Due anni dopo, Debian 5.0

La storica distro giunge ad una nuova major release stabile. Esteso il supporto hardware, cresciuto il parco di applicazioni disponibili. Tenendo sempre fede alla filosofia del progetto

Roma – Dopo quasi due anni di sviluppo, lo scorso fine settimana il Progetto Debian ha rilasciato l’ultima release stabile, la 5.0, della sua storica distribuzione Linux. Come noto, al codice di Debian attingono numerose altre distribuzioni tra le quali Ubuntu, Mepis, Xandros e Knoppix: ciò fa di Debian un punto di riferimento molto importante nell’ecosistema open source.

Nota con il nome in codice Lenny , la versione 5.0 è la release di Debian con il maggior numero di architetture hardware supportate, ben 12, e con il più elevato numero di pacchetti binari, pari a oltre 23mila (quasi 8mila in più di Debian “etch” 4.0).

La nuova distro include gli ambienti desktop KDE 3.5.10, GNOME 2.22.2, Xfce 4.4.2 e LXDE 0.3.2.1, il kernel Linux 2.6.26, X.Org 7.3, OpenOffice 2.4.1, Firefox 3.0.6 e Apache 2.2.9. Fornisce inoltre compatibilità con FHS v2.3 e con i programmi sviluppati per la versione 3.2 di LSB.

La maggior parte del software presente nella precedente distribuzione è stato aggiornato: in totale, si parla di più di 13mila pacchetti software, corrispondenti al 72 per cento di quelli contenuti in etch. Un notevole numero di pacchetti (oltre 3mila) è stato invece rimosso per diversi motivi: tali package sono stati marcati come “obsoleti”, e non saranno più aggiornati.

Con l’integrazione di X.Org 7.3, gli sviluppatori di Debian affermano che il server X è in grado di riconoscere tutte le più comuni configurazioni hardware e configurarsi automaticamente. Grazie all’inclusione di nuovi pacchetti, Lenny è poi in grado di fornire pieno supporto in scrittura/lettura al file system NTFS e alla maggior parte dei tasti multimediali presenti nelle tastiere e nei mouse. Il supporto a Flash è disponibile tramite i plugin swfdec o Gnash .

L’integrazione della più recente versione di OpenJDK, che comprende un compilatore GNU per Java, vale a dire un interprete di bytecode e le relative classpath Java, ha permesso al progettone open source di mettere a disposizione applicativi basati su Java direttamente nell’archivio main di Debian.

In linea con quella che è sempre stata la filosofia alla base della distribuzione, che dà massima priorità a stabilità e sicurezza, Lenny non include la versione più recente di alcuni software: tra le assenze più vistose vi sono ad esempio KDE 4 e OpenOffice 3, installabili esclusivamente come pacchetti non stabili o attraverso repository non ufficiali.

Restando in tema di sicurezza, questa è stata rafforzata introducendo la possibilità di aggiornare la distribuzione direttamente in fase di installazione. Oltre a questo, gli sviluppatori si sono sforzati di ridurre ulteriormente la superficie d’attacco, ad esempio minimizzando il numero di porte aperte di default e di programmi eseguiti con bit setuid root attivato. Gli amministratori di sistema possono infine contare sul supporto ufficiale a Debian Volatile , che semplifica l’aggiornamento costante dei software di sicurezza (antivirus, antispam ecc) alle versioni stabili più recenti.

Molte anche le novità relative alla procedura di inizializzazione, quali la possibilità di installare il sistema operativo direttamente da Windows, la già citata funzione di aggiornamento automatico dei pacchetti, il ritorno del supporto per l’installazione da più di un CD o DVD, la possibilità di caricare il firmware richiesto da taluni dispositivi da un supporto rimovibile, e il supporto all’installazione con schermi Braille. È inoltre ora possibile usare un menù grafico per scegliere, in fase di avvio dell’installazione, interfacce e ambienti desktop e le modalità per esperti e di ripristino.

Da segnalare infine come, per la prima volta, questa versione di Debian possa essere scaricata sotto forma di immagine Blu-ray.

I link alle immagini di Debian 5.0, incluse quelle live, sono disponibili qui . Per approfondirne le novità è possibile leggere l’ annuncio ufficiale e le note di rilascio , entrambi disponibili in lingua italiana.

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  • Marco Ravich scrive:
    Ma la famosa multa...
    ...da 899 Mln di inflitta a M$ non potrebbe servire a foraggiare le alternative ?www.reactos.orgwww.haiku-os.orgwww.syllable.org...
  • Sgabbio scrive:
    OT: La Nazionalità di Opera
    Lo so che il termine scandinava fa molto figo, per sembra che Opera sia oltre che Norvegese, pure svedese e danese!Dire che è semplicemente Norvegese dava problemi ? :D
    • LaBirra scrive:
      Re: OT: La Nazionalità di Opera
      e hai dimenticato anche finlandese ... ma che problemi sono?La novergia è in scandinavia? Sì... quindi dire che è scandinavo è giusto.Non è che se un software è prodotto a torino si può solo dire torinese e le diciture : piemontese, padano, italiano, europeo diventano meno valide :DAnche norvegese non è proprio corretto perchè opera lo fanno a NonSoBenDove dire norvegese sembra che lo produca tutta la norvegia ... certe pignolerie davvero sono inutili
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