Due nuovi Radeon per tutte le tasche

ATi chiude la sua offerta di chip Radeon con due nuovi modelli di fascia bassa per la casa e l'ufficio


Markham (Canada) – Per la famiglia di schede grafiche Radeon è periodo di rinnovamento. Accanto ai modelli 8500 e 7500 recentemente annunciati, ATi completa la sua offerta con due modelli entry level, il 7000 e il 7200.

Entrambi i nuovi Radeon hanno un costo sotto i 100$ e si rivolgono in particolare ai PC di fascia bassa e alle aziende.

La scheda grafica Radeon 7000 , equipaggiata con l’omonimo chip precedentemente conosciuto come Radeon VE, è equipaggiata con 32 MB di memoria DDR ed è in grado di sfornare 1,6 gigatexel per secondo. Manca del supporto al Transformation, Clipping and Lighting (T&L).

La Radeon 7200 ha 64 MB di memoria SDRAM, è equipaggiata con un motore T&L e, sui mercati europei, si potrà trovare anche in versione con l’uscita video. ATi dichiara, per questa scheda, 1,5 gigatexel per secondo, un valore prestazionale leggermente al di sotto di quello del modello 7000 che, sebbene privo del supporto T&L, adotta memorie più veloci.

Entrambe le schede supportano la tecnologia di rendering Pixel Tapestry e l’accelerazione hardware Video Immersion per i filmati MPEG2 e DVD.

Il prezzo suggerito per le due schede è rispettivamente di 79$ e di 99$.

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  • nicola di martino scrive:
    controllo delle pause
    salve,sono dipendente di una azienda metalmeccanica,con la mansione di operaio.. cortesemente,vorrei sapere se il datore di lavoro o chi ne fa le veci x lui,puo' controllare gli orari delle pause che spetano x legge e delle pause x bisogni fisioloci,o controllare il tempo di un caricamento di un particolare su una linea mediante una sua assidua e pressante presenza fisica,degli appostamenti,ect,ect.. E' possibile tutto cio'..?????? aspetto una vostra risposta.. cordiali saluti.. grazie
  • Davide pulito scrive:
    Comportamento disciplinare
    Volevo sapere se è violazione della privacy, il divulgare a mezzo voce,da parte del diretto responsabile, in questo caso il mio superiore,l'esistenza di una lettera da parte dell'azienda al dipendente, ad altri dipendenti. Mi spiego meglio: ho avuto una comunicazione scritta da parte dell'azienda dove lavoro, di una richiesta di giustificazione per una mancata comunicazione preventiva di un mio ritardo o assenza dal lavoro per una giornata. Di questa lettera io non è ho parlato a nessuno, quindi per me ne erano a conoscenza l'azienda, io e il mio respossabile. Ma dopo il 1° giorno un mio collega già sapeva di questa lettera. si tratta di violazione o no?
  • Anonimo scrive:
    Controllo mezzi aziendali a distanza
    salve a tutti vorrei info sul fatto che il mio datoredi lavoro vorrebbe montare un congegno elettronicox il controllo del mezzo, che io guido , avendo cosi' anche il monitoraggio di quello che faccio io durante le ore lavorative premesso che nn ho nulla da nascondere ma sapere di essere (spiato) nn mi fa' sentire molto a mio agio secondo voi puo' farlo è legale? da un punto di vista privacy grazie per le risposte
  • Anonimo scrive:
    non è chiaro - per l'autore

    l?uso personale del computer, da parte di chi ne
    abbia l?utilizzo per ragioni di lavoro, è da
    ritenersi legittimo, alla stessa stregua
    dell?uso di una penna aziendale, a due
    condizioni: la prima, che l?uso personale
    avvenga fuori dall?orario di lavoro
    (nell?intervallo per il pasto, alla fine
    dell?orario), [...]in molte aziende non è consentito restare in ufficio durante la pausa.e poi le risorse aziendali, anche durante la pausa, costano.Quindi, non so come l'azienda consideri una navigazione di N dipendenti durante un'ora.è ovvio che i dubbi dei lettori sono rivolti al "durante" e non al DOPO.E comunque chi si ferma DOPO l'orario di lavoro per leggere un articolo?Con lo sguardo di colleghi e superiori addosso magari.
    La seconda questione può invece ritenersi
    normativamente regolata dagli articoli 4 e 8
    dello Statuto dei lavoratori. Il datore di
    lavoro non può accedere all?archivio del
    computer assegnato in uso al dipendente.Leggere simili parole generiche su PI mi sembra alquanto strano.Cosa vorrebbe dire "all'archivio del computer" ?I controlli si fanno dal server, dal gateway, dal proxy ... si leggono i log.Allora siccome il log del proxy non è sul computer del dipendente, io lo leggo, conosco tutti i posti dove ha navigato, ma tanto sono in regola perché non ho letto il suo "archivio"?
    Se ciò accadesse verrebbe in primo luogo
    violato l?art. 4, che sancisce il divieto per il Zdatore di lavoro di controllare a distanza (che
    in questo caso sarebbe temporale) e con
    particolari apparecchiature (in questo caso il
    computer) l?attività lavorativa dei dipendenti. Allora direi che non è solo quel cosiddetto "archivio del computer". Giusto?Sarebbe bello che l'autore potesse chiarire.
    Ma verrebbe violato anche l?art. 8, che sancisce
    il divieto di indagini sulle questioni personali
    del dipendente, in quanto nell?ambito dello
    spazio personale del computer potrebbero essere
    reperiti documenti personali su questioni
    politiche, sindacali, religiose, sessuali, con
    ciò violando la sfera di riservatezza che la
    legge riconosce al dipendente. Direi che la questione qui viene trattata nella giusta maniera (abbastanza) , ovvero in maniera generica.Ma se questo articolo viene letto dal classico padrone, uno dice "beh? tu non sei iscritto al sindacato, quindi non mi dire baggianate".
    Concludiamo questa breve riflessione su quanto
    prevede la legislazione italiana citando lo
    studio Privacy Foundation (PF), che sta
    suscitando notevole clamore non solo negli Stati
    Uniti, luogo dove lo studio è stato condotto, ma
    anche qui in Europa.Ma come? Citi la Privacy Foundation in relazione alla normativa italiana?Negli USA hanno fottuto un sacco di persone (letto su IT di PI) , controllato un sacco di altre... dappertutto installano loggers e firewall con accesso limitato verso l'esterno (questa cmq è la cosa migliore).... E poi una ultima cosa: se il padrone non può controllare il tuo strumento, te lo toglie.Fine.Altrimenti non è un padrone, è un collega.Non ci sono di mezzo ragionevolezza, buon senso, voglia di crescere, lungimiranza. L'unica lungimiranza è quella del pugno di ferro: prevediamo come controllarli anche tra 10 anni...
  • Anonimo scrive:
    Amministrazione remota
    che cosa si può dire riguardo ai tools software utilizzati per agevolare all'helpdesk aziendale l'accesso in modalità remota alle sessioni di lavoro degli utenti?
  • Anonimo scrive:
    uso di risorse aziendali
    ma le aziende non possono invocare la norma che vieta l'uso di risurse aziendali, pena il licenziamento?(come la storiella, non so se vera della segretaria licenziata perchè ha fotocopiato una pagina di una rivista, usando appunto la fotocopiatrice dell'ufficio)Quindi l'uso di una risorsa aziendale (computer, accesso a Internet email etc) per scopi personali (andarsi a veder ei siti di calcio, o peggio) è punito? O solo se si fa in orario lavorativo (e si viene "beccati sul fatto")?
  • Anonimo scrive:
    Vabbè che c'è il garante della privacy :-(
    Rispondo ad Andrea, complimentandomi con il suo articolo, dicendo da buon giurista che finchè le dichiarazioni dell'Autorità Garante della Privacy non avranno forma di legge come lo è lo Statuto dei Lavoratori, ma rimarranno semplici dichiarazioni,la privacy, le opinioni personali, i personali convincimenti e via discorrendo troveranno tutela contro le attività di spionaggio elettronico condotte dal proprio datore di lavoro. P.s.:Invito Andrea e i lettori di Punto-Informatico a far visita al sito di Netjus (www.netjus.org) che si occupa anche di queste tematiche.Ciao :-))))))
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