Editoriale 22/4/2001

Gli scienziati già sperimentano i primi robot comandati dal cervello di piccoli animali e, dopo i primi successi, ora ci si interroga sui problemi etici che la cibernetica presto solleverà


Pochi giorni fa l?edizione on-line del Washington Post ha riportato la notizia della costruzione di un robot ?comandato? dal cervello di una lampreda (un pesce molto somigliante all?anguilla). Non è la prima volta che si ottengono risultati del genere, ma il livello di complessità di questo esperimento segna, secondo gli scienziati, un primo significativo passo verso l?era dei cyborg, organismi metà animale (o uomo) e metà macchina. Il pensiero che a muovere le ruote del piccolo robot fosse il cervello di un pesce, e che questo credesse (o sognasse) di nuotare beato sotto qualche metro di acqua marina, personalmente mi inquieta. Ma questo, in confronto a quello che fra pochi anni verrà sperimentato, appare quasi come un?innocente gioco. Già ci si immagina tutte le possibili interazioni fra uomo e macchina, esseri ibridi finora descritti soltanto da libri e film di fantascienza. La tecnologia offre all?uomo una strada verso l?opportunità di trascendere i limiti dell?intelletto, della forza e della longevità ?programmati? nel DNA in millenni di evoluzione. E la questione che ci si pone è simile a quella già sorta nei confronti di altre branche della scienza, soprattutto quella legata alle biotecnologie: quali sono i limiti etici della cibernetica?
Non è difficile comprendere come questa risposta sia strettamente legata alle decisioni che in questi anni verranno prese in merito alla clonazione umana. I confini tra etico e non etico sono molto labili, almeno quanto la definizione stessa di etica, e, come al solito, ciò che potrebbe essere un grande traguardo per la medicina, e dunque un beneficio per tutta l?umanità, potrebbe anche tradursi in una pericolosa arma da guerra. Se occhi, braccia o gambe bionici potrebbero cambiare la vita di molte persone disabili, un domani questi stessi strumenti potrebbero venire innestati nei soldati, trasformandoli in ancor più letali strumenti di morte. E come fermare quel desiderio perverso covato da alcuni uomini, non per ultimo Hitler, verso la ricerca dell?uomo perfetto, del superuomo?
Forse il mondo cyberpunk descritto da Gibson è ancora lontano, ma temo rappresenti uno scenario fin troppo plausibile per il futuro della nostra civiltà. La domanda è: quanto lontano? Forse solo il biondo e sintetico Roy Batty potrebbe risponderci?
?Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare??.
Alessandro Del Rosso

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  • Anonimo scrive:
    Dubbio sul mobile internet
    Ma leggendo questo articolo mi è venuto un dubbio:sarà anche vero che si va verso l'unificazione tra wireless e wired ma a che pro? Se l'unico pro sarà quello di lavorare dalla macchina allora siamo davvero contraddittori! Ma non dovrebbe essere la comodità e sicurezza il fine ultimo della tecnologia: migliorare la vita! Io vedo un miglioramento solo nello smettere di passare tutto il tempo in auto negli spostamenti! Il vero futuro dovrebbe essere quello del telelavoro invece... miglioriamo le connessioni sì ma quelle da casa!!!! O al massimo dalla barca in mezzo all'oceano!!O sbaglio?
    • Anonimo scrive:
      Re: Dubbio sul mobile internet
      - Scritto da: Alesini
      Ma leggendo questo articolo mi è venuto un
      dubbio:
      sarà anche vero che si va verso
      l'unificazione tra wireless e wired ma a che
      pro? Se l'unico pro sarà quello di lavorare
      dalla macchina allora siamo davvero
      contraddittori! Ma non dovrebbe essere la
      comodità e sicurezza il fine ultimo della
      tecnologia: migliorare la vita! Io vedo un
      miglioramento solo nello smettere di passare
      tutto il tempo in auto negli spostamenti! Il
      vero futuro dovrebbe essere quello del
      telelavoro invece... miglioriamo le
      connessioni sì ma quelle da casa!!!! O al
      massimo dalla barca in mezzo all'oceano!!
      O sbaglio?Si sbagli !!!Facendo come dici si danno delle comodita' agli utenti. Invece bisogna creare nuovi bisogni (presunti) per creare nuovo mercato.Quindi dobbiamo buttare via i nostri telefoni su rete fissa e passare ai telefonini anche in casa e anche per usare internet. Dobbiamo poi buttare via le nostre antenne televisive e utilizzare la televisione via cavo. Chissa' perche' in passato abbiamo fatto tutto sbagliato: usare l'etere per le trasmissioni TV e il cavo per quelle telefoniche...molto meglio fare esattamente il contrario :-)
  • Anonimo scrive:
    Curate quel 14enne dell'articolo
    Fatelo vedere da uno bravo ...
  • Anonimo scrive:
    E già che siamo in tema...
    ...direi che, allo stato attuale, per noi...RESISTENCE IS FUTILE![LA RESISTENZA É FUTILE]Locutus docet :-)))
    • Anonimo scrive:
      Re: E già che siamo in tema...
      - Scritto da: MaurizioB
      ...direi che, allo stato attuale, per noi...

      RESISTENCE IS FUTILE!
      [LA RESISTENZA É FUTILE]

      Locutus docet :-)))Tra l'altro, mi sembra che sia ad Alberigo Massucci (vedi anche l'articolo del mese scorso), che a Luca Schiavoni (logo dello stesso articolo) l'argomento Star Trek non sia del tutto estraneo :-)Saluti...
    • Anonimo scrive:
      Re: E già che siamo in tema...
      - Scritto da: MaurizioB
      ...direi che, allo stato attuale, per noi...

      RESISTENCE IS FUTILE!
      [LA RESISTENZA É FUTILE]

      Locutus docet :-)))Esatto.
    • Anonimo scrive:
      Re: E già che siamo in tema...
      - Scritto da: MaurizioB
      ...direi che, allo stato attuale, per noi...

      RESISTENCE IS FUTILE!
      [LA RESISTENZA É FUTILE]

      Locutus docet :-)))Esatto.
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