Electronic Arts contro la California

Il numero uno dell'industria videoludica si oppone alla nuova legge che vieta la vendita di giochi violenti ai minori. I portavoce dell'azienda promettono una battaglia legale a tutto campo


San Francisco (USA) – Il governatore d’acciaio Arnold Schwarzenegger mette al bando i videogiochi violenti ed Electronic Arts , peso massimo della ricchissima industria ludica, mobilita un esercito di legali per sfidare l’ex campione di culturismo in un braccio di ferro . “E’ nostra intenzione affondare questa legge”, dichiara il presidente di EA Douglas Lowenstein in una nota ufficiale: “Siamo sicuri di vincere, pronti a condurre una battaglia legale”.

La nuova legge vieta severamente la vendita di videogiochi violenti a tutti i minorenni, con il rischio di sottrarre una preziosa quota di mercato alle grandi aziende che producono software d’intrattenimento.

“Striscia l’ipotesi di anticostituzionalità”, sostiene Jeff Brown, portavoce di EA, in un’intervista rilasciata a Reuters : le nuove norme, secondo la multinazionale statunitense del divertimento digitale, andrebbero contro il pilastro costituzionale della libertà di espressione .

Brown reclama per i videogiochi lo stesso status di stampa, libri e pellicole cinematografiche , elementi di cultura popolare che la costituzione degli Stati Uniti tutela in maniera ferrea. Nessun prodotto a carattere informativo o narrativo può essere soggetto a discriminazioni basate sulla natura dei contenuti, siano essi reali o frutto di fantasia.

Electronic Arts lamenta la rigidità delle nuove disposizioni californiane e pretende che Schwarzenegger riveda le sue posizioni. I divieti sui giochi violenti, sanguinolenti o pornografici scatteranno a partire dal 2006: l’esercito di legali al soldo di EA sta già pensando a come bloccare questo processo, capace di mettere seriamente a repentaglio le vendite dei videogames .

Un processo che non investe soltanto la California, patria di numerose software house dedicate al divertimento: altri due importanti stati nordamericani, Illinois e Michigan , hanno recentemente messo alla sbarra tutti i giochi che raffigurano e simulano omicidi, stupri o altri comportamenti violenti.

I legislatori statunitensi considerano la rappresentazione digitale di questi comportamenti deviati come estremamente dannosa per lo sviluppo psicosociale dei giovanissimi, specialmente se accompagnata dall’incredibile interattività ed immedesimazione offerte dalle nuove tecnologie grafiche.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    Come da noi
    Si si proprio come in Italia.Qua più sei bravo e meno ti vogliono perché pensano che dovranno pagarti più caro di un pischello neolaureato sotto i 26 anni.
  • Anonimo scrive:
    Nuove norme sul Diritto del Lavoro
    Io ritengo che i tempi siano maturi per la definizione di nuove norme sullo sfruttamento commerciale di prodotti derivanti da attività intellettuali.Mi spiego meglio:Una volta la definizione generica di lavoratore, indicava il dipendente che forniva "lavoro" fisico, manodopera, lavoro definito "di concetto". Il ricavato commerciale e il prodotto ERANO DI PROPRIETA' DELL' AZIENDA.Ora con l' arrivo di attività il cui prodotto non è più derivante dall' attività fisica, ma da quella intellettuale, e persino il prodotto stesso è "immateriale" , tutte le norme andrebbero riviste alla luce delle normali regole di sfruttamento delle opere intellettuali.In pratica il lavoratore non deve più essere definito come "lavoratore" ma è assimilabile all'artista, giornalista o avvocato.Il lavoratore non sarà più un "dipendente" ma un "creativo". Come tale deve essere considerato "il proprietario" di qualsiasi lavoro di ingegno derivante dal suo lavoro.Di conseguenza anche le Aziende diventeranno un modello economico più simile alle Case Discografiche e agli Editori, che alla attuale rigida struttura "padronale-proprietaria", e tutti i compensi dovvranno essere definiti come "diritti di sfruttamento di opere di ingegno".In questo modo va da se che:- Il "creativo" è SEMPRE il proprietario del suo lavoro.- Il "creativo" definisce le royalties per i diritti di sfruttamento del suo lavoro. Il salario delle Aziende sarà costituito dai dalle Royalties che il "creativo" percepirà per lo sfruttamento commerciale delle sue creazioni. In nessun modo l' Azienda sarà proprietaria, ma si applicheranno sempre le leggi del diritto d' autore.Di conseguenza dovrà necessariamente cessare lo sfruttamento intellettuale dell' individuo, che invece sarà spronato a cambiare o scegliere nel mercato Aziende che gli offrano Royalties più allettanti per le suo opere.Ci saranno ovvie conseguenze rispetto al modo attuale di lavorare:- Non sono tutte rose e fiori (e soldi per il "creativo"- Non esisterà un salario tradizionale (passa il tempo e prendo soldi dalla azienda indipendentemente dal valore di ciò che ho prodotto)- Devo possedere un prodotto PRIMA di presentarmi ad una Azienda/editore.- Ogni creativo dovrà essere iscritto ad un albo, e potra scegliere se aderire ad ulteriori enti (tipo SIAE) che ne tutelino ulteriormente i diritti.- Quando il creativo ha prodotto qualche cosa percepirà "a vita" i diritti di commercializzazione su ciò che ha fatto, e arricchirà di anno in anno il suo catalogo , diventando sempre più appetibile alle Aziende che vorranno diventare suoi "editori".- Opere create da team di più persone saranno proprietà comuni dei membri del gruppo.- Durante il periodo di sviluppo il "creativo" si dovrà finanziare in proprio, o eventualmente pattuire con una Editore un contratto di commercializzazione che preveda una forma di "finanziamento ai fini di sviluppo" da scontarsi poi sulle Royalties.Credo che solo così si potrebbe dare nuovo slancio ad una attività stagnante, e nuove professionalità agli individui.
  • Anonimo scrive:
    Alla grande!
    Sembra una storia di prepotenza e bullismo, il grande Yahoo picchia il piccolo Nuance. In realtà è il piccolo, QUELLO VERAMENTE PICCOLO, che questa volta ha goduto... lo sviluppatore.Per una volta il coltello dalla parte del manico l'hanno avuto gli sviluppatori. Quando la maggior parte delle volte l'autore materiale del codice gode solo di una parte infinitesimale dei benefici (soldi) che il codice prodotto porta all'azienda. In questo caso non ho la minima compassione per il resto dell'azienda Nuance, rimasti a bocca asciutta... mi posso sbagliare, ma ho idea che la maggior parte di queste persone siano manager troppo in alto nella gerarchia per aver avuto una qualche influenza sul codice sviluppato (e quindi inutili ai fini di Yahoo) e uno stuolo di commerciali parassiti della serie che "vendere software o insaccati è la stessa cosa, tanto io ho l'incentivo e mi becco molti di quei soldi che invece dovrebbero andare a quei muli laggiù che producono e spalano carbone nelle caldaie aziendali"
  • Anonimo scrive:
    Incompetenza
    La "clausola/patto di non concorrenza" è prevista in molti tipi di contratti del lavoro. Grazie a questa clausola/patto le aziende che fanno ricerca ed innovazione si tutelano dalla fuga di cervelli impedendo loro di andare a lavorare per un competitor.Se la Nuance Communication è stata così sprovveduta dal non tutelarsi sotto questo aspetto... beh, allora se l'è meritata! :o
    • Anonimo scrive:
      Re: Incompetenza
      Non so negli Stati Uniti, ma in Italia la legge consente di vincolare le prestazioni di un dipendente, ma questo vincolo è valido solo se è "limitato temporalmente", "limitato territorialmente" ma soprattutto "adeguatamente remunerato".Ovvero se tu sei un ingegnere la cui capacità vale per l'azienda una paccata di soldi futuri, perché il vincolo sia valido, oltre a remunerare ciò che ti produco oggi, devi remunerare anche una "ragionevole parte" dei soldi che i concorrenti potrebbero offrirmi e che io mi impegno a non intascare.Quindi il problema, non è se "usare una catena abbastanza corta ed abbastanza grossa", ma incentivare un Capitale Umano a non andare ad Investire se stesso su mercati più remunerativi.Ovvero se quegli ingegneri erano così fondamentali e valevano così tanti soldi, probabilmente un imprenditore lungimirante e furbo, li avrebbe pagati in azioni dell'azienda invece che in salario fisso. Se se ne vanno comunque, condannando la società al fallimento, disposti a perdere il loro soldi congelati nelle azioni, probabilmente è perché si sono convinti che sono amministrati da qualcuno non proprio brillante e che lo stesso Capitale Umano, amministrato e mescolato a Capitale Economico differente renderebbe talmente tanto di più da compensare la perdita...
  • Anonimo scrive:
    e io uso google
    Yahoo! non mi piace e ha un database scarso...che usi anche politiche scorrette...e io uso Google!
  • Anonimo scrive:
    Lavoro=Merce=
    Mercato
    ... se uno offre di piu perche dire di no! :-)Si puo parlare di scorrettezza e magari di danni arrecati all'azienda che ha dedicato tempo e denaro allo sviluppo ... e gli si dovrebbe pagare il dovuto... compresi i mancati guadagni generati ... ma questo dimostra cio che è sempre stato... che è poi quello che in italia non si vuole capire... il lavoro è merce... una merce che costa cara se il dipendente è bravo... ma se al dipendente fanno un'offerta migliore il dipendente diventa imprenditore di se stesso e cambia anzienda portando spesso con se il Know-how che ha prodotto con l'azienda con cui è stato
    • Anonimo scrive:
      Re: Lavoro=Merce=
      Mercato
      - Scritto da: Anonimo

      ... se uno offre di piu perche dire di no! :-)

      Si puo parlare di scorrettezza e magari di danni
      arrecati all'azienda che ha dedicato tempo e
      denaro allo sviluppo ... e gli si dovrebbe pagare
      il dovuto... compresi i mancati guadagni generati
      ... ma questo dimostra cio che è sempre stato...
      che è poi quello che in italia non si vuole
      capire... il lavoro è merce... una merce che
      costa cara se il dipendente è bravo... ma se al
      dipendente fanno un'offerta migliore il
      dipendente diventa imprenditore di se stesso e
      cambia anzienda portando spesso con se il
      Know-how che ha prodotto con l'azienda con cui è
      stato... e alla fine chi paga è sempre l'azienda (che non si diverte a vedere sfumare il proprio tempo, le proprie ricerche, i propri investimenti) ... che alla fine paga sempre oppure chiude ... mentre il dipendente semplicemente cambia lavoro vendendosi al nuovo miglior offerente
      • Anonimo scrive:
        Re: Lavoro=Merce=
        Mercato


        ... e alla fine chi paga è sempre l'azienda (che
        non si diverte a vedere sfumare il proprio tempo,
        le proprie ricerche, i propri investimenti) ...
        che alla fine paga sempre oppure chiude ...
        mentre il dipendente semplicemente cambia lavoro
        vendendosi al nuovo miglior offerente

        Questo è il libero mercato. Mica hanno obbligato nessuno ad aprire un'azienda.Se sai correre e vali vinci, altrimenti cambi mestiere.Non sempre aprire e gestire un'azienda vuol dire comprarsi il Cayenne. A volte vuol dire prendersi le proprie responsabilità anche nei confronti di persone che ad un certo livello non sono dipendenti ma fornitori/clienti dell'azienda al tempo stesso e in tal modo vanno trattati. Altrimenti se ne vanno con tutto il diritto e la libertà possibile, ovviamente nel rispetto dei rapporti personali (ho visto imprenditori lamentarsi che un laureato in chimica se ne voleva andare (pagato 400? al mese per 40h settimanali adducento la motivazione del "abbiamo stretto un così buon rapporto").
      • Anonimo scrive:
        Re: Lavoro=Merce=
        Mercato
        Se un amministratore di una società è miope, e non si rende conto che il "Capitale" con il quale l'azienda fa profitto sono sia i soldi che ha investito nel creare l'infrastruttura, sia il cervello del ricercatore, e non remunera adeguatamente il "Capitale", sia quello "infrastrutturale" che quello "intellettivo", inevitabilmente gli investitori investono da un'altra parte.Vale per le azioni, ma vale anche per il tempo e le capacità di un ricercatore.Se vuoi garantirti che un ricercatore resti:- lo remuneri più di quanto sia remunerato un analogo prodotto sul mercato (leggi offri tassi di interesse più alti, se parli di obbligazioni, dividendi più alti se parli di azioni)- lo remuneri offrendogli di condividere i lauti "probabili" futuri guadagni; se se ne va lo stesso, probabilmente quei guadagni non erano cosi "probabili".Comunque quando "salari" una persona, paghi quello che lui ti produce "ora". Se pensi di guadagnare su quello che produrrà "domani" (es. pagandogli un corso di formazione) ti tuteli vincolandolo per un certo periodo. Ma, guarda caso, la legge italiana dice che, tra le varie cose, un simile vincolo, per essere valido deve essere "limitato temporalmente", "limitato territorialmente" e "adeguatamente remunerato".Ancora una volta, fare l'imprenditore dovrebbe comprendere anche l'intelligenza e la capacità di capire quando è il momento di acquisire un nuovo socio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Lavoro=Merce=
          Mercato

          Ancora una volta, fare l'imprenditore dovrebbe
          comprendere anche l'intelligenza e la capacità di
          capire quando è il momento di acquisire un nuovo
          socio.la migliore societa possibile... è composta da un numero di persone il cui totale sia un numero dispari inferiore a 3.L'intelligenza di prendere un socio puo rivelarsi spesso una scelta pericolosa per la futura gestione di una azienda... specialemte se il futuro socio è un dipendente... perche spesso i dipendenti non hanno la mentalita da imprenditori.
  • lb2004 scrive:
    La nuova società della conoscenza
    L'azienda è arrabbiata che Yahoo! abbia deciso di assumersi gli ingegneri invece di comprarsela tout court.D'altro canto questa è una tematica abbastanza nuova per la nostra società; l'impresa è costituita dalla competenza dei suoi "knowledge worker" e non dai macchinari e dai beni come le "vecchie" imprese manifatturiere.Non è così facile distinguere tra le normali dinamiche del mercato del lavoro ed il comportamento scorretto ed eventualmente sanzionabile.Comunque, credo che prima che in Italia comincino diffusamente a fare a gara per accaparrarsi i cervelli passerà ancora tanto tempo. Purtroppo per tutti...
    • Anonimo scrive:
      Re: La nuova società della conoscenza


      Comunque, credo che prima che in Italia comincino
      diffusamente a fare a gara per accaparrarsi i
      cervelli passerà ancora tanto tempo. Purtroppo
      per tutti...Io ho vissuto sulla mia pelle questa situazione. Aziende italiane nello stesso settore hanno preso accordi ufficiosi di non belligeranza: non assumono tecnici che hanno lavorato in aziende fornitrici/clienti/concorrenti.Risultato: il povero tecnico che ha lavorato seriamente, ha prodotto risultati innovativi e redditizi per l'azienda non si vede ricompensato adeguatamente e quando, preso dalla rabbia e dallo sconforto, tenta di spostarsi in un'altra realtà senza dover fare chilometri in più si trova la porta chiusa senza motivo. L'unica cosa che può fare è cambiare totalmente settore (con la quasi totale perdita di un bagaglio di conoscenze acquisite con l'esperienza precedente) o spostare la famiglia di parecchi chilometri, cambiando città, regione o addirittura nazione.Ben venga quindi la concorrenza spietata tra aziende. E' tutta salute per i dipendenti e di conseguenza indirettamente per l'azienda.Ma forse ai paroni la cosa da fastidio...
      • Anonimo scrive:
        Re: La nuova società della conoscenza
        - Scritto da: Anonimo



        Comunque, credo che prima che in Italia
        comincino

        diffusamente a fare a gara per accaparrarsi i

        cervelli passerà ancora tanto tempo. Purtroppo

        per tutti...

        Io ho vissuto sulla mia pelle questa situazione.
        Aziende italiane nello stesso settore hanno preso
        accordi ufficiosi di non belligeranza: non
        assumono tecnici che hanno lavorato in aziende
        fornitrici/clienti/concorrenti.

        Risultato: il povero tecnico che ha lavorato
        seriamente, ha prodotto risultati innovativi e
        redditizi per l'azienda non si vede ricompensato
        adeguatamente e quando, preso dalla rabbia e
        dallo sconforto, tenta di spostarsi in un'altra
        realtà senza dover fare chilometri in più si
        trova la porta chiusa senza motivo. L'unica cosa
        che può fare è cambiare totalmente settore (con
        la quasi totale perdita di un bagaglio di
        conoscenze acquisite con l'esperienza precedente)
        o spostare la famiglia di parecchi chilometri,
        cambiando città, regione o addirittura nazione.

        Ben venga quindi la concorrenza spietata tra
        aziende. E' tutta salute per i dipendenti e di
        conseguenza indirettamente per l'azienda.
        Ma forse ai paroni la cosa da fastidio...il dipendente essendo oggi intenzionato a guadagnare di piu offre i propri servizi ad altre aziende del settore sottraento know.how alla azienda precedente (know.how che ha acquisito grazie al tempo/denaro della azienda per cui lavorava... e dalla quale ha incassato un bello stipendio) ... direi che questo è un comportamento da "mercenario" che si vende al miglior offerente ... a danno dell'azienda che se gli togli la capacita produttiva fatica a rimettersi in pari con i concorrenti (quindi ben vengano accordi sottobanco tra aziende che bloccano lo spostamento dei dipendenti) ... il dipendente oggi è imprenditore di se stesso e come tale va trattato ... quindi anche lui è un padrone (uso sto termine come il tipo del post precedente.. che pensa di essere ancora nel sistema feudale o ritiene che i dipendenti siano schiavi)
        • Anonimo scrive:
          Re: La nuova società della conoscenza

          il dipendente essendo oggi intenzionato a
          guadagnare di piu offre i propri servizi ad altre
          aziende del settore sottraento know.how alla
          azienda precedente (know.how che ha acquisito
          grazie al tempo/denaro della azienda per cui
          lavorava... e dalla quale ha incassato un bello
          stipendio) ... direi che questo è un
          comportamento da "mercenario" che si vende al
          miglior offerenteAh si? Ma pensa te, la gente pretende di guadagnare di più... ma dove andremo a finire...L'azienda invece con il lavoro del suo dipendente non ha guadagnato? No? Allora c'è qualcosa che non va...
        • Anonimo scrive:
          Re: La nuova società della conoscenza


          il dipendente essendo oggi intenzionato a
          guadagnare di piu mentre un tempo gli piacevano le frustate...
          offre i propri servizi ad altre
          aziende del settore sottraento know.how alla
          azienda precedente (know.how che ha acquisito
          grazie al tempo/denaro della azienda per cui
          lavorava...Spiegami perché le aziende hanno allora interesse a spendere tempo/denaro a favore dei dipendenti???
          e dalla quale ha incassato un bello
          stipendio) Sì, tra i più bassi in Europa.
          ... direi che questo è un
          comportamento da "mercenario" che si vende al
          miglior offerente ... Si chiama libero mercato dalle mie parti
          a danno dell'azienda che se
          gli togli la capacita produttiva fatica a
          rimettersi in pari con i concorrenti (quindi ben
          vengano accordi sottobanco tra aziende che
          bloccano lo spostamento dei dipendenti) L'azienda può più correttamente trattare meglio il dipendente, no? Basta anche solo un piccolo gesto e non necessariamente soldi, per fidelizzare una persona. O gli viene più facile fare cartello, che tra l'altro sarebbe illegale mica per niente?!
          dipendente oggi è imprenditore di se stesso e
          come tale va trattato Tu l'hai detto! Allora ti contraddici.
          ... quindi anche lui è un
          padrone (uso sto termine come il tipo del post
          precedente.. che pensa di essere ancora nel
          sistema feudale o ritiene che i dipendenti siano
          schiavi)Peccato che in 3 colloqui che ho fatto si sono tutti presentati come "azienda padronale"... Sono io nell'epoca feudale?Ho vissuto esperienze lavorative nel pubblico, nella ricerca universitaria, nella piccola/media azienda privata, nella multinazionale, nella multinazionale straniera. Quest'ultima le ha battute tutte per qualità di trattamento, rispetto e riconoscenza delle persone che producono offrendo le proprie energie e capacità. Tutte cose che in Italia sono ancora abbastanza lontane dall'essere comprese.
        • lb2004 scrive:
          Re: La nuova società della conoscenza
          Distinguiamo prima il comportamento del singolo (che ha tutto il titolo e a parer mio L'OBBLIGO MORALE di "guardarsi attorno"), dal comportamento di una grossa azienda che "soffia" tutti i dipendenti chiave ad un competitor + piccolo. Quest'ultimo comportamento mi pare poco corretto e si potrebbe ipotizzare vada sanzionato (facendo attenzione a non ledere i diritti delle singole persone).Il singolo lavoratore, in un'economia di mercato, ha il "dovere" di cercar la sua miglior collocazione, in cui è + produttivo e viene meglio remunerato, perché così facendo fa il bene dell'economia nel suo complesso (essendo + produttivo produce di + a parità di costo, e guadagnando di + stimola l'economia consumando o risparmiando di +).
  • Anonimo scrive:
    dove sta il problema?
    Quando si muove la ditta dragasaccocce Gugle tutto ok, anche quando RUBA dirigenti alla Microsoft, mentre quando lo fa Yahoo o la stessa Microsoft si crea il putiferio.Adesso BASTA!!! con sta faziosità pro gugle-fireshit-linzozz
    • Anonimo scrive:
      Re: dove sta il problema?
      - Scritto da: Anonimo
      Quando si muove la ditta dragasaccocce Gugle
      tutto ok, anche quando RUBA dirigenti alla
      Microsoft, mentre quando lo fa Yahoo o la stessa
      Microsoft si crea il putiferio.C'è una bella differenza tra il portar via un dirigente e l'annettersi un intero team di sviluppo che ha lavorato su una tecnologia specifica che vuoi implementare nel tuo sistema.
  • Anonimo scrive:
    se gli esempi si sprecano facciamoli
    sentiamo qualche esempio!
  • Anonimo scrive:
    Io non vedo nessun problema.
    13 Ingegneri sono stati trattati male dalla azienda dove lavoravano, e se ne sono andati, perchè se erano stati trattati bene, di sicuro non si buttavano in una nuova avventura, o almeno non lo avrebbero fatto in 13...Ben gli sta bene al deficente manager o proprietario che li doveva gestire. Amen. Io ho avuto una esperienza simile con una ditta straniera, dopo che mi sono fatto il culo a striscie sulla sedia per 2 anni per creargli un portale di servizi che era diventato uno dei più importanti al mondo nel suo settore, e dopo che ci ho lavorato a volte per 24 ore di fila, giorno e notte, all'improvviso cominciano a giocare con me, tentando di non pagarmi.E' bastata 1 sola fattura saltata, li ho mandati a quel paese, e adesso gli farò concorrenza, e subiranno una disfatta che dovranno solo piangere, per quanto sono stati idioti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io non vedo nessun problema.
      e se yahoo gli avesse offerto 4 volte il loro stipendio? come fa una piccola azienda a competere con un colosso come yahoo??
      • Anonimo scrive:
        Re: Io non vedo nessun problema.
        Offrendo quote di azienda a chi è fondamentale per far fare i soldi all'azienda. "Capitale" non è solo "mucchio di soldi e cambiali", è anche "conoscenze e capacità di sviluppare". Se uno ha il Capitale Economico (soldi) ed un altro ha il Capitale Creativo (capacità fondamentali per l'azienda) si fa ((Profitto)/(Economico+Creativo))*Economico) ad uno e ((Profitto)/(Economico+Creativo))*Creativo) all'altro.Se invece hai il Capitale Economico e, forte di quello, non capisci/riconosci che esiste anche l'altro o non vuoi riconoscerlo per non doverlo remunerare in quote di profitto invece di redditto fisso, beh, hai commesso una errata valutazione economica che in economia di mercato potrebbe anche buttarti fuori dal mercato, al pari di aver pagato troppo degli ingegneri che non rendevano niente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io non vedo nessun problema.
      - Scritto da: Anonimo
      dopo che mi sono fatto il culo a
      striscie sulla sedia per 2 anni per creargli un
      portale di servizi che era diventato uno dei più
      importanti al mondo nel suo settorequalè???
      • Anonimo scrive:
        Re: Io non vedo nessun problema.
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        dopo che mi sono fatto il culo a

        striscie sulla sedia per 2 anni per creargli un

        portale di servizi che era diventato uno dei più

        importanti al mondo nel suo settore


        qualè???AAAAAAAAARRRRRRGGGGGGGHHHHHHHH !!!!!! :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| :| Qual è ? No, eh?
    • Anonimo scrive:
      Re: Io non vedo nessun problema.
      - Scritto da: Anonimo
      13 Ingegneri sono stati trattati male dalla
      azienda dove lavoravano, e se ne sono andati,
      perchè se erano stati trattati bene, di sicuro
      non si buttavano in una nuova avventura, o almeno
      non lo avrebbero fatto in 13...
      se ti offrono di piu non ci pensi 2 vote a spostarti e cambiare lavoro
      Ben gli sta bene al deficente manager o
      proprietario che li doveva gestire. Amen.
      bel ragionamento... complimenti
      Io ho avuto una esperienza simile con una ditta
      straniera, dopo che mi sono fatto il culo a
      striscie sulla sedia per 2 anni per creargli un
      portale di servizi che era diventato uno dei più
      importanti al mondo nel suo settore, e dopo che
      ci ho lavorato a volte per 24 ore di fila, giorno
      e notte, all'improvviso cominciano a giocare con
      me, tentando di non pagarmi.
      non so il tuo caso... ma forse l'azienda poteva avere qualche difficoltà economica.. visto che non stiamo navigando nell'oro nessuno ... puo capitare che ti paghino con del ritardo... magari sono io che sono troppo buono e penso che i problemi esistonoa casa di tutti
      E' bastata 1 sola fattura saltata, li ho mandati
      a quel paese, e adesso gli farò concorrenza, e
      subiranno una disfatta che dovranno solo
      piangere, per quanto sono stati idioti. 1 fattura saltata!!! ... di certo non sei uno tollerante ... se i datori di lavoro forssero tolleranti con i dipendenti come tu lo sei stato con loro allora i dipendenti avrebbero di certo una vita poco bella
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