Elettromedicali accessibili, la petizione avanza

L'iniziativa nata per portare al centro la questione dell'accessibilità dei prodotti elettromedicali arriva negli ospedali. Continua la raccolta firme
L'iniziativa nata per portare al centro la questione dell'accessibilità dei prodotti elettromedicali arriva negli ospedali. Continua la raccolta firme


Roma – C’è un’elettronica per la salute che è inaccessibile a moltissimi disabili e c’è una iniziativa dei fisioterapisti non vedenti con cui si sta cercando di porre la questione non solo all’attenzione delle istituzioni ma anche degli operatori della sanità.

La petizione per l’ abbattimento delle barriere tecnologiche sulle apparecchiature elettromedicali, qui il sito ufficiale, chiede la collaborazione del personale ospedaliero e di tutti i cittadini “sensibili a queste problematiche”, cercando il coinvolgimento delle associazioni impegnate sul fronte delle disabilità.

“La raccolta delle firme continua – spiegano i promotori – e soprattutto quella cartacea va piuttosto bene, prevalentemente nelle strutture sanitarie (ospedali, centri di riabilitazione, ecc.)”. Fin qui sono quasi 350 i firmatari online della petizione.

La richiesta è dunque quella di abbattere un digital divide causato paradossalmente proprio dalle nuove tecnologie applicate a questa strumentazione. “La tecnologia – si legge nella petizione – sia pure la più avanzata, sta rendendo sempre più inaccessibili strumenti che fino a qualche anno fa si usavano con estrema facilità e, in caso di difficoltà, era possibile escogitare delle strategie per arrivare ad interfacciarsi con essi e quindi usarli con disinvoltura ma, con l’avvento dei comandi e dei display digitali che visualizzano menù sottomenù eccetera, pressoché nulla è consentito ai privi della vista con gravi ripercussioni nell’ambiente di lavoro”.

La petizione richiama una serie di normative, compresa la Legge Stanca, che già prevedono l’eliminazione di queste barriere, ciò non toglie che nei fatti queste rimangano.

“I fisioterapisti non vedenti – si legge nel testo – chiedono che nel decreto del ministero dell’innovazione recante le norme tecniche di attuazione ai sensi dell’art. 11 della legge (Legge Stanca, ndr.) sopra citata, sia affrontato anche questo problema, in ipotesi in maniera analoga a quanto previsto nel “Reabilitation Act” americano (Section 508, 1194-25)per i prodotti digitali di tipo chiuso”.

Se per il futuro si auspicano quindi prodotti accessibili, per quelli già esistenti si chiedono norme “che ne favoriscano l’adeguamento ai criteri individuati di accessibilità ed usabilità”, che comprendano anche ad esempio “la vocalizzazione dei display”, che potrebbe consentire cose come “l’autonoma selezione della funzionalità desiderata” o “la gestione del timer”.

La petizione, infine, chiede che si punti sull’accessibilità e all’uso autonomo da parte dei disabili anche degli “strumenti di misura digitali quali: rulline metriche, calibri, multitester, color test, in clinometri, rilevatori metallici e cavi, eccetera, nonché le tastiere musicali e gli apparecchi elettromedicali di uso privato senza dimenticare i nuovi elettrodomestici”.

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03 07 2005
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