Ellison e Schmidt litigano a distanza per il copyright di Java

Oracle accusa Google di sfruttamento illecito del proprio codice all'interno di Android. Ma il chairman di Mountain View ribadisce: il giudice ci ha dato ragione. In appello si vedrà
Oracle accusa Google di sfruttamento illecito del proprio codice all'interno di Android. Ma il chairman di Mountain View ribadisce: il giudice ci ha dato ragione. In appello si vedrà

Intervistato dal network statunitense CBS , il CEO di Oracle Larry Ellison non ha certo usato mezzi termini nei confronti del timoniere di Google Larry Page, accusato di aver sfruttato illegalmente il codice di Java all’interno del sistema operativo Android. Nel 2010 l’azienda di Redwood City ha già denunciato BigG per violazione della proprietà intellettuale in quasi 40 API di Android basate sullo stesso linguaggio Java.

Evidentemente a Larry Ellison non è andata giù la successiva decisione del giudice distrettuale: ovvero che le API non possono essere soggette alla tutela del diritto d’autore . “Non siamo in competizione con Google – ha spiegato Ellison a Charlie Rose – Non facciamo quello che fa Google. Pensiamo soltanto che loro hanno preso la nostra roba e che questo non è corretto. Credo che quello che hanno fatto rappresenti un’azione assolutamente malvagia”.

A parte la solita citazione del celebre motto di Mountain View, alle parole di Ellison ha risposto il chairman di Google Eric Schmidt, con un breve post sul suo profilo personale sul social network G+. Le accuse di Ellison sarebbero del tutto infondate, “e non è una mia opinione personale – scrive Schmidt – a stabilirlo è stato un giudice distrettuale degli Stati Uniti”.

Con il post di Schmidt è stata così ripercorsa la saga legale che dal 2010 vede opposte Google e Oracle (con tanto di appello presentato dall’azienda di Ellison). In sostanza, il giudice distrettuale aveva stabilito che il diritto d’autore non può impedire a soggetti terzi lo sfruttamento della struttura, sequenza o organizzazione delle API . “Ad esempio – spiega Schmidt – non si può applicare il diritto d’autore all’idea di addizionare due numeri”.

I due grandi capi non se le mandano a dire, e pare pacifico affermare che la questione non sia finita con questo scambio al vetriolo.

Mauro Vecchio

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27 08 2013
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