ENEA, reti neurali contro lo smog

Le stazioni di rilevamento cambiano pelle e diventano intelligenti, e capaci di apprendere, fino ad autoprogrammarsi e sfornare previsioni sull'inquinamento dell'aria. Presentato ieri il progetto Atmosfera

Roma – Le attuali centraline di rilevazione dell’inquinamento atmosferico nelle città sono destinate ad avere vita breve. O almeno così spera ENEA , che ha presentato ieri una nuova centralina, basata su reti neurali e capace di programmarsi da sé nonché di prevedere i livelli di smog prima che siano effettivamente rilevati.

Secondo i ricercatori dell’Ente per le nuove tecnologie, il sistema Atmosfera non si limita a rilevare lo smog ma è studiato per comprenderne “gli umori”, sfornando dati che possono aprire le porte a nuove strategie anti-inquinamento.

“Le reti neurali su cui è basato – spiegano all’ENEA – permettono di sapere con un anticipo fino a tre giorni quali sostanze inquinanti si verranno a concentrare negli specifici luoghi in cui avviene la misurazione. Queste capacità derivano dall’analisi del vento, dei movimenti delle masse d’aria e delle dinamiche meteo nei bassi strati dell’atmosfera”.

Non deve sorprendere che Atmosfera ieri sia stato presentato a Roma: è nella capitale che sono partiti già nel 1997 i primi test dei nuovi dispositivi, sperimentazioni poi estese anche a Milano e Napoli.

Emissioni inquinanti Definita come “stazione automatica intelligente ad autoapprendimento”, Atmosfera secondo i suoi creatori è anche in grado di individuare i singoli inquinanti con previsioni di dettaglio su base oraria, superando la genericità delle medie giornaliere. Per riuscire nelle sue previsioni, utilizza un modello dinamico , che fornisce dettagliate indicazioni sul loro trend, sfruttando appunto le reti neurali.

“Cuore di Atmosfera – spiega ENEA – è dal 2004 il SODAR (SOund Detecting And Ranging), un tele-sensore che rileva, tramite onde acustiche, gli andamenti del vento (in orizzontale e in verticale) e della struttura termica alle quote significative per l’inquinamento urbano”.

Le stazioni Atmosfera possono prevedere, a 24-48-72 ore, le concentrazioni di CO (monossido di carbonio), SO2 (biossido di zolfo), O3 (ozono), PM10 (particolato di polveri sospese), NO e NO2 (ossidi di azoto), C6H6 (benzene). Si tratta dei principali inquinanti su aree urbane.

Conseguenza dell’uso del sistema è anche la possibilità di verificare l’efficacia delle strategie adottate per combattere lo smog.

“Il progetto – ha sottolineato Maria Cristina Mammarella, responsabile del coordinamento del progetto – è costituito da due punti essenziali. Grazie ai risultati di una ricerca che va avanti da dieci anni, è stato possibile dar vita a un nuovo sistema che ha realizzato un gruppo di reti neurali in grado di prevedere l’inquinamento delle città con tre giorni di anticipo, permettendoci di scongiurare eventi pericolosi. Il secondo elemento da sottolineare consiste, oltre che nel monitoraggio della qualità dell’aria attraverso le centraline, nel monitoraggio delle masse d’aria”.

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