Emorragia di dati per Time Warner

Il gigante dell'entertainment annuncia la perdita di informazioni sensibili sul conto di 600mila impiegati. Allertati i servizi segreti per risolvere la questione dei furti d'identità
Il gigante dell'entertainment annuncia la perdita di informazioni sensibili sul conto di 600mila impiegati. Allertati i servizi segreti per risolvere la questione dei furti d'identità


New York (USA) – Una giornata come un’altra al quartier generale della Time Warner, colosso multinazionale dell’entertainment. Gli addetti al backup della Iron Mountain – azienda leader che opera da anni nel settore della sicurezza aziendale – prelevano i dati, salgono sul furgone e si avviano verso il solito deposito. Tutto sembra in regola.

Ma qualcosa va storto. Misteriosamente, durante il tragitto verso il magazzino, nel New Jersey, vengono smarriti 40 preziosissimi nastri. Dentro, i dati personali di oltre 600mila impiegati Time Warner. Praticamente tutto l’archivio delle risorse umane. Licenziati compresi. Un miniera pressoché unica di informazioni sensibili – numeri di carte di credito compresi. “Non sono stati smarriti dati sui nostri clienti”, garantisce una portavoce di Time Warner.

Scatta l’allarme: i vertici dell’azienda allertano immediatamente i servizi segreti statunitensi per avviare indagini dettagliate. I portavoce dell’azienda hanno comunicato l’avvenuto soltanto oggi, ma il fatto risale al 22 di marzo, collocandosi in linea di continuità con simili episodi avvenuti alla Bank of America ed alla LexisNexis. In totale, negli ultimi tre anni, sono andati smarriti i dati di oltre 20 milioni di cittadini statunitensi.

Casi di identity theft sono sempre più frequenti, non solo negli USA. Con il passaggio ad un sistema economico basato sul denaro elettronico, la tutela dei preziosi dati personali diventa d’importanza critica. “E’ una faccenda veramente seria”, garantiscono gli esperti dell’ Electronic Privacy Information Center di Washington: questo ultimo caso sottolinea ulteriormente “l’urgenza di leggi speciali che permettano una difesa più efficace dei dati personali”.

Tommaso Lombardi

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03 05 2005
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