E l'Italia porta l'e-gov nel mondo

E l'Italia porta l'e-gov nel mondo

Il nostro paese pone il governo elettronico tra le priorità nel sostegno ai paesi in via di sviluppo della Banca Mondiale. I dettagli
Il nostro paese pone il governo elettronico tra le priorità nel sostegno ai paesi in via di sviluppo della Banca Mondiale. I dettagli


Roma – Deciso passo avanti per l'Italia nelle dinamiche internazionali di sostegno allo sviluppo della società dell'informazione nel mondo. Il ministro italiano alle Tecnologie e all'Innovazione Lucio Stanca è stato infatti nominato Consigliere di Amministrazione della Gateway Foundation. Si tratta della Fondazione Internazionale sull'Ict per lo Sviluppo lanciata dalla Banca Mondiale con il mandato di elaborare e finanziare progetti ed iniziative finalizzate a ridurre, se non addirittura a colmare, il digital divide tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo.

La nomina è estremamente significativa. Ad aprile l'Italia è entrata nella Fondazione, che amministra 70 milioni di dollari USA, e con la sua adesione di fatto l'e-government, e dunque il sostegno al suo sviluppo nei paesi meno avanzati, è entrato tra le priorità della Fondazione.

Grazie a tutto questo è stato approvato un progetto di cooperazione che sarà portato avanti insieme al Governo italiano, per finanziare specifici progetti di e-government in alcuni Paesi beneficiari. Il programma ha un budget di 5 milioni di dollari americani per due anni.

“Nei prossimi giorni – spiega una nota del Ministero all'Innovazione – verrà ufficializzato un accordo con la Banca Interamericana per lo Sviluppo per allargare l'iniziativa sull'e-Government per lo sviluppo all'area caraibica e latino – americana. Con questo accordo arrivano a circa 20 milioni di dollari USA le risorse finanziarie destinate nel 2002 a questa iniziativa dal Governo italiano”.

Alla prima fase esecutiva sono arrivati i progetti che coinvolgono anche l'Italia e rivolti ad Albania, Giordania, Nigeria, Mozambico e Tunisia. “Nel 2003 – conclude la nota del Ministero – l'iniziativa sarà estesa ad altri paesi in via di sviluppo, che verranno individuati tra i 15 che hanno già richiesto l'assistenza del Governo italiano”.

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03 12 2002
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