Esame tossicologico per i nanocosi

Non saranno eseguiti test di ecocompatibilità, comunque attesi per il futuro, ma le nanotecnologie saranno sottoposte ad uno screening senza precedenti. In nome della prudenza, della saggezza e dei Windsor
Non saranno eseguiti test di ecocompatibilità, comunque attesi per il futuro, ma le nanotecnologie saranno sottoposte ad uno screening senza precedenti. In nome della prudenza, della saggezza e dei Windsor


New York (USA) – Le nanotecnologie sono sicure? E’ il quesito che tormenta ormai da tempo la comunità scientifica internazionale, divisa tra entusiasti e scettici, talvolta addirittura neoluddisti . Uno studio patrocinato dall’ International Life Sciences Institute tenta finalmente di muovere i primi passi nell’ analisi tossicologica dei nanomateriali, accusati da più parti di essere altamente dannosi per l’equilibrio biologico del pianeta.

“Daremo uno sguardo approfondito agli effetti che i nanomateriali hanno sull’organismo umano, ma purtroppo non prevediamo test sull’ecocompatibilità delle nanotecnologie”, sostiene Barbara Karn, una scienziata che lavora al progetto: “L’aspetto ecologico della questione rimane comunque di primaria importanza e da approfondire successivamente”.

Il rischio maggiore è che i cosiddetti “nanocosi” possano intervenire a livello molecolare , viste le loro ridottissime dimensioni. Un campo d’azione che permetterebbe persino di influenzare la neurochimica cerebrale , ad esempio, portando possibili cambiamenti inaspettati nel comportamento umano.

Molti prodotti nanotecnologici sono già diffusi sul mercato : processi produttivi e materiali “nano” vengono utilizzati nella creazione di cosmetici e fibre tessili. Questi, secondo quanto espresso dagli studiosi, potrebbero irritare irrimediabilmente le cellule dei tessuti, a partire dalla pelle fino ad arrivare ai polmoni ed altri organi.

Gli scienziati analizzeranno la tossicità dei materiali attraverso vari test riguardanti la loro interazione con l’organismo umano. La somministrazione di nanocosi potrebbe essere presto una realtà, specialmente nel campo biomedico. Verranno pertanto prese in esame forme di somministrazione orale, intramuscolare e respiratoria di particelle nanoscopiche totalmente sintetiche, sviluppate grazie alle tecnologie produttive odierne.

Limitare la sperimentazione selvaggia di queste nuove tecnologie è di importanza vitale , specialmente se gli studi specialistici dovessero evidenziare gravi rischi legati alla biocompatibilità. Un approccio che negli anni si va consolidando e che ha visto tra i suoi alfieri persino il principe Carlo d’Inghilterra , un approccio dovuto anche ai pesanti stanziamenti pubblici e privati che stanno consentendo al settore nanotech di accelerare rapidamente il proprio passo di sviluppo.

L’ assenza di norme che regolino lo sviluppo della ricerca nanotecnologica – dicono i più acuti osservatori – è ormai una questione bruciante per qualsiasi stato moderno che voglia cogliere le sfide del progresso scientifico, sempre più orientato all’infinitamente piccolo.

Tommaso Lombardi

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11 10 2005
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