Electronic Arts contro la California

Electronic Arts contro la California

Il numero uno dell'industria videoludica si oppone alla nuova legge che vieta la vendita di giochi violenti ai minori. I portavoce dell'azienda promettono una battaglia legale a tutto campo
Il numero uno dell'industria videoludica si oppone alla nuova legge che vieta la vendita di giochi violenti ai minori. I portavoce dell'azienda promettono una battaglia legale a tutto campo


San Francisco (USA) – Il governatore d’acciaio Arnold Schwarzenegger mette al bando i videogiochi violenti ed Electronic Arts , peso massimo della ricchissima industria ludica, mobilita un esercito di legali per sfidare l’ex campione di culturismo in un braccio di ferro . “E’ nostra intenzione affondare questa legge”, dichiara il presidente di EA Douglas Lowenstein in una nota ufficiale: “Siamo sicuri di vincere, pronti a condurre una battaglia legale”.

La nuova legge vieta severamente la vendita di videogiochi violenti a tutti i minorenni, con il rischio di sottrarre una preziosa quota di mercato alle grandi aziende che producono software d’intrattenimento.

“Striscia l’ipotesi di anticostituzionalità”, sostiene Jeff Brown, portavoce di EA, in un’intervista rilasciata a Reuters : le nuove norme, secondo la multinazionale statunitense del divertimento digitale, andrebbero contro il pilastro costituzionale della libertà di espressione .

Brown reclama per i videogiochi lo stesso status di stampa, libri e pellicole cinematografiche , elementi di cultura popolare che la costituzione degli Stati Uniti tutela in maniera ferrea. Nessun prodotto a carattere informativo o narrativo può essere soggetto a discriminazioni basate sulla natura dei contenuti, siano essi reali o frutto di fantasia.

Electronic Arts lamenta la rigidità delle nuove disposizioni californiane e pretende che Schwarzenegger riveda le sue posizioni. I divieti sui giochi violenti, sanguinolenti o pornografici scatteranno a partire dal 2006: l’esercito di legali al soldo di EA sta già pensando a come bloccare questo processo, capace di mettere seriamente a repentaglio le vendite dei videogames .

Un processo che non investe soltanto la California, patria di numerose software house dedicate al divertimento: altri due importanti stati nordamericani, Illinois e Michigan , hanno recentemente messo alla sbarra tutti i giochi che raffigurano e simulano omicidi, stupri o altri comportamenti violenti.

I legislatori statunitensi considerano la rappresentazione digitale di questi comportamenti deviati come estremamente dannosa per lo sviluppo psicosociale dei giovanissimi, specialmente se accompagnata dall’incredibile interattività ed immedesimazione offerte dalle nuove tecnologie grafiche.

Tommaso Lombardi

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11 10 2005
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