ESA rilancia il viaggio spaziale

L'agenzia europea cerca nuovi esploratori galattici. Per portare a termine i progetti della ISS. E poi magari per un viaggetto sulla Luna o su Marte. A Punto Informatico lo racconta Umberto Guidoni

Roma – AAA, astronauti cercansi. ESA, l’organizzazione inter-governativa europea che si occupa di progettazione, sviluppo e gestione delle missioni spaziali per conto delle nazioni rappresentate, ha bandito per la prima volta dopo 10 anni un concorso per il reclutamento di una nuova squadra di astronauti . Da destinare al completamento delle operazioni e delle sperimentazioni a bordo della stazione spaziale internazionale ( ISS ) e, forse, anche a qualcosa di più.

L'on. Umberto Guidoni “C’è un problema di carta d’identità, gli attuali astronauti ESA iniziano ad invecchiare” spiega a Punto Informatico l’onorevole Umberto Guidoni , già impegnato in due missioni a bordo dello Space Shuttle e oggi euro-parlamentare : “Inoltre – prosegue – siamo in una fase in cui bisogna ripensare e rilanciare la strategia per i prossimi anni: siamo quasi alla fine del programma ISS, abbiamo ancora 10 anni di lavoro davanti e tanti esperimenti da portare a termine, e dobbiamo anche cominciare a pensare alle prossime tappe”.

Diverse le novità di questa tornata: “La selezione di quest’anno sarà svolta direttamente a livello europeo, mentre in passato la prima fase avveniva a livello nazionale – racconta Guidoni – Tutti potranno prendere parte alle selezioni, visto che in una prima fase sarà richiesto soltanto un certificato medico di classe 3 (lo stesso richiesto per i piloti che intendono conseguire un brevetto civile), che sarà lo strumento utile per effettuare una prima scrematura delle domande”

Una volta che queste ultime saranno state analizzate, si passerà ad una seconda fase più approfondita. Coloro che saranno selezionati dovranno affrontare prove mediche più specifiche, sottoporsi ad una serie di prove psicoattitudinali: “Quanti supereranno la prima fase saranno invitati a partecipare alle sessioni successive, che verranno sovvenzionate da ESA”. L’intero processo dovrebbe durare circa un anno, e già nel 2009 sarà dunque possibile conoscere i nomi dei 4 o 5 fortunati che inizieranno il programma di addestramento: “Ma probabilmente ci sarà spazio anche per qualche idoneo ” suggerisce Guidoni, che lascia intendere che l’impegno spaziale europeo potrebbe crescere.

Sul piatto non c’è solo la stazione spaziale: c’è anche il programma Aurora , che dovrebbe portare sulla Luna e su Marte le sonde automatiche ESA, ma in prospettiva ci potrebbe essere uno passo ancora più ambizioso: “Il programma potrebbe anche comprendere l’esplorazione umana di Marte – prospetta – e anche se l’Europa difficilmente potrà fare tutto questo senza una adeguata collaborazione internazionale, noi continueremo comunque ad andare avanti su questa strada”.

“I compiti e le attività diventano sempre più complessi, e c’è bisogno di personale scientifico specializzato, con un buon background scientifico”: se poi ESA e la UE decidessero di puntare decisamente all’esplorazione umana , allora “serviranno piloti, soprattutto se si deciderà di avere una piattaforma di lancio completamente indipendente”. I presupposti per questi progetti di ampio respiro sono ottimi: ATV , il veicolo automatizzato sviluppato per rifornire la ISS, è un modulo pressurizzato che potrebbe essere anche adattato al trasporto degli esseri umani. Resta il problema del vettore, visto che al momento Ariane 5 non è ancora abbastanza maturo per poter essere utilizzato nelle missioni con equipaggio umano, ma l’accordo stipulato con l’agenzia russa per realizzare una rampa di lancio Sojuz a Kourou (Guyana Francese), ovvero nella base di lancio per l’attività spaziale ESA, rassicura su queste ambizioni.

Astronauta tedesco nello spazio “Con i russi ci sono molti programmi di collaborazione” precisa l’onorevole: si è parlato ad esempio di Kliper , il velivolo che potrebbe sostituire uno Space Shuttle ormai pronto alla pensione e che potrebbe vedere la luce proprio grazie alla collaborazione tra Europa e Russia. Prima che tutto possa essere definito, occorrerà anche che ESA ridefinisca il suo ruolo : “Al momento non ci sono risposte definitive – chiarisce Guidoni parlando del futuro dell’agenzia – forse potrebbe diventare una agenzia dell’Unione Europea, ma è presto per dirlo”.

Non si tratterebbe in ogni caso di un processo immediato, ma è sempre più probabile che tra ESA e UE si sviluppino collaborazioni sempre più strette anche se non necessariamente queste dovranno passare per accordi ufficiali. Ad esempio, ora che l’Unione ha deciso di voler riportare in vita la rete di posizionamento globale Galileo , sarà proprio ESA a gestire il sistema per conto della Comunità Europea.

“Il futuro di Galileo mi sembra decisamente più tranquillo rispetto a qualche mese fa – prosegue Guidoni – e l’impegno che la UE si è presa per realizzare questa infrastruttura è una garanzia del ruolo che intende svolgere nel programma spaziale”. Al momento, tuttavia, non esiste omogeneità tra le nazioni che fanno parte di ESA e i membri che aderiscono alla UE, ed è dunque probabile che presto nuove nazioni facciano il loro ingresso nell’agenzia , che rimarrà una organizzazione di tipo internazionale di connotazione europea.

L’Europa e l’ESA, comunque, non intendono chiudere la porta neppure alla collaborazione con la NASA: “Dopo l’avvio del più recente programma spaziale di Bush, che è più che altro una iniziativa interna agli Stati Uniti, c’è stato un cambiamento nella strategia che hanno avuto gli USA ad esempio con la ISS” spiega Guidoni. Ciò nonostante, “Noi cercheremo a tutti i costi la collaborazione” poiché “sarà difficile che l’Europa da sola sia in grado di mettere in campo tutti i fondi necessari all’esplorazione spaziale”.

Se collaborazione ci sarà, sarà però una collaborazione con una connotazione diversa: “Occorre puntare ad ottenere una certa indipendenza tecnologica su settori chiave come il trasporto degli astronauti e la capacità di comunicazione a lunga distanza: se bisogna prepararsi per Marte – conclude Guidoni – bisognerà prima realizzare le adeguate infrastrutture di supporto a Terra”.

a cura di Luca Annunziata

( fonte immagine )

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • wumo scrive:
    Come se il copyright non fosse legalità
    Questi illuminati dai sandali di stallman vorrebbero far intendere che solo la loro filosofia porta alla legalità, mentre tutto il resto sarebbe satana.Questo è proselitismo... oltretutto è ormai noto che il freesoftware non è altro che una religione, che ha sostituito Dio con il Software.Fortuna che non la pensiamo tutti allo stesso modo.
    • amedeo scrive:
      Re: Come se il copyright non fosse legalità
      Forse non hai prestato molta attenzione al contenuto dell'articolo. Nessuno sostiene che il copyright sia illegale o sia satana, semplicemente il progetto vuole mostrare come sia possibile appagare la propria sete di conoscenza *senza infrangere* il copyright; questo significa mostrare come possano esserci delle alternative *legali* all'infrazione dei diritti.Se poi ritieni che una volta che tu abbia dei diritti su qualcosa, il resto del mondo non debba avere l'opportunita' di rivolgersi altrove (sempre senza infrangere i tuoi diritti) per un'alternativa ma debba per forza piegarsi alle tue gabelle, forse pretendi un po' troppo.
    • A reloaded scrive:
      Re: Come se il copyright non fosse legalità
      - Scritto da: wumo
      Questi illuminati dai sandali di stallman
      vorrebbero far intendere che solo la loro
      filosofia porta alla legalità, mentre tutto il
      resto sarebbe
      satana.

      Questo è proselitismo... oltretutto è ormai noto
      che il freesoftware non è altro che una
      religione, che ha sostituito Dio con il
      Software.

      Fortuna che non la pensiamo tutti allo stesso
      modo.fortuna che, a differenza di altri (e sentiti pure tra questi), qualcuno pensa
    • Nifft scrive:
      Re: Come se il copyright non fosse legalità
      In un mondo dove si da per scontato che per respirare l'aria tu debba sempre pagare qualcuno, e dove alla fine ci si rivolge mediamente alla pirateria per respirare, forse suggerire che NON E' SCONTATO che l'aria sia sempre a pagamento, anzi che sia spesso una vera e propria deformazione culturale... E che esistano risorse liberamenete condivisibili, è semplicemente rivoluzionario...come disse il poeta: la verità è sempre rivoluzionaria.e poi aggiunse: ma la madre dell'ignoranza è sempre in cinta.
      • lroby scrive:
        Re: Come se il copyright non fosse legalità
        - Scritto da: Nifft
        e poi aggiunse: ma la madre dell'ignoranza è
        sempre in cinta .hai ragione..incinta si scrive tutto attaccato (rotfl)(rotfl)(rotfl)LROBY
        • Nifft scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          - Scritto da: lroby
          - Scritto da: Nifft

          e poi aggiunse: ma la madre dell'ignoranza è

          sempre in cinta .
          hai ragione..incinta si scrive tutto attaccato
          (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          LROBYerrare humanum est
      • joy scrive:
        Re: Come se il copyright non fosse legalità
        - Scritto da: Nifft
        come disse il poeta: la verità è sempre
        rivoluzionaria.non era un poeta colui che disse quella frase

        e poi aggiunse: ma la madre dell'ignoranza è
        sempre in
        cinta.allora tu avrai molti fratelli
    • the_poet scrive:
      Re: Come se il copyright non fosse legalità
      Mi pare corretto che, un ragazzino che abbia il desiderio di avvicinarsi al mondo dei PC e approfondire nel tempo le sue conoscenze (al giorno d'oggi FONDAMENTALE nell'educazione dei ragazzi), possa farlo senza pesare economicamente sulla famiglia (più o meno agiata) e senza essere costretto a infrangere la legge utilizzando SO e i vari software pirata.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2008 15.18----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2008 15.19-----------------------------------------------------------
      • holan scrive:
        Re: Come se il copyright non fosse legalità
        - Scritto da: the_poet
        Mi pare corretto che, un ragazzino che abbia il
        desiderio di avvicinarsi al mondo dei PC e
        approfondire nel tempo le sue conoscenze (al
        giorno d'oggi FONDAMENTALE nell'educazione dei
        ragazzi), possa farlo senza pesare economicamente
        sulla famiglia (più o meno agiata) e senza essere
        costretto a infrangere la legge utilizzando SO e
        i vari software
        pirata.i software gratis ci sono sempre statiil problema (semmai questo fosse un problema) è che i MIGLIORI software non sono mai gratis (mica fessi)...ergo il ragazzino che si vuole fare le ossa con il PC ha due possibilità: usa programmi craccati, oppure peserà sulla famigliadal mio punto di vista entrambe le ipotesi non hanno nulla di immorale o scandaloso, in fondo usare programmi craccati è come fumare uno spinello, ti da' un brivido in più ;)
        • the_poet scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          - Scritto da: holan
          i software gratis ci sono sempre stati

          il problema (semmai questo fosse un problema) è
          che i MIGLIORI software non sono mai gratis (mica
          fessi)Beh, in realtà, quanto dici credo fosse vero un tempo: in effetti i freeware di qualche anno fa erano o programmini di poco conto o sistemi operativi potenti ma difficili da usare per i novizi dell'informatica. Adesso mi pare che la situazione sia notevolmente diversa. Quasi tutti i software commerciali hanno un'ottima alternativa freeware, nelle quali le differenze con il relativo software "griffato" sono quasi sempre sottigliezze di cui magari può sentire la mancanza solo chi fa un uso professionale dell'applicazione. Chi utilizza poi una delle varie distribuzioni Linux, ti dirà addirittura che il suo SO gratuito, oltre ad essere semplice da utilizzare (vedi Ubuntu) è migliore di quello a pagamento (e da utilizzatore di entrambi i SO non mi sento di dargli torto :))-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2008 17.43-----------------------------------------------------------
        • amedeo scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità

          il problema (semmai questo fosse un problema) è
          che i MIGLIORI software non sono mai gratis (mica
          fessi)a parte che non sempre e' vero, spesso l'alternativa *legale* c'e': tanti software blasonati (non dico migliori in quanto non li considero tutti tali) sono disponibili con licenze speciali proprio per gli studenti e la cosa rende (a mio avviso) immorale utilizzarli piratati.E' giusto che per utilizzare un software a pagamento si sborsino i soldi richiesti, sta all'utente valutare se ne valga la pena o se sia meglio cercare un'alternativa *legale* piu' economica. I programmi aperti migliori hanno la possibilita' di ricevere contributi (sia economici che lavorativi) dalla comunita' che tendera' ad essere tanto piu' ampia quanto il software si dimostri ben fatto. Rivolgersi a tali soluzioni e' il comportamento migliore per chi sia interessato a mandare avanti quel tipo di business mentre continuare ad utilizzare il software piratato alla fine e' controproducente.
      • CSOE scrive:
        Re: Come se il copyright non fosse legalità

        giorno d'oggi FONDAMENTALE nell'educazione dei
        ragazzi), possa farlo senza pesare economicamente
        sulla famiglia (più o meno agiata) e senza essereMa di cosa stiamo parlando ? Di 50euro ? Di 100 ? Di invece che è una buona scusa per promuovere il settore dove uno campa, in modo da essere chiamato a fare consulenze nelle scuole.Dilla tutta, sai quanti PC da configurare ? Quanti corsi da fare ? E qualcuno che ci guadagna.
        • amedeo scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          Invece quando utilizzano software chiuso i corsi non sono piu' necessari ? I PC non hanno piu' bisogno di configurazioni ed assistenza ? Per tua informazione, guadagno molto di piu' facendo assistenza a clienti che utilizzano i tuoi amatissimi e chiusissimi Windows e M$ Office, personalmente non mi cambia niente se loro utilizzano Windows o Linux, Office o OpenOffice, avranno sempre bisogno di assistenza in misura piu' o meno uguale, anzi grazie a Vista ho potuto lavorare di piu' per riuscire a far funzionare Office XP che con Vista ha proprio qualche problemino. Se chi ha avuto quei problemi non fosse stato legato a M$ Office avrebbe potuto risolverli spendendo meno soldi. Capisco che gli azionisti M$ (sei per caso uno di loro?) avrebbero preferito che spendesse 600 euro per comprarsi la versione nuova di Office ma questo non mi sembra un supporto prodotto molto serio da parte di uno sviluppatore mondiale con reti di assistenza capillari ed efficaci.
        • katun79 scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          - Scritto da: CSOE

          giorno d'oggi FONDAMENTALE nell'educazione dei

          ragazzi), possa farlo senza pesare
          economicamente

          sulla famiglia (più o meno agiata) e senza
          essere

          Ma di cosa stiamo parlando ? Di 50euro ? Di 100 ? Quale che sia la cifra, non ci va sputato sopra!Anche se il totale ammontasse a "soli" 100 euro, una famiglia con quei soldi ci può pagare un paio di bollette, o comprare dei pantaloni nuovi al figlio, o 2-3 mesi di palestra... Tutte cose più importanti (a mio avviso) di un po' di codice. Ma comunque non dobbiamo essere noi a decidere cosa serve alla famiglia media no? Sarà lei a decidere!
          Di invece che è una buona scusa per promuovere il
          settore dove uno campa, in modo da essere
          chiamato a fare consulenze nelle
          scuole.
          Dilla tutta, sai quanti PC da configurare ?
          Quanti corsi da fare ? E qualcuno che ci
          guadagna.Perchè il software proprietario è regalato? Non mi pare proprio. Ad ogni modo non è assolutamente detto che qualcuno vada a fare installazioni e configurazioni nelle scuole facendosi pagare!Intanto perchè le guide per il software opensource sono generalmente ben fatte, e gli insegnanti di informatica della scuola o comunque il responsabile del laboratorio dovrebbe bastare a sistemare il tutto. Ma se anche non fosse, potrebbe essere il LUG locale ad incaricarsene. E comunque si può usare software opensource su Windows, e MacOS senza alcun problema. Non è necessario passare totalmente a Linux per questo.
        • Nifft scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          - Scritto da: CSOE

          giorno d'oggi FONDAMENTALE nell'educazione dei

          ragazzi), possa farlo senza pesare
          economicamente

          sulla famiglia (più o meno agiata) e senza
          essere

          Ma di cosa stiamo parlando ? Di 50euro ? Di 100 ?

          Di invece che è una buona scusa per promuovere il
          settore dove uno campa, in modo da essere
          chiamato a fare consulenze nelle
          scuole.

          Dilla tutta, sai quanti PC da configurare ?
          Quanti corsi da fare ? E qualcuno che ci
          guadagna.Prima ti compri il software proprietario, poi ti paghi pure le scuole per avere l'"abilitazione" usare tale software e magari travere lavoro con questa "abilitazione" ufficiale. Il massimo della perversione!
          • amedeo scrive:
            Re: Come se il copyright non fosse legalità
            oppure spendi una barca di soldi per comprarti i corsi di certificazione del software proprietario, scopri che per mantenere la certificazione devi continuare a spendere soldi...certo che poi ce l'hai a morte col software libero e chi e' in grado di mantenersi aggiornato e fornire servizi (facendoti concorrenza) senza pagare la gabella, certo che ti interessa imporre il software proprietario che ti garantisce il privilegio di essere un 'certificato'
        • the_poet scrive:
          Re: Come se il copyright non fosse legalità
          - Scritto da: CSOE
          Ma di cosa stiamo parlando ? Di 50euro ? Di 100 ? Beh, non mi pare che per avere un sistema operativo, un buon pacchetto di programmi da ufficio e un buon software di grafica (solo per parlare delle attività basilari nell'educazione informatica di un ragazzino) servano complessivamente 50 o 100 .
          Di invece che è una buona scusa per promuovere il
          settore dove uno campa, in modo da essere
          chiamato a fare consulenze nelle
          scuole.
          Dilla tutta, sai quanti PC da configurare ?
          Quanti corsi da fare ? E qualcuno che ci
          guadagna.I corsi vanno fatti a prescindere, sia che il software in questione sia proprietario o freeware. Non ho capito a cosa volessi riferirti, ma ti anticipo che non mi occupo di consulenze nelle scuole e non tengo corsi. Parlo esclusivamente per esperienza personale. Quando comprai il mio primo PC (12 anni fa circa) non c'era la possibilità di usare delle ottime alternative freeware ai vari software commerciali e dovevi arrangiarti in qualche modo. Adesso invece, per chi inizia, è tutto diverso!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2008 23.11-----------------------------------------------------------
  • lettore di wikipedia scrive:
    servono illustrazioni libere
    Ciao a tuttiho notato che una delle cose che fa la differenza di qualità nella documentazione sono gli schemi semplici e chiari, oppure le illustrazioni (schematiche o didascaliche) perché non sempre le fotografie svolgono la funzione migliore.Spesso una illustrazione schematica, semplificata, fornisce il CONCETTO senza fissare una immagine specifica (talmente specifica da non rendere riconoscibile una sua istanza leggermente differente) ... ed è meglio :)in wikipedia, ad esempio, ci sono centinaia di illustrazioni, ma sono comunque poche.Disegni, schemi, vettoriali o bitmap ... anche le foto sono buone, anche se possono essere certamente migliori: come già ampiamente dimostrato, la QUALITA' ha spesso poco a che fare con la professionalità. La gente che ha già i mezzi e le capacità e decide di mettere gratuitamente al servizio degli altri le proprie capacità e il proprio tempo non lo fa quasi mai "male"... anzi, spesso lo fa al meglio perché non lo fa per necessità o per spinta di qualcuno; magari fa poco, ma fa bene :)Quindi invito tutti quelli che hanno la mano santa a fare illustrazioni, schemi esplicativi, disegni per arricchire le pubblicazioni libere, wikipedia in primis, ma quelle che volete voi, ovviamente!
  • Daniele scrive:
    Difatti i Radiohead...
    Hanno fatto una bella mossa a distribuire sotto donazione il loro album... ci hanno raccattato solo qualche spicciolo, il resto dei downloaders non ha donato proprio una ceppa.Il Software libero puo' funzionare perche' si puo' guadagnare sull'assistenza, ma la Musica o i Film non si possono liberare dal copyright altrimenti gli artisti diventerebbero nullatenenti con la conseguenza del fallimento della categoria.
    • CSOE scrive:
      Re: Difatti i Radiohead...

      Il Software libero puo' funzionare perche' si
      puo' guadagnare sull'assistenza, ma la Musica o iNo, perchè sighifica che più assistenza serve e più guadagna il fornitore. Fornitore ed fornitore di assistenza devono essere in conflitto di interessi e l'assistenza deve essere un costo per il fornitore stesso.
      • Dazed and Confused scrive:
        Re: Difatti i Radiohead...
        - Scritto da: CSOE

        Il Software libero puo' funzionare perche' si

        puo' guadagnare sull'assistenza, ma la Musica o
        i

        No, perchè sighifica che più assistenza serve e
        più guadagna il fornitore.Ed è male? No spiegami, il software è libero e quindi liberamente accessibile dall'utente, l'azienda per il quale lavora lo sviluppatore guadagna, lo sviluppatore percepisce uno stipendio per fare ciò che più gli piace, e tutto questo sarebbe male?
        Fornitore ed fornitore di assistenza devono
        essere in conflitto di interessi e l'assistenza
        deve essere un costo per il fornitore
        stesso.????????????????????????????????????????????????
        • CSOE scrive:
          Re: Difatti i Radiohead...


          No, perchè sighifica che più assistenza serve e

          più guadagna il fornitore.

          Ed è male? No spiegami, il software è libero e
          quindi liberamente accessibile dall'utente,Si, perchè il fornitore guadagna se ti da software scadente, o limitato, o che per essere configurato ha bisogno di tecnici. Come se il meccanico ti vendesse la tua automobile, indovina come sarebbe e quale ti venderebbe ? Scomoda, con il vano motore grosso grosso e l'abitacolo con i fili a vista. Magari brutta, così vorrai migliorarla dandogli lavoro.E possibilimente che ha bisogno spesso di lui.
          • krane scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            - Scritto da: CSOE


            No, perchè sighifica che più assistenza


            serve e più guadagna il fornitore.

            Ed è male? No spiegami, il software è libero e

            quindi liberamente accessibile dall'utente,
            Si, perchè il fornitore guadagna se ti da
            software scadente, o limitato, o che per essere
            configurato ha bisogno di tecnici.Come windows intendi ?Infatti i tecnici vengono regolarmente chiamati anche solo per installare una stampante, quindi qual e' la differenza ?
            Come se il meccanico ti vendesse la tua
            automobile, indovina come sarebbe e quale ti
            venderebbe ? Scomoda, con il vano motore grosso
            grosso e l'abitacolo con i fili a vista. Magari
            brutta, così vorrai migliorarla dandogli
            lavoro.
            E possibilimente che ha bisogno spesso di lui.Si, stai parlando di windows:- Sverminamento dai virus 30E- Reinstallazione generica 30E- Configurazione e messa in sicurezza 30E- Antivirus 30E + costo dell'antivirus
          • CSOE scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            Si, stai parlando di windows:Io parlo di software, ed il sistema operativo, qualunque esso sia, è solitamente la parte più economica dell'insieme.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            non sei molto credibile.
          • amedeo scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            Non tieni conto che il fornitore ha interesse a produrre un software di qualita', altrimenti (nel caso di licenze Open) un altro puo' prenderlo, migliorarlo e distribuirlo a sua volta, portandogli via i clienti.Lo stesso discorso vale per il meccanico che dopo aver bidonato un paio di clienti con macchine scomode e brutte non riuscirebbe piu' a trovare altri polli.Il tuo ragionamento si adegua ad un mercato di monopolio, dove un fornitore puo' permettersi delle porcherie ben sapendo che i clienti non possono rivolgersi altrove e in piu' se non gli porti quantita' di denaro abbastanza corpose, l'assistenza non te la da neanche.
          • CSOE scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            caso di licenze Open) un altro puo' prenderlo,
            migliorarlo e distribuirlo a sua volta,
            portandogli via i clienti.Come si vede che non hai nessuna esperienza di sviluppo software. Un software scritto male o non documentato non ha valore, nessuno metterebbe su un gruppo per investirci. Basta pochissimo per renderlo non manutenibile da altri.
            Il tuo ragionamento si adegua ad un mercato di
            monopolio, dove un fornitore puo' permettersiIl mio ragionamento si applica a qualunque cosa nel mondo reale, è l'idea dell'open che è artificiale e "strana".
          • Dazed and Confused scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            - Scritto da: CSOE

            caso di licenze Open) un altro puo' prenderlo,

            migliorarlo e distribuirlo a sua volta,

            portandogli via i clienti.

            Come si vede che non hai nessuna esperienza di
            sviluppo software.


            Un software scritto male o non documentato non ha
            valore, nessuno metterebbe su un gruppo per
            investirci. Basta pochissimo per renderlo non
            manutenibile da
            altri.Alludi forse alla famigerata "annotazione ungherese" delle API win32? perché sai di solito il software open è sviluppato dalla comunità, e se i memebri della comunità programmassero con un sistema simile il software non verrebbe sviluppato; ricordiamoci che red hat fornisce assistenza non è l'unico sviluppatore di kernel, xorg, bash e chi più ne ha più ne metta.

            Il tuo ragionamento si adegua ad un mercato di

            monopolio, dove un fornitore puo' permettersi

            Il mio ragionamento si applica a qualunque cosa
            nel mondo reale, è l'idea dell'open che è
            artificiale e
            "strana".Nel mondo "reale" l'open è open, è il closed che finora ha cercato di rendere incomprensibili i sorgenti; se prendi i sorgenti di virtualdub, editor video scritto per win32, e quelli di kdenlive, scritto per *NIX, eppure entrambi liberi vedrai la differenza tra le chiamate alle api di sistema, quale delle due è più comprensibile?
          • amedeo scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            Come si vede che non hai nessuna esperienza di sviluppo softwareIn effetti sviluppo software solo da 23 anni e faccio assistenza solo da una decina... in questo breve lasso di tempo ho imparato pero' che la documentazione viene spesso ignorata dagli utenti (tanta che M$ dopo anni di carta sprecata per voluminosi manuali inutilizzati, ora ti fornisce il sistema con una documentazione che e' poco piu' di una brochure). Per quanto riguarda la documentazione 'interna' di sistemi proprietari ovviamente non sono in grado di replicare visto che non mi e' accessibile e non la posso quindi giudicare.
            Un software scritto male o non documentato non ha valore,
            nessuno metterebbe su un gruppo per investirci. Basta
            pochissimo per renderlo non manutenibile da altri.Questo vale anche per il tuo tanto amato software proprietario anzi, con un software open ci sono piu' possibilita' di migliorarlo ed adattarlo alle proprie esigenze, oltre a capirne il funzionamento leggendo i sorgenti invece di dover fare reverse engeenering. Proprio questa caratteristica permettera' la crescita di software scritti e documentati bene rispetto agli altri, gli sviluppatori sono in grado di abbracciare i progetti migliori e lasciare morire quelli di qualita' inferiore.Ci sono tanti progetti aperti che forniscono codice scritto bene ed una buona documentazione per l'utilizzo sia dal lato utente (manuali di uso) che per gli sviluppatori (manuali tecnici e api).Il fatto che sia facile renderlo non manutenibile dagli altri non e' un problema per chi decida di prenderlo e farne una propria versione, caso mai per chi l'utente che si lega ad uno sviluppatore scorretto che approfitta di questa possibilita'; mi sembra che tale caratteristica sia ancora piu' intrinseca nel software proprietario dove non esiste un manutentore alternativo.Negli anni ho conosciuto diversi sviluppatori, tra cui alcuni che approfittavano (o meglio, approfittano ancora) del 'monopolio' sul proprio applicativo per richiedere cifre spropositate a fronte di modifiche estremamente banali; questo diventa molto piu' difficile nel momento in cui il software diventi aperto: l'utente puo' rivolgersi a qualcun altro che sia piu' onesto. Per tornare al tuo esempio del meccanico, preferiresti essere obbligato ad andare sempre e solo dallo stesso e farti chiedere 200 euro per un cambio dell'olio o poter andare da un altro che invece e' onesto e ti chiede il prezzo giusto ? O non compreresti quell'automobile perche' sul libretto non e' documentato come eseguire il cambio dell'olio o tanti altri tipi di interventoriservati ai meccanici ?
          • CSOE scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            preferiresti essere obbligato ad andare sempre e
            solo dallo stesso e farti chiedere 200 euro per
            un cambio dell'olio o poter andare da un altro
            che invece e' onesto e ti chiede il prezzo giustoPreferisco cercare il prodotto che ha la milgiore rete di assistenza, certificata dal produttore. Un gestionale con menutentori certificati sul territorio è per me preferibile a un getionale open che viene seguito solo da una piccola software house.
          • krane scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            - Scritto da: CSOE

            preferiresti essere obbligato ad andare sempre e

            solo dallo stesso e farti chiedere 200 euro per

            un cambio dell'olio o poter andare da un altro

            che invece e' onesto e ti chiede il prezzo

            giusto
            Preferisco cercare il prodotto che ha la milgiore
            rete di assistenza, certificata dal produttore.Guarda io ho preso un'auto nuova pochi anni fa, ad un certo punto mi e' arrivata l'offerta di un controllo da parte loro, sono andato e mi hanno cambiato cinghia e olio... Mi e' costato circa il triplo che da un qualsiasi altro meccanico... Pero' era certificato dal produttore !Indovina cosa ho risposto alla successiva gentilissima offerta ?
            Un gestionale con menutentori certificati sul
            territorio è per me preferibile a un getionale
            open che viene seguito solo da una piccola
            software house.Il creatore di un gestionale a livello di territorio e' facile che scompaia se solo ha un incendio negli uffici, l'ho gia visto succedere...Non per problemi di backup o assicurativi, ma perche' i tipi nonostante l'assicurazione non avevano piu' i soldi per riaprire l'ufficio.
          • CSOE scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            Il creatore di un gestionale a livello di
            territorio e' facile che scompaia se solo ha un
            incendio negli uffici, l'ho gia visto
            succedere...Esatto, io preferisco un software di marca, assisistito da qualcuno sul posto.Se mi tratta male, posso cercami un'altro, sempre sullo stesso prodotto. Esattamente come con una automobile.
          • amedeo scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            Preferisco cercare il prodotto che ha la milgiore
            rete di assistenza, certificata dal produttore.Cosa completamente indipendente dal modello di sviluppo adottato
            Un gestionale con menutentori certificati sul
            territorio è per me preferibile a un getionale
            open che viene seguito solo da una piccola
            software
            house.Ora i gestionali a sorgente chiuso hanno piu' manutentori diffusi sul territorio ? Mi sembra una realta' piu' diffusa per il software aperto. Cosa significa manutentori certificati ? Intendi forse tecnici per l'assistenza ? Le certificazioni possono essere date solo da chi produce software chiuso ? (vai a spiegarlo a quelli di Whag che producono Mosaico).Ho visto alcuni gestionali (chiusi) di aziende italiane 'blasonate', utilizzati da miei clienti e posso assicurarti che molti loro tecnici 'certificati' sono solamente capaci a gestire le problematiche applicative piu' comuni e specifiche di quel software mentre non hanno una minima capacita' di integrazione col resto del sistema. Un esempio: per quale motivo un 'programma' di aggiornamento archivi (sempre attivo) non viene fatto girare come servizio ma obbliga ad entrare sul server come amministratore per lanciarlo (e' messo nei programmi di esecuzione automatica !) ed a lasciare la sessione aperta ? Cosa e' pietoso, il software o i tecnici certificati ?Che affidabilita' mi da un produttore di software (o il suo tecnico certificato) che per impostare il backup dei dati applicativi mi imposta una procedura che tutte le sere effettua il salvataggio di svariati giga di tutto l'applicativo perche non sa neanche quale sia il software e quali i dati ? Eppure questo succede per un applicativo che rientra al massimo fra i primi dieci produttori italiani, partner certificato M$ con una vasta rete di assistenza a sua volta certificata.
          • CSOE scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...

            Ora i gestionali a sorgente chiuso hanno piu'
            manutentori diffusi sul territorio ? Mi sembra
            una realta' piu' diffusa per il software aperto.Citami la rete di assistenza per gestionali open source più grande in Italia.Poi pensa a SAP.
            Cosa significa manutentori certificati ? IntendiPartner della azienda produttrice. Tutti i gestionali medio grandi ne hanno. Se il partner che ho trovato non mi piace o è incapace ne scelgo un altro e posso lamentarmi con il produttore del software.
          • hiccup scrive:
            Re: Difatti i Radiohead...
            mondo reale?mah secondo me oltre ad un paio di webzine...
    • Caio scrive:
      Re: Difatti i Radiohead...
      Già adesso la maggior parte dei gruppi musicali non guadagna una ceppa della vendita dei dischi, per questo sono perennemente in tour.Gli unici che ci guadagnano veramente sono i gruppi affermati da tempo, che poi si fanno pagare profumatamente anche ogni apparizione.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Difatti i Radiohead...
      - Scritto da: Daniele
      Hanno fatto una bella mossa a distribuire sotto
      donazione il loro album... ci hanno raccattato
      solo qualche spicciolo, il resto dei downloaders
      non ha donato proprio una ceppa.Falso.In media il loro album è stato pagato circa 30 sterline. Vuol dire che per ognuno di coloro che non ha pagato, un altro ha pagato più del relativo prezzo in negozio.
      altrimenti gli artisti diventerebbero
      nullatenenti con la conseguenza del fallimento
      della categoria.Falso, ci sono artisti che vivono delle vendite delle loro opere distribuite sotto licenza Creative Commons. Un esempio? questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Sananda_Maitreya.
      • Daniele scrive:
        Re: Difatti i Radiohead...
        -
        Falso.
        In media il loro album è stato pagato circa 30
        sterline. Vuol dire che per ognuno di coloro che
        non ha pagato, un altro ha pagato più del
        relativo prezzo in
        negozio.FALSISSIMO.. ma che fonti hai? La media è stata poco sopra le 2 sterline... altro che 30. baheccoti la mia fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/07_novembre_07/marchetti_radiohead.shtml
        Falso, ci sono artisti che vivono delle vendite
        delle loro opere distribuite sotto licenza
        Creative Commons. Un esempio? questo:
        http://it.wikipedia.org/wiki/Sananda_Maitreya.Arifalso, ci sono artisti si che rilasciano i brani sotto license open ma no, non ci campano :)campano d'altro...Chi ha detto cinema? Oo
  • CSOE scrive:
    Copyleft = No soldi = No autori
    Il copyright ha permesso agli autori di essere liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro, liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una dignità.Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo, insomma un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina ) ad un autore, così era prima del diritto d'autore.E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori al servizio del potenti, di qualche multinazionale o dello stato, che gli paga lo stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè gli va.Liberate i programmatori, non i programmi. ___________________________________________________http://closedclub.wordpress.com/
    • canis solaris scrive:
      Re: Copyleft = No soldi = No autori
      perche' invece di usare wordpress non ti compri una licenza di un cms closed? dai, cosi' le tue sparate saranno piu' credibili
    • Nifft scrive:
      Re: Copyleft = No soldi = No autori
      - Scritto da: CSOE
      Il copyright ha permesso agli autori di essere
      liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,
      liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una
      dignità.

      Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo, insomma
      un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina )
      ad un autore, così era prima del diritto
      d'autore.

      E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori
      al servizio del potenti, di qualche
      multinazionale o dello stato, che gli paga lo
      stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè
      gli
      va.

      Liberate i programmatori, non i programmi.
      __________________________________________________
      http://closedclub.wordpress.com/Personalmente preferisco un positivo miglioramento della società complessiva piuttosto che un arricchimento di un singolo (che poi tipicamente non è quasi mai l'autore...)Se questo significa che quel tizio che prima guadagnava su questo mercato è poi costretto a cambiar lavoro... mi interessa veramente poco. Anzi sono contento: magari farà qualcosa di più utile.Ora la gente tipicamente compra "X" quando tale "X", spesso anche di qualità superiore, è già a disposizione di tutti, o potrebbe esserlo con un minimo sforzo. (Ogni allusione a sistemi operativi è puramente voluta).Nell'ipotesi in cui la cultura del copyleft fosse veramente diffusa tra le masse, vorrebbe dire che la "merce" in questione tornerebbe ad essere patrimonio comune, dominio pubblico. Se questo è lo scenario allora si dimostrerebbe che l'attuale mercato ipertrofico su tale "merce" è solo un'appropriazione indebita di speculatori.Il mercato rimarrebbe solo la dove ha senso: ossia solo sulle opere di qualità.
      • CSOE scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori

        Anzi sono contento: magari farà qualcosa di più
        utile.Quel qualcuno è ovviamente l'autore del programma. E' questo è il rispetto degli autori che avete voi del copyleft ? Bene, allora scrivetevele le canzoni, i programmi ed i libri.
        Nell'ipotesi in cui la cultura del copyleft fosse
        veramente diffusa tra le masse, vorrebbe dire che
        la "merce" in questione tornerebbe ad essereChi sa perchè alla fine si finisce sempre sull'ideologia. E solleviamole queste masse ! Come diceva il re al facchino.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          Non crede a quello che dice. Uno che parla male dell'open source è poi usa wordpress è poco credibile.
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Non crede a quello che dice. Uno che parla male
            dell'open source è poi usa wordpress è poco
            credibile.Leggi FAQ. L'open source non è un software, posso amare linux ed odiare l'open.
          • Dazed and Confused scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            Non crede a quello che dice. Uno che parla male

            dell'open source è poi usa wordpress è poco

            credibile.

            Leggi FAQ. L'open source non è un software, posso
            amare linux ed odiare
            l'open.Non è un pò ipocrita? E' come dire: odio la religione, ma sono cristiano; odio il cemento ma amo le pareti.
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Non è un pò ipocrita? E' come dire: odio la
            religione, ma sono cristiano; odio il cemento ma
            amo le pareti.No, è come dire odio la religione cristiana ma mi piacciono le cattedrali gotiche.Odio la schiavitù, ma ammiro le piramidi egizie.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            Non è un pò ipocrita? E' come dire: odio la

            religione, ma sono cristiano; odio il cemento ma

            amo le pareti.

            No, è come dire odio la religione cristiana ma mi
            piacciono le cattedrali gotiche.Le cattedrali non sono un prodotto del cristianesimo. Se l'Europa fosse stata islamica avremmo avuto moschee gotiche. Diversamente, senza open source non ci sarebbe stato Linux.E' ipocrisia. Il fatto che tu abbia appuntato qualche patetica scusa non cambia questo fatto.
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Le cattedrali non sono un prodotto del
            cristianesimo. Se l'Europa fosse stata islamica
            avremmo avuto moschee gotiche. Diversamente,
            senza open source non ci sarebbe stato
            Linux.

            E' ipocrisia. Se lo dici tu. Secondo me invece un prodotto è solo un prodotto. Come una pistola non è cattiva di per se.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            no in questo caso il tuo ragionamento e fallato.Adoro i mezzi da guerra ma odio le guerre.Mi piace fare il passivo nel sesso anale ma odio gli omosessuali maschi.Ecc ecc...La tua è ipocrisia pura. Pirma di tutto odi Open source ma poi ti piaciono i software che producono! Insomma questo dice abbastanza della tua credibilità
          • Nifft scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            Le cattedrali non sono un prodotto del

            cristianesimo. Se l'Europa fosse stata islamica

            avremmo avuto moschee gotiche. Diversamente,

            senza open source non ci sarebbe stato

            Linux.



            E' ipocrisia.

            Se lo dici tu. Secondo me invece un prodotto è
            solo un prodotto. Come una pistola non è cattiva
            di per
            se.Non pensi api poveri programmatori di wordpress espropriati del proprio lavoro? (ironico) ;)
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE
            Leggi FAQ. L'open source non è un software, posso
            amare linux ed odiare l'open.Sei liberissimo di essere platealmente un ipocrita.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: CSOE
          E' questo è il rispetto degli autori
          che avete voi del copyleft? Bene, allora
          scrivetevele le canzoni, i programmi ed i
          libri.Chi sceglie il copyleft è sempre l'autore. Quindi la scelta è incontestabile.
          Chi sa perchè alla fine si finisce sempre
          sull'ideologia.Perché avere ed esprimere idee è ideologia. Ovviamente, se non hai idee, non sopporti le ideologie.
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Chi sceglie il copyleft è sempre l'autore. Quindi
            la scelta è incontestabile.Vero, infatti io dico che l'idea è pessima, come altri la sostengono.
            Perché avere ed esprimere idee è ideologia.
            Ovviamente, se non hai idee, non sopporti le
            ideologie.No, è quando si incomincia parlare di come dovrebbe essere il mondo, delle masse e altre amenità mischiate a dello stupidissimo software.
      • wumo scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori
        - Scritto da: Nifft
        - Scritto da: CSOE

        Il copyright ha permesso agli autori di essere

        liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,

        liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una

        dignità.



        Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo,
        insomma

        un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina )

        ad un autore, così era prima del diritto

        d'autore.



        E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori

        al servizio del potenti, di qualche

        multinazionale o dello stato, che gli paga lo

        stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè

        gli

        va.



        Liberate i programmatori, non i programmi.


        __________________________________________________

        http://closedclub.wordpress.com/

        Personalmente preferisco un positivo
        miglioramento della società complessiva piuttosto
        che un arricchimento di un singolo (che poi
        tipicamente non è quasi mai
        l'autore...)

        Se questo significa che quel tizio che prima
        guadagnava su questo mercato è poi costretto a
        cambiar lavoro... mi interessa veramente poco.
        Anzi sono contento: magari farà qualcosa di più
        utile.

        Ora la gente tipicamente compra "X" quando tale
        "X", spesso anche di qualità superiore, è già a
        disposizione di tutti, o potrebbe esserlo con un
        minimo sforzo. (Ogni allusione a sistemi
        operativi è puramente
        voluta).

        Nell'ipotesi in cui la cultura del copyleft fosse
        veramente diffusa tra le masse, vorrebbe dire che
        la "merce" in questione tornerebbe ad essere
        patrimonio comune, dominio pubblico.se io faccio un software, questo è mio, non di dominio pubblicoil pubblico se lo vuole, lo paga, altrimenti se lo fa da solostessa cosa vale per la musica, il cinema, la letteraturase poi qualcuno vuole glorificare il proprio ego con attività filantropiche, da parte mia c'è tutto rispetto, ma guai a chi associa il copyright alla illegalità o a chi pretende gratuitamente il lavoro altrui, in nome di uno fantomatico, nonchè inesistente dominio pubblico
        Se questo è
        lo scenario allora si dimostrerebbe che l'attuale
        mercato ipertrofico su tale "merce" è solo
        un'appropriazione indebita di
        speculatori.

        Il mercato rimarrebbe solo la dove ha senso:
        ossia solo sulle opere di
        qualità.la casa in cui vivi è fatta di atomi, che esistono in natura da sempre, quindi di dominio pubblicoperchè non ci doni la tua casa?
        • Matteo C. scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          Risposta superficiale e poco ponderata.Se è vero che chi realizza un software, una canzone o qulunque altra cosa ne detiene la proprietà è altrettanto vero che l'autore è parte di una collettività con delle regole.A oggi il mercato con i suoi prezzi è drogato da poche persone che non guadagnano onestamente sul proprio lavoro ma usano il proprio "peso" per circondarsi di norme atte a tutelarli e creare rendite di posizione ingiustificate, rendendoli dei "parassiti".
        • ateozzo scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: wumo
          se io faccio un software, questo è mio, non di
          dominio
          pubblico

          il pubblico se lo vuole, lo paga, altrimenti se
          lo fa da
          soloSi e allora? Nessuno qui sta parlando di piratare il lavoro degli altri. Anzi...
          la casa in cui vivi è fatta di atomi, che
          esistono in natura da sempre, quindi di dominio
          pubblico

          perchè non ci doni la tua casa?Da queste risposte sembra che non hai capito di cosa si sta parlando...
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: wumo
          tutto rispetto, ma guai a chi associa il
          copyright alla illegalità Rileggi l'articolo: mi pare che tu non abbia capito granché. Non c'è associazione tra copyright e illegalità, ma l'illegalità si presente esclusivamente con il copyright: è innegabile. C'è il bisogno di cultura da un lato ed i limiti del copyright dall'altro. La scelta delle licenze 'copyleft' eliminano tali limiti alla diffusione, senza rinunciare alla tutela della proprietà intellettuale. Informati.La scelta della licenza spetta esclusivamente all'autore. Le licenze libere mettono fuori gioco gli editori permettendo il contatto diretto tra autore e fruitore. A guadagnarci sarebbero gli artisti veri ed il pubblico. Ci perderebbero tutti i parassiti e gl'imbrattacarte da quattro soldi.
          • katun79 scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: www.aleksfalcone.org
            Ci perderebbero
            tutti i parassiti e gl'imbrattacarte da quattro
            soldi.Quattro soldi??? CALA CALA!!! Valgono meno! :P
    • wumo scrive:
      Re: Copyleft = No soldi = No autori
      - Scritto da: CSOE
      Il copyright ha permesso agli autori di essere
      liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,
      liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una
      dignità.

      Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo, insomma
      un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina )
      ad un autore, così era prima del diritto
      d'autore.

      E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori
      al servizio del potenti, di qualche
      multinazionale o dello stato, che gli paga lo
      stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè
      gli
      va.

      Liberate i programmatori, non i programmi.
      __________________________________________________
      http://closedclub.wordpress.com/già, è quello che penso sempre ioquesti santoni del freesoftware hanno, come nella loro cultura, annullato l'uomo. Tutti i loro simboli non sono altro che animali, GNU, volpi, camaleontiil programmatore è solo un numero nella comunità anonima, una creatura inutile fatta di cenere, la quale deve mettere al primo posto della sua vita il Dio Software, liberarlo dai cattivi closed e donargli tutta la sua vitaè incredibile come il fanatismo suicida riesca a infiltrarsi prima o poi negli ambiti in cui meno te lo aspetti
      • Dazed and Confused scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori
        - Scritto da: wumo
        - Scritto da: CSOE

        Il copyright ha permesso agli autori di essere

        liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,

        liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una

        dignità.



        Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo,
        insomma

        un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina )

        ad un autore, così era prima del diritto

        d'autore.



        E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori

        al servizio del potenti, di qualche

        multinazionale o dello stato, che gli paga lo

        stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè

        gli

        va.



        Liberate i programmatori, non i programmi.


        __________________________________________________

        http://closedclub.wordpress.com/

        già, è quello che penso sempre io

        questi santoni del freesoftware hanno, come nella
        loro cultura, annullato l'uomo. Tutti i loro
        simboli non sono altro che animali, GNU, volpi,
        camaleontiQuesti demoni del closed hanno come nella loro cultura, annullato l'uomo. Tutti i loro simboli non sono altro che oggetti o lettere astratte, finestre, sghiribizzi, o mele
        il programmatore è solo un numero nella comunità
        anonima, una creatura inutile fatta di cenere, la
        quale deve mettere al primo posto della sua vita
        il Dio Software, liberarlo dai cattivi closed e
        donargli tutta la sua
        vitail programmatore è solo un numero nell'azienda anonima, una creatura inutile fatta di cenere, la quale deve mettere al primo posto della sua vita il Dio Software, renderlo inattaccabile dai cattivi open e donargli tutta la sua vita
        è incredibile come il fanatismo suicida riesca a
        infiltrarsi prima o poi negli ambiti in cui meno
        te lo
        aspettiè incredibile come il fanatismo suicida riesca a infiltrarsi prima o poi negli ambiti in cui meno te lo aspetti
      • Nifft scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori
        - Scritto da: wumo
        il programmatore è solo un numero nella comunità
        anonima, una creatura inutile fatta di cenere, la
        quale deve mettere al primo posto della sua vita
        il Dio Software, liberarlo dai cattivi closed e
        donargli tutta la sua
        vitaInfatti tutti conoscono i nomi dei programmatori della Microsoft (giusto per fare un esempio). :D
        è incredibile come il fanatismo suicida riesca a
        infiltrarsi prima o poi negli ambiti in cui meno
        te lo
        aspettiE' incredibile constatare che ogni volta che qualcuno attacca l'open source od in generale il copyleft, come puntualmente questa persona non abbia capito nulla di nulla di nulla di quello di cui si sta parlando... Guardate che ad un certo punto il cervello ce lo dovete mettere voi per capire certe cose. Non è possibile imboccarvi tutto.
        • CSOE scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori

          copyleft, come puntualmente questa persona non
          abbia capito nulla di nulla di nulla di quello di
          cui si sta parlando...E' anche incredibile la saccenza di chi crede di aver capito tutto del mondo. Poi vai a vedere e scopri che sono idealisti che vivono fuori dal mondo, magari mantenuti.
          • Nifft scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            copyleft, come puntualmente questa persona non

            abbia capito nulla di nulla di nulla di quello
            di

            cui si sta parlando...

            E' anche incredibile la saccenza di chi crede di
            aver capito tutto del mondo. Poi vai a vedere e
            scopri che sono idealisti che vivono fuori dal
            mondo, magari
            mantenuti.Il problema è che qui si parla di pomodori e voi criticate parlando di patate. Non è saccenza. Le critiche che state facendo non centrano niente. Che vuol dire "il programmatore ha il diritto di essere tutelato"? Qualcuno ha per caso detto che i programmatori devono essere espropriati del proprio lavoro? Di cosa stiamo parlando? Prova a pensarci un attimo.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE
            E' anche incredibile la saccenza di chi crede di
            aver capito tutto del mondo.Vero. Tu stai ammettendo di non aver capito niente nella vita, ora, da bravo, sii uomo e comprati un CMS invece che rubare il lavoro altrui: dimostra che credi davvero alle stupidaggini che sostieni.
            Poi vai a vedere e scopri che sono idealisti che vivono
            fuori dal mondoGeneralmente si tratta di professionisti che lavorano per migliorare il mondo. Informati, è facile: i nomi dei collaboratori di tutti i progetti sono pubblicati sui siti ufficiali.
      • www.aleksfalcone.org scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori
        - Scritto da: wumo
        questi santoni del freesoftware hanno, come nella
        loro cultura, annullato l'uomo.Falso.Condivisione e solidarietà sono le basi fondanti di ogni società umana. La cultura della libertà è la cultura della società civile. La divisione artificiale tra le persone creata dalle multinazionali della cultura è la negazione dell'identità umana e della sua naturale propensione a socializzare.
        il programmatore è solo un numero nella comunità
        anonima, una creatura inutile fatta di cenereChe accidenti vai blaterando? Informati, invece di fare queste pessime figure.
        è incredibile come il fanatismo suicida riesca a
        infiltrarsi prima o poi negli ambiti in cui meno
        te lo aspettiQuale fanatismo?Condividere con gli altri è fanatismo?Sei ridicolo, renditene conto.
    • katun79 scrive:
      Re: Copyleft = No soldi = No autori
      - Scritto da: CSOE
      Il copyright ha permesso agli autori di essere
      liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,
      liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una
      dignità.No ha permesso di avere un nome su una copertina!!!I grandi guadagni sono della software house, o casa editrice che sia... L'autore PURTROPPO ci guadagna ben poco.
      E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori
      al servizio del potenti, di qualche
      multinazionale o dello stato, che gli paga lo
      stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè
      gli
      va.Mi pare che siano in questo stato adesso. Il software libero concede diritti non li toglie!!!Ti permette di usare il software come più ti pare, e se l'autore decide di VENDERE il suo codice è libero di farlo, al prezzo che vuole!!!Semmai dovrà comprendere anche i sorgenti, e chi li usa sarà costretto a ridistribuire quel lavoro modificato con la stessa licenza, e a riconoscere l'autore originale.
      • CSOE scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori

        Semmai dovrà comprendere anche i sorgenti, e chi
        li usa sarà costretto a ridistribuire quel lavoro
        modificato con la stessa licenza, e a riconoscere
        l'autore originale.Nessuno vende open source sotto GPL perchè è praticamente impossibile farsi pagare. Esempi sono ben accetti.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: CSOE
          Nessuno vende open source sotto GPL perchè è
          praticamente impossibile farsi pagare. Esempi
          sono ben accetti.Le più grandi aziende informatiche al mondo - MS esclusa - vendono software libero sotto licenza GPL. Oracle, IBM, Sun, Red Hat, Citrix, ecc.E se ne aggiungono continuamente di nuove: ti dice niente il nome Nokia?
        • katun79 scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: CSOE

          Semmai dovrà comprendere anche i sorgenti, e chi

          li usa sarà costretto a ridistribuire quel
          lavoro

          modificato con la stessa licenza, e a
          riconoscere

          l'autore originale.

          Nessuno vende open source sotto GPL perchè è
          praticamente impossibile farsi pagare. Esempi
          sono ben
          accetti.Mai sentito parlare di Red Hat? La loro versione Enterprise costa e parecchio, ma è solida a sufficienza, ma soprattutto ha una buona assistenza. Però essendo GPL ti mettono a disposizione i sorgenti e guarda caso, da quei sorgenti è nata CentOS.Che altro non è che una RH Enterprise Linux free. http://it.wikipedia.org/wiki/CentOSAd ogni modo, anche ammettendo che quello che dici sia vero (e come ho dimostrato non lo è), il fatto che "nessuno" venda software sotto GPL, non significa che NON può farlo, ma che non VUOLE farlo! Ed è ben diverso!!! :)
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Mai sentito parlare di Red Hat?
            La loro versione Enterprise costa e parecchio, ma
            è solida a sufficienza, ma soprattutto ha una
            buona assistenza.Infatti, quello che vendono è l'assistenza non il prodotto. Che infatti hanno preso già fatto e migliorato.Ripeto, nessuno campa vendendo programmi Open Source, vendono assistenza.
          • katun79 scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            Mai sentito parlare di Red Hat?

            La loro versione Enterprise costa e parecchio,
            ma

            è solida a sufficienza, ma soprattutto ha una

            buona assistenza.

            Infatti, quello che vendono è l'assistenza non il
            prodotto.
            Che infatti hanno preso già fatto e migliorato.Vendono ANCHE l'assistenza. Quando RH ha iniziato il prodotto quasi non c'era... Lo hanno "costruito" CON la comunità, non possono però dire di avere i "brevetti" di tutti i pacchetti che sono presenti nei loro repository, per cui di fatto ti vendono l'assistenza, ma RH gran parte di quel software l'ha fatto a sue spese con i suoi programmatori.
            Ripeto, nessuno campa vendendo programmi Open
            Source, vendono assistenza.In questo caso allora ti posso dire, neppure Microsoft vende Windows, ti vende la licenza!Peccato che di un programma open, puoi far di tutto, pure adattartelo alle tue esigenze se sei capace, mentre un programma closed source è così che ti piaccia o no, prendere o lasciare!Comunque il punto dell'articolo non è se il software open/closed source fosse buono o meno, vendibile o meno, ma sull'idea di far tornare alla legalità. Il software opensource meglio si presta rispetto a quello protetto da altre licenze a questo, proprio per l'estrema libertà che da all'utente finale. Il fatto che poi la maggioranza di quel software sia pure offerto gratuitamente non è un errore, ma un vantaggio!Questo non significa che chi paga per avere altri software proprietari non sia nella legge, ma la maggioranza degli utenti domestici, non spende cifre folli per Office!!!Molti di quelli che installano la copia di Office presa in ufficio sul pc di casa, forse sarebbero felici di usare Openoffice e fare le stesse cose, in maniera molto simile se non uguale. Ed è per loro che iniziative come questa sono da elogiare!Non tiriamo palate di cacca anche su iniziative ottime per favore!!!
        • amedeo scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          Mosaico (Whag) -www.teammmosaico.bizXT:Commerce - www.xt-commerce.com
        • amedeo scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          dimenticavo...Red HatSuSE (Novell)Mandriva
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Copyleft = No soldi = No autori
      - Scritto da: CSOE
      Il copyright ha permesso agli autori di essere
      liberi, liberi di guadagnare dal loro lavoro,
      liberi di bloccarlo, di possederlo, di avere una
      dignità.Falso.Il copyright ha dato potere agli editori.
      Patronato, sovvenzionamento, mecenatismo, insomma
      un ricco e potente che paga (o fa l'elemosina )
      ad un autore, così era prima del diritto
      d'autore.Nulla è cambiato. Gli editori hanno sostituito i mecenati. Gli autori continuano a vivere di elemosina.
      E adesso, qualcuno vorrebbe riportare gli autori
      al servizio del potenti, di qualche
      multinazionale o dello stato, che gli paga lo
      stipendio o gli elemosina qualche soldo finchè
      gli va.Falso: il copyleft consente il contatto diretto tra autore e fruitore, eliminando i parassiti. Per esempio tu puoi usare wordpress senza cercare un rivenditore ma direttamente dal sito di Matt Mullenweg.Sei tu stesso la prova che hai scritto falsità.
      • CSOE scrive:
        Re: Copyleft = No soldi = No autori

        Per esempio tu puoi usare wordpress senza cercare
        un rivenditore ma direttamente dal sito di Matt
        Mullenweg.Vero, e posso scaricarlo senza dargli il becco di un quattrino. Non solo, lui non può neppure ritirare la sua opera dal mercato, o chiedermi dei soldi in futuro, ha perso ogni diritto.
        Sei tu stesso la prova che hai scritto falsità.Al contrario, usandolo e non pagandolo, provo che il programmatore ha fatto male a regalarlo.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: CSOE
          Non solo, lui non può neppure
          ritirare la sua opera dal mercato, o chiedermi
          dei soldi in futuro, ha perso ogni diritto.Falso.Può chiudere il progetto, restando il titolare esclusivo del marchio, oppure può cambiare licenza, può vendere tutto o fare tutto ciò che vuole.
          Al contrario, usandolo e non pagandolo, provo che
          il programmatore ha fatto male a regalarlo.Falso.Ha fatto benissimo, ha regalato al mondo un ottimo software, usato dai più importanti organi d'informazione al mondo. Intanto ha guadagnato in quattro anni quanto probabilmente tu non potrai vedere in tutta la vita. Ha creato felicità per sé e per migliaia di altre persone.Dove sarebbe l'errore?
          • CSOE scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori

            Falso.
            Può chiudere il progetto, restando il titolare
            esclusivo del marchio, oppure può cambiare
            licenza, può vendere tutto o fare tutto ciò che
            vuole.Che chiudi ? Se Linus domani chiude sparisce linux ?
          • katun79 scrive:
            Re: Copyleft = No soldi = No autori
            - Scritto da: CSOE

            Falso.

            Può chiudere il progetto, restando il titolare

            esclusivo del marchio, oppure può cambiare

            licenza, può vendere tutto o fare tutto ciò che

            vuole.

            Che chiudi ? Se Linus domani chiude sparisce
            linux
            ?SI! Almeno con quel nome!Linux è registrato e non si può chiamare in altro modo. Quello che possono fare è un fork del progetto e ripartire da li, ma non sarà possibile chiamarlo Linux!
        • katun79 scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori
          - Scritto da: CSOE

          Per esempio tu puoi usare wordpress senza
          cercare un rivenditore ma direttamente dal sito di Matt

          Mullenweg.

          Vero, e posso scaricarlo senza dargli il becco di
          un quattrino. Non solo, lui non può neppure
          ritirare la sua opera dal mercato, o chiedermi
          dei soldi in futuro, ha perso ogni diritto. FALSO! Ha deciso come sfruttare il suo diritto!E ha deciso di non pensare solo al SUO profitto ma di lavorare per un bene superiore!!


          Sei tu stesso la prova che hai scritto falsità.

          Al contrario, usandolo e non pagandolo, provo che
          il programmatore ha fatto male a
          regalarlo.TU PENSI che ha fatto male, non è di questo avviso l'autore. Quindi TU non licenserai come GPL, o analoga licenza libera, un tuo software, mentre Mullenweg ha deciso che il SUO software sarebbe diventato parte della comunità. De gustibus! :)
        • amedeo scrive:
          Re: Copyleft = No soldi = No autori

          Al contrario, usandolo e non pagandolo, provo che
          il programmatore ha fatto male a
          regalarlo.Per quale motivo devi essere tu a decidere se abbia fatto male o no a regalarlo ? Probabilmente e' maggiorenne e vaccinato e sa decidere da solo cosa sia meglio per se' stesso.Se la pensi in questo modo, dovresti anche fare una campagna contro le organizzazioni onlus (magari Medici senza Frontiere) che prestano la loro opera senza rimpinzare qualche multinazionale.
  • Nifft scrive:
    Bellissima iniziativa
    Come da oggetto.Una piccola nota:Queste iniziative sono volte alla promozione di "una cutura della legalità" e al contrastare la cultura della violazione del diritto d'autore... Ma siamo sicuri che siano guardate di buon occhio dalle major ed in generale dall'"industria dei contenuti"?Assolutamente NO!!!Quello che spaventa massimamente le major non è la pirateria, la violazione del copyright! E' proprio la diffusione di massa della cultura del copyleft!!! :)
Chiudi i commenti