Ebook, Apple ed editori negano il cartello

Apple nega l'esistenza di un cartello. Penguin e Macmillan respingono le accuse al mittente puntando il dito contro Amazon

Roma – I due editori Penguin Group e Macmillan hanno risposto all’interrogazione del Dipartimento di Giustizia ( Department of Justice , DoJ) relativa all’esistenza di un cartello con al centro Apple per tenere artificiosamente alto il prezzo degli ebook: hanno negato tutto.

L’accusa è stata mossa nei confronti di Apple e degli editori Hachette Livre, Harper Collins, Simon&Schuster e, appunto, Penguin e Macmillan (di proprietà di Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck), ritenuti colpevoli di aver costituito un cartello intorno al mercato degli ebook con l’adozione del cosiddetto modello “di agenzia” che affida il controllo sul prezzo finale agli editori e non ai rivenditori come pretende invece di fare con il modello wholesale Amazon: tutto questo sarebbe stato possibile con l’ingresso sul mercato di iPad e il peso e le relazioni di Cupertino.

Di questi cinque editori Simont&Schuster, HarperCollins e Hachette Book Group hanno rifiutato le accuse, ma accettato di sottoscrivere un accordo compromissorio con il governo in base al quale rimborseranno gli utenti e correggeranno i prezzi.

Interrogati dal DoJ, invece, Penguin Group e Macmillan hanno definito le accuse “un mucchio di insinuazioni montate su insinuazioni” ed interamente basate “su prove circostanziali”, oltretutto “a tutto vantaggio di un monopolista”.
Proprio contro Amazon si sono scatenate le due: il il negozio digitale sarebbe il vero “predatore” in questa storia, l’unica azienda ad aver adottato un comportamento anticompetitivo.

Come d’altronde Apple , poi, entrambe si sono dette naturalmente estranee ad un cartello e hanno dichiarato di aver agito indipendentemente nelle scelte di mercato relative al prezzo degli ebook.

A sua difesa Cupertino afferma poi che prima del suo ingresso sul mercato degli ebook, questo era sostanzialmente dominato da Amazon e dai suoi prezzi e dunque non caratterizzato da un clima competitivo.

Claudio Tamburrino

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  • ogekury scrive:
    Sicuramente hanno paura
    Spotify funziona bene (a parte la cagata del collegamento con l'account di fb) e darebbe moltissimo filo da torcere ad apple come piattaforma musicale legale. L'apple ha dalla sua che i suoi dispositivi ti inducono a comprare da itunes ma per tutto il resto del mercato spotify sarebbe un concorrente cazzutissimo.
    • ogekury scrive:
      Re: Sicuramente hanno paura
      Si, mi sono dimenticato. Questa e' l'ennesima dimostrazione di che razza di porcheria sia Apple. Qua si tratta di difendere un monopolio dalla concorrenza in un mercato libero, esattamente come faceva la tanto criticata MS per i suoi OS. Ma penso che i vari ruppolo, mex ecc... riescano a difendere Apple anche in questo caso.
  • gnammolo scrive:
    Fascisti
    Appena vedono libertà fanno di tutto per ostacolarla
  • Star scrive:
    Sai che novità...
    Lo sanno anche i bambini che Apple è peggio di Microsoft e che è pronta ad utilizzare qualsiasi mezzo ai limiti della legalità e senza dubbio ben oltre quelli della "moralità" per ostacolare il libero mercato e la libera concorrenza.Ma finché vi sono pecore disposte a seguire in gregge il loro pastore...
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