Ereader: a me gli occhi

Le interfacce di interazione uomo-macchina basate sull'eye tracking potrebbero trovare la loro più naturale applicazione nell'ambito degli ebook reader. Un gruppo di ricercatori tedeschi ha già mostrato le proprie idee in proposito

Roma – Dalla prima apparizione dei computer ad oggi, il principale mezzo di interazione con le macchine sono rimaste le nostre mani: interruttori, pulsanti, tastiere, mouse, trackpad e touch screen sono tutti strumenti “manuali”, termine inteso nel suo significato etimologico. Tra le alternative ai sistemi di controllo tradizionali si stanno sviluppando, oltre alle già collaudate tecnologie di riconoscimento vocale, interfacce di eye tracking che permettono di utilizzare i nostri occhi come una sorta di mouse. E c’è chi è pronto a scommettere che tali interfacce rivoluzioneranno il modo in cui si interagisce con gli ebook reader.

Come riporta Wired.com in questo approfondimento , uno dei progetti più promettenti è quello portato avanti da un team di ricercatori di un istituto tedesco che si occupa di intelligenza artificiale, il DFKI: scopo del progetto è sviluppare una piattaforma tecnologica che porti alla realizzazione del cosiddetto Text 2.0 , ovvero una nuova forma di testo interattivo basato su un sistema hardware di tracciamento degli occhi e su tecnologie standard come HTML, CSS e JavaScript.

L’interfaccia concepita dagli scienziati d’oltralpe è in grado di controllare il movimento degli occhi dell’utente e rispondere in modo dinamico a tale movimento o, al contrario, alla fissità dello sguardo: ad esempio, passando più volte gli occhi su una parola è possibile evidenziarla o sottolinearla e fissandola per pochi istanti se ne ottiene la traduzione. Ma questa è forse la parte più banale della faccenda: quella più interessante è data dalla possibilità, per autori e editori, di concepire ebook interattivi capaci di modificare automaticamente i loro contenuti in base alla posizione degli occhi di chi legge.

Si pensi ad esempio a un libro illustrato: quando gli occhi del lettore raggiungono una data parola, l’immagine del ranocchio che si trova a margine del testo può automaticamente mutare in quella di un bel principe. Ma le potenzialità sono più vaste: il progredire della lettura potrebbe accompagnarsi allo scorrimento automatico della pagina, alla variazione della musica, dei suoni o dell’immagine di sottofondo, o alla registrazione di tutta una serie di statistiche, come la velocità media di lettura, che potrebbero tornare utili ad esempio agli insegnanti per comprendere i progressi fatti dai loro alunni o le difficoltà incontrate nella lettura.

L’idea di comandare un ebook reader o un più generico tablet con gli occhi non entusiasma tutti. C’è chi ritiene ad esempio che in ambito consumer le interfacce di eye tracking siano destinate a rimanere una tecnologia di nicchia o, al massimo, adatte agli ebook e ai dispositivi per bambini. Gli occhi, secondo alcuni osservatori, non sono il mezzo più naturale con cui controllare un software, e questo potrebbe stancare rapidamente la vista: sarebbero già a disposizione strumenti di controllo più comodi e intuitivi come, ad esempio, le gesture eseguite via touch screen. Oltretutto l’ hardware utilizzato dai ricercatori tedeschi per implementare il Text 2.0 avrebbe un costo ancora proibitivo, nell’intorno dei 10mila dollari.

Molte di queste obiezioni sono sicuramente fondate, ciò non toglie che le interfacce eye tracking promettono un livello di interattività che nessun’altra tecnologia sembra oggi in grado di fornire. Vale dunque la pena seguirne con attenzione lo sviluppo.

Alessandro Del Rosso

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