ECN, server indipendenti da difendere

Chi ha colto l'importanza di una rete alternativa e di spazi telematici indipendenti può ora prendere la palla al balzo e contribuire al futuro di un progetto italiano tanto in difficoltà quanto unico e insostituibile
Chi ha colto l'importanza di una rete alternativa e di spazi telematici indipendenti può ora prendere la palla al balzo e contribuire al futuro di un progetto italiano tanto in difficoltà quanto unico e insostituibile


Roma – L’indipendenza dai tradizionali meccanismi economici e di controllo, lo spazio fornito a gruppi e realtà di estrazione antagonista e alternativa, i servizi messi a disposizione di migliaia di persone per parlare liberamente di tutto quello che va dai diritti digitali alla net-art: c’è questo e molto di più nella lunga storia di Isole nella Rete , progetto che fornisce uno spessore diverso alla rete italiana e che ora è ad un punto di svolta .

Per rendersene conto è sufficiente cliccare sulla home page di ECN.org dove si paventa un futuro doloroso, quello in cui i server e i servizi indipendenti fin qui offerti alla comunità online, italiana possano cessare di esistere.

“Il “bilancio” di Isole nella Rete – si legge – è prossimo allo zero e i segni vitali del server (il computer) su cui sono ospitati tutti i servizi, sono preoccupanti. I solerti macchinisti di Isole stanno mettendo in campo le loro energie migliori per evitare il coma del server. Ma serve il contributo e l’aiuto di tutti perché ecn non chiuda”.

Come recita un comunicato, sul piatto non c’è solo il bisogno di un obolo di una campagna di sottoscrizione (anche), ma di qualcosa di più, evidentemente la consapevolezza di cosa questi spazi aperti hanno significato in termini di crescita collettiva e di difesa delle libertà personali , quella di espressione prima tra tutte. Con battaglie, spesso raccontate anche da Punto Informatico, che si sono combattute dentro e fuori dalla rete.

I promotori di Isole ne parlano come di un patrimonio collettivo , e ne hanno ben donde se si considera che si tratta, come sottolineano loro, di:

“- Un progetto linkato da più di ventimila siti Web nel mondo che ospita liste di discussione con centinaia di iscritti su temi come i cyber-rights, i centri sociali e l’arte digitale nonché altri domini storici del domino italiano (hackmeeting, chainworkers, forteprenestino, ngvision, altravista, filiarmonici);
– un portale di servizi che, pur accerchiato da magistratura e polizia, cerca ostinatamente di mantenere servizi quali l’anonymous remailer;
– un portale scomodo con le sue sezioni dedicate all’orrore della repressione;
– un portale che con la sua agenda registra il ritmo dell’autorganizzazione italiana, che con i suoi servizi contribuisce a tenere vivo il dibattito sui temi più cari al movimento e permette a moltissime realtà di avere un proprio spazio web e una casella di posta sicura senza dover rendere conto ai grandi controllori.”

Tutte le info per conoscere Isole e sostenere il progetto sono disponibili qui

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28 11 2005
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