EFF, il DRM tradisce gli utenti

Con un accurato studio e una guida critica la celebre associazione avverte gli utenti di tutto il Mondo: con le tecnologie di digital right management il cliente ha sempre torto
Con un accurato studio e una guida critica la celebre associazione avverte gli utenti di tutto il Mondo: con le tecnologie di digital right management il cliente ha sempre torto


San Francisco – Sulle pagine dei giornali, nei programmi televisivi, nelle pubblicità sul web: la massificazione della musica digitale verrà ricordata, probabilmente, come l’età d’oro delle agenzie pubblicitarie. Mimetizzati da questa massiccia tempesta mediatica di marketing a 360 gradi , aziende come Apple , Real e persino Microsoft vengono accusate di non informare a sufficienza i consumatori sui sistemi di Digital Rights Management : ora ci pensa EFF .

L’associazione ha pubblicato una guida titolata Il cliente ha sempre torto , già etichettata come “controversa” da molti organi stampa internazionali: è una lucida analisi , indipendente e scevra da pregiudizi, sulle controversie del modello di business basato su quelle tecnologie pensate per proteggere il diritto d’autore e, in molti casi, limitare per questo la fruibilità dei prodotti multimediali da parte l’utente finale.

L’incipit della guida, che critica l’attuale mercato musicale online, vuole dettare l’agenda a consumatori e soprattutto aziende: “In questo mondo nuovo di servizi musicali autorizzati, gli audiofili stanno spendendo di più per fare di meno”. L’obiettivo degli autori è chiaro: mettere in luce l’ ipocrisia di certe offerte commerciali che mascherano l’ impossibilità di applicare i principi del cosiddetto fair-use con messaggi ingannevoli.

Gli esperti di EFF hanno preso in esame quattro dei maggiori servizi di musica online: Napster, RealNetworks, Microsoft Playsforsure ed Apple iTunes. Il risultato dell’analisi è un ombrello per resistere a pubblicità fuorvianti ed iniziative puramente commerciali: EFF invita i consumatori ad usare prudenza prima d’acquistare musica, o altri contenuti, attraverso il web.

“Attenzione”, si legge sulla guida, “non fatevi ingannare: le aziende parlano di libertà di scelta, di prezzi modici, di compatibilità: ma le canzoni che comprate non diventano mai di vostra proprietà “. Vengono così messi a nudo i problemi di compatibilità tra vari formati e lettori MP3, l’impossibilità di poter eseguire copie di backup o più semplicemente di campionare e riarrangiare un motivetto.

Quando non ci sarà niente altro che contenuti digitali, senza forma e senza sostanza, dovremo dire addio al modo d’intendere comunemente la musica? EFF, con questa guida, solleva anche questo interrogativo. Un tempo potevamo comprare musica ed essere sicuri di poterla ascoltare con qualsiasi lettore, in macchina come in palestra. Un tempo si potevano vendere dischi e musicassette alle fiere rionali, per cercare di svuotare le cantine stracolme – magari guadagnando qualche spicciolo: adesso non più. E per EFF non ci sono dubbi: non c’è che da ringraziare le aziende che producono sistemi DRM e soprattutto quelle che decidono di applicarli.

L’intera guida è disponibile qui .

Tommaso Lombardi

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05 09 2005
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