Editoriale 8/4/2001

Ma la Rete sta davvero per crollare? Secondo alcuni esperti non ci sarebbe da scherzarci troppo su...


Ma la Rete sta davvero per crollare? Secondo alcuni esperti non ci sarebbe da scherzarci troppo su: i router delle dorsali Internet potrebbero finire arrosto nel giro di uno o due anni. Le cause starebbero soprattutto nella dimensione colossale dei percorsi di rete che i router, quei dispositivi addetti allo smistamento dei pacchetti sulla Rete, si troveranno a gestire nel prossimo futuro. E mentre la IETF sta cercando di maturare delle soluzioni in tempi rapidi per migliorare anche questo aspetto della rete delle reti, qualcun altro va da tempo sostenendo che l?attuale infrastruttura di Internet potrebbe trovarsi impreparata anche all?aumento esponenziale del traffico, un boom causato soprattutto dalla veloce diffusione della banda larga e dall?esplosivo successo dei sistemi di file sharing come Napster, Gnutella e soci.
Se per molti aspetti le reti peer-to-peer come quelle create dai software di file sharing hanno aperto la strada ad un?infinità di campi applicativi, anche nel settore business, il loro funzionamento è altamente inefficiente e finisce per generare un traffico notevolmente superiore a quello generato da un sistema client/server. Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che in reti come queste le ricerche dei file eseguite da ogni singolo utente vengono propagate al resto del network in un intreccio fittissimo di ?passaparola?. Sebbene negli ultimi software di file sharing si sia tentato di ottimizzare questo modello, resta il fatto che una rete peer-to-peer di questo tipo generi una quantità di traffico notevole che, negli anni futuri, ed in concomitanza con l?arrivo della banda larga nelle case, potrebbe davvero far scricchiolare l?infrastruttura di Internet. Il rischio sembra infatti quello che l?aumento del traffico segua una crescita di gran lunga superiore a quella della net economy, con la conseguenza che gli investimenti necessari per aggiornare il ?sistema Internet? risulteranno insufficienti. Facili allarmismi? Ce lo sapremo senz?altro ridire.
Alessandro Del Rosso

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  • Anonimo scrive:
    Nuovo Testo della Costituzione Italiana
    COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANAPRINCIPI FONDAMENTALI1. L?Italia e? una Repubblica plirupartitica, fondata sul lavoro dei cittadini ad esclusivo e totale beneficio dello Stato.La sovranita? appartiene allo Stato, che la esercita nelle forme ed oltre i limiti della Costituzione.2.La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dello Stato, sia come entita? singola sia nelle sue istituzioni pubbliche ove si svolge la sua personalita? e richiede l?adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta? politica, economica e sociale da parte di tutti i cittadini.3.Nessun cittadino possiede pari dignita? sociale o eguaglianza di fronte allo Stato. Nell?applicazione della legge, lo Stato tiene conto della distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, limitando, di fatto la liberta? e l?uguaglianza dei cittadini che impediscono il pieno sviluppo della personalita? giuridica dello Stato, favorendo l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, economica e sociale dello Stato.4.La Repubblica ha la facolta? di riconoscere a tutti i cittadini il privilegio al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo privilegio.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita? e la propria scelta, un?attivita? o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale dello Stato.5.La Repubblica, e? una e indivisibile, ed ha la facolta? o meno di riconoscere le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il suo piu? ampio concentramento amministrativo del potere, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell?autonomia e dell?accentramento del potere.6.La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche, a condizione che queste ultime siano adibite al servizio ed al progresso dello Stato.7.Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel propiro ordine, indipendenti e sovrani.I loro rapporti sono regolati da accordi politici. Le modificazione degli accordi, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.8.Le confessioni religiose, con esclusione di quella cattolica, non godono di liberta? di fronte alla legge.Le confessioni religiose diverse dalla cattolica non hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, poiche? esse contrastano con l?ordinamento dello Stato italiano.I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.9.La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica i cui fini ultimi consentano il progresso ed il benessere dello Stato.Tutela a sua discrezione il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.10.L?ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto dello Stato generalmente riconosciute.La condizione giuridica dello straniero e? regolata dagli accordi tra lo Stato, i partiti, le organizzazioni sindacali ed i patronati.Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l?effettivo esercizio delle liberta? democratiche dalla Costituzione italiana, ha il diritto d?asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni previste dagli accordi intervenuti tra lo straniero ed il partito politico che provvedera? alla concessione di asilo sul territorio della Repubblica.L?estradizione dello straniero per reati politici e? concordata con i rappresentanti dei vari governi riconosciuti dalla Repubblica italiana.12.L?Italia ripudia la guerra qualora la stessa non arrechi benefici allo Stato ed alle organizzazioni pubbliche e private demandate alla produzione di armamenti. Lo Stato predispone la costruzione ed il commercio di strumenti di offesa verso altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, senza consultazione con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita? di altri popoli, necessarie a giudizio dello Stato, ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni italiane rivolte a tale scopo con apposite leggi emulgate sotto l?egida dello Sviluppo alla Cooperazione, la cui giurisdizione viene affidata al Ministero degli Affari Esteri.Parte IDIRITTI E DOVERI DEI CITTADINITitolo IRAPPORTI CIVILI13.Nei confronti dello Stato, e del Regime che lo rappresenta, il cittadino non gode di liberta? personale.Lo Stato istruisce l?autorita? giudiziaria alla detenzione, ispezione o perquisizione personale e qualsiasi altra restrizione della liberta? personale con o senza atto motivato, nei riguardi del cittadino.A propria discrezione, l?autorita? di pubblica sicurezza adotta provvedimenti di detenzione. La violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di liberta viene amministrata dall?autorita? di pubblica sicurezza, nei casi di retinenza alla confessione dei reati ascritti.I limiti minimi e massimi della carcerazione preventiva sono discrezionali.14.La violazione del domicilio del cittadino, per la salvaguadia dello Stato, e? effettuata dall?autorita? di pubblica sicurezza sia fisicamente che con mezzi elettronici istallati nel domicilio, ad insaputa del cittadino.L?autorita? di pubblica sicurezza provvede ad eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, anche senza l?intervento dell?autorita? giudiziaria.Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanita? e di incolumita? pubblica o a fini economici e fiscali possono in qualsiasi momento essere iniziati dall?autorita? giudiziaria o dall?autorita? di pubblica sicurezza per la salvaguardia dello Stato.15.La Repubblica vieta la liberta?, la segretezza e la consegna della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione non previamente autorizzata dall?autorita? giudiziaria.16.Ogni cittadino puo? circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanita? o di sicurezza. Il cittadino che circola nel territorio della Repubblica e? soggetto ai controlli dell?autorita? di pubblica sicurezza, che ne determina o meno la restrizione qualora le ragioni politiche del cittadino non siano in conformita? con quelle dello Stato e del Regime che lo rappresenta.L?uscita e l?entrata del cittadino dal territorio della Repubblica e? regolata e controllata dall?autorita? di pubblica sicurezza. Tale privilegio e? sospeso nei casi in cui il cittadino non abbia soddisfatto il requisito di imposta sul documento di identita?.17.I cittadini hanno il privilegio di riunirsi pacificamente senz?armi.Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico e? richiesto preavviso.Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorita
    • Anonimo scrive:
      Re: Nuovo Testo della Costituzione Italiana
      Non mi stupirei se le modifiche che proponi fossero fatte proprie da qualche on. T.d.C. ed approvate (trasversalmente s'intente) con maggioranza di 4/4.- Scritto da: Antonio Cannard
      COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANA

      PRINCIPI FONDAMENTALI

      1. L?Italia e? una Repubblica
      plirupartitica, fondata sul lavoro dei
      cittadini ad esclusivo e totale beneficio
      dello Stato.
      La sovranita? appartiene allo Stato, che la
      esercita nelle forme ed oltre i limiti della
      Costituzione.

      2.La Repubblica garantisce i diritti
      inviolabili dello Stato, sia come entita?
      singola sia nelle sue istituzioni pubbliche
      ove si svolge la sua personalita? e richiede
      l?adempimento dei doveri inderogabili di
      solidarieta? politica, economica e sociale
      da parte di tutti i cittadini.

      3.Nessun cittadino possiede pari dignita?
      sociale o eguaglianza di fronte allo Stato.
      Nell?applicazione della legge, lo Stato
      tiene conto della distinzione di sesso, di
      razza, di lingua, di religione, di opinioni
      politiche, di condizioni personali e
      sociali.

      E? compito della Repubblica rimuovere gli
      ostacoli di ordine economico e sociale,
      limitando, di fatto la liberta? e
      l?uguaglianza dei cittadini che impediscono
      il pieno sviluppo della personalita?
      giuridica dello Stato, favorendo
      l?effettiva partecipazione di tutti i
      lavoratori all?organizzazione politica,
      economica e sociale dello Stato.

      4.La Repubblica ha la facolta? di
      riconoscere a tutti i cittadini il
      privilegio al lavoro e promuove le
      condizioni che rendano effettivo questo
      privilegio.
      Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,
      secondo le proprie possibilita? e la propria
      scelta, un?attivita? o una funzione che
      concorra al progresso materiale o spirituale
      dello Stato.

      5.La Repubblica, e? una e indivisibile, ed
      ha la facolta? o meno di riconoscere le
      autonomie locali; attua nei servizi che
      dipendono dallo Stato il suo piu? ampio
      concentramento amministrativo del potere,
      adegua i principi ed i metodi della sua
      legislazione alle esigenze dell?autonomia e
      dell?accentramento del potere.

      6.La Repubblica tutela con apposite norme
      le minoranze linguistiche, a condizione che
      queste ultime siano adibite al servizio ed
      al progresso dello Stato.

      7.Lo Stato e la Chiesa cattolica sono,
      ciascuno nel propiro ordine, indipendenti e
      sovrani.
      I loro rapporti sono regolati da accordi
      politici. Le modificazione degli accordi,
      accettate dalle due parti, non richiedono
      procedimento di revisione costituzionale.

      8.Le confessioni religiose, con esclusione
      di quella cattolica, non godono di liberta?
      di fronte alla legge.
      Le confessioni religiose diverse dalla
      cattolica non hanno diritto di organizzarsi
      secondo i propri statuti, poiche? esse
      contrastano con l?ordinamento dello Stato
      italiano.
      I loro rapporti con lo Stato sono regolati
      per legge sulla base di intese con le
      relative rappresentanze.

      9.La Repubblica promuove lo sviluppo della
      cultura e la ricerca scientifica e tecnica i
      cui fini ultimi consentano il progresso ed
      il benessere dello Stato.
      Tutela a sua discrezione il paesaggio ed il
      patrimonio storico ed artistico della
      Nazione.

      10.L?ordinamento giuridico italiano si
      conforma alle norme del diritto dello Stato
      generalmente riconosciute.
      La condizione giuridica dello straniero e?
      regolata dagli accordi tra lo Stato, i
      partiti, le organizzazioni sindacali ed i
      patronati.
      Lo straniero, al quale sia impedito nel suo
      paese l?effettivo esercizio delle liberta?
      democratiche dalla Costituzione italiana, ha
      il diritto d?asilo nel territorio della
      Repubblica, secondo le condizioni previste
      dagli accordi intervenuti tra lo straniero
      ed il partito politico che provvedera? alla
      concessione di asilo sul territorio della
      Repubblica.
      L?estradizione dello straniero per reati
      politici e? concordata con i rappresentanti
      dei vari governi riconosciuti dalla
      Repubblica italiana.

      12.L?Italia ripudia la guerra qualora la
      stessa non arrechi benefici allo Stato ed
      alle organizzazioni pubbliche e private
      demandate alla produzione di armamenti. Lo
      Stato predispone la costruzione ed il
      commercio di strumenti di offesa verso altri
      popoli e come mezzo di risoluzione delle
      controversie internazionali; consente, senza
      consultazione con gli altri Stati, alle
      limitazioni di sovranita? di altri popoli,
      necessarie a giudizio dello Stato, ad un
      ordinamento che assicuri la pace e la
      giustizia fra le Nazioni; promuove e
      favorisce le organizzazioni italiane rivolte
      a tale scopo con apposite leggi emulgate
      sotto l?egida dello Sviluppo alla
      Cooperazione, la cui giurisdizione viene
      affidata al Ministero degli Affari Esteri.

      Parte I
      DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
      Titolo I
      RAPPORTI CIVILI

      13.Nei confronti dello Stato, e del Regime
      che lo rappresenta, il cittadino non gode
      di liberta? personale.
      Lo Stato istruisce l?autorita? giudiziaria
      alla detenzione, ispezione o perquisizione
      personale e qualsiasi altra restrizione
      della liberta? personale con o senza atto
      motivato, nei riguardi del cittadino.
      A propria discrezione, l?autorita? di
      pubblica sicurezza adotta provvedimenti di
      detenzione.
      La violenza fisica e morale sulle persone
      sottoposte a restrizioni di liberta viene
      amministrata dall?autorita? di pubblica
      sicurezza, nei casi di retinenza alla
      confessione dei reati ascritti.
      I limiti minimi e massimi della
      carcerazione preventiva sono discrezionali.

      14.La violazione del domicilio del
      cittadino, per la salvaguadia dello Stato,
      e? effettuata dall?autorita? di pubblica
      sicurezza sia fisicamente che con mezzi
      elettronici istallati nel domicilio, ad
      insaputa del cittadino.
      L?autorita? di pubblica sicurezza provvede
      ad eseguire ispezioni o perquisizioni o
      sequestri, anche senza l?intervento
      dell?autorita? giudiziaria.
      Gli accertamenti e le ispezioni per motivi
      di sanita? e di incolumita? pubblica o a
      fini economici e fiscali possono in
      qualsiasi momento essere iniziati
      dall?autorita? giudiziaria o dall?autorita?
      di pubblica sicurezza per la salvaguardia
      dello Stato.

      15.La Repubblica vieta la liberta?, la
      segretezza e la consegna della
      corrispondenza e di ogni altra forma di
      comunicazione non previamente autorizzata
      dall?autorita? giudiziaria.

      16.Ogni cittadino puo? circolare e
      soggiornare liberamente in qualsiasi parte
      del territorio nazionale, salvo le
      • Anonimo scrive:
        Re: Nuovo Testo della Costituzione Italiana
        Non propongo modifiche, mi attengo alla realta'. La Costituzione e' scritta in un modo, ma l'interpetazione dei legiferatori e delle autorita' e' identica al nuovo testo. Basta leggere le notizie quotidiane sui giornali e paragonare le decisioni dei magistrati con il testo della Costituzione. Nel paniere delle banane della UE l'Italia ha il casco piu' grande.Saluti. - Scritto da: CGC
        Non mi stupirei se le modifiche che proponi
        fossero fatte proprie da qualche on. T.d.C.
        ed approvate (trasversalmente s'intente) con
        maggioranza di 4/4.

        - Scritto da: Antonio Cannard

        COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANA



        PRINCIPI FONDAMENTALI



        1. L?Italia e? una Repubblica

        plirupartitica, fondata sul lavoro dei

        cittadini ad esclusivo e totale beneficio

        dello Stato.

        La sovranita? appartiene allo Stato, che
        la

        esercita nelle forme ed oltre i limiti
        della

        Costituzione.



        2.La Repubblica garantisce i diritti

        inviolabili dello Stato, sia come entita?

        singola sia nelle sue istituzioni
        pubbliche

        ove si svolge la sua personalita? e
        richiede

        l?adempimento dei doveri inderogabili di

        solidarieta? politica, economica e sociale

        da parte di tutti i cittadini.



        3.Nessun cittadino possiede pari dignita?

        sociale o eguaglianza di fronte allo
        Stato.

        Nell?applicazione della legge, lo Stato

        tiene conto della distinzione di sesso, di

        razza, di lingua, di religione, di
        opinioni

        politiche, di condizioni personali e

        sociali.



        E? compito della Repubblica rimuovere gli

        ostacoli di ordine economico e sociale,

        limitando, di fatto la liberta? e

        l?uguaglianza dei cittadini che
        impediscono

        il pieno sviluppo della personalita?

        giuridica dello Stato, favorendo

        l?effettiva partecipazione di tutti i

        lavoratori all?organizzazione politica,

        economica e sociale dello Stato.



        4.La Repubblica ha la facolta? di

        riconoscere a tutti i cittadini il

        privilegio al lavoro e promuove le

        condizioni che rendano effettivo questo

        privilegio.

        Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,

        secondo le proprie possibilita? e la
        propria

        scelta, un?attivita? o una funzione che

        concorra al progresso materiale o
        spirituale

        dello Stato.



        5.La Repubblica, e? una e indivisibile,
        ed

        ha la facolta? o meno di riconoscere le

        autonomie locali; attua nei servizi che

        dipendono dallo Stato il suo piu? ampio

        concentramento amministrativo del potere,

        adegua i principi ed i metodi della sua

        legislazione alle esigenze dell?autonomia
        e

        dell?accentramento del potere.



        6.La Repubblica tutela con apposite norme

        le minoranze linguistiche, a condizione
        che

        queste ultime siano adibite al servizio ed

        al progresso dello Stato.



        7.Lo Stato e la Chiesa cattolica sono,

        ciascuno nel propiro ordine, indipendenti
        e

        sovrani.

        I loro rapporti sono regolati da accordi

        politici. Le modificazione degli accordi,

        accettate dalle due parti, non richiedono

        procedimento di revisione costituzionale.



        8.Le confessioni religiose, con
        esclusione

        di quella cattolica, non godono di
        liberta?

        di fronte alla legge.

        Le confessioni religiose diverse dalla

        cattolica non hanno diritto di
        organizzarsi

        secondo i propri statuti, poiche? esse

        contrastano con l?ordinamento dello Stato

        italiano.

        I loro rapporti con lo Stato sono
        regolati

        per legge sulla base di intese con le

        relative rappresentanze.



        9.La Repubblica promuove lo sviluppo
        della

        cultura e la ricerca scientifica e
        tecnica i

        cui fini ultimi consentano il progresso ed

        il benessere dello Stato.

        Tutela a sua discrezione il paesaggio ed
        il

        patrimonio storico ed artistico della

        Nazione.



        10.L?ordinamento giuridico italiano si

        conforma alle norme del diritto dello
        Stato

        generalmente riconosciute.

        La condizione giuridica dello straniero
        e?

        regolata dagli accordi tra lo Stato, i

        partiti, le organizzazioni sindacali ed i

        patronati.

        Lo straniero, al quale sia impedito nel
        suo

        paese l?effettivo esercizio delle liberta?

        democratiche dalla Costituzione italiana,
        ha

        il diritto d?asilo nel territorio della

        Repubblica, secondo le condizioni previste

        dagli accordi intervenuti tra lo straniero

        ed il partito politico che provvedera?
        alla

        concessione di asilo sul territorio della

        Repubblica.

        L?estradizione dello straniero per reati

        politici e? concordata con i
        rappresentanti

        dei vari governi riconosciuti dalla

        Repubblica italiana.



        12.L?Italia ripudia la guerra qualora la

        stessa non arrechi benefici allo Stato ed

        alle organizzazioni pubbliche e private

        demandate alla produzione di armamenti. Lo

        Stato predispone la costruzione ed il

        commercio di strumenti di offesa verso
        altri

        popoli e come mezzo di risoluzione delle

        controversie internazionali; consente,
        senza

        consultazione con gli altri Stati, alle

        limitazioni di sovranita? di altri popoli,

        necessarie a giudizio dello Stato, ad un

        ordinamento che assicuri la pace e la

        giustizia fra le Nazioni; promuove e

        favorisce le organizzazioni italiane
        rivolte

        a tale scopo con apposite leggi emulgate

        sotto l?egida dello Sviluppo alla

        Cooperazione, la cui giurisdizione viene

        affidata al Ministero degli Affari Esteri.



        Parte I

        DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

        Titolo I

        RAPPORTI CIVILI



        13.Nei confronti dello Stato, e del
        Regime

        che lo rappresenta, il cittadino non gode

        di liberta? personale.

        Lo Stato istruisce l?autorita?
        giudiziaria

        alla detenzione, ispezione o perquisizione

        personale e qualsiasi altra restrizione

        della liberta? personale con o senza atto

        motivato, nei riguardi del cittadino.

        A propria discrezione, l?autorita? di

        pubblica sicurezza adotta provvedimenti di

        detenzione.

        La violenza fisica e morale sulle persone

        sottoposte a restrizioni di liberta viene

        amministrata dall?autorita? di pubblica

        sicurezza, nei casi di retinenza alla

        confessione dei reati ascritti.

        I limiti minimi e massimi della

        carcerazione preventiva sono
        discrezionali.



        14.La violazione del
        • Anonimo scrive:
          Re: Nuovo Testo della Costituzione Italiana
          E' vero. Purtroppo!- Scritto da: Antonio Cannard
          Non propongo modifiche, mi attengo alla
          realta'. La Costituzione e' scritta in un
          modo, ma l'interpetazione dei legiferatori e
          delle autorita' e' identica al nuovo testo.
          Basta leggere le notizie quotidiane sui
          giornali e paragonare le decisioni dei
          magistrati con il testo della Costituzione.
          Nel paniere delle banane della UE l'Italia
          ha il casco piu' grande.
          Saluti.
  • Anonimo scrive:
    indovina perchè non se ne parla?
    non se ne parla in tv per una precisa politica dei giornalisti. Tutti i giornalisti on line sono iscritti all'ordine, sollevare un polverone su questa legge vuol dire pubblicizzarla, farlo sapere in giro. Tutta pubblicità che è preferibile evitare. Non è facile, affrontare la legge, ma è sbagliato alzare bandiera bianca. Mobilitare invece tutti i semplici utenti, questo è difficile ma non impossibile.
  • Anonimo scrive:
    Perchè in televisione e per radio non se ne parla?
    Ragazzi, vi siete chiesti perchè in televisione e per radio non se ne parla?perchè nessuna testata giornalistica (tranne PI e qualcun'altra) si interessa dell'accaduto?Riflettete gente... riflettete...E poi dicono che l'informazione è raggiunge tutti! e chi non ha internet?Penso siamo in paese di m....ma PER COLPA NOSTRA!!!!siamo NOI CHE VOTIAMOsiamo NOI CHE DECIDIAMO DA CHI FARCI RAPPRESENTAREe quindi non posso che conludere con:Viva L'Italia, viva i politici, viva l'attuale governo, viva chi l'ha votato e soprattutto... VIVA CHI LO RIVOTERA'
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè in televisione e per radio non se ne parla?
      PERCHE STIAMO ANDANDO IN 1 PAESE FASCISTA E ANTIDEMOCRATICO E ILLIBERALEORA INCOMINCERANNO A CENSURARE LIBRI SCOMODI DELLA STORIA... VEDRETE E DARAN LA COLPA AGLI EMIGRANTI (!??!?!?!)- Scritto da: Giuseppe Di Rienzo
      Ragazzi, vi siete chiesti perchè in
      televisione e per radio non se ne parla?
      perchè nessuna testata giornalistica (tranne
      PI e qualcun'altra) si interessa
      dell'accaduto?
      Riflettete gente... riflettete...

      E poi dicono che l'informazione è raggiunge
      tutti! e chi non ha internet?

      Penso siamo in paese di m....
      ma PER COLPA NOSTRA!!!!
      siamo NOI CHE VOTIAMO
      siamo NOI CHE DECIDIAMO DA CHI FARCI
      RAPPRESENTARE

      e quindi non posso che conludere con:
      Viva L'Italia, viva i politici, viva
      l'attuale governo, viva chi l'ha votato e
      soprattutto... VIVA CHI LO RIVOTERA'
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè in televisione e per radio non se ne parla?
      - Scritto da: Giuseppe Di Rienzo
      Ragazzi, vi siete chiesti perchè in
      televisione e per radio non se ne parla?Perchè fa più notizia "il napster" e la pedofilia che "con l'internet si diffonde molto di più"...Mass media / internet = disinformazioneSaluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè in televisione e per radio non se ne parla?
      chiedilo al viscido, bavoso della porta, il primo fra tutti, nel medioevo gli avrebbero inchiodato la lingua (e qualcosa d'altro) sul suo portone di palazzoi giornalisti sono sciacalli, loro non hanno il diritto d'informazione, finiamoli, mai piu' un loro giornale, ne servizio televisivo, ne opinione, comprato, ascoltato o visto ne riportato. Azzeriamo il loro share, ed oscuriamo i loro online. Allora niente, chi si credono di essere? Recita un antico saggio, non ascoltare o discutere con un cretino, la gente non potrebbe cogliere la differenza.
  • Anonimo scrive:
    Il tempo è finito
    Salve.Chi - come il sottoscritto - frequenta la rete da prima ancora che nascesse (via BBS) si sarà ormai reso conto che internet non è più quella di una volta. Non è più il luogo della libertà per eccellenza, non è più l'hyde park virtuale dove chiunque può dire la sua, non è più il posto dove conoscenza e sapere venivano condivisi (insieme alle immagini porno).Internet ai bei tempi era un posto frequentato da gente che "sapeva quello che faceva", che aveva quel minimo di know how necessario per collegarsi e per far funzionare la navigazione. Se non eravamo tutti nerds, poco ci mancava. Era il paradiso degli universitari americani (quelli italiani erano ancora troppo idioti) e degli appasionati di informatica o di fantascienza (gli unici con quel tanto di mente aperta da capire e saper cogliere la novità).Da allora sono passati meno di 10 anni e forse sarebbe corretto dire che "quantomeno ce la siamo spassata per quasi un decennio".E' successo infatti che, come per tutte le rivoluzioni tecnologiche di un certo livello (telefono, frigorifero, lavatrice, automobile) alla fine TUTTI si sono accorti della Rete e, fra questi, anche i politici e gli imprenditori.Ma soprattutto i politici. Una razza di "creature" parassite/simbionti che godono di una serie di privilegi e deroghe che non sono concesse ai semplici esseri umani. Creature che per prosperare e riprodursi hanno bisogno di imporre lacci e lacciuoli, esercitare controllo e soprattutto mantenere nell'ignoranza i loro ospiti, cioè noi.E' facile affermare che esiste la libertà di espressione del proprio pensiero in un sistema che - di fatto - impedisce la diffusione su larga scala dello stesso. Ecco quindi che quando si sono accorti che Internet invece permetteva proprio questo (oltre che lo scambio di immagini porno), immediatamente TUTTI i politici si sono mossi per chiudere la falla. E' singolare e sintomatico che siano stati davvero TUTTI d'accordo, non trovate?Ma ne andava della loro stessa sopravvivenza, per cui sono giustificati... Noi avremmo fatto lo stesso.Il bello verrà però tra brevissimo, quando finalmente capiranno che Internet può essere usato per esercitare il controllo sulla popolazione inesperta. Un tempo si diceva che una cosa era vera quando ne parlavano i giornali. Fra poco nulla sarà reale se non sarà anche su internet...Ma oltre a politici ed imprenditori, alla fine su internet sono giunte anche le persone normali, gli ingenui che credono che l'hard disk sia un sito porno e quelli che prima cercavano di fregarti la borsa col motorino ed ora invece si comprano lo stereo sul web con la tua carta di credito.Internet non è più un bel posto dove vivere, è diventato un posto come un altro, con i suoi idioti del villaggio globale, i suoi criminali, i suoi politici e con chi ha trovato il modo di guadagnarci su.Anche le banche ormai sono arrivate sulla rete. E una volta che hai le banche vicino... è meglio se cambi posto.E i posti ci sono, per fortuna. Il web è solo il più visibile dei servizi e dei luoghi della rete, quello più comprensibile ed accessibile. Gli altri sono ancora - per fortuna - fuori portata.E le comunità che per ora vi abitano sono, guarda caso, le stesse che abitavano il web in principio.Se sapete come entrarvi, sarete i benvenuti.--
    • Anonimo scrive:
      Re: Il tempo è finito
      Caro Deadbrain,condivido praticamente in pieno il tuo pensiero, però è triste pensare alla comunità "libera e vera" che vive la rete quasi in "clandestinità", come i Cristiani nelle Catacombe, o i Carbonari nelle segrete, o i Guerriglieri nella foresta.E' certamente vero che ormai da molti mesi l'attacco dei poteri costituiti alle libertà che la Rete ha consentito si fa sempre più forte e accerchiante.E' certo che l'obiettivo di questo attacco è piegare la rete alle logiche del profitto, con la violenza che deriva dalla potenza "economica" e politica di chi della rete vuol fare l'ennesima macchina da soldi.Chi riuscirà ad opporsi ?Non certo gli stessi uomini che hanno portato il pianeta sull'orlo di un collasso annunciato, che hanno reso veritiera la prospettiva per cui, se non si cambia rotta, entro 50 anni saremo più di 10 miliardi e avremo 2,5 miliardi di automobili, oltre che un pianeta invivibile.Non certo gli uomini che continuano a tollerare il mostruoso divario tra nord e sud del mondo.Non permettiamo che diventi invivibile anche la Rete !!!- Scritto da: Deadbrain
      Salve.
      Chi - come il sottoscritto - frequenta la
      rete da prima ancora che nascesse (via BBS)
      si sarà ormai reso conto che internet non è
      più quella di una volta. Non è più il luogo
      della libertà per eccellenza, non è più
      l'hyde park virtuale dove chiunque può dire
      la sua, non è più il posto dove conoscenza e
      sapere venivano condivisi (insieme alle
      immagini porno).
      Internet ai bei tempi era un posto
      frequentato da gente che "sapeva quello che
      faceva", che aveva quel minimo di know how
      necessario per collegarsi e per far
      funzionare la navigazione. Se non eravamo
      tutti nerds, poco ci mancava. Era il
      paradiso degli universitari americani
      (quelli italiani erano ancora troppo idioti)
      e degli appasionati di informatica o di
      fantascienza (gli unici con quel tanto di
      mente aperta da capire e saper cogliere la
      novità).

      Da allora sono passati meno di 10 anni e
      forse sarebbe corretto dire che "quantomeno
      ce la siamo spassata per quasi un decennio".

      E' successo infatti che, come per tutte le
      rivoluzioni tecnologiche di un certo livello
      (telefono, frigorifero, lavatrice,
      automobile) alla fine TUTTI si sono accorti
      della Rete e, fra questi, anche i politici e
      gli imprenditori.

      Ma soprattutto i politici. Una razza di
      "creature" parassite/simbionti che godono di
      una serie di privilegi e deroghe che non
      sono concesse ai semplici esseri umani.
      Creature che per prosperare e riprodursi
      hanno bisogno di imporre lacci e lacciuoli,
      esercitare controllo e soprattutto mantenere
      nell'ignoranza i loro ospiti, cioè noi.

      E' facile affermare che esiste la libertà di
      espressione del proprio pensiero in un
      sistema che - di fatto - impedisce la
      diffusione su larga scala dello stesso. Ecco
      quindi che quando si sono accorti che
      Internet invece permetteva proprio questo
      (oltre che lo scambio di immagini porno),
      immediatamente TUTTI i politici si sono
      mossi per chiudere la falla. E' singolare e
      sintomatico che siano stati davvero TUTTI
      d'accordo, non trovate?

      Ma ne andava della loro stessa
      sopravvivenza, per cui sono giustificati...
      Noi avremmo fatto lo stesso.

      Il bello verrà però tra brevissimo, quando
      finalmente capiranno che Internet può essere
      usato per esercitare il controllo sulla
      popolazione inesperta. Un tempo si diceva
      che una cosa era vera quando ne parlavano i
      giornali. Fra poco nulla sarà reale se non
      sarà anche su internet...

      Ma oltre a politici ed imprenditori, alla
      fine su internet sono giunte anche le
      persone normali, gli ingenui che credono che
      l'hard disk sia un sito porno e quelli che
      prima cercavano di fregarti la borsa col
      motorino ed ora invece si comprano lo stereo
      sul web con la tua carta di credito.

      Internet non è più un bel posto dove vivere,
      è diventato un posto come un altro, con i
      suoi idioti del villaggio globale, i suoi
      criminali, i suoi politici e con chi ha
      trovato il modo di guadagnarci su.

      Anche le banche ormai sono arrivate sulla
      rete. E una volta che hai le banche
      vicino... è meglio se cambi posto.

      E i posti ci sono, per fortuna. Il web è
      solo il più visibile dei servizi e dei
      luoghi della rete, quello più comprensibile
      ed accessibile. Gli altri sono ancora - per
      fortuna - fuori portata.
      E le comunità che per ora vi abitano sono,
      guarda caso, le stesse che abitavano il web
      in principio.

      Se sapete come entrarvi, sarete i benvenuti.

      --
  • Anonimo scrive:
    Re: Se di lobby si parla....
    Veramente un bell'intervento, forse il migliore che ho letto in tutti questi giorni.Chiedo a Punto-Informatico che ti venga assegnata una rubrica fissa! (sul serio)
  • Anonimo scrive:
    IO NON capisco perche' Vi allarmate SEMPRE cosi'.
    Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capitoche SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.Apprezzo la petizione di Punto Informatico ma anche se dovesse raccogliere 50.000 adesioniNON OTTERREBBE MAI NULLA.L'Italia non è un paese "libero" per chi ha IDEEMIGLIORI DEGLI ALTRI.L'INVIDIA PURTROPPO DILAGA fra la GENTE COMUNE con un cervello LIMITATO e per porre un argine alla loro IGNORANZA cercano di mettere in difficoltà CHI E' E SEMPRE SARA' MIGLIORE DI LORO.E mi sembra che lo si sia capito sin dai tempi del ddl Passigli, dell'ostilità nei confronti degli IMPRENDITORI della RETE.ABBANDONATE QUESTO PAESE FINCHE' SIETE IN TEMPO......VIA DALL'ITALIA,SE NON CON IL CORPOALMENO CON LA PERSONALITA' GIURIDICA.A Buon Intenditore... POCHE PAROLE.PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.Un Saluto
    • Anonimo scrive:
      Re: IO NON capisco perche'(Max,ca77 stai a ddi)
      - Scritto da: MAX
      IO NON CAPISCO PERCHE`VI ALLARMATE SEMPRE COSI`
      Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,
      DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito
      che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.
      Apprezzo la petizione di Punto Informatico
      ma anche se dovesse raccogliere 50.000
      adesioni
      NON OTTERREBBE MAI NULLA.[...]
      PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.UE! DICO!O i politici che stanno al potereli abbiamo voluti noioppure siamo cosi` imbecillida astenerci durante le elezioni.Per esempio quando c'e` stato il referendumper abrogare l'ordine dei giornalistila gente ha ascoltato Berlusconie se ne` andata al mare invece di votare.Allora non state a rompere leballe a piangere sulle leggi inique edantidemocratiche, perche` tutto sonotranne che antidemocratiche.Pino Silvestre
      • Anonimo scrive:
        Re: IO NON capisco perche'(Max,ca77 stai a ddi)
        Whe' Piscehllino,guarda che io ho fatto un discorso completo,non puoi prendere un pezzo del poste dare "massime di vita":-PLeggi e rispondi a tutto;-)IO NON capisco perche' Vi allarmate SEMPRE cosi'. di MAX del 07/04/01 (11:49)Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capitoche SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.Apprezzo la petizione di Punto Informatico ma anche se dovesse raccogliere 50.000 adesioniNON OTTERREBBE MAI NULLA.L'Italia non è un paese "libero" per chi ha IDEEMIGLIORI DEGLI ALTRI.L'INVIDIA PURTROPPO DILAGA fra la GENTE COMUNE con un cervello LIMITATO e per porre un argine alla loro IGNORANZA cercano di mettere in difficoltà CHI E' E SEMPRE SARA' MIGLIORE DI LORO.E mi sembra che lo si sia capito sin dai tempi del ddl Passigli, dell'ostilità nei confronti degli IMPRENDITORI della RETE.ABBANDONATE QUESTO PAESE FINCHE' SIETE IN TEMPO......VIA DALL'ITALIA,SE NON CON IL CORPOALMENO CON LA PERSONALITA' GIURIDICA.A Buon Intenditore... POCHE PAROLE.PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.Un Saluto- Scritto da: Pino Silvestre
        - Scritto da: MAX

        IO NON CAPISCO PERCHE`VI ALLARMATE SEMPRE
        COSI`

        Le parole NON SERVONO A NULLA con i
        POLITICI,

        DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito

        che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.


        Apprezzo la petizione di Punto Informatico

        ma anche se dovesse raccogliere 50.000

        adesioni

        NON OTTERREBBE MAI NULLA.
        [...]

        PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI
        SEMPRE.

        UE! DICO!
        O i politici che stanno al potere
        li abbiamo voluti noi
        oppure siamo cosi` imbecilli
        da astenerci durante le elezioni.

        Per esempio quando c'e` stato il referendum
        per abrogare l'ordine dei giornalisti
        la gente ha ascoltato Berlusconi
        e se ne` andata al mare invece di votare.

        Allora non state a rompere le
        balle a piangere sulle leggi inique ed
        antidemocratiche, perche` tutto sono
        tranne che antidemocratiche.

        Pino Silvestre
  • Anonimo scrive:
    Che risposte.....
    Non ci siamo proprio...La difesa delproprio orticello dall'assedio delle lobbies, ... ai posteri l'ardua sentenza... Il problema non è questo... ma risiede sempre, come ha giustamente sostenuto Mantellini, nello 'scollamento' della classe politica, inteso come 'estraneazione' dei suoi componenti dai problemi concreti del popolo che lo ha 'democraticamente' votato.Io vorrei spendere due parole su questi concetti perchè ritengo siano alla radice di tutti i problemi della politica italiana.Innanzi tutto ritengo che dove non vi sia alternanza vi siano le condizioni necessarie e sufficienti perchè si crei la 'sudditanza' della classe politica ai grandi interessi multinazionali. Questo poichè il 'valore' del voto viene meno. I politici 'personalmente' presi sono sicuri della propria poltrona e del proprio 'reddito' quindi è per loro assai più facile rendersi docili alle richieste delle classi che riescono con più facilità a far sentire la propria 'perversa' voce, sia quando i mezzi siano forniti dalle multinazionali, sia quando siano 'sottratti' al popolo attraverso contributi e imposizioni varie (sindacati). Se i politici non fossero così sicuri della poltrona sarebbero più attenti ai desiderata della base che li vota. In questa tornata elettorale alcuni hanno addirittura avuto l'ardire di candidarsi da soli all'uninominale per quanto sono sicuri di essere eletti.Che il popolo voti democraticamente i propri rappresentanti è inoltre tutto da dimostrare in una nazione dove le maggioranze vengono costruite o ricostruite dopo il voto popolare. E' altamente antidemocratico che una maggioranza che dopo le elezioni non sia più tale, prolunghi la propria esistenza attraverso alchimie quali la 'cooptazione' di altri partiti o di altri parlamentari che magari erano stati eletti nella coalizione opposta.Sinchè in Italia non si porrà fine a questi problemi che riguardano la 'inamovibilità' di tante posizioni di rendita (oltre all'inamovibilità del politico ne esistono tante altre, pensiamo ad es. a quella del posto di lavoro soprattutto pubblico, a quella del sindacalista, a quella del giornalista... ) credo che non si potrà parlare in senso corretto di democrazia.Per quanto riguarda poi la 'difesa del proprio orticello' cioè la protesta riguardo alla estensione della legge sull'editoria al materiale diffuso on line credo che sia naturale per le persone che lavorano in questo settore opporsi ai lacci e alle imposizioni che una classe politica sempre abituata a comandare dall'alto, per i motivi suesposti, sia oltremodo naturale. Del resto è anche naturale che i nostri politici abbiano finalmente acquisito 'paura' del formidabile mezzo di diffuzione delle informazioni che è Internet e cerchino ovviamente di imbrigliarlo, di sottoporlo alla loro influenza, tanto che già promettono finanziamenti a chi si comporterà secondo i loro desiderata (leccheranno i loro padroni). Questa dei finanziamenti facili è un'altra brutta abitudine dei nostri politici che comprano gli imprenditori per perpetuare il loro potere. Bisognerebbe fare una campagna per convincere la classe imprenditoriale che è necessario liberarsi di tali elementi di inquinamento.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che risposte.....
      Francamente chi continua a porre la questione della democrazia in Italia, penso che sviluppi queste tematiche per offrirsi un comodo salvacondotto per la propria coscienza.Affermare, specialmente dopo lo scossone elettorale dei primi anni novanta, che per chi non ha buona memoria ha mandato a casa una classe politica che ci governava da 40 anni, che il nostro paese è una democrazia bloccata mi sembra il solito piagnisteo delle minoranze. In democrazia la maggioarnaza vince, anche se non ci piace. Una costituzione, e tutto ciò che ne consegue in Italia la abbiamo, si faccia del serio lavoro politico anzichè fasciarsi la testa, e non si invochi lo scollamento dei politici dal cittadino quando i primi a scollarsi dalla politica sono i cittadini. A proposito delle cifretenete conto che 50.000 firmatari contro 44.000.000 di elettori, sono lo circa lo 0,12%.Una minoranza quando fa pressione diventa che piaccia o meno Lobby.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che risposte.....
        - Scritto da: sergio ferraris
        Francamente chi continua a porre la
        questione della democrazia in Italia, penso
        che sviluppi queste tematiche per offrirsi
        un comodo salvacondotto per la propria
        coscienza.Sì nel senso che questa non è mai stata democrazia!
        Affermare, specialmente dopo lo scossone
        elettorale dei primi anni novanta, che per
        chi non ha buona memoria ha mandato a casa
        una classe politica che ci governava da 40
        anni, che il nostro paese è una democrazia
        bloccata mi sembra il solito piagnisteo
        delle minoranze. In democrazia la
        maggioarnaza vince, anche se non ci piace.In democrazia vince la volontà del popolo grazie ad un confronto che dovrebbe avere uno svolgimento dialettico, non univoco.
        Una costituzione, e tutto ciò che ne
        consegue in Italia la abbiamo, si faccia del
        serio lavoro politico anzichè fasciarsi la
        testa, e non si invochi lo scollamento dei
        politici dal cittadino quando i primi a
        scollarsi dalla politica sono i cittadini.Il fatto è che è troppo facile e scontato essere cittadini mentre la libertà è una condizione che per sussistere non può ammettere qualunquismi e leggerezze, si rischia di essere schiavi tutti dell'imbecillità dei molti.
        A proposito delle cifre
        tenete conto che 50.000 firmatari contro
        44.000.000 di elettori, sono lo circa lo
        0,12%.
        Una minoranza quando fa pressione diventa
        che piaccia o meno Lobby.Appunto!
      • Anonimo scrive:
        Re: Che risposte.....

        In 50 anni di
        comunismo i politici che purtroppo ci
        governano [...]Infatti, mi sembrava che nella DC che ci ha governato dal dopoguerra ai primi anni 90 fossero tutti comunisti travestiti, tutti degli emuli di Diabolik (ad esempio lo sanno tutti che Togliatti è riuscito a governare per anni mettendosi la maschera di Fanfani). Altro che quelle tesi storiche del tutto eversive, secondo cui sarebbe stata la DC a tenerci al riparo dall'instaurazione di un regime comunista in Italia, tu sì che hai capito tutto ( e quei manifesti elettorali democristiani in cui si diceva all'elettore "nella cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no"? Dei falsi storici, evidentemente.) Ascolta, perché invece di pensare con il cervello di berlusconi, non ragioni col tuo, e magari lo colleghi alle dita prima di scrivere certe cretinate?
  • Anonimo scrive:
    Scusate il ritardo
    Arrivo con un po? di ritardo su questo importantissimo argomento: non ho infatti commentato gli articoli dei giorni scorsi. In realtà non c?è niente di nuovo sotto il sole: come già dicevo poche settimane fa, il Potere (che non è rappresentato solo dalle multinazionali ma è molto di più) si è organizzato e sta entrando su Internet in forma massiccia.Eppure, nonostante ciò, esistono anche dei lati positivi: la legge sulla schedatura di massa (quella che creerà un archivio informatico con tutti i nostri dati più sensibili) per esempio avrà il vantaggio di limitare le truffe (e altri tipi di reati simili) su Internet. Ne sono consapevole, anche perché molti me lo hanno fatto notare quando scrissi che bisognava a tutti i costi impedire questa schedatura (a cui continuo però ad essere contrario).Anche questa legge sull?editoria avrà qualche vantaggio (almeno spero): per esempio chi gestisce un sito di informazioni su Internet in modo serio e corretto potrà beneficiare di un finanziamento pubblico. Che, con questa crisi che si taglia con il coltello, non è mica da buttare via!Certo bisogna sottostare a delle regole. E a molti questo non piace. Non so se sia per sfiducia nei politici e nelle istituzioni (che ha colpito un po? tutti ultimamente) o per la nostra solita, italica abitudine a fare un po? come cazzo ci pare? Non voglio dare giudizi, anche perché sarebbe prematuro. Come si dice, ?ai posteri l?ardua sentenza?. Intanto noi continuiamo a coltivare il nostro orticello?
    • Anonimo scrive:
      Un paio di precisazioni
      Ho concluso il mio intervento di ieri con la frase ?dobbiamo coltivare il nostro orticello?. Una frase che cito spesso perché è la conclusione del ?Candido? di Voltaire, che non può essere capita senza aver prima letto tutto il romanzo. In poche parole, significa che chi si è reso conto per esperienza diretta che il mondo è pieno di ingiustizie, ha cercato di cambiarlo ma è stato sconfitto non gli rimane altro che tirare a campare. Questo è il significato della frase: ?tiriamo a campare?.Mi rendo conto però che ?coltivare il proprio orticello? nel parlare comune ha assunto un significato completamente diverso ed è diventato simbolo di un comportamento negativo. Mi impegno quindi a non usare più quell?espressione, per non creare equivoci.Seconda precisazione: rispetto l?opinione di tutti ma non posso concordare con chi accusa me e i miei amici di Punto Informatico di far parte di una lobby: la lobby di Internet, appunto. Questo tizio dice che siamo una lobby e che portiamo acqua solo al nostro mulino, perché vediamo solo i nostri problemi e non quelli degli altri.Caro sciocchino, pensi che in futuro Internet la useranno solo 4 gatti? Pensi che sia paragonabile al giornalino che facevi quando andavi a scuola, o a quello della tua parrocchia? Non sai che un sito Internet è visibile potenzialmente da ogni luogo e da ogni persona della Terra ? E? un mezzo di comunicazione favoloso che rivoluzionerà ogni aspetto della nostra società (economico, sociale e politico) la cui importanza storica è paragonabile solo all?invenzione della stampa, avvenuta circa 5 secoli fa. Combattere per la libertà di espressione su Internet significa combattere per la libertà di tutti. Anche la tua.Il fatto poi che siamo solo in 50.000 a firmare la petizione e non in 50 milioni come sarebbe giusto è la causa del pessimismo di cui parlavo prima...
      • Anonimo scrive:
        Re: Un paio di precisazioni
        Oh, egregio Voltaire bentornato!Vedi il fatto è una regolamentazione ci vuole, ma la legge è ambigua. Secondo me, dovrebbe essere facile rispettare la legge, invece è facile infrangerla. E' un po' come fare una legge che, in Italia riguardi tutti quelli che hanno i capelli scuri ed escluda solo quelli rossi naturali con lentiggini... Come ti muovi per fare un sito di un certo peso, cadi nella "regolamentazione"In base a questa legge, qualunque sito potrebbe essere costretto alla chiusura, un cavillo si trova sempre, non dobbiamo fidarci della buona fede di chi tira i fili.Per quanto riguarda la schedatura di massa, ti cito una frase di Isaac Asimov (se ben ricordo) "Benvenuti nella boccia dei pesci". Ci sarà qualcuno che ci dà da mangiare, che ci cambia l'acqua, ma alla fine dovremo sempre chiedere il permesso... e poi parlatemi di libertà...- Scritto da: Voltaire 2001
        Ho concluso il mio intervento di ieri con la
        frase ?dobbiamo coltivare il nostro
        orticello?. Una frase che cito spesso
        perché è la conclusione del ?Candido? di
        Voltaire, che non può essere capita senza
        aver prima letto tutto il romanzo. In poche
        parole, significa che chi si è reso conto
        per esperienza diretta che il mondo è pieno
        di ingiustizie, ha cercato di cambiarlo ma è
        stato sconfitto non gli rimane altro che
        tirare a campare. Questo è il significato
        della frase: ?tiriamo a campare?.

        Mi rendo conto però che ?coltivare il
        proprio orticello? nel parlare comune ha
        assunto un significato completamente diverso
        ed è diventato simbolo di un comportamento
        negativo. Mi impegno quindi a non usare più
        quell?espressione, per non creare equivoci.


        Seconda precisazione: rispetto l?opinione di
        tutti ma non posso concordare con chi accusa
        me e i miei amici di Punto Informatico di
        far parte di una lobby: la lobby di
        Internet, appunto. Questo tizio dice che
        siamo una lobby e che portiamo acqua solo al
        nostro mulino, perché vediamo solo i nostri
        problemi e non quelli degli altri.

        Caro sciocchino, pensi che in futuro
        Internet la useranno solo 4 gatti? Pensi che
        sia paragonabile al giornalino che facevi
        quando andavi a scuola, o a quello della tua
        parrocchia? Non sai che un sito Internet è
        visibile potenzialmente da ogni luogo e da
        ogni persona della Terra ? E? un mezzo di
        comunicazione favoloso che rivoluzionerà
        ogni aspetto della nostra società
        (economico, sociale e politico) la cui
        importanza storica è paragonabile solo
        all?invenzione della stampa, avvenuta circa
        5 secoli fa.

        Combattere per la libertà di espressione su
        Internet significa combattere per la libertà
        di tutti. Anche la tua.

        Il fatto poi che siamo solo in 50.000 a
        firmare la petizione e non in 50 milioni
        come sarebbe giusto è la causa del
        pessimismo di cui parlavo prima...
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