Editoria/ Consegnata la Petizione

La contestazione animata da più di 54mila utenti italiani e più di 3.300 siti internet è ora sulle scrivanie del Presidente della Camera e del ministro per le Comunicazioni. Si chiede l'abrogazione della legge liberticida
La contestazione animata da più di 54mila utenti italiani e più di 3.300 siti internet è ora sulle scrivanie del Presidente della Camera e del ministro per le Comunicazioni. Si chiede l'abrogazione della legge liberticida


Roma – La più imponente raccolta firme mai registrata su internet in Italia, quella che ha coagulato più di 54mila utenti e più di 3.300 siti in una Petizione contro la nuova legge sull’editoria, è ora sulle scrivanie del Presidente della Camera dei Deputati Pierferdinando Casini e del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.

Dai referenti istituzionali “naturali” della contestazione che da aprile a giugno 2001 ha coinvolto decine di migliaia di utenti ci si attende, a questo punto, una risposta, una presa di posizione pubblica che possa portare alla riapertura del dibattito e, quindi, all’abrogazione di una norma che solo pochi ardimentosi osano definire legittima.

La legge, come noto, soffre di una tale quantità di ambiguità e contraddizioni da provocare da un lato l’incertezza del diritto per chi svolge pressoché qualsiasi attività online e dall’altro l’individuazione di obblighi nei confronti di utenti e siti che confliggono pienamente con la natura libertaria della rete stessa e persino con la sua specificità tecnologica.

Le ambiguità della legge sono emerse a più riprese fin dai primi giorni della campagna lanciata su internet, quando i principali protagonisti e autori di quel testo hanno rilasciato a fasi alterne dichiarazioni contraddittorie sui reali scopi della normativa e sulla sua effettiva portata regolamentare.

La normativa è finita sotto gli strali di politici, come l’allora senatore Pietro Milio (Lista Pannella) o il deputato Antonio Martino (Forza Italia), oggi ministro della Difesa. Rifondazione Comunista ha aderito alla Petizione, così come radicali e Internet Society.

Ma la legge liberticida era stata anche ampiamente criticata da esimi giuristi e da specialisti del diritto applicato ad internet (vedi il dossier di Interlex.it ), che avevano messo in luce i pericoli di un testo frettoloso che premia gli ostruzionismi della corporazione della stampa a danno della libertà di espressione su internet.

A finire nel mirino è stato soprattutto, ma non solo, quanto disposto dall’ articolo 1 della legge, un articolo che “tira dentro tutti” e che crea una cappa regolamentatrice contro la quale gli utenti e i siti italiani si sono schierati con forza.

Nel recentissimo passato, perplessità sulla nuova legge erano state espresse proprio dal ministro delle Comunicazioni Gasparri, dal quale in molti si attendono in tempi rapidi o rapidissimi una risposta efficace alle richieste degli utenti internet che, mai come su questo fronte, si son fatti “comunità”.

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10 10 2001
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