EDI&SONS, un'altra flat nei guai

Non c'è pace per il mondo delle flat-rate italiane. Il caso di EDI&SONS, un tempo operatore osannato dagli utenti, appare emblematico. In Rete è partita la protesta con newsgroup, mailing list e due siti realizzati dagli utenti


Roma – Le flat-rate italiane ancora una volta nel mirino dei propri utenti. Questa volta si tratta dei servizi di connettività flat offerti da EDI&SONS, un tempo operatore acclamato per le sue tariffe.

Da alcuni giorni sui newsgroup si è scatenata una vera e propria rivolta, complice il fatto che ai tempi del lancio della sua prima offerta, EDI&SONS proprio sui newsgroup aveva trovato un contatto diretto con gli utenti. Ora la protesta continua a montare e già sono nati due siti , mirror uno dell’altro, che illustrano disservizi subiti dall’utenza e accusano direttamente l’azienda.

Gli utenti del provider sostengono che molti problemi di connessione registrati a gennaio si sono ora ripresentati molto più persistenti. Nell’ordine, stando alle moltissime voci che in questi giorni segnalano in redazione e sui newsgroup i disservizi dell’azienda, si verificano: impossibilità di accesso al sistema per errori in fase di autenticazione e chiusura dell’accesso per determinate fasce orarie (14-20) “in contrasto con quanto previsto dal contratto”.

Alcuni utenti sostengono che la disconnessione alle 14 e l’impossibilità di riaccedere prima delle 20 siano delle “trovate” da parte del provider per “alleggerire” il traffico Internet sul proprio network durante il pomeriggio, periodo “critico” per l’occupazione di banda. Un’accusa pesante perché mette in luce una presunta violazione di contratto da parte del fornitore.

A questi problemi si somma anche quello del Customer Care, secondo molti impossibile da contattare. Da segnalare anche che la pagina online dei “contatti” sul sito di EDI&SONS è da qualche ora “in allestimento”.


Come è accaduto quasi sempre con i fornitori di flat-rate finiti nel mirino dei propri abbonati (emblematico il caso Planetsec ), anche in questo caso sembra pesare più di tutto proprio il silenzio di EDI&SONS, contraddistinto sulle pagine dei due siti da uno spazio “bianco” su una pagina “ad hoc”: “Siccome il perdurare del silenzio di edi&sons sta dando vita ad ogni genere di congetture, alcune delle quali realistiche e altre molto fantasiose, prima di veder nascere chissà quale leggenda metropolitana e di scadere nel ridicolo invito tutti a rimanere con i piedi per terra in attesa che edi&sons o chi per loro si faccia sentire. Nel frattempo mettiamo a disposizione di edi&sons.spa questa pagina, per permettergli di rispondere alle domande e alle accuse degli utenti”.

Una accusa ancora più pesante, che sta circolando in queste ore, riguarda l’opinione di alcuni secondo cui EDI&SONS penalizzerebbe le connessioni solo per chi ha stipulato contratti di accesso da più di due mesi. Questi ultimi, dicono gli accusatori, non potrebbero in alcun caso richiedere la restituzione dell’intero ammontare del canone annuale versato interamente in anticipo.

Uno degli utenti EDI&SONS che in questi giorni sta protestando ha scritto: “Non osiamo speculare più di tanto sui motivi del malfunzionamento, ma visto che non esiste modo per un utente abbonato, che ha regolarmente pagato per un anno intero il servizio, di entrare in contatto con la società, speriamo che questa si senta in dovere di fornire spiegazioni se la vicenda dovesse venire alla luce sugli spazi delle riviste specializzate, come la vostra”.

Punto Informatico è in attesa da alcuni giorni di una comunicazione su quanto sta accadendo da parte di EDI&SONS che, se giungerà, potrà ovviamente contare sulla massima visibilità sulle pagine del giornale.

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