Elisir di lunga vita? Il videogioco!

Uno studio condotto da alcuni ricercatori canadesi mette in luce i benefici dell'intrattenimento digitale: i videogiochi allenano il cervello e lo mantengono fresco ed elastico. Utili a tutte le età


Toronto (Canada) – Passione irrefrenabile per i videogiochi? Ha gli stessi effetti benefici di un vero e proprio elisir terapeutico per il cervello : preserva la memoria, velocizza l’attività logica e previene l’invecchiamento precoce. Questo il risultato più interessante di una ricerca condotta da alcuni psicologi su 100 videogiocatori di Toronto, in Canada.

“Chi gioca col computer o con le console”, dice la psicologa Ellen Bialystok in un’intervista alla stampa locale, “riesce a sviluppare spiccatissime doti intellettuali”. Gli effetti del pallino per i videogiochi sono stati comparati a quelli del bilinguismo , tratto comune per larghe fasce della popolazione canadese.

I soggetti dell’insolito test, stando a quando pubblicato sul Canadian Journal of Experimental Psychology , sono tutti compresi tra un’età di 18 e 25 anni. L’abilità cerebrale fondamentale che viene “allenata” dall’uso dei videogiochi è il multitasking , un concetto preso in prestito da gergo informatico.

“I ragazzi di oggi sono in grado di usare contemporaneamente molti strumenti e gadget elettronici”, sostiene la ricercatrice Cheryl Grady, “perché nascono e crescono nel nome di questa necessità”. Una necessità della società moderna, assolutamente nuova rispetto al mondo monotasking delle passate generazioni.

Gli studi sui benefici dei videogiochi, ultimamente, stanno tentando di togliere la patina oscura creata dalle moltissime ricerche che collegano l’intrattenimento digitale a comportamenti deviati e violenti . Sempre più spesso si apprendono ragioni che fanno delle attività videoludiche un trampolino di lancio per lo sviluppo intellettuale.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    Inesattezze
    "...Falun Gong, un controverso culto religioso cinese ..."Il Falun Gong non è un culto religioso ma una specie di attività fisico-spirituale, come lo yoga tanto per capirci.E poi non è controverso, semmai è controverso il governo cinese che riduce chi lo pratica in schiavitù...http://en.wikipedia.org/wiki/Falun_Gong
    • Anonimo scrive:
      Re: Inesattezze
      Falun Gong è controverso.E' una pratica ma è anche un sistema gerarchico.Controverso non significa necessariamente negativo. In ogni caso, se il governo cinese ha deciso di censurarlo, sicuramente c'è qualcosa di buono :)VaffanCinahttp://www.bloggers.it/mavvaffancina/
    • Anonimo scrive:
      Re: Inesattezze
      - Scritto da: Anonimo
      "...Falun Gong, un controverso culto religioso
      cinese ..."

      Il Falun Gong non è un culto religioso ma una
      specie di attività fisico-spirituale, come lo
      yoga tanto per capirci.
      E poi non è controverso, semmai è controverso il
      governo cinese che riduce chi lo pratica in
      schiavitù...
      http://en.wikipedia.org/wiki/Falun_GongSi e mi citi Comunistpedia, che notoriamente è esatta e mai faziosa.
      • Anonimo scrive:
        Re: Inesattezze


        Si e mi citi Comunistpedia, che notoriamente è
        esatta e mai faziosa.che palle...forse non hai chiaro: al governo cinene NON piace Falun Gong
      • trepz scrive:
        Re: Inesattezze
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        "...Falun Gong, un controverso culto religioso

        cinese ..."



        Il Falun Gong non è un culto religioso ma una

        specie di attività fisico-spirituale, come lo

        yoga tanto per capirci.

        E poi non è controverso, semmai è controverso il

        governo cinese che riduce chi lo pratica in

        schiavitù...

        http://en.wikipedia.org/wiki/Falun_Gong

        Si e mi citi Comunistpedia, che notoriamente è
        esatta e mai faziosa.Adesso anche wikipedia è faziosa? complimentoni.
  • Ubu re scrive:
    Io preferisco i discorsi di Bill Gates
    Non dobbiamo farci intimidire da questi esagerati, che hanno la mia profonda stima.A stimare affaristi, speculatori e non 'timidi' ci pensino gli altri.
  • otacu scrive:
    Re: ma se qui in italia...!?

    prima di guardare gli altri direi di pensare a
    non far cadere nel dimenticatoio questa cosa
    gravissima.Che discorsi sono? Ignoriamo una montagna di ingiustizie in Cina per occuparci dalla pagliuzza italiana?Quello che è successo in italia è uno schifo ma manteniamo le giuste proporzioni. Mi riferisco specie ai furboni che ogni tanto su qualche notizia di soprusi in italia o in USA aprono thread dal titolo "Come in Cina!".... seee come noooo.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se qui in italia...!?

      Quello che è successo in italia è uno schifo ma
      manteniamo le giuste proporzioni. Mi riferisco
      specie ai furboni che ogni tanto su qualche
      notizia di soprusi in italia o in USA aprono
      thread dal titolo "Come in Cina!".... seee come
      noooo.P.S. ti ricordo che l'amico benito ha iniziato a piccoli passi a portarci verso il disastro...
      • Anonimo scrive:
        Re: ma se qui in italia...!?

        P.S. ti ricordo che l'amico benito ha iniziato a
        piccoli passi a portarci verso il disastro...Sei gentile a ricordarci cose che sappiamo gia'.Ma:1) un viaggio comincia con un passo, tuttavia la storia futura non e' un binario, dopo tre passi a volte la storia si ferma e cambia direzione.2) l'episodio italiano di censura, non e' un atto politico di un governo, come nel caso di Mussolini, ma e' una conseguenza dell'uso della legge a proprio tornaconto di una azienda incapace di ottere il rispetto degli accordi commerciali con il suo cliente cinese.Se non fosse intervenuto Sky, nessuno avrebbe censurato niente.3) l'episodio italiano rispetto al regime totalitario cinese, e' un brutto episodio, forse e' un passo, forse no. Ma e' vero che rimane di poco conto IN CONFRONTO con le vicende cinesi.
        • Anonimo scrive:
          Re: ma se qui in italia...!?


          P.S. ti ricordo che l'amico benito ha iniziato a

          piccoli passi a portarci verso il disastro...

          Sei gentile a ricordarci cose che sappiamo gia'.
          Ma:

          1) un viaggio comincia con un passo, tuttavia la
          storia futura non e' un binario, dopo tre passi a
          volte la storia si ferma e cambia direzione.Da sola non cambia, stai tranquillo
          2) l'episodio italiano di censura, non e' un atto
          politico di un governo, come nel caso di
          Mussolini, ma e' una conseguenza dell'uso della
          legge a proprio tornaconto di una azienda
          incapace di ottere il rispetto degli accordi
          commerciali con il suo cliente cinese.
          Se non fosse intervenuto Sky, nessuno avrebbe
          censurato niente.La legge che permette di farlo chi l'ha scritta?Il clima favorevole alla sua pronta applicazione chi l'ha creato?

          3) l'episodio italiano rispetto al regime
          totalitario cinese, e' un brutto episodio, forse
          e' un passo, forse no. Ma e' vero che rimane di
          poco conto IN CONFRONTO con le vicende cinesi.
          Quindi, guardiamo alla cina come ad un possibile futuro che ci aspetta, e facciamo di TUTTO per evitarlo!Altrimenti non lamentiamoci poi del MinCulPop :D
        • Anonimo scrive:
          Re: ma se qui in italia...!?
          - Scritto da: Anonimo
          2) l'episodio italiano di censura, non e' un atto
          politico di un governo, come nel caso di
          Mussolini, ma e' una conseguenza dell'uso della
          legge a proprio tornaconto di una azienda
          incapace di ottere il rispetto degli accordi
          commerciali con il suo cliente cinese.
          Se non fosse intervenuto Sky, nessuno avrebbe
          censurato niente.Ma forse che i tempi sono cambiati e non te ne sei accorto? Al giorno d'oggi il grosso del potere economico ce l'hanno le grosse multinazionali (Sky è di Murdoch, ti ricordo), e grosso potere economico significa grossa possibilità di ingerenza politica.Per cui un Benito o un Adolf è impossibile che al momento vengano di nuovo su nell'attuale mondo occidentale, ma la possibilità di controllo stretto per volontà di qualche "persona giuridica" c'è e non è da sottovalutare.
        • Anonimo scrive:
          Re: ma se qui in italia...!?
          - Scritto da: Anonimo

          P.S. ti ricordo che l'amico benito ha iniziato a

          piccoli passi a portarci verso il disastro...

          Sei gentile a ricordarci cose che sappiamo gia'.
          Ma:

          1) un viaggio comincia con un passo, tuttavia la
          storia futura non e' un binario, dopo tre passi a
          volte la storia si ferma e cambia direzione.

          2) l'episodio italiano di censura, non e' un atto
          politico di un governo, come nel caso di
          Mussolini, ma e' una conseguenza dell'uso della
          legge a proprio tornaconto di una azienda
          incapace di ottere il rispetto degli accordi
          commerciali con il suo cliente cinese.
          Se non fosse intervenuto Sky, nessuno avrebbe
          censurato niente.

          3) l'episodio italiano rispetto al regime
          totalitario cinese, e' un brutto episodio, forse
          e' un passo, forse no. Ma e' vero che rimane di
          poco conto IN CONFRONTO con le vicende cinesi.
          hai ragione l'episodio italiano è in termini di intensità molto ridotto rispetto a quelli cinesi ma pensa che hanno già varato una legge per bloccare i casinò online esteri, vogliono bloccare i siti porno e in nome della lotta al terrorismo hanno reso possibile bloccare qualunque tipo di contenuto.....direi che siamo sulla strada giusta per eleggere un nuovo Mussolini.....a piccoli passi si costruiscono le dittature....il regime cinese crollerà per quello che sta facendo e forse la censura si sposterà in Occidente
          • Sgabbio scrive:
            Re: ma se qui in italia...!?
            non vorrei fare il rompi... ma filtrano i siti che "sembrano" podofili.
          • Anonimo scrive:
            Re: ma se qui in italia...!?
            Arriverà...Io vivo in Cina, e vi assicuro che quello che vedo è solo lo sviluppo naturale del liberismo di mercato.Questo stile di gestione del potere è arrivato in Cina trovando un paese già sotto un regime durissimo, quindi il passaggio dalla dittatura di partito a quella di mercato è stato facilissimo.In Italia, come nel resto dei paesi democratici, c'è appunto la "democrazia" e il mercato, quello spietato dei profitti, e non degli uomini, ha degli ostacoli davanti a se. Ma comunque, se non cambia qualcosa, diventeremo presto TUTTI come la Cina.Qui, semplicemente, il potere è dei soldi.Anche da noi...anche da noi diventerà così...VaffanCinahttp://www.bloggers.it/mavvaffancina/
          • Anonimo scrive:
            Re: ma se qui in italia...!?

            hai ragione l'episodio italiano è in termini di
            intensità molto ridotto rispetto a quelli cinesi
            ma pensa che hanno già varato una legge per
            bloccare i casinò online esteri, vogliono
            bloccare i siti porno
            e in nome della lotta al
            terrorismo hanno reso possibile bloccare
            qualunque tipo di contenuto.....
            direi che siamo sulla strada giusta per eleggere
            un nuovo Mussolini.....Ma anche no. I tempi e le persone e le esigenze del paese sono del tutto diverse.In quanto alla censura in Italia non e' mia una invenzione nuova. E' dalla nascita della repubblica che assistiamo a siluaramenti di giornalisti scomodi, siluramenti di ufficiali che parlano troppo, chiusure di programmi televisivi e cacciate di presentatori.E' insomma, tutto perfettamente nella norma. Purtroppo.Adesso c'e' uno strumento di comunicazione nuovo ed e' ovvio che lo stato poco a poco in modi diversi comincia a regolamentarlo come piace a lui. E allo stato l'informazione piace controllata. Da sempre.Quindi nessun benito in arrivo, siamo gia' in un paese a comunicazione controllata, da sempre. Ti ci dici che
            ma pensa che hanno già varato una legge per
            bloccare i casinò online esteri, vogliono
            bloccare i siti porno
            e in nome della lotta al
            terrorismo hanno reso possibile bloccare
            qualunque tipo di contenuto.....Conosci le delle leggi sulla stampa italiane? Severe, non trovi? E' noto che sono dell'epoca del ventennio.Perche' ci sono ancora, non sono leggi liberali.Perche' l'Italia non e' un paese liberale.E' pluralista e non potrebbe non esserlo, ma tendenzialmente poco liberale.Perche' mai in un paese cosi', con norme cosi' restrittive, tutti credono che lo stato dovrebbe lasciare a se stessa la rete. Non lo fara' mai. I legislatori, per quanto ignoranti in materia, non sono stupidi. Sono lenti. E terribilmente abili a costruire delle reti di leggi che a poco a poco ingabbiano il pesce.Questa e' la realta' italiana, che piaccia o no. Come vedi non serve attendere benito II. C'e' gia' stato e ha fatto il suo lavoro a puntino, e questa e' la sua eredita' la sfiducia dello stato per i suoi cittadini.
          • Gatto Selvaggio scrive:
            Re: ma se qui in italia...!?

            Conosci le delle leggi sulla stampa italiane?
            Severe, non trovi? E' noto che sono dell'epoca
            del ventennio.
            Perche' ci sono ancora, non sono leggi liberali.
            Perche' l'Italia non e' un paese liberale.
            E' pluralista e non potrebbe non esserlo, ma
            tendenzialmente poco liberale.Parole sante.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se qui in italia...!?
      ciao sono l'autore del post.guarda che io non sminuisco affatto l'importanza della questione cinese, hai completamente travisato il senso del mio intervento.e mi chiedo come si faccia.. ho mai detto: "non me ne frega nulla della cina?"certe gente interviene solo per provocazione.
      • otacu scrive:
        Re: ma se qui in italia...!?
        - Scritto da: Anonimo
        ciao sono l'autore del post.
        guarda che io non sminuisco affatto l'importanza
        della questione cinese, hai completamente
        travisato il senso del mio intervento.

        e mi chiedo come si faccia.. ho mai detto: "non
        me ne frega nulla della cina?"
        certe gente interviene solo per provocazione.Sbaglio o hai scritto "prima di..."? Dal tuo intervento si intendeva che seppure la situazione cinese sia dannosa prima bisogna pensare alla situazione italiana...
  • Anonimo scrive:
    Re: ma se qui in italia...!?
    Sicuramente uno strumento rozzo quello adottato, perchè penso che sarà facilmente aggirato da chi lo vorrà. Comunque non confondiamo la libertà di espressione con la tutela dei diritti d'autore di società che poi saranno discutibili finchè vuoi ma che quei diritti li hanno. Io credo che una delle ragioni che limitano l'accesso alla banda larga in Italia, ma forse un pò in tutto il mondo, sia proprio la paura che i legittimi diritti d'autore siano ampiamente e indiscriminatamente violati. Internet e libertà devono ancora imparare a coesistere con il riconoscimento dei diritti altrui.Troppa gente su internet pensa che tutto sia gratis!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se qui in italia...!?
      - Scritto da: Anonimo
      Sicuramente uno strumento rozzo quello adottato,
      perchè penso che sarà facilmente aggirato da chi
      lo vorrà. Comunque non confondiamo la libertà di
      espressione con la tutela dei diritti d'autore di
      società che poi saranno discutibili finchè vuoi
      ma che quei diritti li hanno.I diritti li hanno, il punto e' che a essere puniti con la censura per l'incapacita' di Sky di rivalersi sul proprio cliente cinese che non limita da diffusione dei materiali in conessione, sono stati gli italiani.
      che se Io credo che una
      delle ragioni che limitano l'accesso alla banda
      larga in Italia, ma forse un pò in tutto il
      mondo, sia proprio la paura che i legittimi
      diritti d'autore siano ampiamente e
      indiscriminatamente violati.Non direi. In Giappone e Corea ci sono severissime leggi sul diritto d'autore, in Giappone in particolare, paese ottimo per intentare cause per difendere le proprie oper di ingegno, eppure c'e' tanta tanta banda larga.Il mancato sviluppo italiano quindi dipende piu' dalle scelte di investimenti (costa tanto e rende poco) che dai complotti di un gruppo di autori, le cui paure non sono certo nell'ordine del giornonelle riunioni delle aziende di telecomunicazioni, a differenza del bilancio.
      Internet e libertà
      devono ancora imparare a coesistere con il
      riconoscimento dei diritti altrui.Tutti prima delle medie fanno le elementari.
      Troppa gente su internet pensa che tutto sia
      gratis!!!E troppa gente ripete fino alla nausea questa grande lezione al prossimo, credendo di aver scoperto il motore perpetuo. Grazie dei conati.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se qui in italia...!?
      Il problema dei diritti d'autore sta nell'entità dei diritti d'autore.Vi siete mai chiesti perché, fino all'introduzione della legislazione sul diritto d'autore, in varie nazioni del mondo, gli artisti e i loro editori (musicisti, pittori, cantanti, scrittori etc.) erano praticamente dei normali lavoratori?Poi, d'improvviso, sono diventati ricchi. Alcuni molto ricchi. Al punto che ora costituiscono una lobby internazionale che, negli anni, ha teso ad estendere in modo vergognoso quello che è un giusto diritto di ogni lavoratore: ricevere un giusto compenso per il proprio lavoro.- Scritto da: Anonimo
      Sicuramente uno strumento rozzo quello adottato,
      perchè penso che sarà facilmente aggirato da chi
      lo vorrà. Comunque non confondiamo la libertà di
      espressione con la tutela dei diritti d'autore di
      società che poi saranno discutibili finchè vuoi
      ma che quei diritti li hanno. Io credo che una
      delle ragioni che limitano l'accesso alla banda
      larga in Italia, ma forse un pò in tutto il
      mondo, sia proprio la paura che i legittimi
      diritti d'autore siano ampiamente e
      indiscriminatamente violati. Internet e libertà
      devono ancora imparare a coesistere con il
      riconoscimento dei diritti altrui.
      Troppa gente su internet pensa che tutto sia
      gratis!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se qui in italia...!?
      - Scritto da: Anonimo
      la tutela dei diritti d'autore di
      società che poi saranno discutibili finchè vuoi
      ma che quei diritti li hanno. E' proprio qui il punto: chi glieli ha dati quei "diritti"?Non è che "se li sono presi"?Perché se "mi prendo un diritto" tanto "diritto" non è.Nel 1709 il Regno di Gran Bretagna ha venduto il "diritto di limitare le copie" incassandone soldoni.Nel 1791 l'Assemblea Nazionale Francese sancisce il diritto di un autore a veder sempre riconosciutà la paternità di un'opera e la proibizione di rappresentare opere di autori viventi senza il loro consenso, estesa ai discendenti per 5 anni.La saldatura tra diritto di copia e diritto d'autore nel 1886 a Berna, dove i vari "diritti" diventano validi al di fuori della nazione che li ha "concessi" e la durata arriva a 50 anni dopo la morte dell'autore.Nel 1993, dato che a qualcuno parassitare per 50 anni sul lavoro dei propri ascendenti non pareva sufficiente, hanno fatto pressione ed ottenuto che diventasse 70 anni.Gli USA hanno seguito una strada diversa ma parallela: il "diritto" di copia (ironico che si chiami "Diritto di Copia" qualcosa che serve a "Vietare" una copia. Sarebbe stato più corretto chiamarlo "Divieto di Copia") nasce nel 1790 e durava 14 anni rinnovabili per altri 14, indipendentemente da quanti anni avesse avuto ancora da vivere l'autore. Poi nel 1831 è stato esteso a 42 anni. Nel 1909 a 56. E poi ancora. 1965: 61. 1970: 66. 1976:75 per le opera di una società, la vita + 50 anni per un autore persona fisica. 1988: Adesione alla convenzione di Berna. 1998: 95 per le opera di una società, la vita + 70 anni per un autore persona fisica: giusto in tempo per evitare che Topolino e Gambadilegno, del 1928, ed i cui diritti erano della Disney Corporation diventassero pubblico dominio.Ora chi "ruba" dei "diritti" a chi? Topolino dovrebbe essere oggi nel pubblico dominio come lo era Pinocchio all'epoca del lungometraggio della Disney (1940). Carlo Lorenzini, alias Collodi, morì nel 1890. Ma Pinocchio era del 1883. 1883+56=1939.Il "Diritto morale" (diritto ad avere riconosciuta la paternità della propria opera) del diritto d'autore è sacrosanto. E guarda caso non termina nemmeno 70 anni dopo la morte.Il "Diritto di sfruttamento economico" del Diritto d'Autore invece è andato sempre crescendo, malgrado quasi tutti gli autori si siano ispirati agli autori che li hanno preceduti nel comporre le proprie opere.
  • Anonimo scrive:
    ma se qui in italia...!?
    proprio qui in italia le forze dell'ordine non hanno niente di meglio da fare che oscurare i server cinesi!prima di guardare gli altri direi di pensare a non far cadere nel dimenticatoio questa cosa gravissima.
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