Eclipse.org per lo sviluppo open senza confini

IBM ed altre aziende gravitanti attorno al mondo open source hanno dato vita ad un consorzio che punta all'integrazione fra strumenti di sviluppo


New York (USA) – In congiunzione con altre aziende del settore, fra cui Borland, Merant, QNX Software Systems, Rational Software, Red Hat, SuSE, TogetherSoft e WebGain, IBM ha ufficialmente reso noti i membri che dirigeranno Eclipse.org, un nuovo consorzio open source per lo sviluppo di un’infrastruttura standard che consenta agli sviluppatori di utilizzare e far interagire insieme strumenti e integrated development environment (IDE) di marche differenti.

Con il rilascio della piattaforma Eclipse come software open source, IBM spera di spingere l’accoppiata Linux/Java verso il mercato dei servizi Web e delle applicazioni enterprise.

La nuova comunità open source che gravita attorno a Eclipse impegna già oltre 150 software house, fra cui Red Hat, e coinvolge circa 1.200 sviluppatori di tutto il mondo.

“Eclipse integra tutti i processi di sviluppo, come testing, ottimizzazione e debugging, e tutti gli strumenti per consentire agli sviluppatori di creare applicazioni di alta qualità in minor tempo e avvalendosi della tecnologia sviluppata da altre case”, ha spiegato IBM in un comunicato.

“Questa è una delle mosse più audaci che IBM abbia fin qui compiuto – ha dichiarato James Governor, analista di Illuminata – L’azienda sta guidando lo sviluppo di una piattaforma open source che fornisce molti di quei servizi basilari di cui gli sviluppatori necessitano, assicurando l’integrazione fra gli strumenti sul mercato. Questo non è solo un’infrastruttura o un’insieme di API: questo è codice reale progettato per lavori reali”.

IBM sostiene che l’apertura di Eclipse alla comunità open source rappresenta il prossimo stadio della sua strategia Linux. Il colosso di Armonk ritiene infatti che gli strumenti basati su Eclipse – che girano sia su Linux che su Windows – consentiranno agli sviluppatori di creare applicazioni per l’e-business direttamente su Linux, accelerando in questo modo l’affermazione dell’OS free come un ambiente di sviluppo di applicazioni.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Che chi ha già fatto di più
    I veri padroni della tecnologia riduttrice sono i cari vecchi profughi albanesi: come fanno altrementi a stipare 20 persone in un canotto da 6?!?
  • Anonimo scrive:
    pile piatte israeliane
    chissà se erano già installate sui missili chehanno lanciato oggi sui bambini di Ramhalla..
  • Anonimo scrive:
    ECO COMPATIBILI ?!?!
    Sul fatto che siano eco-compatiobilinutro forti dubbi.Ma questo non devono essere certo i produttori averificarlo.
    • Anonimo scrive:
      Re: ECO COMPATIBILI ?!?!
      ma bisogna tener conto se lo sgarmatronico è espanso
    • Anonimo scrive:
      Re: ECO COMPATIBILI ?!?!
      Difficile che siano piu' inquinanti delle batterie attuali, che sono un miscuglio di sostanze piu' o meno tossiche/cancerogene/esplosive/ecc.Se non altro, sono "secche" quindi non rilasciano liquidi vari.Magari sono anche biodegrabili...
Chiudi i commenti