Ergastolo per una killer palestinese

Aveva attirato la sua giovane vittima, un ragazzo israeliano di 16 anni, nei fumi di un amore portato avanti via chat. La prima volta che si sono visti lo ha fatto uccidere


Roma – Si dice orgogliosa di quanto ha fatto Amne Muna, 24enne giornalista freelance palestinese, considerata la mente dell’omicidio di un ragazzo israeliano avvenuto a gennaio 2001. Un evento dovuto ad una intensa relazione telematica tra i due.

Stando a quanto ricostruito da un tribunale israeliano che ha giudicato Muna, arrestata dai soldati israeliani, la giornalista avrebbe dato il via ad un rapporto via internet con il 16enne Ophir Rakhum, un ragazzo la cui ingenuità gli ha fatto credere che la persona che digitava le sue parole da una tastiera palestinese gli fosse amica o, forse, qualcosa di più.

Qualche settimana dopo la prima chattata, Mune ha dato un appuntamento a Ophir, a gennaio 2001 appunto, riuscendo a carpire la fiducia del ragazzo. Dopo averlo caricato in macchina a Gerusalemme, Mune ha condotto il giovane nella West Bank dove due complici hanno intimato a Ophir di scendere dalla macchina. Al rifiuto di questi, i due hanno fatto fuoco.

Il tribunale israeliano ha condannato Mune al carcere a vita. Lei ha dichiarato di aver agito “per il bene dei palestinesi” e come ritorsione per l’uccisione di giovani palestinesi da parte delle truppe israeliane.

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  • Anonimo scrive:
    Per la precisione...
    kasparov sceglie le sue mosse in base a un suo algoritmo.SalutiPaolo
  • Altf4 scrive:
    Kermit mi hai commosso!
    Non sentivo parlare di Goedel dall esame di logica, grazie!!!!Ps: io sono schifosamente fregeano
  • Anonimo scrive:
    E' da tanto che i pc battono gli scacchi
    sti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!I pc non si distraggono e non fanno cazzate come lepersone, ed inoltre calcolano una enormità di mosse che le persone (ovviamente) non possono calcolare...........
  • kermit scrive:
    Ma qualcuno ha pensato...
    al fatto che dietro la "intelligenza" del computer (definendo con questo termine l'insieme di metodologie e procedure con le quali esso prende decisioni sul -e limitatamente al- problema del gioco degli scacchi) esiste qualcuno che ha creato tale intelligenza?A questo punto, la vittoria di fritz contro Kasparov è attribuibile a Fritz o ai suoi creatori?Ricorderete la soluzione del pons asinorum trovata dal sw di Gelernter... ora, in quel semplice caso è legittimo dire che il software ha "partorito" la dimostrazione?Sarei portato a dire di si, finchè non mi trovo a pensare che il senso della "direzione" e della "sensatezza" in quel software fu istillato nativamente da Gelernter stesso!Forse (sicuramente) un altro programmatore che avesse considerato di implementare diversamente il senso della direzione non avrebbe creato un software capace di dimostrare il problema... (per la cronaca... il sw di Gelernter dopo quella brillante dimostrazione peraltro già conosciuta in altre varianti da 300 anni, non sfornò più che brevi derivazioni o altre facezie).In realtà un programmatore di AI cerca di schematizare il modo in cui LUI STESSO pensa. Molte volte ho pensato che se un giorno Pippo dovesse creare davvero la prima AI, pensante, senziente e dotata di autocoscienza, essa sarebbe la copia esatta della mente di Pippo, in quanto da Pippo stesso implementata.La sfida è fantastica: creare a partire da una limitata intelligenza un'intelligenza ancora più grande della nostra... ma io ci vedo una impossibilità quasi Goedeliana in questo, voi no?!Scusate lo sproloquio! ^_^' Mi faccio trasportare!Ciao a tutti!.oO Kermit Oo.
    • Anonimo scrive:
      etichettatrice
      È difficile dire se la macchina ragiona grazie al creatore. Per esempio prendiamo una macchina etichettatrice. Può appicicare 500 etichette al minuto su altrettante bottiglie che passano sul nastro trasportatore. Alla fine, 500 bottiglie avranno 500 etichette posizionate nello stesso punto, con un margine d'errore di (invento) 1 millimetro.Prendiamo un umano che si dedichi alla stessa operazione. A parte il metterci un pomeriggio, sicuramente le 500 etichette sarebbero posizionate tutte in maniera molto diversa l'una dall'altra.Ora la domanda è: la precisione della macchina è merito dell'uomo o della macchina? Di entrambi. Ma ha senso dare il merito all'uomo? Oppure arlo alla macchina? Infine: avrebbe senso fare una gara tra etichettatrice e operaio? Per me no... anche prendendo l'uomo più veloce del pianeta, un po' come il miglior scacchista del mondo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma qualcuno ha pensato...

      La sfida è fantastica: creare a partire da
      una limitata intelligenza un'intelligenza
      ancora più grande della nostra... ma io ci
      vedo una impossibilità quasi Goedeliana in
      questo, voi no?!si, se per IA si tenta di riprodurre fedelmente la mente umana, cioè preprogrammare gli schemi di pensiero imitando quelli umani, per quanto ci è dato conoscerli; questo in realtà equivale a scimmiottare un essere umano, non l'intelligenza, che sta nel selezionare gli schemi di pensiero in base alla loro efficienza nel risolvere problemi, solo in questo modo l'ia si svincolerebbe dal programmatore e diventerebbe una vera intelligenza... a questo punto potrebbe anche cercare di imitare il modo di pensare dell'uomo, sarebbe un essere pensante che cerca di pensare come un diverso essere pensante... se ci limitiamo a programmare una IA senza che possa sviluppare e selezionare schemi di pensiero in base ai risultati nell'affrontare problemi in realtà siamo sempre davanti ad una macchina che esegue un programma, per quanto complicato sia, ma come tale sempre una macchjina non intelligente.Le linee di ricerca in questo campo fortunatamente stanno imboccando la strada della selezione, non della programmazione, in questo modo il contributo originale del programmatore viene via via perso con un processo di vero e proprio apprendimento che sostituisce gli chemi preesistenti, e via via anche gli schemi propri che risultano meno efficienti... ma siamo ancora molto indietroovviamente una IA non si troverà nè con gli stessi mezzi per pensare dell'uomo (cellule, neurotrasmettitori ecc...) nè con gli stessi problemi, biologici o sociali, da risolvere (coordinare, mangiare, cacciare o lavorare, riprodursi), quest'ultima parte imho condiziona grandemente il tipo di intelligenza cha la IA svilupperà... se per intelligenza pensiamo ad alcune capacità specifiche, come risolvere calcoli, la macchina è già parecchio avantia noi... solo che in natura risolvere calcoli conta meno che saper cogliere una banana da un albero e valutiamo queste capacità come "stupide".imho una IA potrebbe risultare molto prima una mente intelligente piuttosto che un simil-umano intelligente.
  • Anonimo scrive:
    Intelligenza, ma lo è veramente?
    L'uomo deve concentrarsi, riflettere, pensare. La macchina non ragiona, "elabora" dlle mosse probabilisticamente più o meno possibili. Però non usa il cervello, l'intuito. Non ha strategie. è possibile parlare di intelligenza artificiale, in questo caso?
    • Anonimo scrive:
      Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
      - Scritto da: Anonimo
      L'uomo deve concentrarsi, riflettere,
      pensare. La macchina non ragiona, "elabora"
      dlle mosse probabilisticamente più o meno
      possibili. Però non usa il cervello,
      l'intuito. Non ha strategie. È possibile
      parlare di intelligenza artificiale, in
      questo caso?no
    • Anonimo scrive:
      Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
      - Scritto da: Anonimo
      È possibile
      parlare di intelligenza artificiale, in
      questo caso?No, la chiamano "computazione".Con l'intelligenza ha poco a che vedere.
      • Anonimo scrive:
        Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
        Infatti, ma sensazionalismo a parte, ha quindi senso di parlare di "uomo contro macchina"? Secondo me no, il campione di scacchi resta comunque superiore, anche se perde il match.
        • Anonimo scrive:
          Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
          - Scritto da: Anonimo
          Infatti, ma sensazionalismo a parte, ha
          quindi senso di parlare di "uomo contro
          macchina"? Secondo me no, il campione di
          scacchi resta comunque superiore, anche se
          perde il match.Superiore in base a cosa?Non nel gioco degli scacchi direi, visto che perde.Per quanto riguarda l'intelligenza, il metodo di friz si basa su qualche algoritmo euristico (molto sofisticato, per carità) e su molta forza bruta di calcolo; ma dopo le vane speranze sull'intelligenza artificiale degli anni '70 e '80, non è possibile che sia questa la via verso la simulazione dell'intelligenza?
          • Anonimo scrive:
            Re: Intelligenza, ma lo è veramente?

            Superiore in base a cosa?
            Non nel gioco degli scacchi direi, visto che perdePerde per una mera questione matematica. Allora perde anche contro una calcolatrice tascabile. Basta fare:3968095487345 x 2934872093478 / 1239487 ^ 8 - 3460e vedere chi ci mette di meno. Però non la definirei "intelligenza".
          • Anonimo scrive:
            Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
            - Scritto da: Anonimo
            Perde per una mera questione matematica.
            Allora perde anche contro una calcolatrice
            tascabile. Basta fare:

            3968095487345 x 2934872093478 / 1239487 ^ 8
            - 3460

            e vedere chi ci mette di meno. Però non la
            definirei "intelligenza".No, infatti il gioco degli scacchi ancora non è intelligenza, come non lo è il fare un'operazione matematica. Il fatto è che ieri i computer al massimo riuscivano ad essere migliori di un umano nel calcolo puro, oggi anche nel gioco degli scacchi, domani nel guidare un'automobile nel traffico, dopodomani riusciranno a sostenere un esame universitario...Quando qualcuno ti chiamerà al telefono e non riuscirai a capire se è un uomo o una macchina, neanche parlando con lui mezz'ora... secondo te sarà intelligenza?
          • Anonimo scrive:
            Re: Intelligenza, ma lo è veramente?

            Quando qualcuno ti chiamerà al telefono e non riuscirai
            a capire se è un uomo o una macchina, neanche parlando
            con lui mezz'ora... secondo te sarà intelligenza? Mmmm mah no. La definirei una sequenza di risposte costruite su analisi di campionamenti vocali o cose del genere, non intelligenza. Registri sul calcolatore 10 mila domande tipiche da call center e relative risposte... alla fine l'utente medio che telefona è facile che infili un ramo dell'albero "domanda risposta domanda risposta"...ramo nel quale il calcolatore si destreggia su base probabilistica.
          • Anonimo scrive:
            Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
            - Scritto da: Anonimo

            Quando qualcuno ti chiamerà al telefono e
            non riuscirai

            a capire se è un uomo o una macchina,
            neanche parlando

            con lui mezz'ora... secondo te sarà
            intelligenza?


            Mmmm mah no. La definirei una sequenza di
            risposte costruite su analisi di
            campionamenti vocali o cose del genere, non
            intelligenza. Registri sul calcolatore 10
            mila domande tipiche da call center e
            relative risposte... alla fine l'utente
            medio che telefona è facile che infili un
            ramo dell'albero "domanda risposta domanda
            risposta"...ramo nel quale il calcolatore si
            destreggia su base probabilistica.non stavo parlando di un call center, stavo parlando del test di turing.Se non riesci a capire se chi sta dall'altra parte del filo, o dall'altra parte di una chat, sia un uomo o un programma, significa che il programma è intelligente quanto un uomo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
      - Scritto da: Anonimo
      L'uomo deve concentrarsi, riflettere,
      pensare. La macchina non ragiona, "elabora"
      dlle mosse probabilisticamente più o meno
      possibili. Però non usa il cervello,
      l'intuito. Non ha strategie. È possibile
      parlare di intelligenza artificiale, in
      questo caso?E' evidente che non sai quello di cui stai parlando: inanzi tutto gli scacchi sono stati usati come prototipo per lo studio dell'intelligenza artificiale prima ancora che nascessero i computer, proprio perché problema ponibile in termini quasi matematici, ma la cui soluzione non è puramente calcolo. Gia' Claude Shannon scrisse il primo programma (o pseudoprogramma) prima ancora che ci fosse un computer per eseguirlo. Poi va detto che se uno esegue solo il calcolo (metodo a forza bruta) delle mosse tenendo conto ad ogni nodo dell'albero di tutte le mosse possibili si trova di fronte ad un problema che rapidamente cresce troppo (esponenzialmente) e il programma così prodotto saerbbe un brocco anche su un supercomputer tanto che le piglierebbe anche da me che sono un amatore e non un professionista.Quindi gia' molto tempo fa sono stati inventati metodi per "potare" l'albero delle varianti (alfa-beta e simili). Metodi oggi alla base di molti sistemi esperti o sistemi che "prendono descisioni". Inoltre sono tate implementate sofisticate tecniche per migliorare l'analisi in caso di pericolo (e ci vuole una definizione di pericolo) o tecniche di quiescenza per superare il problema dell'orizzonte di calcolo....Infine il computer può calcolare quanto vuole ma in ogni posizione deve sapere giudicare chi sta melgio, e la differenza tra un programma buono e uno scarso la fa soprattutto la funzione che giudica la posizione. Questa funzione tiene conto di elementi materiali (il conto dei pezzi sulla scacchiera), ma anche di elementi posizionali e strategici quali la presenza di case deboli, l'attività dei pezzi, il rischio a cui è esposto il re, e talvolta anche fattori psicologici: infatti ci sono programmi capaci di adattareil proprio sitle di gioco in funzione del fatto che l'avversario si un computer o un umano. E qui il problema sta nel tradurre in temini di computazione fatti che sono facili da descrivere solo a parole.Certo non è la stessa cosa dell'intelligenza unmana, ma è tutto fuori che un banale esercizio di calcolo.
      • kermit scrive:
        Re: Intelligenza, ma lo è veramente?

        E' evidente che non sai quello di cui stai
        parlando:Ma perchè su questo forum la premessa è sempre di avere a che fare con ignoranti e/o di saperne sempre una più degli altri?D'accordo con tutto quanto scritto ma la domanda è legittima.Il buon Albert diceva che un giorno le macchine sapranno risolvere tutti i problemi ma nessuna macchina riuscirà mai a porsene uno. In questi termini nemmeno io trovo corretto parlare di "intelligenza". (per la cronaca, credo di sapere di cosa sto parlando)Per favore, usiamo un po' di cortesia, vi va?Saluti a tutti!.oO Kermit Oo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
          Il punto è che la "gara" mi sembra sbagliata alla partenza. Se il computer vince, lo fa solo perchè ci mette meno a calcolare le probabilità. In proporzione è già incredibile pensare che un umano sia in grado di stargli dietro in poche ore, se pensiamo ai miliardi di conti che riesce a produrre un calcolatore nello stesso tempo.Però non è "intelligenza". È velocità di calcolo, che sfrutta la lentezza fisica di un essere umano.
          • Anonimo scrive:
            Re: Intelligenza, ma lo è veramente?

            Però non è "intelligenza". È velocità di
            calcolo, che sfrutta la lentezza fisica di
            un essere umano.Non è affatto solo velocità di calcolo, anziDietro ci sono algoritmi di intelligenza artificiale (si chiama così, che ci vuoi fare...) per ottimizzare e tagliare strade che portano a strade svantaggiose. Insomma c'è una ricerca molto complessa per far giocare a scacchi un computer, e non sfrutta la lentezza dell'essere umano.Al massimo può sfruttare il fatto che un essere umano non può andare oltre nell'analisi di 6 o 7 mosse consecutive, mentre una macchina si.L'essere umano però, taglia a priori strade che sa che non gli porteranno da nessuna parte, il computer non lo sa fare, come non sa applicare una strategia globale.E' ovvio poi che non è lo stesso tipo di intelligenza, mica ragiona da solo, però la ricerca va avanti ed è anche grazie a queste cose che può procedere in un campo come l'AI che ha subito un bel rallentamento rispetto agli entusiasmi inizialiUn problema come quello degli scacchi NON lo si risolve con la forza bruta del calcolo
      • Anonimo scrive:
        Re: Intelligenza, ma lo è veramente?

        Certo non è la stessa cosa dell'intelligenza unmana, ma è
        tutto fuori che un banale esercizio di calcolo. Certo certo beh io l'ho messa giù brutalmente (comunque sicuramente sono ignorante, come hai sottolineato). Però intendevo arrivare alla tua conclusione. Per quanto sofisticato, un computer secondo me non può essere affiancato ad un umano, se si parla di intelligenza. Al limite va bene un confronto sulla "rapidità" di calcolo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
      - Scritto da: Anonimo
      L'uomo deve concentrarsi, riflettere,
      pensare. La macchina non ragiona, "elabora"
      dlle mosse probabilisticamente più o meno
      possibili. Però non usa il cervello,
      l'intuito. Non ha strategie. È possibile
      parlare di intelligenza artificiale, in
      questo caso?Se per questo non ha senso parlare di intelligenza neppure per l'umano in questo caso.Una partita di scacchi di quel livello richiede numerose doti: memoria, capacita' di calcolo, logica, analisi, etc...e l'intelligenza e' solo una minima componente non indispensabile.
      • Anonimo scrive:
        Re: Intelligenza, ma lo è veramente?
        Hai ragione, è vero. Però analizzando gli elementi che hai citato, continuo a pensare che sia una gara non valida:memoria: un calcolatore supera per forza di cosa un umano, non avendo fisicamente limiti nel memorizzare tutte le mosse fatte nel corso dei.. secoli? da parte di umanicapacita' di calcolo: intesa come velocità d'esecuzione, la capacità di un computer supera l'umano per forza di cosa. lo fa anche una calcolatrice tascabile, in fondologica: intesa come applicazione di regole, il calcolatore è avantaggiato ancora una volta, come per i calcolianalisi: in questo caso non lo so, effettivamente. non ho bene in mente come avvenga l'analisi su un calcolatore. penso però che sia l'applicazione (logica) di un vasto elenco di regole. regole che richiedono molta memoria (e torno al punto precedente)Insomma penso che l'uomo non perda per incapacità o perchè un calcolatore è più "bravo". perde perchè è limitato fisicamente rispetto ad un computer.
    • Anonimo scrive:
      Re:E' intelligenza veramente!!!
      Magari avessero tutte le persone l'intelligenza di 1 cpu286...........................................................................................(potrebbero andare addirittura sulla Luna.......HAHHAhahhaahahhahhaahhahahhahahah).
  • Anonimo scrive:
    Ma che dite?
    "Ci sarà il 3D, dunque, ma difficilmente lo strapotere dei software scacchistici potrà essere messo in crisi da un po' di effetti speciali."Ma che state dicendo? Se qualcuno sarà messo in crisi dagli effetti speciali, questo sarà Kasparov che dovrà indossare sti occhiali che non gli permetteranno certo di concentrarsi come dovrebbe. Per il software non cambia niente perchè la scacchiera 3D neanche la vede.Queste sono ormai sfide da baraccone come quando Jessie Owens correva contro i cavalli.Le sfide di scacchi uomo-macchina si potranno fare ancora se si farà intelligenza (uomo) contro "intelligenza" (macchina)dalla prima all'ultima mossa, quindi senza aperture o finali memorizzati. Quando una macchina batterà un uomo a queste condizioni potremo dire che la macchina ha superato l'uomo. Almeno negli scacchi. Per il GO invece ci vorranno almeno altre tre generazioni di computer.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che dite?

      Le sfide di scacchi uomo-macchina si
      potranno fare ancora se si farà intelligenza
      (uomo) contro "intelligenza" (macchina)
      dalla prima all'ultima mossa, quindi senza
      aperture o finali memorizzati. Quando unaMa l'intelligenza è anche memoria...Insomma il giocatore umano molte aperture e finali li conosce, a memoria... giocare a quelle condizioni sarebbe a vantaggio umano... E poi se non erro Kasparov in precedenti partite ha potuto consultare libri di aperture
      macchina batterà un uomo a queste condizioni
      potremo dire che la macchina ha superato
      l'uomoA giocare a scacchi, seondo me, lo ha già superato
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che dite?
        - Scritto da: Anonimo
        Ma l'intelligenza è anche memoria...Ma la sola memoria non è intelligenza.
        A giocare a scacchi, seondo me, lo ha già
        superatoLo ha superato da anni a fare CALCOLI.Tutto qui. Secondo la tua logica delirante, qualunque calcolatrice da 3 euro è più intelligente di te. Beh..... in effetti...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che dite?


          A giocare a scacchi, seondo me, lo ha già

          superato

          Lo ha superato da anni a fare CALCOLI.
          Tutto qui. Secondo la tua logica delirante,
          qualunque calcolatrice da 3 euro è più
          intelligente di te. Beh..... in effetti...Il compute FA calcoli, e solo quelli.Con i calcoli e gli algoritmi di IA gioca a scacchi.E nel fare questo è più forte dell'uomo
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma che dite?
            è più forte nel fare CALCOLI. Non nel "giocare" (a qualsiasi cosa).
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma che dite?
            - Scritto da: Anonimo
            È più forte nel fare CALCOLI. Non nel
            "giocare" (a qualsiasi cosa).Se per giocare intendi che si debba anche divertire hai ragione tu.Altrimenti no
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che dite?

        A giocare a scacchi, seondo me, lo ha già superato Io non credo che un computer "giochi" a scacchi. Più semplicemente (per modo di dire ovviamente) elabora migliaia di mosse e calcola le probabilità migliori (matematicamente e basta) per superare l'avversario, mossa dopo mossa. Intuito e strategia non fanno parte dei calcoli di un computer, come non è possibile richiedere dei "ragionamenti" ad un computer.Matematicamente i computer superano l'umo, su questo nessun dubbio. Però non dimentichiamo che si tratta solo di un vantaggio temporale: un calcolatore svolge conti che magari un uomo risolverebbe in decine d'anni. Però il calcolatore è un prodotto della mente umnana. Quello che fa, lo fa perchè l'uomo ha deciso di farglielo fare. Non c'è nulla di creativo insomma. Intelligenza no, grandi calcoli si.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che dite?

          Io non credo che un computer "giochi" a
          scacchi. Più semplicemente (per modo di dire
          ovviamente) elabora migliaia di mosse e
          calcola le probabilità migliori
          (matematicamente e basta) per superare
          l'avversario, mossa dopo mossa. Intuito e
          strategia non fanno parte dei calcoli di un
          computer, come non è possibile richiedere
          dei "ragionamenti" ad un computer.

          Però il calcolatore è un prodotto della
          mente umnana. Quello che fa, lo fa perchè
          l'uomo ha deciso di farglielo fare. Non c'è
          nulla di creativo insomma. Intelligenza no,
          grandi calcoli si.Intelligenza come la nostra no, ma l'uso di algoritmi "intelligenti" si... non è solo un banale calcolo...Il computer gioca a scacchi, non potrà avere una strategia come potrebbe pensarla un uomo, però gioca...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che dite?

        E poi se non erro Kasparov in
        precedenti partite ha potuto consultare
        libri di apertureQuesta affermazione è errata: durante i suoi match contro computer Kasparov non ha mai consultato nemmeno una riga di appunti, ne men che meno libri.
      • markoer scrive:
        Re: Ma che dite?
        - Scritto da: Anonimo[...]
        Ma l'intelligenza è anche memoria...

        Insomma il giocatore umano molte aperture e
        finali li conosce, a memoria... giocare a
        quelle condizioni sarebbe a vantaggio
        umano... E poi se non erro Kasparov in
        precedenti partite ha potuto consultare
        libri di aperture[...]Non solo. Campioni di questa levatura hanno un intero team di collaboratori che studia per lui, tra una partita e l'altra...ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che dite?
          - Scritto da: markoer
          Non solo. Campioni di questa levatura hanno
          un intero team di collaboratori che studia
          per lui, tra una partita e l'altra...LOL.Il team delle 'macchine', invece no?Chi pensi che le scriva le librerie di aperture, il programmatore?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che dite?

      Le sfide di scacchi uomo-macchina si
      potranno fare ancora se si farà intelligenza
      (uomo) contro
  • Anonimo scrive:
    3d per cosa?
    Non ho capito il senso di una scacchiera 3d da veder con gli occhialini. La potenza di calcolo la si potrebbe misurare anche usando il display di un Gameboy, che senso ha 'sta buffonata.
    • Anonimo scrive:
      Re: 3d per cosa?
      SOLDI?
    • Anonimo scrive:
      Re: 3d per cosa?
      Il senso e' che... e' una buffonata!E quindi e' destinata a far parlare di se'.Scommettiamo che il TG1 vi dedichera' un servizio stralunato con finale moralistico a sanzionare le diavolerie moderne?
    • avvelenato scrive:
      Re: 3d per cosa?
      il senso di mettere un supercomputer programmato all'uopo da molti ingegneri informatici.ovvero cercare sponsors.che paghino il conto finale. probabilmente molto caro.
    • Anonimo scrive:
      Re: 3d per cosa?
      L'evento è organizzato dalla X3D società che vende tecnologie legate alla visualizzazione in 3D. Il tutto quindi ha lo scopo di farsi un'enorme pubblicità ad un prezzo irrisorio
      • Anonimo scrive:
        Re: 3d per cosa?
        - Scritto da: Anonimo
        L'evento è organizzato dalla X3D società che
        vende tecnologie legate alla visualizzazione
        in 3D. Il tutto quindi ha lo scopo di farsi
        un'enorme pubblicità ad un prezzo irrisorioirrisorio per modo di dire. non so quando prende kasparov per questo torneo, ma di sicuro non sono bruscolini.
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