiosi tra fornitori e utenti di un servizio, nella nostra imperfetta realtà si è trasformato in un calderone ribollente di soprusi, incomprensioni, accuse e persino azioni legali .

E ‘ un dato di fatto che alcuni giocatori hanno sfruttato le prerogative del loro status “privilegiato” per aiutare amici e conoscenti, o per barattare informazioni e “spoiler”. Ma le cose stanno cambiando, e presto questa categoria di “samaritani” potrebbe sparire del tutto dalla galassia dei mondi persistenti online.

Appena qualche giorno fa, Ken Karl, Program e Community Manager di Asheron’s Call per conto di Microsoft, ha pubblicato sulla Microsoft Gaming Zone un messaggio ai giocatori di Asheron’s Call , in cui si legge, tra l’altro, che “la nostra crescita ha reso urgente la necessità di sviluppare il modo in cui forniamo il supporto alla nostra comunità di giocatori”. Per questo, si legge nella lettera, “apporteremo alcune modifiche all’infrastruttura di supporto, che ci consentiranno di garantire ai giocatori la disponibilità a tempo pieno di professionisti addestrati per rispondere alle preoccupazioni della comunità”.

Insomma, niente più “aiutanti” volontari, ma solo personale regolarmente assunto, probabilmente più sulla base di una generica preparazione all’assistenza ai clienti che sulla base dell’entusiasmo e della conoscenza del gioco. A differenza dell’asettico comunicato di Microsoft, la contemporanea lettera di Scott Herrington , produttore esecutivo di Turbine, lascia intuire l’amarezza di tale scelta: “A nessuna società piace fare annunci del genere, ma diamo il benvenuto al Community Support Services Staff di Microsoft. (…) Tutti qui a Turbine sentiranno la mancanza degli Advocates, Sentinels e Chancellors. Nel corso dell’anno passato abbiamo contato su di loro tanto quanto i giocatori. Il loro feedback è stato indispensabile per la comunità di AC (..) senza il loro aiuto non avremmo mai potuto farcela”.

La conclusione è che, se da una parte il complesso lavoro di supporto e assistenza agli utenti di questi giochi è destinato a diventare una professione, il rischio concreto è che si perda quella dimensione di volontariato e generosità che rendeva così piacevole l’interazione per entrambe le parti in causa.

Dude, giornale per caso

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19 02 2001
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